sabato 22 giugno 2013

metodo anticoncezionale infallibile.

Non posso credere che nessuno dica niente di questa faccenda.
Anche perchè la pubblicità la fanno quotidianamente sui canali più visti.
Dai, parlo del NUOVO sistema anti-concezionale.
PERSONA, si chiama.
Quel coso che lei dice a lui “ehi bello, vuoi montarmi sopra e cavalcarmi come un cowboy? sono una puledra inputtanita.”
E lui fa, pensieroso: “Mmm mah, non so, dovrei prima vedere cosa dice il nuovo coso anticoncezionale.”
Allora lui lo guarda e fa, con aria sconsolata: “ oh no, amore, porco il dio. Il nostro sistema anticoncezionale dice che oggi è una giornata rossa quindi non posso cavalcarti e inocularti il mio seme speziato perchè c’è il serio rischio che t’ingravidi.”

 Hai capito, zio?
Quindi niente scopata. Non riesco a trovare l’anticoncezionalità di sta roba.
Non scopare non è un fottuto metodo anticoncezionale, stronzi ritardati.
Come non mangiare non è una fottuta dieta.
“Dottore, sono grassa, mi può consigliare una dieta?”
“mmm, signora, vediamo un pò. La mia macchina per le diete dice che lei pesa 79 chili quindi non dovrà mangiare nulla finchè il suo peso non scenderà a 58.”
“Grazie dottore, ora si che sono felice”
“Si figuri.”

Anticoncezionale: che si oppone al concepimento, alla fecendazione.
Stronzi ignoranti. Si oppone al concepimento non all’intero atto sessuale.

Capito, zio? La signora dimagrirà, ma non grazie ad una dieta.
Come i due stronzi della pubblicità non avranno figli. Non grazie al loro nuovo metodo anticoncezionale.

“Ehi, zio”
“Oh, cazzo vuoi?”
“Ho un’idea, cioè, forte, no. ti spiego. Ho inventato na cosa anti incidenti stradali. Non guidare.”
“Genio. Perchè invece non ti fai meno canne e ti cerchi un lavoro vero?”

Dai su, butei, la madonna, quella roba lì che ti dice quali sono i giorni fertili ha una sua utilità ma non è un metodo anticoncezionale, altrimenti anche tagliarsi il cazzo e i coglioni lo sarebbe.
Qualcuno dovrebbe denunciare chi ha creato quella pubblicità. O perlomeno sputagli in viso se lo incrocia per la strada.

lunedì 17 giugno 2013

Poliglottite

Quando ero piccolo spesso parlavo da solo. Mi raccontavo cose che già sapevo. Così. Tanto per sentire una voce.
L’avevo anche scritto nel primo post pubblicato sul vecchio blog su splinder. Anni fa.
Vabbè.
Poi ho iniziato a parlarmi sempre meno. Adesso poi, che ho la donna quasi sempre con me non posso mica star lì a parlar da solo, che sennò sembro un cretino.
E poi lei mi direbbe “ ma porco dio pur di non cagarmi ti metti anche a parlar da solo, sei proprio un figlio di puttana”. E non mi va.
              MA
Quando la donna non c’è ed io non ho niente da fare cioè tipo quando son lì in bagno seduto sul cesso e sento che devo cagare ma lo stronzo proprio non vuol saperne di uscire, e si, vabbè non solo quando cago, ci mancherebbe, comunque, ogni tanto parlo ancora da solo.
Che poi in realtà non parlo da solo, parlo con uno che non c’è, che è ben diverso.
(parlare a persone che non ci sono è quasi sempre molto più rilassante e soddisfacente di parlare con uno che è veramente lì. Anche perchè quando uno è lì tende ad interrompermi e io mi infastidisco).
E’ incredibile quante volte sono riuscito ad andare fuori tema in 5 minuti. Roba da matti.
Dicevo che parlo da solo.
E cerco di parlare in inglese. Riesco a dire tante parole che non pensavo neanche di sapere però quando prima volevo spiegargli al tizio che non c’era come di fa un risotto mi sono impappinato perchè non sapevo dire un cazzo. non sapevo dire brodo nè padella nè dado nè tante altre cose allora ho smesso di parlargli e ho scritto il post.
Non ditemi come si dice brodo.
Voglio scoprirlo un giorno così per caso. È più romantico.

lunedì 10 giugno 2013

...

Teste lucide sbarbate e illuminate da sorrisi scintillanti spuntano spavalde da colletti di camicie eleganti mentre ragazzine dalle spalle e gambe scoperte si atteggiano da dive, sorseggiando spumanti in calici stretti.
Odio tutta questa gente. Odio i loro sorrisi.
 L’enoteca è gremita, il bancone del bar pieno di stuzzichini con salse colorate, la musica che definirei sud americana è decisamente troppo alta. Una trentenne con là  faccia da cinquantenne e i vestiti di una teen-ager  Lo fissa e appena incrocia il suo sguardo si volta verso la sua amica grassa; parlano e ridono.
Parlano e ridono di me, puttane. Ora rompo un calice in modo che resti solo un gambo scintillante tutto sbeccato male e lo pianto lo conficco lo spremo cazzo nella gola di quella grassona.
Voglio una fontana di sangue.
Tad finalmente torna al tavolo, col suo solito tic facciale post-pippata.
“Ahhhh sta roba brucia come il cazzo di Aziz. E aaaahhhh” il buon Tad deglutisce vistosamente e “cazzo che amarezza. Buona però. Prendiamo un rosso?”
“Smetti di toccarti il naso da coglione e andiamo via da qua. Odio sto posto. Sono l’unico senza camicia e la gente mi guarda male.”
“Sei in paranoia, non ti guarda nessuno”.
Stronzo di un cocainomane del cazzo, tu e i tuoi posti da fighetti dimmerda.
Ok sono in paranoia, comunque odio sto posto e sta gente”.
La trentenne con la faccia da vecchia continua a guardarLo, lui la nota con la coda dell’occhio mentre Tad sta dicendo qualcosa e “che cazzo hai da guardare?” sputa fuori fissando la grassona con una smorfia da malato di mente. la tipa si gira di scatto, prende per mano l’amica e si sposta di qualche metro.
Brava cicciabomba di merda spostati dai coglioni sennò ti ammazzo.
“Ok, sei troooopo agitato vecchia spugna, dai, tequilina al volo e cambiamo posto”.
I due vanno al bancone, bevono una tequila poi un’altra, poi Tad chiacchiera col barista per troppo tempo...
Dio dio dio sporco questo frocio non si muove, parla più di una fighetta dimmerda....

Finalmente i due sono fuori dal locale, andando alla macchina incrociano un paio di ragazze vestite a festa, Tad fa una specie di inchino per lasciarle passare.
Alla bionda gli farei un servizio completo di quelli che si ricorda per un bel pezzo. L’altra invece è un sacco dimmerda, con quei dentoni da cavallo merita solo una legna forte nei denti davanti, cavallona spompinacani figadilegno.
“Allora dov’è che andiamo?”
“Dammi la bamba. Dammi l’i phone. Va al Roses”
Tad sorride e allunga il sacchetto e il telefono al compare, nel mentre accende la macchina e con calma esce dal parcheggio...

... Mi guardo nello specchietto e ho la faccia di un coglione: occhiaie da cannoni e pupille dilatate. Tad sembra sempre un fiore. Sicuramente userà qualche cazzo di crema viso anti età, anti rughe o qualche cazzo di stronzata da donna imbecille. Che frocio!
Quando la bamba gli entra in circolo Tad ha un mezzo sorriso stampato perenne in faccia. Ha un che di Bateman, quello di American Psycho, anche se fisicamente non assomiglia un cazzo a Christian Bale.
Ho voglia di violenza, romperei qualche osso. Che vita dimmerda.Che palle che noia. Sempre le stesse facce, gli stessi cazzo di posti, le stesse cazzo di serate.
Cicchetto e subito dentro al Roses: almeno qua la gente non è stereotipata. Ci sono i giubotti di pelle, tizi in felpa, tizi ben vestiti e tizi in tuta. Femmine in tuta no.
Tagliandola corta vengono scolate un tot di pinte di guinness poi compaiono il Robbo Spud e Simon: altra pinta veloce con loro e cannolicchio maxi dietro al benzinaio. Tad non fuma, per lui solo eccitanti.
“Sto frocio non fuma neanche. Per me invece va bene tutto, basta che faccia male”
“C’è un Rave giù al bosco ma dobbiamo prima beccare le donne. che sono dal Teo. Andiamo là?”
“Certo Taddy caro cucciolo bello, però fammi fare un altro colpo dai. E mi devi finanziare che col giro di pinte ho finito tutto il cash.”
“Sierve altro, senor??”
“Dai no taddy no party, vienmi incontro in questa situazione di estrema difficoltà porco il dio.”
“Ma si, vai tranqui, stase offro io.”
Dio grande, stasera bevo a gratis...
I due risalgono in macchina lasciano gli altri tre stronzi al bar.

...Entrano dal Teo fatti come cachi, si sparano tre brugal uno in fila all’altro, raccolgono le ragazze che sembrano esser già cariche e via verso il Rave.
Due coglioni, non c’ho cazzi di rave del cazzo. Sempre la stessa musica pumpumpum, sempre la stessa gente sconvolta sfatta dura, ne ho le palle piene di tutto e di tutti. Mi sta sul cazzo il mondo.

Parcheggiata la macchina la truppa cammina addentrandosi tra gli alberi seguendo il casino dei bassi tunz tunz.
“Dove cazzo è il posto? Sto sudando porca troia. Ci metto mezzora a truccarmi e poi esco con voi stronzi che mi portate in mezzo alla jungla e le zanzare..” è la Ali che si lamenta, solita.
“Un pò più avanti, altri due tre minuti neanche”
“Fanculo spero che almeno sia una festa decente”
Due tre minuti dopo arrivano in una radura: tre tende piantate, un tavolo pieno di alcool, ragazzi che fanno girare un chillum seduti attorno a un fuoco. Davanti alla console e alle due casse enormi che fanno vibrare il terreno ci sono una ventina di fattoni; la maggiorparte delle ragazze balla discretamente bene, anche se questa Goa è velocissima, frenetica e fottutamente imballabile. I ragazzi si muovono a merda, la maggior parte di loro non ci prova neanche, dondolano e si trascinano in giro come degli orsi ubriachi. Le ragazze vanno subito a cercare dell’Md mentre Tad inizia a chiacchierare col Phil. I due prendono una bottiglia di vodka secca scadente, ci danno tre 4 sorsate aggressive, fanno un refill con mezza latta di redbull (operazione che ha il solo scopo di colorare la bevande affinchè i cervelli dei due pensino di bere un cocktail e non vodka liscia. Il gusto del drink ovviamente non è cambiato). Beh, con sta bottiglia in mano i due si infilano in una tenda dove presumibilmente inizieranno un droga tour molto intenso.
Le ragazze ballano e sembrano felici. Tutti sembrano divertirsi.
Ma Lui non c’è. Le ragazze non l’hanno più visto, la maggior parte degli altri festaioli non l’ha nemmeno visto arrivare. Lui E’ sparito.