martedì 21 ottobre 2014

A che cazzo serve il test del QI?

E’ importante che mi seguiate. Allora ci son sti tizi (Binet-Simon)che inventano un modo per valutare il quoziente d’intelligenza delle persone.
La formula è: QI= Età mentale: Età biologica X 100.

In pratica se Marietto ha 10 anni e risolve problemi per bambini di 13 anni ha un Qi di 130.
(13:10)x100.

Poi n’altro tizio ha fatto un altro test più complesso (Wais) dividendo il qi in una parte lessicale ed una visiva.. con gli anni hanno fatto una seconda e poi una terza versione del test.
Prendo direttamente da wiki:
“La terza edizione della WAIS, (WAIS-III del 1997), consiste di 14 gruppi di problemi: 7 verbali (Informazione, Comprensione, Ragionamento aritmetico, Analogie, Vocabolario, Memoria di cifre e Ordinamento di numeri e lettere) e 7 di abilità (Codificazione di cifre e simboli, Completamento di immagini, Block Design, Matrici di Raven, Riordinamento di storie figurate, Ricerca di simboli e Assemblaggio di oggetti)”

Qualcuno a questo punto si sarà detto “ma come facciamo a raggruppare ciò che i vari e diversi test del Qi vogliono trovare?”
<<<Un'analisi matematica dei punteggi parziali di un singolo test del QI, o sui punteggi provenienti da una varietà di test differenti (come lo Stanford-Binet, WISC-R, Matrici di Raven, Cattell Culture Fair III, Universal Nonverbal Intelligence Test, Primary Test of Nonverbal Intelligence, e altri) dimostra che essi possono essere descritti matematicamente come la misura di un singolo fattore comune e di vari altri fattori specifici per ogni test. Questo tipo di analisi fattoriale ha portato alla teoria che a unificare i più disparati obiettivi che i vari test si prefiggono sia un singolo fattore, chiamato fattore di intelligenza generale (o g), che corrisponde al concetto popolare di intelligenza. Normalmente, g e il QI sono per il 90% circa correlati tra loro, e spesso vengono usati interscambiabilmente.
I test differiscono tra loro su quanto essi riflettano g nel loro punteggio, piuttosto che un'abilità specifica o un "fattore di gruppo" (come abilità verbali, visualizzazione spaziale, o ragionamento matematico). La maggior parte dei test del QI deriva la propria validità prevalentemente o interamente da quanto essi coincidano con la misura del fattore g, come le Matrici di Raven. >>>

A posto così, grazie. Una matrice di Raven sarebbe un quadrato diviso in 9 parti. Nelle prime otto parti c’è una figura, e tu devi trovare l’ultima.
Esempio di matrici di Raven semplici:


 


In base a quante matrici riesci a risolvere si può capire più o meno quanto sei intelligente.
Adesso, dico io. Siccome sappiamo che c’è un test con cui al 90% circa possiamo stabilire il quoziente d’intelligenza di una persona perché non usiamo queste cazzo di matrici di Raven?
Perché nelle scuole, invece di dividere gli studenti a caso in sezioni diverse, non ci sono in prima L quelli con Qi Più di 110, in prima M quelli con Qi tra 90 e110 e in prima N quelli con meno di 90?
Per gli insegnanti sarebe più facile seguire una classe in cui i ragazzi hanno tutti più o meno le stesse potenzialità. I cretini non si sentirebbero poi così cretini, perché si troverebbero in mezzo ad altri cretini, mentre i più dotati sarebbero spronati a dare di più perché inseriti in un ambiente più competitivo. Inoltre anche i professori, finalmente, potrebbero essere premiati per il loro impegno di modo che quelli più motivati, motivanti e preparati possano insegnare a ragazzi con un Qi alto.

Ora parlavo di scuola ma è chiaro che, secondo me, bisognerebbe tener conto del Qi per altri scopi, in altri campi, senza però essere troppo discriminanti.
Segue un piccolo esempio:

Leggi fondamentali così su due piedi in merito al quoziente intellettivo(di Bill Lee).
-Chiunque voglia intraprendere una carriera politica deve avere un QI di almeno 95. Sotto i 95 non puoi isciverti a nessun partito.
-Chiunque, con Qi inferiore a 95 tenti di iscriversi ad un partito verrà fucilato.
-Chiunque, con un Qi inferiore a 95 tenti di fondare un proprio partito verrà fucilato e annegato.

-Per avere una tessera elettorale e poter votare bisogna avere compiuto diciotto anni e avere un QI minimo di 90.
-Chi ha un Qi superiore a 110 può votare due volte.

-Per candidarti a sindaco o a qualunque ruolo di rilievo a livello comunale o regionale sono necessari 100 punti QI.

-Per Camera, Senato e altri ruoli d’importanza nazionale limite minimo 110 punti.

-Per fare il poliziotto-carabiniere o simili almeno 90.
-Chi ha più di centoventi punti, per legge, non può prendere ordini diretti da persone che hanno più di venti punti in meno.
(In pratica  se tu sei un 128 e il tuo capo turno in fabbrica è un 96, automaticamente prendi il suo posto o vieni spostato in un reparto in cui il capoturno è almeno un 103).

Ci sarebbero tante altre applicazioni utili, se vi viene in mente qualcosa potete mandarmi una mail oppure scriverne una a Napolitano che contenga, come oggetto: “Bill Lee presidente! Dimettiti dio boia”

A chi mi verrà a dire :”ma così una persona buona seria e affidabile e con un sacco di buone qualità ma non molto intelligente non potrà più far carriera?” la mia risposta è: “Si, frocio testadicazzo, forse qualche persona mediocre perderà la sua possibilità ma sicuramente eviteremo un sacco di problemi."

QI famosi:

Albert Einstein: QI 160
Baruch Spinoza: Qi 175
Buonarroti Michelangelo: QI 190
Ludwig Van Beethoven: QI 165
Quentin Tarantino: QI 160
Immanuel Kant: QI 175
Johann Wolfgang Goethe: QI 210
Madonna(Quella che canta): QI 140
Bush padre: QI 98
Henry Lee Lucas(Un serial killer americano che ha accoppato più di 200 persone): QI 89

Andy Warhol: QI 86

12 commenti:

  1. In vita mia mi sono prestata solo una volta a fare un test sul Q.I. Il risultato fu soddisfacente ma non ho mai avuto il coraggio di replicare che magari quella volta m'ha detto culo. In ogni caso c'hai molta ragione. Nel senso che io ho preso ordini da gente idiota per anni. Quelle persone non dovrebbero occupare ruoli di responsabilità, sono deleterie.

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    1. un punto per me!
      Ricordati di scrivere a Napolitano.

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  2. da insegnante (maestra, non prof) dico che non sono d'accordo all'idea di mettere "i professori più motivati, motivanti e preparati" con ragazzi con un Qi alto. semmai, in un'ipotetica suddivisione per capacità, li metterei con quelli con un Qi + basso.
    e cmq non sono d'accordo nemmeno all'idea di una suddivisione in classi di intelligenze. sarebbe + facile lavorarci, certo, ma ciò porterebbe a una immediata etichettatura tra classe dei fighi e classe degli sfigati (tipo scuola americana, insomma)

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    1. La mia è una provocazione, tipo "la modesta proposta" di Swift.

      Mi correggo: I prof più motivati motivanti e preparati dovrebbero poter scegliere in che classe insegnare.

      Comunque non ci sarebbe la divisione tra i fighi e gli sfigati semplicemente perchè ci sono dei ragazzi intelligenti e brillanti che sono comunque degli sfigati. In pratica in ogni classe ci sarà comunque il "bulletto, il ciccione e l'effeminato".
      Solo che il bulletto intelligente prenderebbe in giro il ciccione intelligente con fini battute ironiche mentre il bulletto stupido darebbe fuoco ai capelli dell'effeminato stupido. C'est la vie.
      Ti ho convinta?

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    2. uno diventa figo per il carattere non per i voti.
      Da quel punto di vista le classi sarebbero equilibrate come ora.

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    3. non mi hai convinta :)
      1. con che diritto i prof + motivati potrebbero scegliere la classe? in base alla motivazione? e chi la stabilisce?
      2. intendevo differenze in base alle classi, non all'interno della stessa classe

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    4. Allora teniamo tutto com'è e lasciamo che le giovani menti fuggano in germania.

      No, seriamente, nella mia scuola ideale il preside o qualcuno da lui nominato gira per le classi e valuta i prof in base a:
      -Metodo d'insegnamento
      - media dei voti dei suoi alunni
      (ovviamente rapportati alla difficoltà dei compiti)
      - un questionario che compileranno gli studenti.
      - risultati raggiunti ecc

      e cose così, insomma.Dai in qualche modo bisognerà pur fare.Basta cavillare! Per una volta che uno ha un'idea rivoluzionaria dovremmo supportarlo, cazzo! :-)

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  3. sbagli nel pretendere di avere politici con un più alto QI, già arrubbano tanto ora, figuramoce poi.
    lo stesso vale per i capi di primo livello o quadri, sono scelti solo per qualità di caporalato, devono essere disposti a tutto e basta per aver garantito uno stipendio superiore ai loro sottoposti
    Un'azienda non può privarsi delle persone valide nel loro campo (es: tecnici) promuovendole a capi, farebbero 2 errori, magari un bravo tecnico non ha capacità di caporale.
    Per aver diritto al voto basta leggere il programma del partito degli under 70.000

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    1. alla fine del post ho messo una lista che faccia intendere
      QI alto = alta possibilità di senso civico. Tanta moralità.

      Anche se è un'idea basata sul niente.

      Ovviamente non è sempre così. Hitler a quanto pare era intelligente.
      Ho anche letto che un QI basso darebbe origine più facilmente a morbosità e psicosi(per questo il riferimento al serial killer).

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  4. Post molto interessante, ma questione complessa.
    In realtà, dividere a priori potrebbe provocare più danni che altro, anche perchè i fattori che entrano in gioco - in tutti i campi - sono molteplici, sia intuitivi, che intellettivi, che culturali.
    Un pò come Una poltrona per due.
    Bel blog, comunque. Ti seguo volentieri.

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    1. come ho scritto a ciku il post nasce come provocazione, ho scritto un sacco di minchiate.
      Però sul discorso scolastico sono abbastanza convinto.
      In altri paesi lo fanno già.
      In un documentario ho visto una classe di bambini giapponesi geniali e assurdi che risolvevano operazioni complessissime in pochi secondi. Pazzesco.

      Grazie James, anch'io ti seguo volentieri già da un pò. Ma in silenzio

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