giovedì 9 febbraio 2012

Jhonny paffuto.

Bene, siccome nessuno ha detto niente su etta james e in pochi apprezzano bob kaufman, ho scritto un post old style pieno di parolacce. Alla Welsh.
se solo Welsh sapesse scrivere come me.



Jhonny paffuto ce l’ha grosso, credo.
E’ in piedi al bancone del bar, un paio di scarpe grigie luride sui suoi piedoni da coniglio. Diresti che probabilmente erano bianche, le scarpe, quando le ha comprate. Insomma scarpe ex bianche, jeans stretti e una felpa arancione sul cui petto campeggia la scritta “sono come un bicchiere bucato, non sono mai pieno”; scritta, si direbbe, da lui stesso, con un indelebile nero. Jhonny sorseggia il suo vodka&succo di carota quando vede Gennaro La Pizza entrare nel bar. Gennaro La Pizza non gli piace. Perchè è terrone. Jhonny non ha niente contro i terroni. Ma sto Gennaro La Pizza lo odia proprio, perchè e terrone. Anche se, all’apparenza, non ha molto senso. Lo odia perchè è uno di quei napoletani che vive al nord da seicento anni e parla ancora in terrone. E’ uno di quelli a cui dici due volte ”non ho capito, parla in italiano” e lui continua a parlare in terrone, quindi inizi per forza ad odiarlo. Gennaro La Pizza forse non è il suo vero nome, ma non importa molto.
La Pizza si avvicina a Jhonny paffuto e gli fa “Oh, jhonny, sta’ sempr’a bbere ià? Sempr mezz imbriaco?”
Jhonny lo fissa, immagina di schiantargli il bicchiere sul centro della fronte ma poi ragiona: un sacco di vodka buttata via, sarebbe un peccato, quindi si limita a rispondere: “io non sono mai ubriaco”; e SSSCCCHWWAAM non sa come , non sa perchè, ma sto terrone gli sta dicendo accussì nun va bbene, ti devi dà na regolata e altre cazzo di cose del genere.
Jhonny pensa: porca puttana io non rompo il cazzo a nessuno. Quando bevo divento solo più socievole. Parlo e scherzo con tutti, con persone che, da sobrio, prenderei a pugni in faccia all the time. Pensa: io da sbronzo non faccio del male a nessuno, a meno che non ci siano delle valide ragioni. Io da sbronzo non vomito, non svengo, non sono molesto, fastidioso, non stupro, non rubo, guido perfino piano quando sono in macchina. A diciotto diciannove anni ero un coglione e facevo cazzate, ma ora sono un tipo tranquillo, quando bevo, eppure la gente continua a rompermi i coglioni. Queste cose può solo pensarle, impossibile spiegarle al terrone, perchè sto tizio continua a parlare dei cazzi suoi; ora sta raccontando di ieri sera, che è andato a ballare con... ma chi cazzo se ne frega.
Lo odia, lo odia perchè parla in terrone, continua a parlare di niente, di cose a cui nessuno frega un cazzo; “ma che cazzo vuole da me? Non poteva starsene a casa sua?”
Jhonny da l’ultimo tiro al suo drink e ne ordina prontamente un altro, è già parecchio infastidito da questo chiacchiericchio  costante, quindi guarda La Pizza, che ovviamente, nel frattempo, non ha mai smesso di parlare e gli fa “ si si ok, esco a fumare una paglia”. Spera che La Pizza lo lasci in pace. Non fuma nemmeno, La Pizza, quindi non c’è pericolo che lo segua continuandoad infastidirlo.
Jhonny Paffuto esce dal locale e, voltandosi, noto (noto io, narratore esterno, che sennò non si capisce bene) che ha un’altra scritta sul retro della felpa “vedo doppio, ma capisco la metà”.  Quelle immense orecchie da coniglio sfiorano la porta d’ingresso e spariscono fuori.
Coi dentoni bianchi che tremano, il nostro Paffuto estrae una Lucky dal pacchetto e mentre l’accende ”Uè, uagliò, minghia cci sta nu friddo daa maronna”. Quel tono di merda! Non sono parole di senso compiuto, è come un merdoso e interminabile stridio che gli lacera i timpani.
Jhonny non dice niente, piega una gamba e si appoggia, con la suola di una scarpa, al muretto scrostato che divide il patio dal giardino sul retro. Appoggia un gomito sul suddetto muretto e fa un lungo tiro dalla cicca.
La merda di un terrone fottuto sta continuando a blaterare cose di cui non si capisce quasi un cazzo... accà a ggente nunn è ggendile. Se tenne scenni abbasscio ra mme vedessi cumme so ttutti allegri e generosi e pò la a pizz’è molto chiù bbona ri qqua.. “non me ne fotte un cazzo. Dai lascia stare, lasciami fumare una paglia in pace” jhonny riesce, finalmente, a interromperlo. Gennaro sembra sc-fastidito, come direbbe lui. “Aò, guagliò, chi cazzo ti credi di fare ià?”
Jhonny è sempre appoggiato al muretto e sta sorridendo quando il terrone prende fuoco, grida “Aooooo, figghio de na mignotta, che cazz te cred di fà cu chillo surrisetto ià? Cu cchilla cazz ri faccia da Bags banni che tteni ià? Io ti spiezz i corna cche tteni in.. “ Jhonny è partito, un sinistro deciso che si schianta sulla mascella de La Pizza, che vola per terra come un sacco di merda. Jhonny se la prende comoda, fa un tiro bello profondo dalla lucky, poi la getta, valuta i danni; era un bel pugno, pensa. Il suo avversario è stunnato per qualche secondo, poi tenta di rialzarsi; il nostro Paffuto ha, nel mentre, pensato a cosa fare. Un calcio in pieno viso, e il sacco di merda rotola di qualche metro gridando improperi vari; cerca di rialzarsi di nuovo, ma Jhonny gli è già addosso. Bisogna fare così con questi merdosi terroni di merda. Non capiscono un cazzo. Non stanno giù. Hanno il  merdoso orgoglio, loro. Devono dimostrare che non hanno paura di niente. Conituano a rialzarsi, continuano a gridare, continuano a rompere i coglioni, non capiscono quando è ora di smettere.
Jhonny lo prende a calci, un sacco di calci. Cinque, sei ,sette, gli pesta la faccia, calcia il costato, gli molla anche un pestone sulle palle flosce e La Pizza finalmente smette di parlare, si limita a gridare di dolore.
All’improvviso Jhonny si ferma, circondato da clienti. Circondato nel senso che tutti i cinque clienti del bar sono intorno a lui. Il nostro Paffuto li guarda, dice: “fate quello che volete ma se mi si avvvicina di nuovo lo ammazzo.”
Gennaro piange, Jhonny entra nel bar. Shotta il suo  vodka succo di carota, dà dieci euro alla barista, esce.
Gennaro è ancora a terra, sta ancora piangendo, quando vede Jhonny uscire dal locale tenta di scagliarglisi contro, ma un paio di panzoni pelati lo tengono fermo. Grida qualcosa in terrone. Urla.
Jhonny passa a quache metro da lui, non lo guarda nemmeno, accende un’altra paglia e cammina lento verso la macchina mentre Gennaro La Pizza grida qualcos’altro. In terrone, ovviamente.
Anzi, si direbbe che continui a gridare un sacco di cose in terrone.  
Si direbbe che non ha capito proprio un cazzo.

7 commenti:

  1. Io sono il lettore medio ignorante! A me questi post piacciono un sacco! E questo è chiaramente un pezzo alla Bob Kaufman; anche se Jhonny non insegna il jujitsu al suo pesce rosso.

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  2. @sileno: cazzaccio cane avevo scritto 2 o 3 post grandiosi su jhonny paffuto. solo che erano nel mio blog vecchio su splinder e splinder è, beh, è esploso e si è fottuto tutti i miei post.

    @conte: Jhonny l'ha mangiato il suo pesce rosso.

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  3. Ehi ehi ehi, io ho letto il post su etta james, non la conoscevo, e quindi sono andato ad ascoltare qualche sua canzone. Ovviamente le più famose le avevo ben presenti.
    Quello su Kaufman ancora lo leggo, ma lo farò.
    Ho anche salvato quello che avevi postato su Urlo. Anche questo lo leggerò.
    Di questo post invece ho letto solo le prime righe, giuro che tornerò, ora ho bisogno di dormire.
    Ci rivedremo.

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  4. Su Etta non avevo niente da dire. Sono stato maleducato, è vero: almeno un saluto...
    E da Grande Ignorante, non so chi sia questo Kaufman ma avevo uno (Andrea) in classe mia alle medie, era anche ripetente, non credo sia lui.
    Jhonny mi ha visualizzato un fumetto più che un racconto in prosa. Nervosetto il tipo, penso possa darci di più.
    Un grande saluto a te, Bill (e anche agli altri)

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  5. @josh: magari son io che do per scontato che se uno non commenta non ha letto. o ha letto una cosa di cui non gli fregava un cazzo.
    In realtà so benissimo che è una cagata anche perchè io stesso ho dei blog che leggo sempre senza commentare quasi mai. tipo (drink2.blogspot.com)
    Boh.

    @paolo: Su Jhonny ho ripescato un vecchio racconto che avevo postato su splinder. Un racconto secondo me, sensazionale. Lo riproporrò nei prossimi giorni.
    di kaufman ho letto due poesie in una raccolta beat. entrambe belle. poi non ho più trovato nulla ed ho il terrore che, oltre a quelle due poesie, non sia stato tradotto in italiano nient'altro. dio can.

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  6. Bello.
    La gente che rompe i coglioni dovrebbe morire.

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