martedì 17 gennaio 2012

anch'io mi pensavo. ma un pò più triste

Nel mio paese c'era un tizio sui trent'anni o poco meno. Era stato in galera un sacco di volte. Non era quel che si definisce una bella persona.
In questi giorni è morto di overdose di eroina ed ogni volta che dico a qualcuno "ehi, tizio è morto" mi sento rispondere "sono contento".

11 commenti:

  1. Era una persona benvoluta da tutti vedo...

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  2. anni fa, avevo sui 17 18 anni, ero in giro con degli amici e sto tizio ci ha chiesto se ci interessava un tappeto persiano originale.

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  3. I reietti in fin dei conti sono i più simpatici.

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  4. sarà morto contento come voleva lui. pace e bene
    signoradicampagna

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  5. è sempre sgradevole gioire dell'altrui morte

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  6. Bazinga: No. Se il morto e' una persona che dava solo problemi e viveva per metterlo in culo al prossimo, non solo gioire della sua morte non e' sgradevole ma penso sia addirittura una cosa buona.
    Poi eh, ognuno e' libero di avere le sue idee.

    @signoradicampagna: credo volesse proprio cosi'

    @josh: lui no. Non era simpatico, non era bello, non era gentile ne generoso ne' niente di buono.

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  7. @enzo: il fatto e' che tanta gente ha provato ad aiutarlo. Non un paio di persone, non un paio di volte.
    Per anni han cercato di aiutarlo e lui appena ne aveva l'occasione voltava le spalle, fregava tutto quello che poteva, spacciava l'ero ai ragazzini e poi andava a smerdarli dagli sbirri.
    Sbirri che, ovviamente, lo lasciavano stare in casa a drogarsi purche' lui ogni tot di tempo portasse loro qualche nome nuovo.
    E' una persona che e' stata piu volte in carcere che al cinema, e' una persona la cui triste esistenza era basata, come ho gia' detto, sul fottere gli altri.
    Quindi non essere triste, paolo, non ve n'e' veramente alcun motivo.

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  8. Una risposta, la mia, di getto.
    E comunque sempre per me il lato compassionevole prevale, dev'essere la mia origine comunque cattolica, un pensiero mi dice che è più reale sentirsi fortunati, in fondo ce l'abbiamo fatta, abbiamo una vita più o meno vivibile.
    Altri miei e tuoi conoscenti non hanno proprio avuto l'occasione, non sono nemmeno partiti, privati di qualcosa fin da subito: amore, sicurezza, affetto. I quartieri malfamati; a Pisa, da ragazzi, erano Gagno, il CEP e I Passi, luoghi di deportazione per i sottoproletari, molto prolifici oltretutto.
    E Paìno, CeccodiGagno, che vita hanno intrapreso?
    Non per buttarla sul patetico, ma è vero che non tutti hanno la opportunità di una vita minimamente normale, il baratro a volte è vicino a me, figurati a chi sta peggio.
    E quindi, ribadisco che la parte compassionevole per me è quella più vera, più realistica direi.
    Grazie Bill, è bello stare qui

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  9. certo, per le persone che non hanno l'opportunità di una vita normale è giusto provare compassione ma per quelli che una vita normale non la vogliono proprio e preferiscono continuare per la loro strada oltretutto, come ho già detto, arrecando molti danni al prossimo, non credo si debba provare compassione.
    poi eh, mica voglio farti cambiar idea, il mondo è bello perchè è vario.

    mi da fastidio chiudere con sto clichè di merda, ma lo farò.

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