domenica 30 novembre 2014

Rapida e tentennante biografia tralasciona

Bill Lee nasce verso la fine degli anni 80 vicino verona. Fin da piccolo dimostra una spiccato odio per le autorità e le istituzioni. Al’età di 5 anni, dopo aver ricevuto una leggera sberla da una suora le da della “faccia da maiale” e riceve in cambio un sonoro ceffone. Lì nasce anche il suo odio per la religione cristiana. Nel tempo libero legge fumetti di paperino e altri paperi. Sviluppa un odio profondo per topolino.
In quinta elementare compra le sue prime cassette musicali: Gli anni degli 883 e Baby one more time di Britney Spears. Poi per fortuna compra Americana degli Offspring e scopre la musica punk.
Britney Spear diventa la sua principessa delle seghe, ispirando e occupando interamente le sue prime fantasie sessuali. Nello stesso periodo s’innamora dei film horror, grazie soprattutto a Nightmare, inizia a leggere Dylan dog ed è un bimbo felice finchè a undici/dodici anni, purtroppo, guarda il film “l’esorcista” e si convince che il diavolo, prima o poi, entrerà nel suo corpo. Smette di guardare film horror. Smette di leggere Dylan dog. Smette di legggere qualunque cosa. Smette quasi di dormire.
A quattordici anni, praticamente tutti i giorni, invece di andare a scuola, fa colazione al bar, legge il giornale, fa il sudoku e il cruciverba nella penultima pagina e alle 9.15 è davanti  alla Fnac ad aspettare l’apertura delle porte. Alle ore 9.30 entra di corsa alla Fnac e si piazza davanti alla play station, dove resterà per un buon paio d’ore; quando non ha voglia di giocare a play station riscopre i libri: libri idioti. Alla fnac,  a tempo perso, un po’ per volta, legge praticamente tutti i libri scritti dai comici di zelig di quegli anni ( anna maria barbera flavio oreglio, pali e dispari, dario Vergassola, quello di sochmacher, Ale e Franz ecc) e qualche altra puttanata tipo 3 metri sopra al cielo. (Anni più tardi rimpiangerà di non aver avuto qualcuno che indirizzasse meglio le sue letture )
Qualche anno dopo incontra il primo, immenso, indimenticabile amore della sua vita: Guitar Hero.
Bill diventa un maestro della chiatrra di plastica e, solo per colpa di un amico cantante veramente poco intonato, perde l’occasione di andare a Madrid a far festa per un week end sbronzandosi come un cane, partecipando alla finale europea di guitar hero. Tutto spesato.
Grazie a guitar hero esplode la sua passione per la musica: dal punk al metal al jazz al reggae allo ska al fottuto rock n roll, la musica diventa parte fondamentale della sua vita.
Nei turbolenti anni dell’adolescenza il giovane coltiva la sua passione per l’alcool devastandosi con shottini colorati e aperitivi imbevibili, vomitando decisamente troppe volte.
Raggiunta la maggiore età decide di diventare un consumatore abitudinario di cannabis perché la ritiene una sostanza valida e decisamente molto utile.
Inizia a farsi domande sulla vita, sulla morte, sul significato delle cose, inizia a volersi documentare, inizia a voler sapere, Ricomincia a leggere. Legge Kant Voltaire e Nietsche e ama Schopenhauer, che lo convince che la vita è fondamentalmente una merda ma, in fin dei conti, devi andar avanti ed essere moooolto felice per le piccole cose belle.
Ricomincia a leggere romanzi con Pahlaniuk e Welsh poi Bukowski poi salta qua e là, ma gli va di citare solo Philip K. Dick e Kurt Vonnegut. Due geni.
Ha un periodo in cui legge tutto ciò che ha a che fare con la droga dalle “Confessioni di un mangiatore d’oppio” di de Quincey a “le mille luci di New York”(Mc Inerney), passando per tutte le porcate di Burroughs.
William Seward Burroughs, insieme a qualche altro folle tipo Aldous Huxley, sono tra le ragioni principali che spingono Bill ad esperienze più o meno fugaci con altri tipi di sostanze tra le quali è doveroso citare la coca(soldi buttati), la Keta(....) e l’ecstasy(l’unica che consiglierebbe a tuo figlio).
I suoi gusti cinematografici disgustano tutti  i suoi conoscenti.
Di cose importanti, nella vita non ne ha mai fatte.
 di posti, per ora, ne ha visti pochi.
 di persone ne ha conosciuto a bizzeffe ma a volte gli sembra di non conoscere nessuno.
Adesso ha superato i venticinque anni, sente di averne trentadue, ha paura di tutto e non sa cosa vuole fare da grande. Ma sotto sotto, lui è tranquillo e rilassato e felice.
Felice anche solo di non aver più paura dell’esorcista, che può sembrar na cazzata, ma è stata una grande vittoria.

era un film terribile.

martedì 25 novembre 2014

Fatti reali che pensavo di avere dimenticato.

Sottotitolo: volevo rispondere ad un commento, poi ho visto che andava troppo per le lunghe.


Fracatz sul mio ultimo post scrive:

Hai provato a fartelo da solo il tuo vino ?
In genere non viene un granchè, specialmente se compri uva scadente, però mette allegria, fa pisciare e rilascia molte endorfine in tutto il suo processo dalla realizzazione al consumo



tu ci hai provato?

un tizio che conosco perchè è il collega di un mio amico e qualche sera abbiamo bevuto alcool assieme, si è messo a produrre della birra. Per la precisione tre diversi tipi di birra.
Sosteneva si essere uno forte, ha "fatto" la birra numerose volte, continuando a migliorarsi e ad acquisire esperienza fino a padroneggiare l'arte mastrobirraia ded arrivare a produrre tre diversi tipi di birra.  L'ha data in giro a molti suoi amici e, visto che piaceva a tutti e la gente non faceva altro che complimentarsi con lui, ha iniziato a venderla. Mi ha incuriosito molto, soprattutto perchè non ho mai assaggiato della birra prodotta nella cantina di un ubriacoso.
Allora lui, molto gentilmente, ci ha regalato una bottiglia (a me e al nostro amico comune) della sua birra più forte. Si chiamava diablo o qualcosa del genere. Faceva tra gli 8 e i 9 gradi. Il tizio ci ha detto " butei state all'occhio perchè sta birra ti va subito in testa. Ti spadella". Poi ci ha anche detto di stare attenti perchè la fermentazione di quel tipo di birra produce un sacco di gas e quindi nella bottiglia c'era un sacco di pressione e quando fai per aprirla il tappo viene sparato fuori tipo quello di uno spumante che è stato agitato per venti minuti e poi immediatamente aperto.
Anche se eravamo curiosi ed io l'avrei aperta e bevuta lì, subito, calda (era agosto), appena l'ho avuta in mano, il mio amico, che chiamerò Neal Cassidy perchè non ho voglia di continuare a scrivere "il mio amico", l'ha voluta portare a casa e conservarla per un occasione speciale.
Due giorni dopo, senza nessuna occasione speciale da festeggiare, abbiamo deciso di aprire la Diablo.

Neal Cassidy mi passa a prendere, salgo in macchina e la Diablo è lì, tra i miei piedi.  Siamo così curiosi ed eccitati che ci fermiamo per strada, a 50 metri da casa mia, per aprire subito la birra,
Neal decide di scendere dalla macchina per evitare che l'eccessiva pressione nella bozza possa far schiumar fuori della robba sui sedili della sua auto e devo dire che, da lui, non mi sarei mai aspettato un comportamento così prudente e saggio.
Così scendiamo e Neal stringe la birra con una mano, con l'altra prende il tappo e, appena fa un pelo di forza, si sente uno scoppio e una roba che dovrebbe essere il tappo della bottiglia vola a settecento chilometri orari su su e sempre più su, quasi perfettamente dritto sopra le nostre teste, su e ancora su, verso il cielo, fino a sparire totalmente dal nostro campo visivo. Nel frattempo una fontana di schiuma esce dal collo della nostra Diablo, Neal appoggia a terra la bozza che sembra un vulcano e stiamo lì, inebetiti, a guardarla schiumare come una pepsi ripiena di mentos,
Nel giro di 10 secondi tutta la birra è andata.
Nella bottiglia resta solo della schiuma gorgogliante, non v'è nessuna traccia di liquido.
Ci guardiamo esterrefatti e aspettiamo che la schiuma scompaia per lasciare spazio a della fottuta birra.
Dopo svariati minuti, sul fondo della bottiglia si formano 4 o 5 centimetri di liquido giallastro, mentre la schiuma continua, gorgogliante, a farla da padrona. Neal ne beve un sorso, fa una smorfia disgustata e mi passa la Diablo. La assaggio, è sgasatissima, e non ha nemmeno lontanamente il sapore di birra.. la definizione più calzante per quel liquido è; acqua sporca.
Siamo molto delusi, poi ci rendiamo conto che il tappo della Diablo non è mai tornato a terra, probabilmente a centinaia di metri di altezza ha incontrato una qualche corrente che l'ha portato chissà dove. Allora abbiamo riso e siamo andati al bar a sbronzarci.






Ps: Per la guardia di finanza: nessuna persona di mia conoscenza produce illegalmente birra in uno scantinato nè, tantomeno, la vende senza rilasciare regolare scontrino fiscale.
Però spaccia fumo a 6 euro al grammo.

domenica 23 novembre 2014

Ier sera ho bevuto un sacco di vino.


Il tutto fluttua verso un senso compiuto. Non che sia predestinato, semplicemente fluttua, come una densa morbida corrente, i fatti e le cose vanno e succedono e il tempo rapido rapido rapido scorre
tic toc e le cose vanno benino ma spesso vanno male
tic toc e tu t’incazzi, bestemmi, hai i coglioni girati e ti stanno sui coglioni tutti
Ma non serve, ti puoi sbattere quanto vuoi ma la corrente scorre sempre e tu flutti galleggi scuotendoti come un forsennato.
Tic toc A volte realizzi, ti calmi, sorridi, prendi ilsole

Mi piace Outside the loop stupendo sensation dei Meganoidi.
Non mi è piaciuto molto Breaking Bad. Non che sia brutto. Ma pensavo meglio.
E OH MIO DIO HO VISTO UN FILM IN CUI NICHOLAS CAGE INTERPRETA NON UNA, MA BEN DUE PARTI.

E’ Il ladro di orchidee. Non male.

Solo io penso che Django Reinhardt sia un nome cazzutissimo? Se poi sa anche suonare bene la chitarra, pur avendo due dita in meno degli altri, beh, rock. 



mercoledì 19 novembre 2014

Consiglio di lettura.

Il mondo gli aveva prestato così poca attenzione che lui si credeva morto.

“Cristo, quando torno a casa me ne sto a parlare per delle ore con quel fottuto del mio cane”.
“Allora siamo in due.”

-Gli avevo dato una vita che non valeva la pena vivere, ma gli avevo dato anche una ferrea volontà di vivere. Era questa una combinazione abbastanza diffusa sul pianeta terra.-

-Una creatura di nome Zog arriva sulla terra su un disco volante per spiegare come evitare le guerre e curare il cancro. Zog sbarca di notte nel Connecticut. Ha appena messo piede a terra, che vede una casa in fiamme, vi si precipita dentro, scoreggiando e ballando il tip-tap per avvertire gli abitanti del terribile pericolo che corrono. Il padrone di casa gli spacca il cranio con una mazza da golf.-

-Quando Don e i suoi amici escono dal cinema vengono avvicinati da prostitute umanoidi che offrono loro uova, latte e così via.-

Ed ecco quant’ebbe a dire sulla propria morte: “perbacco perbacco.”

-Qual è lo scopo della vita? Essere gli occhi e gli orecchi e la coscienza del creatore dell’universo, imbecille.-

-Ad ogni uomo donna e bambino che non aveva una proprietà venne consegnato un grande pallone pieno di elio.-

-Quella fascetta di carta assicurava Dwaine che non era assolutamente il caso di temere che animaletti a forma di cavaturacciolo gli si infilassero nel buco del culo e divorassero il suo impianto elettrico.-

-Una volta aveva scritto un racconto a proposito d’uno scimpanzé ottimista divenuto infine presidente degli stati uniti.-

ERA PIENO DI GENTE IN PATTINI A ROTELLE.
GIRAVANO TUTT’INTORNO IN CONTINUAZIONE.
NESSUNO SORRIDEVA.
GIRAVANO INTORNO E BASTA”

Da: La colazione dei campioni

di: Kurt Vonnegut.

lunedì 17 novembre 2014

L'ispirazia

Ho perso l’ispirazia
             per strada, da qualche parte
Me l’ha rubata un robot americano schizofrenico

C’era un tempo
   finito,      sperduto nello spazio
      in un raggio verde-blu elettrico
Era un tempo in cui scrivevo orribili
    Stupidi racconti.
Ero felice.
 A me piacevano.
Mi pareva di aver fatto qualcosa.
Pensavo: Oggi non ho buttato via
                un’ altra giornata
               Oggi ho creato qualcosa

Non scrivo più racconti.
     Ho perso l’ispirazia.
Non mi sforzo neanche più
  di trovare un bel finale

    per le cazzate che scrivo

sabato 15 novembre 2014

Recensione: Somewhere



Somewhere, di coppola sofia, è un film pigro e svogliato.
Si apre con la telecamera ferma che inquadra una ferrari che gira in cerchio per 5 minuti, praticamente Sofia ti fa subito capire che questo sarà uno dei film più lenti di sempre.
Ed è effettivamente così. Ci sono svariate inquadrature che durano troppi minuti, inquadrature inutili, statiche, che ti annoiano lentamente, cercando di farti addormentare.
E vogliamo parlare del fatto  che la ragazzina che dovrebbe avere 11 anni è interpretata da un'attrice altissima che ne dimostra 17? Meglio di no.
Sai di cosa voglio parlare? Vorrei capire, se in un FILM DI UN'ORA E MEZZA hai il tempo di inserire 6 o 7 scene in cui nessuno dice nulla e non succede niente per svariati minuti, COME MAI quando il protagonista porta a casa sua figlia lei entra direttamente in casa senza suonare o bussare? Perchè non inserisce una merdosa chiave nella serratura della porta? Perchè la cazzo di porta d'ingresso di casa sua è già aperta?
Mi ha fatto girare il cazzo.
Dovrebbe essere un film serio, non una cazzo di sit-com di negri dove steve archel ti entra in casa così a cazzo tra gli applusi del pubblico, capito?
Le porte d'ingresso, nelle abitazioni reali, nella vita vera, sono chiuse a chiave.


Nella mia ignoranza cinematografica avevo una certa stima per coppola sofia infatti, dopo aver visto Lost in Translation, ricordo di aver pensato che nella vita non mi era mai capitato di vedere un film che non parlasse di niente senza annoiarmi e Lost in translation, cazzo, è l’apoteosi del niente.
Trama di lost in translation: Lui incontra lei al bar dell’hotel e le dice mercoledì prossimo parto. I due si incontrano diverse volte in quel bar e chiacchierano di cose più o meno inutili mentre passano i giorni ed è mercoledì, lui va via, il film finisce.
E’ una merda. Ma l’ho guardato senza accorgermene. Saranno stati i dialoghi, saranno stati gli attori, fatto sta che un film statico, basato sulle conversazioni tra i personaggi, avrei immaginato mi frantumasse i coglioni mentre LIT mi è passato attraverso senza che quasi me n’accorgessi. E’ stata un’esperienza anomala, particolare e molto positiva.
Esattamente il contrario di Somewhere che, a differenza di LIT, cerca di parlare di cose, su tutte il raporto padre-figlia, ma non convince, anzi, tritura i maroni.
Ribadisco: è un film pigro, svogliato, molto lento, molto noioso e schifosamente pretenzioso.
Non perdere il tuo tempo, non guardarlo.
E’ talmente brutto che non ho resistito ed ho dovuto recensirlo immediatamente dopo averlo visto.
Aggiungo con tono perentorio che, mai più, nella vita, guarderò un altro film di Coppola Sofia.
(Ho visto anche  Bling Ring. E l'unico aggettivo che ora mi viene in mente è: evitabile).


venerdì 14 novembre 2014

Vivo?



Vivo. Sono ancora vivo.
Vivo e immobile.
Mi muovo solo per andare a lavorare alle 5 e venti del mattino.
Non c’è niente peggio di alzarsi alle 5 per andare a lavoro.
Anche se il mio lavoro consistesse nello scopare fiche ed assaggiare salumi pregiati
Comunque mi sveglierei alle 5 bestemiando.
Comunque mi sveglierei pensando fanculo i salumi
Mi sveglierei pensando fanculo le fiche.
         Aspettatemi, vi scopo domani.
          O oggi, ma verso sera magari.

Io vedo la tv.
E la sento anche.
Ed è uno strazio terribile.
in quest'organismo inutile.
E la tv è per le strade, la tv è la gente e
Barbara marianna giovanna o come cazzo si chiama dice che non è molto importante quello che gli altri pensano di te e si mette il fondotinta per scendere a prendere la posta.

Nonostante ciò, sono ancora vivo.

Mi sentite??

lunedì 10 novembre 2014

Le Correzioni

Le Correzioni, di Jonathan Franzen è, credo, il libro più bello che ho letto nel 2014.
Le sue 600 pagine ti scorrono dentro senza che tu te ne accorga perché Franzen ha una scrittura veramente piacevole che mescola ironia e poesia.
Ma la cosa veramente ben riuscita, in questo romanzo, sono i personaggi. La trama non è una vaccata ma non è nemmeno incredibile. Invece è incredibile come Franzen ti faccia entrare nella testa dei suoi personaggi cosìcche tu possa capire che nonostanteognuno mostri di avere idee opposte agli altri,  modi di vedere e di vivere completamente diversi, tutti sono convinti di fare la cosa giusta, e immagino sia così  anche nella vita vera.
Il libro è la storia di Alfred, onesto e rigoroso capofamiglia che lotta contro il progredire di una malattia, sua moglie Enid che vuole apparire sempre felice e benestante (Franzen sulla sua casa dice che “i suoi figli non erano intonati all’ambiente”)anche se non si sente affatto così, e i loro tre figli: Gary il ricco capitalista americano, Denise la chef che cerca la sua strada nella vita, e Chip il maledetto, il punk coi pantaloni di pelle, il professore ripudiato, l’anticonformista della famiglia.
Franzen ti racconta pezzi delle loro vite intrecciandole tra di loro e con quele di altri personaggi, facendoti entrare nelle loro teste, condividendo i loro pensieri, sempre con uno stile perfetto. Come dicevo in apertura, la sua scrittura è saggia ma al tempo stesso ironica, penetra in fondo ad ogni situazione ma non la tira mai troppo per le lunghe. E’ poetico al punto giusto e sboccato al punto giusto e colto al punto giusto.
“..quando veniva colto di sorpresa ogni frase diventava un’avventura nella foresta”
Beh, che cazzo altro ti devo dire?
Se leggi leggilo, se non leggi brucia all’inferno.

“Si rifiutò di piangere. Pensò che se avesse sentito il proprio pianto, alle 2 di notte in una stanza di motel puzzolente, forse il mondo avrebbe cessato di esistere.

Se non altro aveva disciplina.”

domenica 9 novembre 2014

La fine del mondo



La fine del mondo è un bel film.
Fa ridere.
Ma ha dei colpi di scena mica da scherzo.
Sai di andare sul sicuro perché il regista è quello di “l’alba dei morti dementi”, e questo film dovrebbe concludere la TRILOGIA DELCORNETTO (non c’è continuità tra i tre film, infatti il secondo non sapevo nemmeno esistesse fino a due minuti fa).
I protagonisti sono sempre Simon Pegg e Nick Frost, gli stessi dell’alba dei morti dementi, solo un sacco più vecchi.
La trama sarebbe che c’è sto tizio di 40 50 anni, alcoolizato, che vuole riunire i suoi 4 amici per fare il miglio alcoolico. Il miglio alcoolico consiste nel bere una pinta in ognuno dei 12 pub del paese.
I 5 impavidi eroi ci avevavo già provato da ragazzi, nel ’90: Ma tra sboccate, gente che vòlta via e problemi vari, non sono riusciti a finirlo.

Il film non è un capolavoro ma è ben fatto ed è strano ed è originale e, insomma merita.
E va visto così, un pò a scatola chiusa, che è pieno di sketch forti e citazioni e non mi va di spoilerare.



domenica 2 novembre 2014

Chris Cunningham

Oggi ho visto una cosa che mi ha sconvolto. Non rimanevo così impressionato da quando ho visto Eraserhead.

E' un video di 6 minuti. Non è un video musicale nè un vero e proprio cortometraggio, in quanto non c'è una vera e propria trama.
Esattamente come eraserhead.
La situazione si fa interessante, eh?
Ma partiamo dall'inizio.
Chris Cunningham è un genio inglese del '70 che, lasciata la scuola, si riesce a far assumere sul set di Hellraiser 2 e capisce che la sua strada nella vita è fare cose che colpiscano la gente.
Lavora con David Fincher ad Alien 3 poi, nel '97, realizza il suo primo folle e perverso video-clip musicale per la canzone Come to Daddy (o lo guardi tutto, o lasci stare) di Aphex Twin.

Raggiunta la fama Chris continua a realizzare video musicali per Aphex Twin e Portishead, collabora con gente tipo Madonna e realizza il pluripremiato video di All is full of love per Bjork.
Si cimenta con successo nel campo degli spot pubblicitari, lavora per sony, nissan, telecom e più recentemente per Gucci.

Nel 2000 si ritira e si fa i cazzi suoi per quasi 6 anni ma quando torna, butei quando torna presenta Rubber Jhonny: un cortometraggio visionario ed inquietante girato quasi interamente in infrarossi e musicato dal solito Aphex Twin. Anche se "musicato" non è proprio la parola adatta perchè di musica ce n'è gran poca.
Allora metto il video perchè secondo me dovresti guardarlo così alla cieca, però se ti mette troppo a disagio puoi prima leggere qua sotto quello che penso della faccenda, vedi un pò tu.

Chris Cunningham- Rubber Jhonny


Allora siccome di cinema e di arte in generale io non capisco un cazzo vi dico quello che ho inteso dal corto: Rubber Jhonny è un bambino deforme stile elephant man ma più cupo e triste. Suo padre (o il suo creatore o il suo tutore)  lo picchia e lo fa vivere in una stanzetta con un chihuahua (perchè, immagino, quel cagnetto è l'unica forma di vita che gli somigli, con quel testone gonfio). Quando rimane solo, Jhonny viaggia e sogna come tutti gli altri bambini: Sogna che la sua stanza non abbia pareti, sogna di correre e sfrecciare con la sua carrozzina mentre schiva raggi laser e, forse, sogna di ballare. Ad un certo punto ci sono facce che si sfracellano contro un vetro. queste sono le uniche immagini a colori ma francamente non riesco a spiegarle. Forse jhonny sogna di sfracellare e deformare i volti delle persone "normali" per renderle come lui.
poi il padre apre la porta e Jhonny torna nel mondo vero. E' triste.
Ah, il cane non sembra per niente felice di vivere con lui. Fine

All'inizio ho provato una forte inquietudine, tanta tanta angoscia all'imbocco dello stomaco ed altre sensazioni negative. Nella parte centrale, quella dei laser, mi sono divertito ed ho sorriso. Alla fine ero schifato e sconvolto.
Hai capito? Rubber Jhonny non è bello, esattamente come elephant man non è bello e il feto alieno di eraserhead non è bello ma la bellezza non è ciò che è bello, la bellezza definisce ciò che ti trasmette una grande e potente sensazione, capito?
una ragazza sexy trasmette seduzione, ti scalda il cuore ed i pantaloni e quindi è una cosa bella.
Una curva in moto ai centotrenta all'ora non ha nulla a che fare con una figa ma è bella perchè trasmette un sacco di adrenalina.
Quindi Rubber Jhonny è bellissimo perchè trasmette tantissimo.
Questa è ARTE.
Perchè l'arte, la VERA ARTE ti fa agitare, ti sconvolge, ti emoziona.
Rubber Jhonny in sei minuti ti mette a disagio, ti disorienta, tutti quei suoni e quelle immagini sparaflashate ti scombussolano i sensi, ti coinvolge e sconvolge occhi e orecchie, lo senti dentro allo stomaco, lo senti nelle spalle scendere scavando appena sotto la pelle come un verme, lasciandoti brividi freddi fin sugli avambracci.
Rubber Jhonny è arte
Chris Cunningham è un vero artista.
 Amen