martedì 19 febbraio 2013

Amsterdam pt2

Il posto è un buco, lungo 15 metri  largo 5, ed è pieno. A sinistra c’è il bancone che corre fino in fondo al locale. Il bancone è scuro, davanti a me c’è la cassa, un tizio che sta parlando col cassiere e il cassiere si gira frugando in una specie di cassettiera dietro di lui da cui tira fuori della buste di erba. Più avanti sul bancone ci sono delle spine e bicchieri e succhi e stronzate. Dall’altra parte del locale due tavoli con delle sedie e un altro tavolo più alto con un lungo corrimano d’acciaio ricoperto di gomma e stoffa, che corre tutt’intorno ad esso(essoiltavolo), fungendo da panchina. Il locale non è molto illuminato e c’è una quantità esagerata di fumo. Vado al bancone, c’è un listino, è una cosa del genere:

WHITE WIDOW               12$   - 1.5 gr
ORANGE BUD                  12£  - 1,3gr
LEMON HAZE                  12$  -  1,2 gr
CHOCOLATE                    12$  - 1 gr
SKUNK                              12$  -  1,3 gr
NORTHERN LIGHTS        12$ - 1,2 gr

Un altro paio di tipi di ganja, 4 o 5 tipi di fumo, cannoni giganti prerollati a 4 euro l’uno e torte all’hashish dette space cake a 5 euro la porzione.
Fanculo cazzo siamo arrivati, siamo ad amsterdam, droghiamoci, prendiamo un grammo e mezzo di white, -si assaggiamo anche la chocolate dai- fa mickey
E allora commesso gentilissimo dammi una busta di white una di chocolate grazie mille, però il locale è pieno porco il cazzo vabbè no problem siamo ad amsterdam cazzo ce ne frega di sederci, prepariamo un cannone ta-dan i ragazzi seduti sulla panchina/tuboricoperto di gomma si alzano e ci lasciano il posto e wow che bella la vita scopriamo che hanno anche lasciato sul tavolo una busta con mezzo grammo buono di erba.
Mickey fa un cannone enorme di white widow e mentre lo finiamo io ne giro uno di chocolate; la white widow è eccezionale, buonissima, cazzo è fresca ti pizzica appena la lingua e al primo tiro di chocolate penso cos’è sta merda poi, essendo già strafatto cerco mentalmente di capire la ganja e mi accorgo che non è male perchè è amara ma non quell’amaro da gangiotto maschio pieno di semi orrendo infumabile bisteccoso, è un amaro da cacao. La chocolate sa di cacao. Lo comunico ai miei compagni che non sembrano condividere. La Donna durante il volo di ritorno mi informerà che la “chocolate” è indiscutibilmente la peggior ganja che ha fumato a Dam.
Consentimi di dissentire. Era quella col gusto più strano.
Mickey ci informa che il suo i phone che dovrebbe fungere da mappa accesso a internet traduttore e nostra salvezza, si è fottuto e non prende la rete mai.
Intanto una coppia ci chiede se si può sedere vicino a noi, gli diciamo ok, loro si siedono, lui fa una canna ne fumano metà poi ce la passano salutano e se ne vanno.
Arriva un altro tizio, si siede con noi, scopriamo che è italiano, è di Faenza ed ha un iPad con cui riusciamo a connetterci e a vedere una fottuta mappa. Siamo a kilometri dall’albergo. Direi esattamente dalla parte opposta della città. Fumiamo un ulteriore joint chiarificatore col tipo di Faenza, lo ringraziamo, ci alziamo e cazzo sono già cotto, problemi di stabilità, grooossssii problemi di stabilità, usciamo dal Bulldog ridendo e ci avviamo verso destra per tornare in piazza Dam, dopo 40 metri ci rendiamo conto che la fattanza è aggressiva e non ricorderemo mai la strada fino all’hotel quindi al modico prezzo di 5 euro compriamo una mappa di amsterdam e dopo 25 lunghi faticosi minuti arriviamo all’albergo.  Solo il giorno seguente ci accorgeremo che abbiamo fatto un giro di merda stralungo del cazzo e ci abbiamo messo 25 minuti da piazza dam all’albergo perchè eravamo cotti e non capivamo niente, mentre se tagliavamo per la piazzetta col Bulldog palace ci mettevamo 8 minuti secchi.
Comunque sia, dopo 25 interminabili minuti trascinanando trolley su pavimentazioni ciottolose e quel cazzo di rumore che fanno quelle piccole ruotine di plastica cratapatrac cra-tac-cra-trac dentro le orecchie strafatte, arriviamo all’hotel. L’hotel da fuori sembra abbastanza un buco di merda e quando entriamo capiamo immediatamente checi avevamo preso giusto. Il tizio alla portineria ci chiede la poste pay (zeppa di soldi) con cui avevamo effettuato la prenotazione e La Donna, con non poco imbarazzo, ci informa che la poste pay è a casa sulla sua scrivania. Incresciosa ma pienamente giustificata scarica di bestemmie da parte di Mickey e il sottoscritto, paghiamo il locandiere con moneta sonante e lui, fondamentalmente ci dice che:
-         La nostra stanza è l’ultima all’ultimo piano
-         Non c’è ascensore
-         Colazione dalle 08 alle 10
-         Se usciamo lasciamo giù la chiave in portineria e quando torniamo basta suonare e lui ci apre, anche alle 5 del mattino
-         Non fumate in camera
-         Mi raccomando non fumate in camera.

Ringraziamo il locandiere e ci avviamo sulla scala più ripida che sia mai stata creata. Queste cazzo di scale si avviluppano su un altezza di 4 metri in una lunghezza di due.
Non si è capito? Ci sono 35 gradini ognuno dei quali è lungo 10 cm, giusto il posto per farci stare un piede adulto in orizzontale, e alto 20, nella parte dritta della scala. Nella parte ricurva ti devi praticamente arrampicare.
Arriviamo al quarto piano ansimanti sfiancati sciupati e decidiamo di fumare un joint per riacquistare le forze, il buon Mickey Knox saggiamente accende il johnnyB Goode formato famiglia proprio sotto il rilevatore di fumo posizionato al centro del soffitto della camera per verificare l’efficenza dello stesso. Ovviamente il rilevatore non funziona.
Ah, la camera è un rettangolo spazioso con 4 letti singoli che son diventati due matrimoniali messi uno di fronte all’altro. Una scrivania, due comodini, una finestra che non si apre, una che si apre, un bagno piccolo e bruttino. Quando Mickey decide di rilasciare la prima cagata olandese, dal cesso iniziano a risalire miasmi nauseabondi e per i due giorni successivi il bagno odorerà di fogna. La Donna e Mallory utilizzeranno il bagno esterno mentre io, impavido, userò sempre quello che sa di fogna. Anche se devo ammettere che è veramente difficile cagare sentendo gente che continua a parlare a 2 metri da te e a te sembra che siano lì che ti guardano cagare ed effettivamente possono sentire praticamente ogni rumore e cazzo non è bello.
Dopo esserci sistemati scendiamo, chiediamo al locandiere se c’è un coffee shop vicino e lui dice Bulldog palace, è grande, trovi tutto, buoni prezzi, fuori dall’hotel prendi la via a destra vai all’incrocio qua avanti, attraversi la strada e vai avanti nella piazzetta lì, lo vedi.
-ok grazie c’è anche un supermarket vicino?- lui dice qua dietro neanche 3 minuti a piedi, allora ci andiamo e compriamo tanta acqua, birra, patatine, cioccolata cose così, arriviamo alla cassa insacchettiamo tutto tiriamo fuori i 25 euro e la cassiera ci dice che non accettano contante, solo carte di credito o prepagate. Pazzesco Donna, siamo nel futuro cazzo, non accettano più i soldi. Il tizio dietro di noi ci paga la spesa con la sua carta, gli diamo i soldi e usciamo, torniamo all’hotel, chiediamo al locandiere di tenerci la spesa perchè nessuno vuole farsi 4 cazzo di piani di scale ripidissime, lui accetta e mi chiede se voglio che metta tutto in frigo. Dico “mi chiede” e non “ci chiede” perchè sfortunatamente tra i 4 sono l’unico che capisce qualcosa di inglese e quindi mi tocca parlare con tutti anche se sono strafatto ed io odio parlare con le persone quando sono strafattto infatti al locandiere dico no grazie e corro fuori e poi penso perchè cazzo gli ho detto di no? voleva mettermi la birra in frigo. Ritardato.
Beh puntiamo sto Bulldog palace e lo troviamo subito. E’ grande tipo 12 15 volte il bulldog in cui siamo stati prima ed occupa l’intera facciata di un palazzo. C’è una grande entrata centrale e salendo una decina di scalini entriamo nel locale, c’è un lungo bancone da bar sulla destra, mille tavoli e un profumo di spezie preziose. In fondo alla sala c’è una piccola saletta fumatori (in olanda nei coffee e nei bar tutti possono fumare stroppie praticamente ovunque mentre i merdosi tabagisti devono rintanarsi in piccole stanzette mal-areate) ma non vediamo nessun tizio da cui comprare droga quindi torniamo fuori.
All’esterno del locale ci sono dei tavolini con gente che beve e fuma, gli ultimi tavoli sono separati dagli altri da una vetrata e ci accorgiamo che, oltre la vetrata c’è una piccola porticina, ci entriamo, scendiamo in una stanzetta molto più profumata e ci spiegano che questo è il coffee.
Qui possiamo comprare ganja e fumare ma non bere alcool. Se vogliamo bere possiamo comunque comprare la ganja, sederci nei tavolini oltre la vetrata dalla parte del pub e bere e fumare lì.
Compriamo del fumo, se non sbaglio si chiamava Super Polm, ci sediamo davanti all’entrata del pub, ordiniamo una pinta di heineken e fumiamo una super canna di fumo che si rivela non male ma niente di speciale.
Ci alziamo, giriamo a caso per qualche via e, in un vicoletto buio, vediamo l’insegna internet coffee shop.
Sotto l’insegna c’è un portone scuro che si apre su una rampa di scale che scendono in una luce rossa. Scendiamo le scale e davanti a noi c’è una specie di sportello simil-banca con un listino simile ai precedenti ma con una possibilità di scelta leggermente maggiore: tra tutte le droghe leggere spiccano l’ice-o-lator (Hashish il cui contenuto di THC si assesta intorno al 30% e quindi, siccome la ganja che i ganzi piantano in italia avrà un 8-10% di thc se va bene, sto fumo dovrebbe farti vedere la madonna) che però costa 30 fottuti euro al grammo, e l’Amnesia, una ganja di cui mi hanno parlato mooolto bene.
Compriamo l’amnesia e un paio di succhi di frutta (A Dam non esiste il the freddo. O meglio, esiste ma è frizzante e fa veramente veramente cagare), il tizio preme un bottone e con un clac metallico si apre una porta, ci entriamo e siamo in una specie di enorme sala biliardi con tavolini divanetti e la solita nebbiolina profumata.
Gli unici posti liberi sono degli sgabelli intorno ad una colonna, ci sediamo e senza perdere tempo giriamo 2 razzetti e ci spariamo in orbita. L’amnesia è buona, come tega è più forte della widow, almeno mi pare. Come gusto però preferisco la widow.
Dopo i due super joint di amnesia mickey mi comunica che non riesce a muoversi così mi rendo conto che anch’io sono immobile da alcuni minuti, le braccia incrociate come un frocio disossato, la schiena ingobbita e la testa pesantissima.
La musica è piacevole, non troppo alta nè troppo bassa, molto varia, alterna pezzi rock a pezzi un pò sul lounge, quando si liberano delle sedie munite di shienale ci spostiamo con molta fatica barcollando e strisciando i piedi per terra. Fumiamo un’altra canna e sono di nuovo paralizzato, le braccia sui braccioli della sedia, immobile, guardo la donna e lei ride sfatta e ridiamo tutti un bel pò poi il locale inizia a svuotarsi presumiamo a causa della fame chimica così anche noi decidiamo di uscire per trovare qualcosa da mangiare, con molta calma moooolta fatica risaliamo le scale e usciamo dall’internet coffee shop, l’aria si è fatta veramente fredda e c’è un vento forte che ci arriva dritto in faccia.
Grazie al freddo e al vento mi riprendo e dopo i primi indecisi, barcollanti passi strafatti inizio a camminare come una persona normale, anche gli altri sembrano ripigliati.
Giriamo un’altro pò a caso, mangiamo un trancio di pizza di cui preferisco non parlare in una botteghetta gestita da simil-turchi, mickey mallorye la donna mangiao anche un brownie che ritengono “squisito”, io ci do un morso e ci metto 4 o 5 ore per riuscire a deglutire quell’impasto cioccoburroso con le mie fauci rinsecchite da troppi razzi.
Ci ritroviamo davanti ad un pub irlandese, entriamo, è strapieno, trasmettono inghilterra scozia di rugby, è il sei nazioni forse, le donne trovano un posto e si siedono, io e mickey andiamo al banco, ordino due guinness, il barista chiede pinta? Mickey dice “mezza che poi scappiamo via che le donne sono già stufe perchè qua non si può fumare e loro non bevono birra” allora dico 2 mezze al barista e lui ci guarda male e mentre ce le spina mi guardo intorno e vedo pinte di guinness dappertutto: ragazzini,  omoni grandi e grossi, un paio di coppie sui 45 anni e persino una coppia di si-direbbe-settantenni, persino la vecchia ha una pinta di guinness e quando prendo le nostre mezze pinte sento gli occhi di tutto il pub puntati su noi due froci.
Andiamo al tavolo assistiamo ad una mèta inglese con relativo boato+applauso, finiamo le birre e usciamo nel freddo della notte. Freddo della notte anche se saranno le 7 e mezza di sera.
Freddo della notte che è talmente freddo che ti ripiglia e ti entra nelle ossa e ti attiva e sembra avere l’orribile proprietà di annullare completamente l’effetto dei cannoni.
Torniamo al Bulldog Palace, prendiamo del Temple, altro fumo e ci facciamo una canna, (il temple è decisamente più buono del super polm) dalla parte opposta rispetto al piccolo ingresso del coffee c’è un’altra porticina che porta al negozio dei souvenir. I souvenir sono mille migliaia di maglie della Bulldog. Ce n’è una carina che costa solo 10 euro (le altre sono quasi tutte sui 20) e penso di comprarla ma poi magari anche no e ci risediamo a fumare altri joint.
Ad una certa ora, completamente spaccati dai tubi, decidiamo di tornare in hotel, prendiamo la spesa in portineria ed iniziamo a salire le cazzo di scale di merda, al terzo piano faccio una pausa, ho il fiatone, ho la tachicardia, vedo delle cose biancobrillanti che mi sfarfallano ai lati del campo visivo, faccio l’ultima rampa di scale trascinandomi su, entro in camera, apro una birra, La Donna sta già sgranando una cima di white widow. La white widow è secca al punto giusto, ti basta schiacciarla tra le dita e poi muoverle (le dita) come se stessi appallottolando qualcosa e la cima di white si disfà in piccoli brillanti resinosi pezzettini polverosi.
In camera perdo la testa, dopo qualche birra e non so quanti cannoni: ricordo un paio di canne di fumo, poi abbiamo finito la ganja che abbiamo trovato sul tavolo del primo Bulldog poi ho un vuoto e nebbia e SBAM un mostruoso trefiltri orrendo infumabile preparato da mickey, e dopo aver fumato quella roba ero sdraiato a letto e mi si chiudevano gli occhi, avevo un mal di testa fottuto mi sentivo pieno di catarro dentro al naso, tra le orecchie la fronte e la gola e forse mi sono addormentato per primo, c’era ancora la luce accesa.
Mi sveglio nel buio totale con la nausea, una nausea forte, insistente e del tutto cazzo ingiustificata perchè stavolta non ho neanche bevuto, solo 3 4 birrette. Il mal di testa è insopportabile, mi sento un magone di catarro dentro alla faccia, cerco di tirare su col naso ma non serve, è dentro, è in profondità, è tra le orecchie e il cervello e mi fa un male merdoso dietro agli occhi, ho mal di testa e ho male dentro dietro agli occhi come se avessi una palla di catarro che mi spinge in fuori i bulbi oculari da dentro la faccia di cazzo, e ho la nausea dimmerda, guardo l’ora: 3 e mezza; bestemmio, mi giro su un fianco e cerco di prendere sonno, Dopo due minuti mi alzo e vado in bagno, ai primi, forti, viscerali conati di vomito non esce niente a parte rumori gutturaleschi poi ecco un bel tot di roba bianco giallastra in quantità e direi anche dei pezzi di panino del mc. Dopo una decina di conati non ho più niente da vomitare ma il mio stomaco non sembra d’accordo, i continui conati a vuoto mi piegano e mi fanno inginocchiare davanti al cesso col naso che cola e la gola in fiamme, dopo qualche altro conato a vuoto riesco a tornare a letto. Il mal di testa incredibilmente sembra essere aumentato, la nausea è stabile, chiudo gli occhi e gira tutto e capisco che non dormirò mai, mi metto a sedere sul bordo del letto con le mani in faccia, La Donna cerca di rincuorarmi ma sto veramente male, sto da culo, mi scoppia la testa, sbocco sbocco sbocco torno in bagno vomito ancora una discreta quantità di muco poi torno a letto distrutto e finalmente dopo quasi un’ora riesco a dormire.
Alle 8 c’è la sveglia e mi aspetta un’altra giornata impegnativa.

6 commenti:

  1. come dire... l'evidente dimostrazione di come la questione giri intorno alla metastasi estesa, e non al punto in cui si indaga l'estensione...

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    1. per dio alpexex ho frequentato un istituto professionale e non l'ho nemmeno finito, che cazzo vuol dire quello che hai scritto?
      Chi è in metastasi?

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    2. mai lasciare un istituto professionale a meta'. bisogna dargli il colpo di grazia! non hai cuore...

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    3. (ma sai che adesso, in questo momento, sono parcheggiato nella villa italiana del proprietario del... MUSEO DEL GATTO di Amsterdam? io con tutto che a momenti ci pigliavo la residenza ad Amsterdam, non ho mai visto nemmeno quello di Van Gog...)

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  2. Ritengo sia palese come a darti noie a tempia e stomaco sia stata l'insulsa visita al Rijksmuseum.
    Su "dimmerda" avrei l'esclusiva ma tu puoi perché sei tu.

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    1. in effetti sono i miei primi Dimmerda ma se dici che posso credò continuerò.

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