giovedì 21 febbraio 2013

Amsterdam (ultima parte)

Suona una sveglia di merda e mickey la posticipa 6 o 7 volte finchè verso le 8 e trenta ci alziamo intorpiditi e ci diamo una sistemata veloce. Mentre Mallory si apparecchia (operazione lunghissima e fastidiosa) preparo il primo joint della giornata e scendo a far colazione con La Donna.
In una saletta di fiano alla reception ci sono 6 o7 tavolini da 4 persone e in un angolo c’è il nutrimento: un vassoio con del salame ungherese che sa di plastica, un altro vassoio con delle fette di non so cosa, forse è fesa di tacchino?pollo?mah. Ci sono fette di pane, un tostapane, una caraffa di succo all’arancia annacquatissimo e una macchinetta che fa dei caffè e dei cappuccini orrendisgustosi. Mangio un panino con fette di plastica, usciamo nella zona fumatori a farci la canna del buongiorno e stabiliamo il percorso da seguire.
Il piano:  Passiamo dal Bulldog Palace a comprare dell’altra erba, fumiamo un cannolicchio, proseguendo verso piazza Dam dovremmo incrociare il Dolphin’s e, successivamente, spostandoci a sinistra il Tweede Kamer e il Kandinsky (sono tre coffee di cui ho letto sul web e, non ricordo bene per quali motivi, ho deciso di includerli nelle mete obbligatorie).
Quindi altra canna al Bulldog Palace poi, aiutandoci con la mappa, arriviamo davanti al Dolphin’s che in realtà non c’è. Chiediamo a tre o quattro tizi ma nessuno sa dirci nulla: il dolphin’s non esiste.
Cerchiamo il Tweede Kamer ma non lo troviamo, anche il Kandinsky non c’è o perlomeno non è dove dovrebbe essere. Forse siamo strafatti e siamo noi a non essere dove crediamo di essere.
Chiedo ad un vecchio pescatore di segnarmi la nostra posizione sulla mappa e lui continua a ripetermi rokin. Rokin è una via lunga tipo quattrocento chilometri.
Fanculo, andiamo verso il quartiere a luci rosse, guardiamo vari negozi di souvenir, compriamo delle cartine aromatizzate, mickey ruba un paio di accendini (-Bill, dio can, costavano 3 euro e cinquanta. Ti pare che spendo 3 euro e 50 per un accendino?-) guardiamo una quantità immane di bong e pipe e c’è una specie di pipa-vaporizzatore portatile strabella ma costa 50 cazzo di euro.
Giriamo per un’oretta nel quartiere a luci rosse ma, a parte una negra supercicciona in lingerie, non vediamo altre troie in vetrina. –Cazzo dovrebbero essere qua, stiamo girando da mezzora per le stesse vie di merda, dove cazzo sono le troie?-
-Dio serpe sono stufa di girare a cazzo con sto freddo di merda, sta iniziando anche a piovere, fanculo le puttane, troviamo un altro coffee-
Non so come ci troviamo davanti al Freeland coffee shop dove decidiamo di assaggiare l’Orange Bud. Non mi colpisce particolarmente: me l’aspettavo più fruttata, più saporita.
Non regge il confronto con White Widow e Amnesia.
Il freeland è un buco del cazzo, ci son tre tavoli negli angoli e al centro del locale c’è un biliardo. Il tizio dietro al banco ha una faccia di merda, è sgarbato e gli darei un dritto sui denti. Tempo di fare due cannette e ce ne andiamo.
Subito dopo c’è un altro coffee di cui non ricordo il nome, ma all’ingresso una tizia ci chiede i documenti, mickey l’astuto ha lasciato la carta d’identità in hotel quindi la tizia ci dice che non può farci entrare. Bestemmiamo, usciamo e andiamo a pranzare.
KFC.
KFC.
Perchè in Italia non ci sono KFC??
Pollo fritto. Montagne di pollo fritto, petti fritti, alette piccanti fritte, chickenburger fritti, cosce e sovracosce e tutto il resto fritto. Indiscutibilmente è il pasto migliore che abbia fatto in olanda.
Dal Kfc tornando verso la stazione ci imbattiamo nel Grasshopper (il Coffee shop più grande di Amsterdam nonchè uno dei più vecchi: ha tre piani come il Bulldog palace ma è molto più spazioso.. Nota caratteristica: al calar del sole una serie di faretti colorano tutta l’imponente facciata del locale di un verde acido. Fa un bell’effetto e se sei strafatto ti aiuta a trovare il posto.)
Come per il Bulldog Palace anche qui c’è una stanza interrata in cui compriamo della Lemon Haze e un’enorme sala che funge da pub. Nel Grasshopper c’è ciò che c’è in ogni altro coffee shop di Dam solo che qui costa tutto di più. La ganja costa un pò di più, i succhi costano 3 e 70 mentre in tutti tutti proprio tutti gli altri coffee costano 2.50. Io e mickey prendiamo due espressi per digerire il pollo. 7 euro per due caffè del cazzo.
E il locale è gremito e ci tocca sederci in un angusto angolino. L’unica nota positiva arriva dalla Lemon haze. Non è niente male e sa veramente di limone.  Un pò.
Vabbè non tantissimo, però un pò si dai.
Usciamo al volo da sto postaccio e proprio lì in un vicolo dietro il Grassshopper c’è un’insegna gialla: Babylon coffee shop.
Entriamo diretti, il posto è molto piccolo e non ci fa una buona impressione. Nell’angolo ci sono 4 maghrebini grossi come armadi. Ciaccoliamo amabilmente col droghiere e prendiamo 2 space cake.
Solo 2 in quattro perchè ste torte son veramente grosse e pesanti e pastose, è come mangiare 4 muffin, non si riesce a deglutire sta poltiglia.
Finite le torte iniziamo a passeggiare, sta roba ci mette un’ora a venir su.. dobbiamo stare un’oretta senza fumare. Che schifo. Che idea di merda.
Nella via tra la stazione e piazza Dam, tra il Mc donald’s in cui abbiamo mangiato il primo giorno e il Kfc ci sono il museo del sesso e quello delle torture. Entriamo nel Sex museum  perchè costa solo 4 euro. E’ un museo su tre piani: nel corridoio iniziale ci sono delle sagome robotizzate tipo casa degli orrori. Da un angolo spunta una grassona nuda orrenda vomitevole ma veramente brutta, cazzo, e sta cicciona cerca di afferrarti quando le passi davanti. Tre metri dopo c’è un altro manichino, questo però è maschio e coperto da un tecnch/impermeabile giallo e, quando gli passi davanti, avanza di un metro ed apre l’impermeabile svelando un grosso brutto cazzo peloso molto molto ben fatto. Superando una tizia-manichino che masturba un uomo-manichino che sembra gradire, saliamo per le scale: sulle pareti ci sono dei culi appesi che scoreggiano sonoramente.  Fin qui il museo sembra un misto tra un film con lino banfi e un film porno homemade con le ciccione, speriamo di trovare qualcosa d’interessante più su ma i piani alti sono una noia totale, foto porno di cazzi in culo, sborrate, hardcore, tettone, gay, trans, una sala con foto porno in bianco e nero che diresti anni 30, una con immagini tratte da libri antichi tipo kamasutra e un’altra ultima stanza con delle sculture, e le solite statuette di negretti col cazzo grosso tre volte loro.
Il museo del sesso è così triste e squallido che decidiamo di non provare nemmeno ad entrare nel museo delle torture e fanculo anche alle space cake, è passata una mezza da quando le abbiamo mangiate ma nessuno vuole stare un’altra mezza senza trombe.
Propongo alla maraia di andare al “rasta Baby”, che sarebbe un altro coffee di cui avevo letto. A differenza di dolphin’s kandinsky e tweede kamer sto cazzo di rasta baby è esattamente dove dovrebbe essere, solo che sembra chiuso da anni. Fanculo dio perennemente ingiusto.  
Fortunatamente girando vicino al rasta baby ci ritroviamo un pò per caso un pò per culo davanti al coffee The Doors.
Entriamo al volo, posto piccolo ma molto accogliente, ci sediamo subito sulla sinistra su un divanetto ad angolo, sotto la classica foto di jim morrison a torso nudo.
Sulla parete di fronte altre foto dei doors ed una fila di vecchi Lp appesi in alto: Oltre ai Doors c’è un album di bob marley e altra roba. Mentre le donne preparano una spezia io e mickey andiamo al bancone per vedere il menù.
Sul bancone c’è una specie di piccola vetrinetta grande come un pc, solo più alta. Dentro non si vede un cazzo e il tizio droghiere ci indica un pulsante rosso enorme tipo emergenza posto di fianco alla vetrina. Premendo il pulsante la vetrina s’illumina e dentro  c’è un listino illustrato, sotto alle varie etichette con tipo di droga e prezzo ci son proprio le cime di ganja e i pezzi di fumo così puoi vedere quello che compri. Il droghiere mi proibisce di fotografare il menù. Tutto ma non il menù, dice. Fuck you, droghièr.
Beh nella vetrina c’è sto pezzo di fumo mollo e super nero, è un biscetto grosso come una matita lungo come una matita, ed è fatto su come un coriandolo. Lo compriamo. Si chiama caramello. Compriamo anche della northern light che, con la white widow, è un vero classico di Dam.
Il caramello delude, questa northern invece è probabilmente la miglior ganja che ho fumato in vita mia. Ha il gusto che pensavo di trovare nella lemon haze. E’ incredibilmente esageratamente profumata, ha un’odore intenso e anche il sapore è violento, ti riempie la bocca, ti pizzica la lingua, diresti che è un pò acida-tipo-limone.
E la sbabbia beh, la sbabbia è aggressiva, è una legnata sulla nuca, sto tubo di northern ci da il ko, ci stende ci scava la fossa e ci sotterra dentro. Stiamo un bel pò nel coffee, che questo ci piace, è tranquillo, il sound è giusto, non c’è troppa gente, però cazzo, abbiamo ancora mille cose da fare e mille posti da vedere.
La torta chi lo sa. Siamo sfatti di northern o siamo sfatti di space cake? Chi può dirlo, so solo che siamo sfatti anche se, come al solito, il vento e l’aria ghiacciata di Dam fanno notevolmente scendere la botta.
Dopo il Doors fumiamo un’altra canna in un coffee stilisticamente molto moderno di cui purtroppo non ricordo il nome: è spazioso e nella sala principale, proprio davanti al bancone, il pavimento è di vetro e sotto i tuoi piedi puoi vedere un acquario con una decina di carpe koi o come cazzo si chiamano quelle carpe giapponesi di mille colori. Queste sono le carpe giapponesi di mille colori più grosse che ho mai visto, sono dei bestioni da forse 10 chili. Di più? Boh non so pesare i pesci a occhio, so che erano grossi.
Ormai sarà metà pomeriggio, bisogna accelerare, mentre io cazzeggio gli altri comprano 5 semi di Northern Lights automatic e altri 5 di Royal Bluematic, per 70 euro. -La northern è femminizzata e autofiorente quindi verrà su anche se la piantiamo in un campo di tabacco e la innaffiamo con piscio di gatto- mi spiega mickey.
-La bluematic l’abbiamo presa perchè ha un bel colore- aggiunge, sorridendo, La Donna.
Passiamo dallo “stones”, il coffee ispirato agli stones (ma và), che è molto simile al Doors solo che è strapieno di gente per cui usciamo subito e ripiegando verso il Red light troviamo il primo vecchio umile coffe shop+albergo The Bulldog. The first. The original.
Emozionati entriamo e ci accomodiamo. È fatto un pò come l’altro piccolo Bulldog solo che qua c’è più roba appesa ai muri e il posto è molto più grande. Il piano terra è per le consumazioni rigorosamente analcoliche, il piano interrato è per comprare roba. Le scale di sto posto assomigliano a quelle dell’hotel. Fumiamo un’altra magnifica inebriante canna di northern e sulle ali dell’entusiasmo riprendiamo la camminata in cerca di magic mushrooms.
Li vendono in mille negozi, tutti nel red lights district, quindi entriamo in uno a caso e prendiamo due porzioni di mexican qualcosa. Li mangeremo stasera.
Camminiamo ancora molto, attraversando tutta la città per avvicinarci all’albergo, arriviamo davanti all’hard rock(altra mèta prefissata), sono sulla porta, sto per entrare, mickey mi fa – ma qua si può fumare?-
-ovviamente no, puoi mangiare e bere ma non credo che si possa fumare all’hard rock-
-e dio brutto allora che cazzo siamo venuti a fare?-
-Guarda che sei tu che volevi vedere l’hard rock, a me non sbora un cazzo-
-Io non voglio vedere niente, voglio fumare-
10 minuti dopo siamo seduti fuori dal Bulldog palace con una pinta di heineken e cannoni e cannoni.
Stiamo lì mezzoretta forse più, chi lo sa, da quando sono qua ho totalmente perso la cognizione del tempo.
... Altra capatina all’internet coffee shop.... northern lights, white widow, Temple...
  Prendiamo freddo ancora un pò..  birra...
..hamburger nel burger king..
............ un commesso si avvicina per farci un sondaggio e fugge via vedendo che non capiamo nulla di quello che dice----............  cannoni ancora???
Nebbia e freddo e un ipercalorico Waffle con la nutella.... compriamo 2 brownie, c’è freddo, c’è scuro...    ...   cannoni ancora????, torniamo in hotel.
Scale merdose
  ////// ho in mano queste palline, sembrano stronzetti di coniglio però molli, se li schiacci esce un pò d’acquetta giallognola o forse no. Metto in bocca una palla di muffa allucinogena ed è come mangiare terra.
Gli altri ne prendono uno due alla volta, io faccio due grosse manciate e aiutato dal brownie mando giù tutto.
Una porzione è tanto, è più di quanto avresti mai immaginato, è un pacchetto di paglie da 10 completamente pieno di palline di muffa nere terrose in-mangiabili.
Serve un brownie per mandare giù.
Noi prendiamo mezza dose a testa, 2 scatolette, due brownie
        .............ma è sempre lo stesso problema:
Dobbiamo aspettare un’ora o forse più.
Cannoni ancora?
Resistiamo 45 minuti poi partono i primi razzi
   e trombe
         e cannoni e ganja
                 & fumo e i funghetti
         & la nebbia della stanza
& risate di cadaveri mollicci su grandi letti biancosporchi
                  fino alla fine del loro tempo.

martedì 19 febbraio 2013

Amsterdam pt2

Il posto è un buco, lungo 15 metri  largo 5, ed è pieno. A sinistra c’è il bancone che corre fino in fondo al locale. Il bancone è scuro, davanti a me c’è la cassa, un tizio che sta parlando col cassiere e il cassiere si gira frugando in una specie di cassettiera dietro di lui da cui tira fuori della buste di erba. Più avanti sul bancone ci sono delle spine e bicchieri e succhi e stronzate. Dall’altra parte del locale due tavoli con delle sedie e un altro tavolo più alto con un lungo corrimano d’acciaio ricoperto di gomma e stoffa, che corre tutt’intorno ad esso(essoiltavolo), fungendo da panchina. Il locale non è molto illuminato e c’è una quantità esagerata di fumo. Vado al bancone, c’è un listino, è una cosa del genere:

WHITE WIDOW               12$   - 1.5 gr
ORANGE BUD                  12£  - 1,3gr
LEMON HAZE                  12$  -  1,2 gr
CHOCOLATE                    12$  - 1 gr
SKUNK                              12$  -  1,3 gr
NORTHERN LIGHTS        12$ - 1,2 gr

Un altro paio di tipi di ganja, 4 o 5 tipi di fumo, cannoni giganti prerollati a 4 euro l’uno e torte all’hashish dette space cake a 5 euro la porzione.
Fanculo cazzo siamo arrivati, siamo ad amsterdam, droghiamoci, prendiamo un grammo e mezzo di white, -si assaggiamo anche la chocolate dai- fa mickey
E allora commesso gentilissimo dammi una busta di white una di chocolate grazie mille, però il locale è pieno porco il cazzo vabbè no problem siamo ad amsterdam cazzo ce ne frega di sederci, prepariamo un cannone ta-dan i ragazzi seduti sulla panchina/tuboricoperto di gomma si alzano e ci lasciano il posto e wow che bella la vita scopriamo che hanno anche lasciato sul tavolo una busta con mezzo grammo buono di erba.
Mickey fa un cannone enorme di white widow e mentre lo finiamo io ne giro uno di chocolate; la white widow è eccezionale, buonissima, cazzo è fresca ti pizzica appena la lingua e al primo tiro di chocolate penso cos’è sta merda poi, essendo già strafatto cerco mentalmente di capire la ganja e mi accorgo che non è male perchè è amara ma non quell’amaro da gangiotto maschio pieno di semi orrendo infumabile bisteccoso, è un amaro da cacao. La chocolate sa di cacao. Lo comunico ai miei compagni che non sembrano condividere. La Donna durante il volo di ritorno mi informerà che la “chocolate” è indiscutibilmente la peggior ganja che ha fumato a Dam.
Consentimi di dissentire. Era quella col gusto più strano.
Mickey ci informa che il suo i phone che dovrebbe fungere da mappa accesso a internet traduttore e nostra salvezza, si è fottuto e non prende la rete mai.
Intanto una coppia ci chiede se si può sedere vicino a noi, gli diciamo ok, loro si siedono, lui fa una canna ne fumano metà poi ce la passano salutano e se ne vanno.
Arriva un altro tizio, si siede con noi, scopriamo che è italiano, è di Faenza ed ha un iPad con cui riusciamo a connetterci e a vedere una fottuta mappa. Siamo a kilometri dall’albergo. Direi esattamente dalla parte opposta della città. Fumiamo un ulteriore joint chiarificatore col tipo di Faenza, lo ringraziamo, ci alziamo e cazzo sono già cotto, problemi di stabilità, grooossssii problemi di stabilità, usciamo dal Bulldog ridendo e ci avviamo verso destra per tornare in piazza Dam, dopo 40 metri ci rendiamo conto che la fattanza è aggressiva e non ricorderemo mai la strada fino all’hotel quindi al modico prezzo di 5 euro compriamo una mappa di amsterdam e dopo 25 lunghi faticosi minuti arriviamo all’albergo.  Solo il giorno seguente ci accorgeremo che abbiamo fatto un giro di merda stralungo del cazzo e ci abbiamo messo 25 minuti da piazza dam all’albergo perchè eravamo cotti e non capivamo niente, mentre se tagliavamo per la piazzetta col Bulldog palace ci mettevamo 8 minuti secchi.
Comunque sia, dopo 25 interminabili minuti trascinanando trolley su pavimentazioni ciottolose e quel cazzo di rumore che fanno quelle piccole ruotine di plastica cratapatrac cra-tac-cra-trac dentro le orecchie strafatte, arriviamo all’hotel. L’hotel da fuori sembra abbastanza un buco di merda e quando entriamo capiamo immediatamente checi avevamo preso giusto. Il tizio alla portineria ci chiede la poste pay (zeppa di soldi) con cui avevamo effettuato la prenotazione e La Donna, con non poco imbarazzo, ci informa che la poste pay è a casa sulla sua scrivania. Incresciosa ma pienamente giustificata scarica di bestemmie da parte di Mickey e il sottoscritto, paghiamo il locandiere con moneta sonante e lui, fondamentalmente ci dice che:
-         La nostra stanza è l’ultima all’ultimo piano
-         Non c’è ascensore
-         Colazione dalle 08 alle 10
-         Se usciamo lasciamo giù la chiave in portineria e quando torniamo basta suonare e lui ci apre, anche alle 5 del mattino
-         Non fumate in camera
-         Mi raccomando non fumate in camera.

Ringraziamo il locandiere e ci avviamo sulla scala più ripida che sia mai stata creata. Queste cazzo di scale si avviluppano su un altezza di 4 metri in una lunghezza di due.
Non si è capito? Ci sono 35 gradini ognuno dei quali è lungo 10 cm, giusto il posto per farci stare un piede adulto in orizzontale, e alto 20, nella parte dritta della scala. Nella parte ricurva ti devi praticamente arrampicare.
Arriviamo al quarto piano ansimanti sfiancati sciupati e decidiamo di fumare un joint per riacquistare le forze, il buon Mickey Knox saggiamente accende il johnnyB Goode formato famiglia proprio sotto il rilevatore di fumo posizionato al centro del soffitto della camera per verificare l’efficenza dello stesso. Ovviamente il rilevatore non funziona.
Ah, la camera è un rettangolo spazioso con 4 letti singoli che son diventati due matrimoniali messi uno di fronte all’altro. Una scrivania, due comodini, una finestra che non si apre, una che si apre, un bagno piccolo e bruttino. Quando Mickey decide di rilasciare la prima cagata olandese, dal cesso iniziano a risalire miasmi nauseabondi e per i due giorni successivi il bagno odorerà di fogna. La Donna e Mallory utilizzeranno il bagno esterno mentre io, impavido, userò sempre quello che sa di fogna. Anche se devo ammettere che è veramente difficile cagare sentendo gente che continua a parlare a 2 metri da te e a te sembra che siano lì che ti guardano cagare ed effettivamente possono sentire praticamente ogni rumore e cazzo non è bello.
Dopo esserci sistemati scendiamo, chiediamo al locandiere se c’è un coffee shop vicino e lui dice Bulldog palace, è grande, trovi tutto, buoni prezzi, fuori dall’hotel prendi la via a destra vai all’incrocio qua avanti, attraversi la strada e vai avanti nella piazzetta lì, lo vedi.
-ok grazie c’è anche un supermarket vicino?- lui dice qua dietro neanche 3 minuti a piedi, allora ci andiamo e compriamo tanta acqua, birra, patatine, cioccolata cose così, arriviamo alla cassa insacchettiamo tutto tiriamo fuori i 25 euro e la cassiera ci dice che non accettano contante, solo carte di credito o prepagate. Pazzesco Donna, siamo nel futuro cazzo, non accettano più i soldi. Il tizio dietro di noi ci paga la spesa con la sua carta, gli diamo i soldi e usciamo, torniamo all’hotel, chiediamo al locandiere di tenerci la spesa perchè nessuno vuole farsi 4 cazzo di piani di scale ripidissime, lui accetta e mi chiede se voglio che metta tutto in frigo. Dico “mi chiede” e non “ci chiede” perchè sfortunatamente tra i 4 sono l’unico che capisce qualcosa di inglese e quindi mi tocca parlare con tutti anche se sono strafatto ed io odio parlare con le persone quando sono strafattto infatti al locandiere dico no grazie e corro fuori e poi penso perchè cazzo gli ho detto di no? voleva mettermi la birra in frigo. Ritardato.
Beh puntiamo sto Bulldog palace e lo troviamo subito. E’ grande tipo 12 15 volte il bulldog in cui siamo stati prima ed occupa l’intera facciata di un palazzo. C’è una grande entrata centrale e salendo una decina di scalini entriamo nel locale, c’è un lungo bancone da bar sulla destra, mille tavoli e un profumo di spezie preziose. In fondo alla sala c’è una piccola saletta fumatori (in olanda nei coffee e nei bar tutti possono fumare stroppie praticamente ovunque mentre i merdosi tabagisti devono rintanarsi in piccole stanzette mal-areate) ma non vediamo nessun tizio da cui comprare droga quindi torniamo fuori.
All’esterno del locale ci sono dei tavolini con gente che beve e fuma, gli ultimi tavoli sono separati dagli altri da una vetrata e ci accorgiamo che, oltre la vetrata c’è una piccola porticina, ci entriamo, scendiamo in una stanzetta molto più profumata e ci spiegano che questo è il coffee.
Qui possiamo comprare ganja e fumare ma non bere alcool. Se vogliamo bere possiamo comunque comprare la ganja, sederci nei tavolini oltre la vetrata dalla parte del pub e bere e fumare lì.
Compriamo del fumo, se non sbaglio si chiamava Super Polm, ci sediamo davanti all’entrata del pub, ordiniamo una pinta di heineken e fumiamo una super canna di fumo che si rivela non male ma niente di speciale.
Ci alziamo, giriamo a caso per qualche via e, in un vicoletto buio, vediamo l’insegna internet coffee shop.
Sotto l’insegna c’è un portone scuro che si apre su una rampa di scale che scendono in una luce rossa. Scendiamo le scale e davanti a noi c’è una specie di sportello simil-banca con un listino simile ai precedenti ma con una possibilità di scelta leggermente maggiore: tra tutte le droghe leggere spiccano l’ice-o-lator (Hashish il cui contenuto di THC si assesta intorno al 30% e quindi, siccome la ganja che i ganzi piantano in italia avrà un 8-10% di thc se va bene, sto fumo dovrebbe farti vedere la madonna) che però costa 30 fottuti euro al grammo, e l’Amnesia, una ganja di cui mi hanno parlato mooolto bene.
Compriamo l’amnesia e un paio di succhi di frutta (A Dam non esiste il the freddo. O meglio, esiste ma è frizzante e fa veramente veramente cagare), il tizio preme un bottone e con un clac metallico si apre una porta, ci entriamo e siamo in una specie di enorme sala biliardi con tavolini divanetti e la solita nebbiolina profumata.
Gli unici posti liberi sono degli sgabelli intorno ad una colonna, ci sediamo e senza perdere tempo giriamo 2 razzetti e ci spariamo in orbita. L’amnesia è buona, come tega è più forte della widow, almeno mi pare. Come gusto però preferisco la widow.
Dopo i due super joint di amnesia mickey mi comunica che non riesce a muoversi così mi rendo conto che anch’io sono immobile da alcuni minuti, le braccia incrociate come un frocio disossato, la schiena ingobbita e la testa pesantissima.
La musica è piacevole, non troppo alta nè troppo bassa, molto varia, alterna pezzi rock a pezzi un pò sul lounge, quando si liberano delle sedie munite di shienale ci spostiamo con molta fatica barcollando e strisciando i piedi per terra. Fumiamo un’altra canna e sono di nuovo paralizzato, le braccia sui braccioli della sedia, immobile, guardo la donna e lei ride sfatta e ridiamo tutti un bel pò poi il locale inizia a svuotarsi presumiamo a causa della fame chimica così anche noi decidiamo di uscire per trovare qualcosa da mangiare, con molta calma moooolta fatica risaliamo le scale e usciamo dall’internet coffee shop, l’aria si è fatta veramente fredda e c’è un vento forte che ci arriva dritto in faccia.
Grazie al freddo e al vento mi riprendo e dopo i primi indecisi, barcollanti passi strafatti inizio a camminare come una persona normale, anche gli altri sembrano ripigliati.
Giriamo un’altro pò a caso, mangiamo un trancio di pizza di cui preferisco non parlare in una botteghetta gestita da simil-turchi, mickey mallorye la donna mangiao anche un brownie che ritengono “squisito”, io ci do un morso e ci metto 4 o 5 ore per riuscire a deglutire quell’impasto cioccoburroso con le mie fauci rinsecchite da troppi razzi.
Ci ritroviamo davanti ad un pub irlandese, entriamo, è strapieno, trasmettono inghilterra scozia di rugby, è il sei nazioni forse, le donne trovano un posto e si siedono, io e mickey andiamo al banco, ordino due guinness, il barista chiede pinta? Mickey dice “mezza che poi scappiamo via che le donne sono già stufe perchè qua non si può fumare e loro non bevono birra” allora dico 2 mezze al barista e lui ci guarda male e mentre ce le spina mi guardo intorno e vedo pinte di guinness dappertutto: ragazzini,  omoni grandi e grossi, un paio di coppie sui 45 anni e persino una coppia di si-direbbe-settantenni, persino la vecchia ha una pinta di guinness e quando prendo le nostre mezze pinte sento gli occhi di tutto il pub puntati su noi due froci.
Andiamo al tavolo assistiamo ad una mèta inglese con relativo boato+applauso, finiamo le birre e usciamo nel freddo della notte. Freddo della notte anche se saranno le 7 e mezza di sera.
Freddo della notte che è talmente freddo che ti ripiglia e ti entra nelle ossa e ti attiva e sembra avere l’orribile proprietà di annullare completamente l’effetto dei cannoni.
Torniamo al Bulldog Palace, prendiamo del Temple, altro fumo e ci facciamo una canna, (il temple è decisamente più buono del super polm) dalla parte opposta rispetto al piccolo ingresso del coffee c’è un’altra porticina che porta al negozio dei souvenir. I souvenir sono mille migliaia di maglie della Bulldog. Ce n’è una carina che costa solo 10 euro (le altre sono quasi tutte sui 20) e penso di comprarla ma poi magari anche no e ci risediamo a fumare altri joint.
Ad una certa ora, completamente spaccati dai tubi, decidiamo di tornare in hotel, prendiamo la spesa in portineria ed iniziamo a salire le cazzo di scale di merda, al terzo piano faccio una pausa, ho il fiatone, ho la tachicardia, vedo delle cose biancobrillanti che mi sfarfallano ai lati del campo visivo, faccio l’ultima rampa di scale trascinandomi su, entro in camera, apro una birra, La Donna sta già sgranando una cima di white widow. La white widow è secca al punto giusto, ti basta schiacciarla tra le dita e poi muoverle (le dita) come se stessi appallottolando qualcosa e la cima di white si disfà in piccoli brillanti resinosi pezzettini polverosi.
In camera perdo la testa, dopo qualche birra e non so quanti cannoni: ricordo un paio di canne di fumo, poi abbiamo finito la ganja che abbiamo trovato sul tavolo del primo Bulldog poi ho un vuoto e nebbia e SBAM un mostruoso trefiltri orrendo infumabile preparato da mickey, e dopo aver fumato quella roba ero sdraiato a letto e mi si chiudevano gli occhi, avevo un mal di testa fottuto mi sentivo pieno di catarro dentro al naso, tra le orecchie la fronte e la gola e forse mi sono addormentato per primo, c’era ancora la luce accesa.
Mi sveglio nel buio totale con la nausea, una nausea forte, insistente e del tutto cazzo ingiustificata perchè stavolta non ho neanche bevuto, solo 3 4 birrette. Il mal di testa è insopportabile, mi sento un magone di catarro dentro alla faccia, cerco di tirare su col naso ma non serve, è dentro, è in profondità, è tra le orecchie e il cervello e mi fa un male merdoso dietro agli occhi, ho mal di testa e ho male dentro dietro agli occhi come se avessi una palla di catarro che mi spinge in fuori i bulbi oculari da dentro la faccia di cazzo, e ho la nausea dimmerda, guardo l’ora: 3 e mezza; bestemmio, mi giro su un fianco e cerco di prendere sonno, Dopo due minuti mi alzo e vado in bagno, ai primi, forti, viscerali conati di vomito non esce niente a parte rumori gutturaleschi poi ecco un bel tot di roba bianco giallastra in quantità e direi anche dei pezzi di panino del mc. Dopo una decina di conati non ho più niente da vomitare ma il mio stomaco non sembra d’accordo, i continui conati a vuoto mi piegano e mi fanno inginocchiare davanti al cesso col naso che cola e la gola in fiamme, dopo qualche altro conato a vuoto riesco a tornare a letto. Il mal di testa incredibilmente sembra essere aumentato, la nausea è stabile, chiudo gli occhi e gira tutto e capisco che non dormirò mai, mi metto a sedere sul bordo del letto con le mani in faccia, La Donna cerca di rincuorarmi ma sto veramente male, sto da culo, mi scoppia la testa, sbocco sbocco sbocco torno in bagno vomito ancora una discreta quantità di muco poi torno a letto distrutto e finalmente dopo quasi un’ora riesco a dormire.
Alle 8 c’è la sveglia e mi aspetta un’altra giornata impegnativa.

domenica 17 febbraio 2013

Amsterdam, parte1

Sveglia alle 7, sono già agitato, cerco di scaricare l’ansia con una comunque soddisfcente cagata mattutina ma non riesco a sbarazzarmene.
Non faccio colazione ed ho già il bagaglio fatto da giorni. Dai cazzo, partiamo! Alle 7 e dieci sono davanti alla porta che aspetto l’Autista che arriva puntuale alle 7.30, spero di avere messo tutto nel trolley, spero che il trolley non sia troppo grosso, la ryanair dice che il bagaglio a mano dev’essere 20x40x50cm mentre il mio eccede di qualche centimetro in lunghezza e larghezza ed è alto 10 centimetri più del consentito. Anche quello della Donna è troppo grande ma lei non sembra preoccupata. Non è mai preoccupata.
Io invece sono la persona più ansiosa-agitata del mondo.
Carico i trolley e salgo davanti e forse mi scappa altra cacca e forse dovevo fare colazione..
Passiamo a prendere mickey e mallory che si accomodano dietro con La Donna.
Secondo me è tardi, sono agitato, gli altri mi dicono di stare tranquillo, e mickey prepara una canna.
Fumiamo la canna e subito dopo ne fumiamo un’altra per stare in allenamento, niente sosta colazione che è tardi, arriviamo all’aeroporto alle 9 quindi no, non è tardi per un cazzo, il volo è alle 11; mentre tutti mi insultano perchè sono un ansioso dimmerda mangiamo una brioches, fumiamo sigarette, una guardia si avvicina e ci parla in bergamasco stretto, io non capisco un cazzo, dalla faccia che ha, vedo che neppure l’autista capisce una parola ma mickey, al contrario, sembra intendersi con la guardia e i due scambiano un paio di battute, poi con una scusa qualsiasi ci allontaniamo.
Al check-in una bionda grassottella troppo truccata sequestra il pericoloso deodorante di mickey, pensiamo di comprare una bottiglia di vino rosso per il viaggio ma anche no, mangiamo un filone troppo caro con della coppa niente male, andiamo all’imbarco, aspettiamo per 10 minuti su una scala arrugginita ammassati ad un sacco di sconosciuti. Ci sono molti ragazzi giovani con piecing e capelli strani: Un tizio ha un piercing da toro al naso, un piercing bianco del diametro di un pennarello indelebile di quelli con cui si scriveva sulle porte dei cessi pubblici secoli fa, un’altra tizia ha dei capelli azzurri fantastici e altra gente boh non mi ricordo. A mezzo metro da noi, sui gradini, c’è una sboccata bianco giallognola che fortunatamente sembra non rilasciare alcun odore.
Saliamo sull’aereo, mickey mallory e La Donna si siedono insieme, io alla loro destra dopo il corridoio, alle 11.10 partiamo in perfetto orario.
La partenza è orrenda, il pilota dev’essere un mongoloide, continua a salire a scatti e mi fanno male le orecchie.
Poi apro il mio libro e leggo... quell’ora e mezza passa così, in uno schiocco di dita.
Il pilota conferma la mia ipotesi sul suo ritardo mentale durante l’atterraggio: sto tizio fa andare giù l’aereo quasi a peso morto per 3 4 secondi poi da uno strattone verso l’alto poi di nuovo giù e altro strattone e così via, sento l’apparato digestivo con tutte le budella e i succhi gastrici e la merda che si muove su e giù nel mio corpo in leggero ritardo rispetto ai movimenti dell’aereo.

Atterriamo ad Eindhoven alle 12.50 circa, usciamo dall’aeroporto al volo e ci fiondiamo verso il primo bus che c’è lì fuori.
L’autista, esprimendosi in un inglolandese veramente difficoltoso da comprendere ci riferisce che abbiamo beccato il bus giusto per amsterdam ma dobbiamo tornare dentro l’aeroporto a convertire i biglietti che avevamo precedentemente acquistato con degli altri simili.
Dopo una doverosa scarica di bestemmie torniamo dentro l’aeroporto ci facciamo cambiare i biglietti da un ragazzino sbarbatello che simostra 15 anni, torniamo al bus, carichiamo i trolley e saliamo.
Stiamo almeno 25 minuti fermi parcheggiati immobili ad aspettare gente che non arriverà mai, untizio nero/marrone scuro tipo egiziano-palestinese con una lunga folta barba grigia seduto poco dietro di noi si lamenta per il freddo. È in infradito, le porte del bus sono aperte e fuori ci saranno 5 gradi.
Partenza ore 13.30 circa, ho dimenticato il libro nel trolley, il viaggio in bus è orrendo, io sono seduto a sinistra vicino al vetro, La Donna mi si addormenta addosso dopo pochi minuti, io cerco di non muovermi per non svegliarla e ho strafame e non ho un cazzo da mangiare e per tutto il viaggio il sole splende alla mia sinistra e mi brucia la testa e metà della faccia e qua dentro c’è un caldo fottuto, sudo come un animale per tutti i novanta fottuti minuti del viaggio finchè alle 15 non arriviamo finalmente ad Amsterdam.
La quasi totalità dei cento e rotti kilometri che corrono tra eindhoven e Dam sono costituiti da una lunga autostrada senza caselli. L’autostrada è tutta quattro corsie a volte anche cinque ma per qualche strano motivo tutti i bus camion furgoni occupano sempre e solo la prima corsia, mentre le auto vanno in seconda e sporadicamente in terza. Solo di rado si vede qualcuno superare in quarta corsia. Non ho visto nessun’auto transitare in quinta. Gli olandesi non superano, a meno che non sia strettamente necessario.
Prima di arrivare alla stazione centrale facciamo il giro di mezza città in bus, passando per vie larghissime con piste ciclabili piene di bici nonostante il freddo, tram che passano continuamente sempre dappertutto e case tutte uguali, alte e strette, identiche, una dopo l’altra, in tutte le vie. Ci sono parcheggi per biciclette in cui le biciclette sono letteralmente accatastate l’una sull’altra, centinaia di biciclette ammassate, sembra surreale. Ogni 40 secondi incrociamo un canale, ma non è una cosa tipo venezia con settemila piccoli canali dappertutto da attraversare a piedi con le gondole che ti passano sotto e le abitazioni che danno direttamente sull’acqua ed hanno uno spiazzetto e dei gradini davanti casa e una piccola barchetta attraccata lì davanti. Amsterdam è Venezia però grande, canali enormi, niente gondole e .. e francamente Venezia è molto più bella.
Scendiamo dal bus, facciamo una foto e rischiamo immediatamente di farci investire, troviamo la via che dalla stazione porta direttamente in piazza Dam, la prendiamo, c’è molta gente nonostante il freddo, dopo 50 metri c’è un mc donalds, ci entriamo e mangiamo. Mentre siamo lì entrano dei ragazzini olandesi in maniche corte quando la temperatura esterna secondo una mia stima personale e parecchio approssimativa si stanzia intorno ai 4 o 5 gradi centigradi, uno di questi ragazzi per coprire la parte superiore del corpo ha solo una specie di bomber smanicato grigio aperto fino allo stomaco senza nessuna cazzo di maglia sotto e incredibilmente non viene colto da nessun fulmineo e devastante attacco di diarrea. I Ragazzi sono sicuramente fatti. I tizi che entrano dopo sono sicuramente sbronzi, uno è vestito da carota gigante, uno non so e il migliore è vestito da jim carrey in the mask: faccia verde, sigaro, camica bianca, completo giallo più cappello giallo con stringa nera e un mitra finto in mano. Puzzano di alcool da far schifo.
Usciamo dal Mc e ci avviamo verso piazza Dam, dove c’è una scultura gigante, una specie di obelisco credo, anche se ad essere sincero, penso di non aver guardato quella cosa per più di 3 secondi quindi, per quanto ne so, potrebbe essere la statua di una cicciona che piscia per terra, anzi la cosa non mi stupirebbe. In piazza Dam c’è una vecchia pazza, si capisce che è pazza perchè ha i capelli più sporchi che abbia mai visto, è vestita di stracci, puzza e regge in mano un cartello si ok fino a qui sembra la descizione di un homeless. Cosa differenzia una pazza da un homeless?
Una pazza sul cartello non ha scritto nessuna richiesta di denaro, c’è scritto in grande, in rosso “Jesus blood saved my life” e lei canta sulle note di se non ricordo male happy days quella gospel, che poi canta è sbagliato, non rende proprio per un cazzo, comunque sta pazza ripete Jeeesuuus blooooooood seeeeeeeeiv maai laaaaaaaaiiiif tentando di cantare.
Questa visione ci shokka al punto che decidiamo di non cercare immediatamente l’albergo come era stato deciso, ma piuttosto di trovare un coffee shop dove comprare della white widow.
Da piazza Dam vai a sinitra avanti 400 metri e quando incroci il primo canale invece di superarlo guardi sulla tua sinistra e sbim: “The bulldog coffee shop”.
Un nero gigante all’ingresso controlla i documenti di due tipe mentre noi siamo fermi immobili a 5 metri dall’entrata del locale paralizzati dalla vista del primo cazzo di coffee shop.
Allora esistono davvero. Possiamo entrare, guardare un menù pieno di differenti tipi di marijuana e possiamo scegierne una comprarla e sederci e preparare un bob e fumarlo lì in playa in mezzo alla gente oh mioddddio le ragazze entrano ed esce una folata di ganja che ci travolge inebriandoci, tiro fuori il portafoglio per mostrare la carta d'identità al nero grande e grosso ma lui fa segno di no e con la faccia dice Tranqui vecchio, si vede che sei maggiorenne e poi fa segno di entrare e ci dice “enjoy” e io penso ci puoi giurare, cazzo.