martedì 20 novembre 2012

Il meglio che c'è

Stasera mi sento intossicato, scazzato, usato, logoro fino al midollo. Penso che la gente, quella gente, l’umanità che per me è sempre stata difficile, quella gente alla fine sta vincendo. Penso che il problema grosso sia che per loro è tutto quanto una replica. Nessuna freschezza. Non un minimo prodigio. Semplicemente, continuano a macinarmi. Se un giorno vedessi anche UNA SOLA persona che fa o dice qualcosa di insolito, mi aiuterebbe a tirare avanti. Invece sono stantii, grigi. Non c’è slancio. Occhi, orecchi, gambe, voci ma... niente. Rinchiusi dentro se stessi, si prendono in giro, fingendo di essere vivi.
Con le donne, ogni volta era una nuova speranza, ma quello succedeva i primi tempi.
Lo capii subito, smisi di cercare la “ragazza dei sogni”; me ne bastava una che non fosse un incubo.


Charles Bukowski- il capitano è fuori a pranzo



Diretto, deciso, intelligente, ironico. La scrittura di bukowski è fresca e saggia, asciutta e gustosa. E’ esattamente come dovrebbe essere.
E’ indubbiamente il meglio che c’è. Non ci sono grosse invenzioni o storie fantasiose ma se bukowski scrivesse una lista della spesa di 32 pagine le leggerei volentieri. Se scrivesse un cazzo di dizionario lo leggerei volentieri. Io lo amo.

2 commenti:

  1. Bukowski è un caso letterario unico, lo rileggo sempre con piacere.

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  2. e te credo che la scrittura je scorreva,
    la vita je sorrideva,
    ch'aveva un cazzo come la fava de Noè,
    da un chilo e ottantatre
    e tutte le sginfie je sbavavano dietro
    quanno per noi, miserelli,
    eran solo gazzosa e pippette

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