giovedì 25 ottobre 2012

La storia dei miei idoli

Quando ero piccolo, nell’estate del 97, mi sono innamorato di denilson. C’era il torneo pre mondiali di francia98, in cui giocavano  Francia Italia Brasile e bohforseGermania.
Dai, quello dove Roberto Carlos ha fatto il gol pazzesco su punizione d’esterno da settecento metri a Barthez che ha perso tutti i capelli.
So che ora hai capito.
Di quel mini torneo ricordo 3 cose:
-la punizione di roberto carlos.
-Ibou Ba ala destra della francia negro dai capelli platino che corre come una gazzella sfatta di EPO e ogni volta che ha la palla punta e quasi sempre riesce a saltare Maldini come se stesse puntando mia zia rosanna.
- Denilson ragazzetto mulatto ala sinistra brasiliano. Che prende in giro tutti e col pallone fa quello che vuole e dribla a destra e a sinistra e fa tunnel e doppi passi.

Denilson, dopo quel torneo non ha più fatto nulla di interessante nella sua triste carriera(come tra l’altro Ibou Ba). Acquistato per 60 miliardi dal Betis Siviglia(aquisto più costoso della stagione insieme agli altri due talentini brasiliani Rivaldo al Barcellona e Ronaldo all’Inter) gioca mille anni in spagna(perchè il betis, accecato dai suoi dribbling funambilici gli fa firmare un contratto di 10 anni) ma non brilla quasi mai e più passano gli anni più denilson gioca male, si interstardisce nei dribbling, non la passa mai, non gioca più titolare e perde il posto in nazionale. Nel 2005 va al bordeaux dove, a sprazzi, si rivede il vero denilson. L’anno dopo, anche se non ha ancora trent’anni, decide di andare a giocare in Arabia come fanno molti calciatori a fine carriera. poi non si sa perchè (forse perchè nessun altro lo voleva) decide di giocare in Vietnam, ma nella gara d’esordio, dopo aver segnato, esce per infrtunio e decide di rescindere il contratto. Nel 2010 dovrebbe giocare in Grecia in una squadraccia ma rescinde di nuovo il contratto senza giocare nemmeno un minuto.  Aveva 33 anni. Era finito da 13.

Denilson era il mio idolo perchè, fanculo, son capaci tutti ad andare in giro con la maglietta di Del Piero o di Ronaldo. Io amavo denilson ma non trovavo la maglietta. Allora ho comprato quelle di Ba e di Leonardo. I miei amici mi prendevano in giro.

Crescendo ho scoperto l’alcool e poi ho sentito che c’era questo George Best, calciatore nord irlandese degli anni 60, detto il quinto Beatles perche è stato il primo calciatore rock star.
Si sbronzava sempre, si scopava delle fighe da panico, si presenteva all’allenamento in pelliccia bianca lanciando soldi. Eppure era l’ala più forte del mondo e saltava tutti e ha anche segnato 7 gol in una partita.
Ah,ha vinto un pallone d’oro. Una volta credo anche di averlo visto puntare un avversario, togliersi la scarpa destra e poi fargli un tunnel scalzo. Ma forse questo l’ho sognato.
La sua frase più celebre è: “Ho speso tutti i miei soldi in alcool, donne e macchine veloci, il resto l’ho sperperato”.
Ha anche venduto il pallone d’oro perchè non aveva più soldi per bere e, colpo di scena e finale ad effetto della sua super fantastica vita  ha completamente distrutto il suo fegato, se n’è fatto trapiantare uno nuovo e dopo qualche anno ha distrutto anche quello. Ed è morto. Nell’ultima intervista ha detto “ragazzi, non fate coe me”. Non aveva neanche 60 anni.
Beh, George, grazie del consiglio ma ho deciso che invece farò esattamente come hai fatto tu.

Denilson, fatti in là. Il mio nuovo idolo è George Best.

Poi ho pensato che siccome avevo questa passione per l’alcool  e l’autodistruzione potevo spostare la mia attenzione dal calcio ad altri settori. Siccome iniziavano, tra l’altro, a piacermi anche le droghe..
Ho scelto il rock n roll.
Lì però son tutti rock star,
E’ troppo facile avere come idolo jimi hendrix, dio della chitarra e degli acidi che se n’è andato in una nebbiolina viola paralizzato soffocato dal suo stesso vomito. Come Bon Scott primo cantante degli Ac/Dc morto in una limousine. O janis Joplin trovata raggomitolata in rigor mortis incastrata tra il letto e il comodino uccisa da una dose di eroina tagliata male. Johnny Rotten va già meglio. Apoteosi dell’autodistruzione, è stato l’unico musicista diventato famoso in tutto il mondo senza saper suonare e nemmeno strimpellare nessun cazzo di strumento. Applausi convinti alla sua idea di ammazzarsi giovane anche perchè se fosse invecchiato nessuno se lo sarebbe più ricordato.

Però questa è gente troppo famosa, star che anche se sono morte giovani sono state venerate dalle folle e saranno ricordati per sempre.

Kobain no.  Il grunge mi fa proprio cagare.

Un vero idolo, per me, dev’essere uno che è stato un gran figo per un breve lasso di tempo e poi è sparito perchè la gente non lo capiva o perchè lui non aveva più stimoli e si è fottuto il cervello o cose così, e deve ovviamente essere morto relativamente giovane.

Denilson, se solo avessi sperperato il tuo patrimonio in ottima cocaina boliviana saresti il mio Maradona personale.

Beh, la risposta è ovviamente Rory Gallagher.
Si, non c’era nessuna domanda.
Rory Gallagher chitarrista anni 70, suona un blues elettrico torcibudella che Clapton glielo ciuccia e di gusto anche. Non sa cantare neanche un pò, ma chi cazzo se ne frega, rory fa cantare la chitarra. Da buon irlandese unisce pezzi folk a classici rock con una calda sborrata di blues a ricoprire il tutto, diventa famoso perchè suona tantissimo, si batte per tenere bassi i prezzi dei suoi concerti, ed è uno dei pochi a suonare a Dublino mentre cattolici e protestanti per le strade si ammazzano a coltellate e si sparano dietro. Ovviamente quando suona Rory nessuno si ammazza, sono tutti lì a sentirlo.
Nel 72 vince il premio di miglior chitarrista dell’anno davanti al fenomeno Clapton.
Poi inizia il suo declino. Rory beve sempre di più, si fa da parte, si defila dalla scena e nel 94 subisce un trapianto di fegato. Muore, ingrassato e vecchio nel 1995, a 47 anni. Mentre in Irlanda rimane un idolo, il resto del mondo se lo dimentica.

Rory Gallagher è il mio idolo perchè se sapessi suonare la chitarra la vorrei suonare esattamente come lui. Quando sono lì che cazzeggio ascoltando una canzonetta e con la bocca faccio partire un assolo di chitarra torcibudella io sto facendo Rory Gallagher. Quando mi immagino e mi canticchio in testa un riff o ascolto un pezzo senza assolo (tutte le canzoni dovrebbero avere un assolo di qualcosa) e penso no, così non va, io qua partirei tipo così gggnnnneeon  wooooooaahhhh assolone pazzesco pelle d’oca, io so che se Rory Gallagher fosse qua in camera mia mi direbbe “cazzo, forte” e poi quello sbrodolio che ho fatto con la bocca lo farebbe lui con la sua chitarra scrostata e io avrei un erezione e poi ci berremmo una birra insieme e rory diventerebbe il mio migliore amico.
Tra parentesi la sua chitarra che ha bruciato per rendere più grezza è la chitarra più figa della storia.


Scusa, ho scritto veramente tanto.

Comunque leggendo un libriccino sul blues ho scoperto Roy Buchanan.
Non è Gallagher e non lo sarà mai. Però è uno interessante, chitarrista eclettico, cantante terribile, ha suonato con i grandi della sua epoca, ha persino inventato una tecnica chitarristaica (il pinch armonic), ha avuto successo per un breve periodo ma l’alcool e le droghe l’hanno sfasciato.
Prende già bene, no?
A quarantanove anni, distrutto da cocaina e alcoolici cerca di impiccarsi in doccia ma non ci riesce. Mesi dopo viene arrestato per guida in stato d’ebrezza e Roy, catorcio grassone rottame del giovane chitarrista che era stato si è detto: “Che fine ho fatto? Io, roy buchanan, che ho suonato con Clapton. Che fine ho fatto? ”
E si è impiccato in quella merdosa cella maledetta.


Ora concedete 5 minuti del vostro tempo a Roy. Se li merita.



10 commenti:

  1. "Quei gruppi sì che erano forti, poi è arrivato quell'effeminato di Kurt Cobain dei Nirvana e ha rovinato tutto" (cit.)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. cristo non riesco proprio a ricrdare dove hai preso questa citazione.

      Elimina
  2. Ciao Bill, è un grande piacere risentirti, sei una delle poche persone che scrivono qualcosa di vero (e quindi di interessante).
    Come mi va?
    Ora che ascolto Roy mi va molto bene, quando ascolto blues, e che blues, mi va sempre bene.
    Nel resto del silenzio sopravvivo, tra bassi profondi e qualche rara boccata d'aria, non è il massimo del mio periodo storico ma al peggio non c'è mai fine, sicché non mi lamento: vivo.
    Scrivi bello, non so se te lo dissi già, nel qual caso te lo ridico.
    Spippolo poco da un po' di tempo, ho traslocato al terzo piano e lì non ho rete.
    Un grande e sincero salutone a te, passerò più spesso (mentre lavoro)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. quasi tutti vivono.

      si, me lo dicesti già ma è sempre bello ricevere complimenti quindi continua pure.

      aspetto tue visite.

      Elimina
  3. grande roy
    e grande pure il cappello
    (io con quer cappello lì ce potrei solo annà a riccoje l'ova ner gallinaio per evitare di sporcarmi i capelli)

    RispondiElimina
  4. Non è che Syd Barret raggiunge i tuoi requisiti?

    Grande successo per poco tempo e poi via nel tunnel della droga e verso la sparizione mediatica.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. non ci siamo capiti.
      parli per caso del tizio dei pink floyd?
      Anche i bambini conoscono i pink floyd. magari solo per nome, magari non hanno mai ascoltato una singola canzone, ma tutti sanno chi sono.

      Gruppi universalmente riconosciuti e quindi famosi da sempre e per sempre e quindi troppo noti per essere degli idoli:
      -beatles
      -stones
      -led zeppelin
      -Ac-Dc
      -Pink floyd
      -ramones
      - Guns n roses

      i ramones mi fanno anche schifo.

      il vero PUNK = SEX PISTOLS

      il nuovo vero punk = NOFX

      NOFX = i rolling stone del punk

      mick jagger che canta e balla coi maroon five = la morte del rock.

      Elimina
  5. si, il discorso vale anche se poi syd l'han cacciato e si è completamente perso. era comunque stato un pink ployd e lo sarà sempre. troppo famoso.

    RispondiElimina
  6. Compreso, compreso. L'ho anche scritto con una sola t. Me ne vergogno.

    RispondiElimina