lunedì 29 aprile 2013

La storia di Josh cronologicamente messa a cazzo

Josh ha quegli occhi svegli e quel mezzo ghigno da psicopatico, è uno di quelli che non hanno paura di niente perchè sembra non riesca nemmeno a concepire la paura, non pensa che qualcosa potrebbe andare male, la fa e basta, senza pensarci, sempre con quegli occhi luminosi e quel mezzo ghigno.
Josh è uno da piercing, ha anche un tatoo ma è uno solo. Piercing invece ne ha dappertutto, sulla lingua, a destra della bocca sia sotto che sul labbro, sul naso, sul sopracciglio, e ne ha uno in mezzo agli occhi. Se fosse vissuto a londra nei 70’s sarebbe stato un punkettone pazzesco: spacco tutto, odio tutti e non temo nessuno.
Invece vive in italia ora quindi non può che essere nient’altro che un tossico.
Non che i punkettoni non fossero tossici, ma almeno avevano i Sex Pistols.
Josh non ha niente.
Lasciata la scuola a 17 anni, espulso per essersi presentato all’inizio delle lezioni con una bottiglia di montenegro in mano ed aver in quest’ordine: ballato sul banco, lanciato lo zaino fuori dalla finestra e sputato in fronte al prof di mate:  il nostro Josh ha fatto una valanga di lavori, tre mesi di qua tre mesi di là ma alla fine dei conti o si stufava del suo lavoro senza stimoli oppure non gli veniva rinnovato il contratto. Josh ha spacciato fumo per qualche mese poi ha capito che spacciare è un lavoro di merda perchè puoi essere arrestato. E di solito non ti arrestano mai perchè tu sei un coglione ed hai fatto qualcosa di stupido, no, di solito ti arrestano perchè qualche stupido che non conosci nemmeno ha fatto il tuo nome agli sbirri, così perchè loro gli hanno fatto paura.
Josh è emigrato nel 2010. Se n’è andato in australia a cercare una svolta fortunata come fanno molti. Dopo 11 mesi è tornato indietro senza un soldo.
Una sera chiacchierando sbronzi in birreria mi ha detto “Sidney è una città pazzesca, c’è vita, c’è bella gente, è molto meglio di qua ma, non so come spiegartelo... il problema ero io. Sidney  non era il mio posto. Neanche qua è il mio posto. Forse sono un pò uno zingaro, devo girare il mondo invece di stabilirmi da qualche parte. Non mi posso stabilire in un posto perchè sono fottutamente instabile”.
La stessa sera Josh ha distrutto la punto di sua madre contro un guard rail e si è spezzato 4 costole.
Quando era più piccolo ne faceva di tutti i colori. Era un vero vandalo, un piccolo punk: Lo vedevi in giro con sti capelli a volte rossi a volte blu, che tirava sassi e cercava di distruggere tutto quello che vedeva.
Poi è cresciuto ed ha smesso di rompere bici macchine ed oggetti vari e si è concentrato sulla distruzione di se stesso. Si faceva sanguinare le orecchie con la Goa e il cervello con la Speed.
...ti dirò che Josh andava sempre forte ma anche se era sempre cotto sbronzo sfatto e faceva un mucchio di stronzate, aveva quel fare da spensierato/rilassato che mi ha sempre fatto pensare che si sapesse gestire bene. Che sapesse sempre quello che faceva. Almeno dava questa idea.
La fase peggiore ce l’ha avuta un paio d’anni fa, quando fumava coca. Fumandola te ne va via molto più che pippandola e Josh si faceva almeno minimo minimo due o tre pezzi ogni sera ogni weekend e non so dove cazzo trovasse i soldi per comprare tutta quella coca.
Tra l’altro beveva come un cane, qualunque cosa gli mettessi davanti.
Io ho smesso con le droghe pesanti alla tipo decima volta in cui mi sono ritrovato alle 8 del mattino a guardare il sole fuori dalla finestra, senza aver sonno, senza aver fame, sentendomi una merda schiacciata il cui unico pensiero era: e adesso? Che cazzo faccio? Non posso dormire, devo andare avanti.
E di solito a quel punto qualcuno andava a prender altra roba e si andava avanti a farsi fino a pomeriggio inoltrato, fino a quando non c’erano più soldi o non c’era nessuno che avesse della roba da darci.
Josh avrà fatto un anno a non dormire nessun venerdì sera, mai.
Poi certi tizi a cui doveva dei soldi gli hanno tirato un mattone sul BMW del papi che si è incazzato e l’ha cacciato di casa. Josh ha vissuto un pò con la nonna materna e in quel periodo diceva che non stava bene, diceva che stava sempre male senza un motivo preciso. Vai tu a capire che cazzo vuol dire.
Povero Josh, era uno che non parlava tanto, quando eravamo tutti giù nel boschetto a fumare cilotti e bere birra in compagnia, lui lo vedevi sempre lì piantato, con quegli occhi luminosi fissati sul fuoco. Gli altri ragazzi sbronzi lo insultavano e cercavano di schiodarlo da lì ma lui si limitava a dire “mi piace il fuoco” e stava ore a fissarlo.
Faceva lo stesso anche con l’acqua quando andavamo giù al fiume. Si spegneva il cervello e stava lì immobile a fissare la corrente fumando una quantità incredibile di hashish. Avresti detto che era un tipo sensibile, quando lo vedevi così immerso nella natura. Quando lo vedevi al bar invece era tutta un’altra persona, attivo, agitato, molesto e un pò pazzo.
E aveva i denti più bianchi che abbia mai visto su un tossico.
Una volta, me lo ricordo bene, mi ha detto “secondo me ho i denti bianchi perchè continuo a sboccare e l’acido del vomito mi pulisce la bocca e uccide i batteri e il tartaro e roba così. infatti se dormo fuori e non ho lo spazzolino mi faccio sempre una sboccatina pulitiva prima di andare a dormire”. E rideva, cazzo se rideva. Da ragazzino quando rideva Josh rideva tutto il paese, aveva la risata più contagiosa del mondo. Iniziava a ridere piano poi quasi gridava e spesso si teneva la pancia e si buttava per terra e tu e tutti quelli che erano lì intorno non potevate non ridere e dopo poco ridevano tutti insieme. Da adulti non si ride più così.
E si sa, crescendo cambiano tante piccole cose e quando Josh da ragazzino si è ritrovato uomo non aveva più la sua risata. L’ha semplicemente persa per strada. Rideva ancora ogni tanto, ma non come prima. Era una risata calma, avresti detto controllata, non più l’esplosione di gioia incontrollabile e contagiosa, non più.
E alle medie sto somaro si è fatto la tipa più bella del paese, cazzo se lo invidiavano tutti. Una volta in effetti riusciva a limonare fighe in continuazione; da ragazzino Josh ha avuto veramente delle grosse soddisfazioni, l’adolescenza è stata senz’altro il periodo più bello della sua vita, ma non è forse così per tutti? E perchè crescendo cambiano così tante cose?
Cazzo quegli occhi luminosi li ricorderò anche a 80 anni. Quando non  ricorderò più quand’è il compleanno dei miei figli e nemmeno come ci si pulisce il culo io so che gli occhi di Josh saranno sempre lì con me.
E ognuno può dire e pensare quello che vuole ma quell’incidente non era un incidente, dai, Josh sapeva benissimo quello che stava facendo.
Io, ripeto, dico la mia, poi ognuno pensi quello che vuole...
Io dico che Josh era stufo, stufo del bere, stufo della droga da cui non riusciva a staccarsi, stufo di litigare, stufo di pensare, stufo di piangere la notte da solo, stufo di far finta di divertirsi, stufo della gente, dell’indifferenza, del vuoto e chissà di cos’altro.
E come quando si rompeva la testa da ragazzino saltando dappertutto, come quando ha praticamente rotto in due il suo zip o quando ha dilaniato la punto di sua madre, anche stavolta si sarà detto “fanculo, facciamolo” senza star lì a scervellarsi.
Non era stupido, non era uno alla jackass “ciao sono Josh oggi vado sui rollerblade nudo trainato da un lamborghini murcielago in mezzo a un campo pieno di vetri rotti & coperto da un abbondante nevicata UUhhhhYYYeeeahhhh!!  .” Cazzo Josh capiva benissimo quello che faceva, valutava sempre tutti i rischi, semplicemente pensava al rovescio, si diceva “facendo questa cosa posso morire? Bene, facciamola.”
E poi un altra cosa che penso è che Josh non era nemmeno uno da “ciao ho 40 anni e sono triste da venti” era più :se hai un problema risolvilo, se vuoi fare qualcosa falla subito e non stare qua intristito a sfondarmi i coglioni. Agisci, non perdere tempo.
Josh non aveva mezze misure, non scendeva a compromessi con nessuno, nemmeno con se stesso.
Quindi io dico: non è stato un incidente.
Dico che Josh sapeva quello che stava facendo.
Dico che gli voglio bene, al mio amico Josh, anche se non è mai esistito.

3 commenti:

  1. quando leggo di queste cose sento la rabbia montarmi agli occhi: tutta questa abbondanza frutto dei sacrifici della nostra generazione che seppe ricostruire questa merda di paese dalle rovine della guerra.
    Ma ti rendi conto cosa passava il paese a noi poveri ragazzi di quei tempi? I grandi si arrotolavano foglie di granturco secche per corpa der governo ladro e della sua tassa esagerata sui tabacchi e poi se le fumavano, noi piccoli guardavamo e imitavamo e per fortuna che ancora non ci premeva nei pantaloni il sesso che solo al pensare di tutti gli animali che si stupravano i più grandi mi verrebbe voglia di denunciarli alla lega.
    èèè certo che ne abbiamo fatti de sacrifici e privazioni per la felicità delle generazioni a venire: la birra? si e no alle festività riconosciute e spesso allungata con la più economica gassosa

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  2. e pensa che c'è gnte che dice che si stava meglio quando si stava peggio!!

    Credo comunque che se mi trovassi a rollare foglie di granturco capirei che è il momento di smettere di fumare.

    hai più di 46 anni?

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  3. Bello questo, mi piace.

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