mercoledì 19 novembre 2014

Consiglio di lettura.

Il mondo gli aveva prestato così poca attenzione che lui si credeva morto.

“Cristo, quando torno a casa me ne sto a parlare per delle ore con quel fottuto del mio cane”.
“Allora siamo in due.”

-Gli avevo dato una vita che non valeva la pena vivere, ma gli avevo dato anche una ferrea volontà di vivere. Era questa una combinazione abbastanza diffusa sul pianeta terra.-

-Una creatura di nome Zog arriva sulla terra su un disco volante per spiegare come evitare le guerre e curare il cancro. Zog sbarca di notte nel Connecticut. Ha appena messo piede a terra, che vede una casa in fiamme, vi si precipita dentro, scoreggiando e ballando il tip-tap per avvertire gli abitanti del terribile pericolo che corrono. Il padrone di casa gli spacca il cranio con una mazza da golf.-

-Quando Don e i suoi amici escono dal cinema vengono avvicinati da prostitute umanoidi che offrono loro uova, latte e così via.-

Ed ecco quant’ebbe a dire sulla propria morte: “perbacco perbacco.”

-Qual è lo scopo della vita? Essere gli occhi e gli orecchi e la coscienza del creatore dell’universo, imbecille.-

-Ad ogni uomo donna e bambino che non aveva una proprietà venne consegnato un grande pallone pieno di elio.-

-Quella fascetta di carta assicurava Dwaine che non era assolutamente il caso di temere che animaletti a forma di cavaturacciolo gli si infilassero nel buco del culo e divorassero il suo impianto elettrico.-

-Una volta aveva scritto un racconto a proposito d’uno scimpanzé ottimista divenuto infine presidente degli stati uniti.-

ERA PIENO DI GENTE IN PATTINI A ROTELLE.
GIRAVANO TUTT’INTORNO IN CONTINUAZIONE.
NESSUNO SORRIDEVA.
GIRAVANO INTORNO E BASTA”

Da: La colazione dei campioni

di: Kurt Vonnegut.

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