martedì 4 febbraio 2014

Romanzo con cocaina


Siamo negli anni ’30 a Parigi, nella sede di una rivista per russi espatriati in Francia arriva un pacco contenente un romanzo senza alcuna notizia sull’autore.
Il romanzo viene pubblicato un pò per volta ma siccome in francia non ci sono abbastanza letterati russi emigrati la rivista fallisce prima che il romanzo sia pubblicato completamente.
Quando, qualche anno dopo, il romanzo fu finalmente pubblicato per intero, si accese il dibattito sul suo autore. Visto lo stile piuttosto raffinato con cui è scritto alcuni pensarono che potesse essere l’opera di uno scrittore famoso che avesse voluto restare anonimo ed indicarono nabokov come possibile autore.
Nabokov in merito ha dichiarato: Io, sta roba, non l’ho scritta.
Negli anni 80 il romanzo viene ripubblicato e tradotto in varie lingue, le ricerche proseguono e si scopre che l’autore è un certo Mark Lazarevich Levi che, - nessuno sa perchè, si era firmato M.Ageev- si dice sia stato effettivamente un russo emigrato a costantinopoli e poi tornato in russia dove sarebbe morto nel ‘73.
Ma le notizie non sono sicure.
UAO
E io mi son detto: La storia è già forte e devo ancora iniziare a leggerla.
Il romanzo parla di Vladimir, un ragazzo russo che fin dall’inizio si presenta come una persona disgustosa, che maltatta la povera madre e sperpera denaro corteggiando ragazze. Vladimir allo stesso tempo dimostra però di essere un ragazzo colto e sveglio e nei suoi pensieri affornta temi importanti e si pone interrogativi esistenziali.
Questa doppia personalità è interessante e mi ha fatto prendere bene sin dalle prime pagine.
C’è da dire che, anche se si chiama “romanzo con cocaina” di coca non v’è traccia per tre quarti del libro, ma quando il protagonista ha il primo incontro con la droga s’immerge subito in... niente, basta spoiler.

Come dicevo le notizie sull’autore sono scarse e incerte ed io quindi mi sono fatto il mio trip ed ho deciso che l’autore nel libro ha voluto mettere a nudo tutti i suoi pensieri sulla politica, la guerra, le religioni, l’animo umano e quando l’ha finito ha detto: “bene, non ho più niente da dire”. Ed è sparito.
Tipo Salinger. O le Las Ketchup.

E’ sicuramente un libro da leggere perchè:
-Ageev scrive davvero bene, sembra lo faccia di mestiere.
-Ageev ha scritto solo questo libro, quindi vedilo come un suo testamento, l’unica traccia del suo passaggio in questa vita.
- E’ corto. Sono 160 pagine.
- I discorsi del protagonista, anche se il romanzo ha quasi 90 anni, sembrano molto attuali e fanno rifettere (a volte).  

12 commenti:

  1. Sembra carino.Sarei curiosa si sapere l'effetto della cocaina su uno che maltratta la madre ma ha pensieri esistenziali.
    Lo cercherò!

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    1. grande.
      spargi il verbo di M.Ageev.

      E magari ricambia consigliandomi qualche romanzo sesso droga e rock n roll...

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    2. In realtà io di solito non leggo romanzi.Penso di avere uno dei tipi di lettura più noiosi esistenti(non so perché ma è così).Leggo per lo più romanzi storici o biografie,che di solito alla maggior parte della gente fanno due palle assurde..vabbeh.Cercherò Ageev e poi se mi piacerà spargerò il verbo ^.^

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  2. Me lo segno. Spero si trovi in giro.

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    1. forse dovrai cercare un pò ma non credo sia introvabile.

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  3. Segnato. Tu potresti provare Shantaram, potrebbe piacerti. E' la storia di un evaso di prigione, eroinomane, spacciatore e assassino. Il libro non è male, la storia è vera. Il tizio è questo http://it.wikipedia.org/wiki/Gregory_David_Roberts

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    1. cristo ho appena letto qualcosa su shantaram e sembra molto interessante. solo che sono milleduecento cazzo di pagine. mi spaventa un pò.
      Sarà un altro infinite jest.
      di nuovo.

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  4. tra l'altro ho aggiornato la lista film.
    E' una lista semprepiù importante

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  5. beato a te che hai ancora la memoria per leggere, potresti sacrificarti e poi farci una recensione per noi impossibilitati

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  6. sapevo che ti sarebbe piaciuto.

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