mercoledì 29 febbraio 2012

Ripescato dal vecchio blog #2

Non ho idee. non mi viene mai l'ispirazione per scrivere qualcosa di decente.
Allora vi ripropongo, tanto per postare qualcosa, un pezzo scritto sul mio vecchio blog su splinder... quando leggevo solo e sempre Bukowski.
Quando bastava fumare un joint o bere 2 bicchieri di rosso, sedersi davanti al pc e qualcosa di carino veniva sempre fuori.
Ora no.




I raggi del sole filtravano dalla finestra . Mi davano fastidio agli occhi, ma andavano a illuminarle il volto, rendendola ancor più bella.
Lei era sdraiata con la testa sulle mie ginocchia, aveva gli occhi chiusi mentre passavo le mie dita storte nei suoi morbidi capelli. Avrei potuto stare così per ore, ero rilassato, in pace con me stesso e con tutto il mondo.
Ma la pace non fa per me, diciamo che mi annoia. Bloccai le mie mani e lei aprì gli occhi.
<Perché ti sei fermato, dai continua che mi rilassi.>
<ok però dimmi che mi ami>                
<Ti amo.> disse subito. Richiuse gli occhi, poi aggiunse < non hai ricominciato>.
<Non mi ha convinto il tuo “ti amo”>
<Beh l’ho detto solo perché mi hai chiesto di dirlo. Però l’ho detto, quindi ricomincia>
Restai in silenzio qualche secondo, poi m’inumidii le labbra e ripresi <Non mi piaci quando fai così. Sei distaccata. Sembra non ti freghi un cazzo di niente.>
<Sei paranoico> Rispose, sbuffando.
<No, è che io ti adoro. Mi fai impazzire. Però sembra che non te ne fotta un cazzo. Hai questo modo di fare che sembra dire “come te ne trovo a secchi”. Capisci? Insomma non dico che non te ne frega niente, ma non mi ami come io amo te.>.
Restò in silenzio per qualche secondo, poi un sorriso timido le si disegnò sulla faccia. <Hai ragione, credo. Non è sempre così?>chiese. Mi fissò per qualche secondo, non sapevo cosa dire. Poi aggiunse <Il 90% delle coppie si lascia perché uno dei due non è preso come l’altro. Guardati intorno.. Tu quante ragazze hai avuto? E i tuoi amici? Le persone non fanno altro che passare da una relazione all’altra cercando l’anima gemella, ammesso che esista. Cercano e cercano finchè non sono stufi e si fermano, si sposano e mettono su famiglia. Poi si accorgono di aver fatto una stronzata e divorziano>. La interruppi<Ho degli amici che han trovato una ragazza a 14 anni e non l’hanno più lasciata, i miei nonni sono insieme da una vita, anche un sacco di zii. Il tuo ragionamento va a farsi fottere.>
<Una volta era diverso. La gente si sposava per interesse, perché doveva farlo. I matrimoni erano combinati e si cercava di stare insieme per sempre anche se non c’era alcun sentimento. Adesso le coppie che restano insieme lo fanno per comodità. Ma l’amore credo non esista. O meglio, esiste ma non è duraturo. Dopo un po’ ti stufi, per forza. Solo che ti abitui a stare con una persona, ti ci affezioni, e non vuoi farla star male, non vuoi lasciarla. Come non abbandoneresti il tuo cane in mezzo alla strada, ma questo non vuol dire che lo ami. Anche i miei nonni sono insieme da una vita, ma non si amano, è evidente. Solo che non vogliono invecchiare da soli, hanno paura della solitudine, della morte, della vecchiaia. In due almeno si fanno compagnia. Le donne trovano uomini che le fanno star bene, e le riempiono di regali, dopo i quaranta iniziano ad appassire e a quel punto anche senza amore decidono di restare con il partner, perché chi se la prende una zitella cinquantenne? Gli uomini magari si deteriorano di meno, però decidono di passare la vita con una persona perché così è più semplice, è più comodo. Chi te lo fa fare di divorziare e passare il resto della vita a pagare gli alimenti a una persona di cui non ti frega più niente? Mentre cerchi di farti un'altra famiglia magari. In pratica le coppie che divorziano sono quelle in cui lui e lei non si sopportano più, ma in quelle che restano unite i due possono sopportarsi a malapena, stare insieme per comodità, per i figli, per i soldi, per un sacco di motivi, ma quasi mai perché si amano follemente. No no, l’amore è breve, il matrimonio una stronzata. E io boh, non so se ti amo, però sono sicura che un giorno non sentirò più niente.>
Scoppiò a ridere fissandomi. Aveva una risata orribile, perversa. La scostai e mi alzai in piedi <Bene, vado al bar a bere qualcosa allora. Ciao.> Avanzai verso la porta mentre lei rideva sempre più forte <Dai non fare il coglione, torna qua, stavo scherzando>.
Aprii la porta e uscii fuori, sbattendola alle mie spalle. Accesi una sigaretta, mi bruciavano gli occhi e avevo il viso in fiamme. E’ un’altra stronzissima giornata del cazzo, pensai.
Sentii la porta che si apriva e i suoi passi alle mie spalle. <Stavo scherzando dai, non far così> Mi prese per un braccio costringendomi a voltarmi. Vidi la sua faccia cambiare, scurirsi lentamente appena incrociò il mio sguardo. I denti bianchi sparirono, il suo bel sorriso si spense. <Ma.. ma stai piangendo.> balbettò.
Non dissi nulla, il mio respiro si faceva sempre più veloce, cercavo di trattenere i singhiozzi ma non ci riuscivo. Disse <scusa> e mi strinse a lei, poi alzò lo sguardo e mi diede un bacio, dolcissimo. Era triste e dispiaciuta e bellissima.  Non mi mossi. Continuai a fissarla. <Mi fai paura> disse.
All’improvviso mi liberai dal suo abbraccio e la colpii con uno schiaffo tremendo. Cadde a terra ed  iniziò a singhiozzare. Mi voltai e me ne andai. La sentivo gridare con la voce spezzata < tu non sei normale, sei fuori di testa!> diceva. >Sei uno psicopatico del cazzo, vai a farti curare!> diceva. E chissà cos’altro.
Salii in macchina, mi misi gli occhiali da sole, ingranai la marcia e partii. Iniziai a sorridere. La giornata non era poi così brutta. Con una birra fresca sarebbe andata ancora meglio.

lunedì 13 febbraio 2012

Ripescato dal vecchio blog

Insomma ero lì con jhonny paffuto, che è un mio amico ma è anche un coniglio. Ha stile però. Sempre con quel giubbotto di pelle, gli occhiali da sole e quelle orecchie enormi. L’orecchio destro ce l’ha spezzato a metà, però fa un bell’effetto. Ha anche una barbetta bianca. In pratica sembra uno degli ZZ Top. Con le orecchie da coniglio.
Beh dicevo che ero lì con Jhonny ed eravamo strafatti perché ogni volta che vado da lui ci fumiamo un chillum. Che poi in realtà non è proprio un chillum, in pratica lui prende una carota, la scava dentro, la mette in freezer un venti minuti e poi la si carica e ce la si fuma. Spacca di brutto. Jhonny paffuto adora le carote. E’ normale, direte voi, è un coniglio. Però non è proprio normale perché lui odia mangiare le carote, le fuma e basta. E’ proprio forte, il jhonny. Beh finita la carota andiamo in sto locale in centro. Siamo lì che beviamo una birra quando si avvicina una figa. Ma una figa pazzesca ti dico! Uno e 80, mora, capelli mossi, occhi verdi, il naso un po’ troppo grande, ma nel complesso è proprio bella. Beh c’è sta patatona da film che guarda il jhonny e gli fa: “Hai proprio delle belle orecchie.”
Il jhonny mi da un’occhiata poi guarda lei e le dice:”grazie. Mi piace un sacco come sei vestita”. La tipa ha sta maglietta verde col collo largo e una spalla di fuori. Lui continua “ Mi eccita un sacco il collo, la clavicola. Quella zona è proprio sexy. Ti bacerei tutta la sera.”. E intanto da un paio di  colpetti con le orecchie. Alle ragazze piace quando muove le orecchie. Anche a ‘sta tipa qua piace. Si è messa a ridere. Jhonny si presenta. Le dice “mi chiamo jhonny, piacere” e le stringe la mano. Mentre son lì che penso che sta tipa ha proprio delle mani grandi lei dice: Piacere, Mauro”. Io la guardo e le dico”No, in realtà mi chiamo Bill”. E lei mi fa “Ah, bene. Ma io mi chiamo Mauro.”
“Maura” le dico.
“Mauro” mi risponde.
“Maura” Le dico ancora. “Mauro è un nome da uomo”
Allora lei si alza la gonna davanti e vedo il pacco. Un grossissimo pacco. Ho un conato di vomito. Lei ride ancora. Non c’è un cazzo da ridere, penso. Fisso il Jhonny. Lui sorride e le fa: “cazzo sei un trans. Mi dispiace ma non voglio scopare, hai il cazzo. Non ce la farei proprio. Però se vuoi puoi farmi un pompino. Sei brava?”
Lei sorride. “Li faccio col cuore. So cosa vuoi, fidati”.
“Ah, porco dio, ci scommetto”. dico io. E secco la birra, fermo il cameriere ed ordino 3 jack. Poi ci ripenso e ordino anche 3 cointreau.
Mauro mi chiede se voglio un pompino anch’io. Declino l’invito. Jhonny sghignazza un po’ con quegli incisivi da coniglio e mi fa: “lo sapevo. Sempre con sta mentalità chiusa. Sembri mio nonno. E apri un po’ la mente”.
“Per la mente ok, è che non vorrei dover aprire qualcos’altro”.
Mauro se la ride. Mi piace, il ragazzo.
Il jhonny m’incalza “ Ci fa un pompino, non te lo mette in culo, sta tranquillo. Potrebbe essere il miglior pompino della tua vita. Per dio, lei c’ha il cazzo.” Poi si rivolge per un secondo a Mauro “Senz’offesa eh”. E lui subito “oh, non mi offendo. C’ho proprio un bel cazzo. Non vedo perché dovrei offendermi”. E ride. Ride un sacco sto tipo.
“Beh dicevo, lei c’ha il cazzo, si farà un sacco di seghe. Sa cosa vogliamo. Secondo me è un occasione da non perdere.”
Inghiotto la tequila e subito dopo il Jack..O era un cointreau? Non so, non sono mai sicuro di niente. Pensavo di aver conosciuto una figa e invece si chiama Mauro. Beh ‘sto Mauro butta giù i due bichierini poi si alza e fa”Sentite, io vi aspetto in macchina. Venite su  da me dai, abito a 5 minuti da qui. Stiamo lì a chiacchierare, continuiamo a bere e se volete ho anche dell’erba. Dai venite lì, poi vediamo come va la serata, se volete vi faccio un pompino sennò peggio per voi. Al massimo facciamo solo 2 chiacchiere. Non vi stupro mica”.
“Bamba ne hai?” Pongo la domanda chiave.
“No, non mi piace. Avevo un tipo che pippava come un ossesso e non gli tirava mai. Ma se volete faccio una chiamata a un amico e ce la porta direttamente a casa”.
Ok dai, finiamo di bere  e ti raggiungiamo in macchina” Dice jhonny; Mauro saluta ed esce.
“Ok Jhonny noi arriviamo là, lui ci prepara un paio di daiquiri alla fragola e ci mette dentro quella cosa lì, come cazzo si chiama? Ci metto la droga dello stupro nel bicchiere. noi ci addormentiamo e ci svegliamo col culo rotto e una sborrata che ci scende fin sulle palle”.
“Ma va, la teniamo d’occhio”.
“ok, allora entra il suo amico, mi punta una pistola alla testa e mi costringe a succhiarglielo mentre tu guardi e Mauro ti rompe il culo. Poi il pusher mi viene negli occhi e mentre sono accecato mi taglia il pene con un colpo di scure e lo lancia fuori dalla finestra”.
“PERCHè DOVREBBE FARLO?!?!”
“Perché non dovrebbe?”
“Perché non è normale”.
“Già, neanche una figa che si chiama mauro e ha venti centimetri di cazzo è normale. Eppure la vita è strana”.
“Dai, andiamo , beviamo, fumiamo, facciamo tre o quattro righe. Le facciamo tener su le mutande,  ci gustiamo il pompino e poi ce ne andiamo a casa. E se ci costringe a fargli una sega gliela farò. Non ho mai fatto una sega a un altro. Potrebbe essere un’esperienza interessante”.
“Sei un coniglio pazzo”
”Tu sei un cacasotto”.
“Fanculo andiamo. Voglio esserci quando sarai strafatto ed inizierai a succhiare il pene di quel trans mentre lui ti massaggia le palle. Non posso perdermelo”.
“Non succederà”.
“Sabato scorso hai pisciato in mezzo alla pista in discoteca. Potresti benissimo succhiare un cazzo. Quando sei fatto sei pazzo. Totalmente fuori controllo.”
“Non è vero è stato un caso”.
“Ah si? E quando ti sei fatto una sega sul cane della Fra? E quando hai sradicato un cestino e l’hai usato per rompere il parabrezza di una macchina a caso? E quando hai rotto il naso a tua cugina di 7 anni senza un motivo? E quando hai rubato quella scimmia? E..”
“Ok ok farò un pompino a quel trans. Non fare foto o video. Dai andiamo”.
Siamo usciti dal locale, Mauro ci aspettava su un X5 nero.
Jhonny Paffuto è proprio un coniglio pazzo.

giovedì 9 febbraio 2012

Jhonny paffuto.

Bene, siccome nessuno ha detto niente su etta james e in pochi apprezzano bob kaufman, ho scritto un post old style pieno di parolacce. Alla Welsh.
se solo Welsh sapesse scrivere come me.



Jhonny paffuto ce l’ha grosso, credo.
E’ in piedi al bancone del bar, un paio di scarpe grigie luride sui suoi piedoni da coniglio. Diresti che probabilmente erano bianche, le scarpe, quando le ha comprate. Insomma scarpe ex bianche, jeans stretti e una felpa arancione sul cui petto campeggia la scritta “sono come un bicchiere bucato, non sono mai pieno”; scritta, si direbbe, da lui stesso, con un indelebile nero. Jhonny sorseggia il suo vodka&succo di carota quando vede Gennaro La Pizza entrare nel bar. Gennaro La Pizza non gli piace. Perchè è terrone. Jhonny non ha niente contro i terroni. Ma sto Gennaro La Pizza lo odia proprio, perchè e terrone. Anche se, all’apparenza, non ha molto senso. Lo odia perchè è uno di quei napoletani che vive al nord da seicento anni e parla ancora in terrone. E’ uno di quelli a cui dici due volte ”non ho capito, parla in italiano” e lui continua a parlare in terrone, quindi inizi per forza ad odiarlo. Gennaro La Pizza forse non è il suo vero nome, ma non importa molto.
La Pizza si avvicina a Jhonny paffuto e gli fa “Oh, jhonny, sta’ sempr’a bbere ià? Sempr mezz imbriaco?”
Jhonny lo fissa, immagina di schiantargli il bicchiere sul centro della fronte ma poi ragiona: un sacco di vodka buttata via, sarebbe un peccato, quindi si limita a rispondere: “io non sono mai ubriaco”; e SSSCCCHWWAAM non sa come , non sa perchè, ma sto terrone gli sta dicendo accussì nun va bbene, ti devi dà na regolata e altre cazzo di cose del genere.
Jhonny pensa: porca puttana io non rompo il cazzo a nessuno. Quando bevo divento solo più socievole. Parlo e scherzo con tutti, con persone che, da sobrio, prenderei a pugni in faccia all the time. Pensa: io da sbronzo non faccio del male a nessuno, a meno che non ci siano delle valide ragioni. Io da sbronzo non vomito, non svengo, non sono molesto, fastidioso, non stupro, non rubo, guido perfino piano quando sono in macchina. A diciotto diciannove anni ero un coglione e facevo cazzate, ma ora sono un tipo tranquillo, quando bevo, eppure la gente continua a rompermi i coglioni. Queste cose può solo pensarle, impossibile spiegarle al terrone, perchè sto tizio continua a parlare dei cazzi suoi; ora sta raccontando di ieri sera, che è andato a ballare con... ma chi cazzo se ne frega.
Lo odia, lo odia perchè parla in terrone, continua a parlare di niente, di cose a cui nessuno frega un cazzo; “ma che cazzo vuole da me? Non poteva starsene a casa sua?”
Jhonny da l’ultimo tiro al suo drink e ne ordina prontamente un altro, è già parecchio infastidito da questo chiacchiericchio  costante, quindi guarda La Pizza, che ovviamente, nel frattempo, non ha mai smesso di parlare e gli fa “ si si ok, esco a fumare una paglia”. Spera che La Pizza lo lasci in pace. Non fuma nemmeno, La Pizza, quindi non c’è pericolo che lo segua continuandoad infastidirlo.
Jhonny Paffuto esce dal locale e, voltandosi, noto (noto io, narratore esterno, che sennò non si capisce bene) che ha un’altra scritta sul retro della felpa “vedo doppio, ma capisco la metà”.  Quelle immense orecchie da coniglio sfiorano la porta d’ingresso e spariscono fuori.
Coi dentoni bianchi che tremano, il nostro Paffuto estrae una Lucky dal pacchetto e mentre l’accende ”Uè, uagliò, minghia cci sta nu friddo daa maronna”. Quel tono di merda! Non sono parole di senso compiuto, è come un merdoso e interminabile stridio che gli lacera i timpani.
Jhonny non dice niente, piega una gamba e si appoggia, con la suola di una scarpa, al muretto scrostato che divide il patio dal giardino sul retro. Appoggia un gomito sul suddetto muretto e fa un lungo tiro dalla cicca.
La merda di un terrone fottuto sta continuando a blaterare cose di cui non si capisce quasi un cazzo... accà a ggente nunn è ggendile. Se tenne scenni abbasscio ra mme vedessi cumme so ttutti allegri e generosi e pò la a pizz’è molto chiù bbona ri qqua.. “non me ne fotte un cazzo. Dai lascia stare, lasciami fumare una paglia in pace” jhonny riesce, finalmente, a interromperlo. Gennaro sembra sc-fastidito, come direbbe lui. “Aò, guagliò, chi cazzo ti credi di fare ià?”
Jhonny è sempre appoggiato al muretto e sta sorridendo quando il terrone prende fuoco, grida “Aooooo, figghio de na mignotta, che cazz te cred di fà cu chillo surrisetto ià? Cu cchilla cazz ri faccia da Bags banni che tteni ià? Io ti spiezz i corna cche tteni in.. “ Jhonny è partito, un sinistro deciso che si schianta sulla mascella de La Pizza, che vola per terra come un sacco di merda. Jhonny se la prende comoda, fa un tiro bello profondo dalla lucky, poi la getta, valuta i danni; era un bel pugno, pensa. Il suo avversario è stunnato per qualche secondo, poi tenta di rialzarsi; il nostro Paffuto ha, nel mentre, pensato a cosa fare. Un calcio in pieno viso, e il sacco di merda rotola di qualche metro gridando improperi vari; cerca di rialzarsi di nuovo, ma Jhonny gli è già addosso. Bisogna fare così con questi merdosi terroni di merda. Non capiscono un cazzo. Non stanno giù. Hanno il  merdoso orgoglio, loro. Devono dimostrare che non hanno paura di niente. Conituano a rialzarsi, continuano a gridare, continuano a rompere i coglioni, non capiscono quando è ora di smettere.
Jhonny lo prende a calci, un sacco di calci. Cinque, sei ,sette, gli pesta la faccia, calcia il costato, gli molla anche un pestone sulle palle flosce e La Pizza finalmente smette di parlare, si limita a gridare di dolore.
All’improvviso Jhonny si ferma, circondato da clienti. Circondato nel senso che tutti i cinque clienti del bar sono intorno a lui. Il nostro Paffuto li guarda, dice: “fate quello che volete ma se mi si avvvicina di nuovo lo ammazzo.”
Gennaro piange, Jhonny entra nel bar. Shotta il suo  vodka succo di carota, dà dieci euro alla barista, esce.
Gennaro è ancora a terra, sta ancora piangendo, quando vede Jhonny uscire dal locale tenta di scagliarglisi contro, ma un paio di panzoni pelati lo tengono fermo. Grida qualcosa in terrone. Urla.
Jhonny passa a quache metro da lui, non lo guarda nemmeno, accende un’altra paglia e cammina lento verso la macchina mentre Gennaro La Pizza grida qualcos’altro. In terrone, ovviamente.
Anzi, si direbbe che continui a gridare un sacco di cose in terrone.  
Si direbbe che non ha capito proprio un cazzo.

lunedì 6 febbraio 2012

Bob Kaufman - Blues dell'acqua pesante.

Lui è un genio. Indiscutibilmente.
Però mi piacerebbe sapere se la penso così solo io.


La radio insegna il jujitsu al mio pesce rosso
Sono innamorato di una pescatrice-sub che vive sott’acqua,
I miei vicini sono linguisti ubriachi e io parlo farfalla,
La compagnia elettrica minaccia di scollegarmi il cervello,
Il postino continua a ficcarmi dei porno nella buca,
Mi è morto lo specchio, e non so se faccio ancora riflesso,
Gli occhi li ho messi a dieta, le mie lacrime stanno prendendo troppo peso.


Sono andato a un ballo in maschera
Travestito da me stesso
Riconosciuto
Da nessuno dei miei amici


Ho sognato di andare a un party poetico di John Mitchell
col mio cervello in forma virginale

Metti l’argento nel fornello del barbecue
I cinesi ci bombardano di atomici
Ristoranti


La radio insegna il jujitsu al mio pesce rosso
La mia vecchia si è messa a far la sub e dorme sottacqua
Vado in giro con un linguista ubriaco, che parla la farfalla
E rappresenta l’industria dei bruchi cingolati a Washington D.C.


Non capisco mai i desideri o le speranza degli altri,
finchè non coincidono coi miei, poi ci scontriamo.


Ho la prova schiacciante che la cultura dei cavernicoli
sia scomparsa per la loro incapacità di produrre riviste
distribuibili da un ragazzino in bici.


Nel leggere tutti questi libroni sulla vita di Dio,
si dovrebbe osservare che sono stati scritti da uomini.


E’ giustissimo scagliare la prima pietra,
se ne hai qualche altra nelle tasche.


Televisione, ultima consolazione americana dal cruccio degli indiani.

Spero che quando vinceranno le macchine,
non costruiranno uomini che si rompano,
subito dopo essere stati pagati.


Rifiuterò di andare sulla luna,
a meno che mi vaccinino, contro

i pericoli dell’amore indiscriminato.

La ricerca del termine cerchio,
costante occupazione dei quadrati.


Perchè non smettono di lanciare simboli,
l’aria è già abbastanza affollata di echi.


La voce della radio gridava, alzati
fai qualcosa a qualcuno, ma io e mio figlio
ridevamo nella stanza ammobiliata.