lunedì 10 novembre 2014

Le Correzioni

Le Correzioni, di Jonathan Franzen è, credo, il libro più bello che ho letto nel 2014.
Le sue 600 pagine ti scorrono dentro senza che tu te ne accorga perché Franzen ha una scrittura veramente piacevole che mescola ironia e poesia.
Ma la cosa veramente ben riuscita, in questo romanzo, sono i personaggi. La trama non è una vaccata ma non è nemmeno incredibile. Invece è incredibile come Franzen ti faccia entrare nella testa dei suoi personaggi cosìcche tu possa capire che nonostanteognuno mostri di avere idee opposte agli altri,  modi di vedere e di vivere completamente diversi, tutti sono convinti di fare la cosa giusta, e immagino sia così  anche nella vita vera.
Il libro è la storia di Alfred, onesto e rigoroso capofamiglia che lotta contro il progredire di una malattia, sua moglie Enid che vuole apparire sempre felice e benestante (Franzen sulla sua casa dice che “i suoi figli non erano intonati all’ambiente”)anche se non si sente affatto così, e i loro tre figli: Gary il ricco capitalista americano, Denise la chef che cerca la sua strada nella vita, e Chip il maledetto, il punk coi pantaloni di pelle, il professore ripudiato, l’anticonformista della famiglia.
Franzen ti racconta pezzi delle loro vite intrecciandole tra di loro e con quele di altri personaggi, facendoti entrare nelle loro teste, condividendo i loro pensieri, sempre con uno stile perfetto. Come dicevo in apertura, la sua scrittura è saggia ma al tempo stesso ironica, penetra in fondo ad ogni situazione ma non la tira mai troppo per le lunghe. E’ poetico al punto giusto e sboccato al punto giusto e colto al punto giusto.
“..quando veniva colto di sorpresa ogni frase diventava un’avventura nella foresta”
Beh, che cazzo altro ti devo dire?
Se leggi leggilo, se non leggi brucia all’inferno.

“Si rifiutò di piangere. Pensò che se avesse sentito il proprio pianto, alle 2 di notte in una stanza di motel puzzolente, forse il mondo avrebbe cessato di esistere.

Se non altro aveva disciplina.”

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