giovedì 26 settembre 2013

Post-sbronza

Se continuo a bere così muoio tra 10 anni.
Se continuo a bere così muoio tra 10 anni.
Continuo a ripetermelo per dargli importanza ma non riesco a farmelo importare poi molto.
Ci son le guerre e le armi chimiche e assad, gli omicidi e i tumori e i bambini africani e tante altre disgrazie.
E dopo tutta la merda non c’è niente.
Niente.
Quindi qua bisogna darsi da fare per tirare avanti come si deve.
Non si può bere e basta.
Neanche bere e leggere e ascoltare musica.
Bisogna indebitarsi comprando qualcosa.
Almeno se sei indebitato hai uno scopo nella vita.
Devi lavorare per guadagnare per estinguere il debito.
E quando hai fatto puoi indebitarti di nuovo.
Uao ho finalmente finito di pagare la macchina.
L’ho presa nel 2008. L’ho pagata in 5 anni.
Ora posso finalmente fare un finanziamento per comprarmi un pc.
C’è gente che si fa finanziamenti per comprarsi l’i phone a rate per andare su facebook.
E io allora che devo fare?
Vorrei voler essere in un altro posto.
Gli stronzi dicono che se fossi nato in un altro posto sicuramente vorrei essere nato qui perchè ognuno vuol quello che non ha e non può avere e ognuno è il centro del suo mondo.
Io non sono il centro di un cazzo di niente.
Il posto il tempo non cambiano nulla, geni del cazzo.
La donna vuole andare a londra. Abbiamo tempo, soldi e un amico che ci ospita là.
E io non voglio andarci. Non ne ho voglia.
Ma londra è bella, c’è tanta roba da vedere.
Si ma non ne ho voglia.
E che cazzo vuoi fare? stare tutta la vita chiuso in casa ed uscire solo per andare nel baretto sborato del tuo paesino sborato a sbronzarti?
Non lo so, non lo so, non so niente.
Bisogna che qualcuno mi costringa a fare qualcosa.
Da solo non sono capace.
E’ il fottuto alcool che mi fa sembrare tutto inutile?
La risposta è si, signore.
Che codardo.
Giuro che se un giorno smetterò di bere e tutto continuerà a sembrarmi insensato mi ammazzerò.
Ci penso, ogni tanto, ad uccidermi.
Mi piacerebbe lanciarmi nel vuoto da un palazzo molto alto.
Finalmente volare.
Non ditelo ai miei genitori.
È che va tutto male, è sbagliato.
Se hai tante cose da fare hai meno tempo per pensarci, tutto qua.
Ma non è una soluzione.
E’ come nascondersi dietro una tenda.
Ti si vedono i piedi.
Ieri sera ho mangiato linguine all’astice e una grigliata di scampi.
Prosecco e vino bianco e alla fine un bicchiere di zacapa
con degli scacchetti di cioccolato fondente a parte.
Il rum era proprio buono, cazzo.
Ma non ero più felice di prima, dopo averlo bevuto
quindi stavo per spendere 100 euro, dopo anni, per un pezzo di bamba.
Sapendo che non mi avrebbe reso felice.
Però lo volevo. Molto.
L’avrei anche preso a rate.
Invece fortunatamente sono tornato a casa e mi sono seduto a terra davanti al cesso.
Poi mi sono sdraiato e dovevo vomitare ma non ho vomitato.
Ho pianto.
Devo ricordarmi di guardare su google come stabilire se una persona è depressa.
Perchè credo di esserlo.
Così finalmente posso accantonare il vino e darmi agli psico farmaci.
In america li danno anche ai bimbi, dicono.
Ti faccio solo una domanda, semplice e diretta.
Come si fa a vivere bene?
Pensaci, intanto io vado a cagare il vino di ieri.
Ho tanta paura nascosta dentro.

5 commenti:

  1. certo che sei nato nel periodo sbagliato, con troppa pecunia a disposizione, tu pensa che noi a forza di passare davanti alle osterie e vedere tutti quei poveri morti di fame che si spendevano tutta la paga giornaliera in 2 litri di vino, per poi pisciarsi addosso e strisciare in terra tra gli sputi, le cicche e le feci degli animali, consideravamo cosa assai disdicevole e dispendiosa l'avvicinarsi all'alcool.
    Comunque una visione futura di una decina d'anni mi pare ottimistica

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  2. Non sei depresso. Sei solo una persona normale in un mondo con una percentuale molto alta di idioti/mediocri/ipocriti/illusi, il che ti rende frustrante quasi tutto quello che ti circonda. E una soluzione magica non c'è, ma ti capisco benissimo ed è sempre bello sperare che esista.

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  3. Una volta una persona a cui voglio bene smise di farsi le canne e mi disse che trovava la lucidità ancora più flesciante di fumo, vino e compagnia. Ciao.

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