lunedì 28 novembre 2011

Capitolo 18: L'amore è merda.

-Beviamone un’altra per piacere.-
E’ stata una giornata folle, semplicemente. Lo sketch di merda della poesia di Matt, poi Irvy che si sposa e Bret che muore, o si uccide. Questo non lo sapremo mai. Ci mancava solo Aurora che fa la puttana. Me l’ha detto Chiara, mi ha fatto leggere i messaggi di Aurora che le scrive che si è scopata sto tipo, che non so neanche chi cazzo sia.
Chiara non la conosco neanche bene, non siamo molto amici e secondo me me l’ha detto solo per gelosia, così con Aurora fuori dal cazzo magari mi metto con lei. Si, avrà pensato così e, comunque, potrei anche farmela sul serio. Ma che puttana del cazzo. E io che mi stavo innamorando davvero, di nuovo. E finisce sempre così. Una tipa mi piace, la conosco, mi ci metto insieme, ci sto da dio, le apro il mio cuore e lei ci sputa dentro.
Dan riempie di nuovo i bicchieri. L’ennesimo pieno di tequila. Ormai è notte fonda, il bar ha chiuso, gli altri sono a letto che dormono. O piangono. Ed io sono qua a casa ad ubriacarmi con Dan.
Butto giù la tequila ed ho un conato di vomito, mi alzo di scatto, corro in bagno strisciando sul muro, m’inginocchio e vomito nel cesso. Quattro, cinque, sei sboccate. Cerco di fermarmi, ormai non mi esce più niente, solo un po’ di succhi gastrici, ma il mio stomaco continua a spingere. Vaffanculo anche a lui, cazzo. Dovrei svuotare il cervello, altrochè lo stomaco.
Sto male, sento il sapore del mio vomito che mi cola in bocca dal naso, vedo la stanza che gira e la faccia di Aurora che sorride mentre lecca il cazzo di un altro. E c’è Bret che mi guarda, lì seduto in un angolo, la faccia d’avorio e una siringa conficcata in un braccio.
E’ un incubo, non riesco a muovermi, sono inerte e inutile e stupido.
Vomito ancora un po’ di liquido trasparente e intanto piango e sento Daniel che parla di là. Chissà con chi cazzo sta parlando.
Cerco di alzarmi ma non ce la faccio e mi lascio cadere nell’angolo, attaccato al water con entrambe le braccia.
Aurora, cazzo. Quella brutta puttana. Mi ha preso in giro, mi diceva “ti amo patata” e mi mordicchiava le orecchie. E poi andava a farsi scopare da un altro. Ma perché? Non poteva mollarmi? Non poteva lasciarmi stare? Perché doveva per forza prendermi per il culo?
E cazzo, perché continuo a pensare a lei invece di pensare a Bret?
Cazzo Aurora, è morto un mio amico, uno che conosco da quando ho nove anni ed io penso a te, e non è nemmeno sei mesi che ci frequentiamo.
E la cosa che mi fa più schifo è che ti amo cazzo. Perché ora verrei a svegliarti, dopo la litigata, dopo le corna, dopo tutte le brutte cose che ti ho detto per telefono, verrei lì e ti direi “facciamo finta di niente. Ti sei fatta sbattere da un altro tipo? Magari non era neanche uno solo, ma non m’importa. Basta che mi prometti che non mi farai più male ed io cancello tutto e ricominciamo. Perché ti voglio, perché ti amo e perché sono un coglione debole e cacasotto. Non voglio prenderti a sberle, non voglio mandarti a fare in culo e dimenticarti per sempre. Io ti voglio, anche se sei stronza, anche se mi hai preso per il culo, io non voglio cancellarti dalla mia vita. Sono un perdente, non ho forza di volontà, non ho carattere, so solo bere e piangere e vomitare.”
-Ce la fai a tirarti su?- è Dan, mi tende una mano. Faccio segno di no con la testa e lui dice – Mi ha chiamato il Moro, è in ospedale perché Willy e Ross sono scappati dagli sbirri e hanno fatto un incedente. Willy l’hanno messo dentro, Ross è in sala operatoria perché ha un emorragia cerebrale.-
-Andiamo in ospedale- rispondo sputando.
-Dai lascia stare, vado io, tu non puoi venir via in queste condizioni.-
-Portami via, ti prego.- sussurro e poi mi alzo. Barcollo fino al lavandino, mi lavo la faccia e mi sciacquo la bocca, mi guardo allo specchio e cazzo se faccio schifo. Che serata di merda. La più brutta della mia vita. Vado in sala e cerco le scarpe.

mercoledì 23 novembre 2011

capitolo 17: Game Over

-Toh, fuma.- Passo la canna a Ross. –Adesso usciamo dalla tange e casa del cuoco è qua a neanche due kilometri.-
-Bene dai. Ma poi quanto ci mette a cucinarla?- Ross fa un tiro dalla canna e la cenere cade sui suoi pantaloni ma lui non se n’accorge neanche.-
-Ti sei scenerato addosso. Comunque boh, non lo so. Non l’ho mai cucinata, penso che in un paio d’ore faremo tutto.-
-Tu stai male. Compri la keta e non sai neanche come si cucina.-
-E’ perché io ho la mentalità da imprenditore, prendendola liquida risparmio, cioè in realtà costa uguale ma se la cucina il tizio dopo so che me la taglia, invece se la cucino la posso tagliare io e ci guadagno il doppio. Poi la ketch adesso va un sacco, faccio due serate in disco ed ho già smerciato cinquanta buste. Con la bamba non vai da nessuna parte perché la gente non c’ha mai i soldi, tutti vogliono far chiodi e poi non pagano mai e sperano che tu ti dimentichi. I cocainomani sono i peggiori. Ogni volta ti dicono dammene un paio e tu gli fai “sicuro che non ne vuoi di più, lo so che dopo vieni a rompermi il cazzo” e loro “no no, apposto così” e poi dopo due ore iniziano a chiamarti e a romperti il cazzo tipo fino al mattino.
E’ una rottura di palle e poi dopo quei negri che mi hanno pestato non ho più trovato giri di coca abbastanza importanti, e comunque anche se ne trovassi non mi va di andare in giro con la bamba dietro tutta notte e dover minacciare i soliti idioti che non vogliono pagare. Allora ho pensato di passare ad altre droghe ma le pasticche fan schifo, non ci son più quelle di una volta, l’MD, Speed o il Mefe sono svolte che capitano raramente, con l’erba e il fumo non ci guadagni un cazzo, perciò se voglio drogarmi e fare serata gratis e guadagnare qualche soldino unendo, come si dice, l’utile al dilettevole, mi fiondo sulla keta.-
Usciamo dalla tange, entriamo in una rotonda e svolto a destra. –Ah, ho capito, beh allora fai bene.-
dice Ross e cazzo ci sono gli sbirri. –Ross dio porco ci sono i carabinieri là avanti, butta la canna.-
Ross la getta e continua a dirmi di fare inversione
-Porca troia sono a cinquanta metri, se mi giro qua mi corrono dietro, tu sta tranquillo e vedrai che non ci fermano.-
-La macchina sa di erba porca troia, siamo nella merda merda merda.-
La pattuglia è ferma dopo un distributore sul lato destro della carreggiata, sono a quaranta metri, lo sbirro mi vede, mi sta guardando, sono a trenta metri, forse mi lascia passare, mi lascia andare, ed ecco che alza quella cazzo di paletta.
-Siamo fottuti.- singhiozza Ross con la voce di un bimbo di quattro anni, io rallento poi scalo e butto giù tutto l’acceleratore, Ross mi urla – Che cazzo fai? No, no, no porco dio, ci arrestano, cazzo!-
Tiro la seconda a seimila giri rischiando di bruciare la macchina, guardo indietro e gli sbirri non sono ancora partiti, entro in una rotonda a bomba ed eccoli che mi vengono dietro.
Ross continua a bestemmiare, io giro a sinistra e alla prima via a destra, nel retrovisore non li vedo ma eccoli sbucare dall’anoglo, si stanno avvicinando ed io non so dove cazzo sono, non so dove nascondermi, non riesco a pensare a niente, perché cazzo sono scappato? Che cazzo ho fatto? Oddio cristo. Svolto di nuovo a sinistra in una strada molto trafficata, supero due auto a destra, gli sbirri mi sono dietro di una cinquantina di metri, più avanti c’è una svolta a sinistra ma ci sono un sacco di macchina che vengono su dal senso opposto, rallento e appena vedo un buco mi ci infilo sfiorando un automobile di un niente, tutti suonano il clacson, gli sbirri devono rallentare, ho guadagnato qualche decina di metri ma davanti ho un semaforo rosso, rallento e mi butto tutto sulla destra con una macchina che sta venendo su, mi sposto con le ruote di destra sul marciapiede e la macchina che sopraggiungeva mi scarta a sinistra.
Ross continua a bestemmiare – Che cazzo stai facendo, esci da sto casino, ci ammazziamo!-
-Butta via la Keta, buttala fuori dal finestrino!- giro nella prima via a destra, stiamo girando intorno.
-Appena giro il prossimo angolo buttala fuori subito, finchè i carabinieri non la vedono!- giro di nuovo a destra, tornando sulla strada di prima, Ross getta la droga fuori dal finestrino, io corro come un pazzo, i carabinieri sbucano dalla via, indietro di duecento metri, li sto seminando, ce la faccio, guardo avanti, un incrocio, vado verso il semaforo appena diventato giallo, ci sto, tengo giù il piede, il semaforo diventa rosso ma ci passo, le auto a destra e a sinistra devono ancora partire, a questa velocità ci passo, entro nell’incrocio mentre le prime auto da destra partono, un tizio inchioda, riesco a passare, ma lo stronzo nella corsia più a destra non mi vede, lo passo sterzando leggermente a sinistra ma quel coglione mi colpisce di striscio il lato destro della macchina, che mi si imbarca a sinistra, cerco di tenerla, ma non posso farci un cazzo, continuo a sgommare, cerco di controsterzare, ci riesco ma la macchina mi scoda dall’altra parte ed è completamente incontrollabile, salgo sul marciapiede, colpiamo un albero e ci fermiamo contro un muro.



Sono stordito e non vedo niente, ho un male tremendo al collo e le uniche cose che sento sono un fischio acutissimo che sembra venire da dentro la mia testa, e la sirena dei carabinieri.
Rimetto a fuoco, mi volto verso Ross, che ha gli occhi spalancati ma non dice niente, due carabinieri spuntano dal mio finestrino, pistole in mano, e ci intimano di scendere.
-Scusa- è l’unica parola che riesco a dire, poi mi tolgo la cintura, apro la portiera e scendo, riesco a fare solo un paio di passi poi diventa tutto bianco.

martedì 15 novembre 2011

News: seconda parte


...Hai presente quelle scene dove la protagonista dice alle sue migliori amiche che si sposa e tutte iniziano a gridare guardandosi in faccia e a saltellare sul posto? Ecco noi siamo tipo così però ubriachi come scimmie.
Fortunatamente dopo mezz’oretta di festeggiamenti David dice –Oh gentaglia, facciamo una pausa perché io non capisco più niente.-
Così ci sediamo e ci rimettiamo a chiacchierare, discutendo sull’addio al celibato di Irvy. Lui ci dice che pensava di andare a mangiare fuori, ubriacarci come cani randagi e far casino fino alla mattina, senza far niente di speciale. Quasi tutti optano invece per far serata in un night club “perché gli addii al celibato si fanno così”.
Lo Zio come al solito è il più drastico. -Macchè night Club con quelle fighe finte che ti fan pagare cinquanta euro di privè e non puoi neanche toccarle. Facciamo festa a casa di qualcuno, porto quattro o cinque puttane amiche mie e scopiamo tutti insieme. Poi ci mettiamo musica, fiumi di alcool e droghe sintetiche, chiaramente. E vien fuori un’orgiona paurosa. Uomini che scopano donne, donne che scopano donne, uomini che scopano cose che scopano donne che fanno pompini, cani che guardano e si masturbano, fantastico cazzo! Tanto se siamo in un bel po’ con venti euro a testa riusciamo a prender su quattro troie. E quelle lì si che c’han fiato. Possiamo essere in trenta ma andiamo a casa tutti spompati, ve lo dico io!-
E si va avanti a disquisire su questi argomenti:
Irvy non può andare a troie, si deve sposare! / Irvy DEVE andare a troie perché si deve sposare!
Non voglio le puttane, hanno le malattie! / Voglio le puttane, sono stufo delle fiche finte!
E, senza quasi che me n’accorga, Daniel entra nel bar e si siede di fianco a me e mi guarda con gli occhi lucidi di pianto. Gli altri non si sono neanche accorti che è arrivato.
-Cos’è successo?- gli chiedo immediatamente.
- Bret. E’ morto Bret.- Me l’ha detto così. Sono felice come una pasqua, ubriaco come una spugna, sto festeggiano un mio amico che ha deciso di sposarsi e mi arriva questo pugno nello stomaco. Mi sento male, mi sembra di perdere l’equilibrio, non so cosa dire, non so cosa fare. Tutti gli altri stanno ancora ridendo e gridando ma a poco a poco notano Dan e la sua faccia e si ricompongono, così lui dà la notizia a tutti. Così come l’ha data a me. – E’ morto Bret, stanotte. Ha fatto un overdose.-
E nessuno parla più. Guardo le loro facce, le passo in rassegna una ad una e vedo dolore e rabbia e tristezza e non lo sopporto, non ce la faccio, abbasso lo sguardo e sento gli occhi che mi si gonfiano e non ci posso far niente. Cerco di tenere tutto dentro e sento una lacrima che mi scende su una guancia, silenziosa. Poi sento dei singhiozzi e David si alza e corre fuori mentre gli altri sono ancora lì, immobili come statue, che fissano il vuoto. Ed ecco che scoppio, i singhiozzi mi contorcono lo stomaco, mi metto le mani davanti alla faccia e piango un pianto logorante, intermittente, con le lacrime dure che mi salgono dalle viscere come conati di vomito, non riesco a controllarmi e più che piangere mi sembra di urlare.
Dan mi mette un braccio attorno alle spalle e dice –è un coglione. E’ sempre stato un coglione, ha sempre fatto quello che non doveva fare. Però non doveva ammazzarsi cazzo.- e nessuno dice più niente e stiamo lì ad urlare in silenzio.
Dopo un po’ lo Zio e il Moro vanno fuori da David, io mi ricompongo, guardo Dan e gli dico – L’alcool mi rende troppo emotivo, esagera tutto. Ero il re del mondo e adesso sono una merda. Ma non ci si può fare un cazzo. Beh Irvy si sposa.-
L’ho detto proprio in un modo e in un momento del cazzo. Dan lo guarda e dice –Ah, beh, scusa, non ho scelto un bel momento per dirvi di Bret.- e abbassa lo sguardo sul tavolino.
–Beh non è mica colpa tua.- è l’unica cosa che riesce a dire Irvy. Mi rendo conto che mi sembra di non essere neanche più ubriaco, mi accendo una sigaretta e così fanno anche Jack e Dan. E stiamo così, come nelle scene tristi dei film, a fumare lentamente con lo sguardo perso, pensando a un amico che non c’è più, sapendo che l’avevamo già perso e tutti sentiamo che non abbiamo fatto un cazzo, non abbiamo fatto abbastanza per aiutarlo. Abbiamo cercato di tirarlo fuori dall’ero, ci abbiamo provato per un po’, ma quando lui stava andando sempre più a fondo l’abbiamo lasciato affogare. Abbiamo pensato che se non voleva essere aiutato non ci si poteva fare un cazzo. E probabilmente è davvero così. Lui era andato e non voleva tornare, forse non potevamo far niente. Però resta l’amarezza, non riesci a non pensare che potevi e dovevi fare di più, dovevi stargli più vicino e magari sarebbe cambiato qualcosa. Invece nessuno ci ha più pensato. Bret è andato, è un eroinomane, fine. Nessuno l’ha più cercato, né sentito. Ed ora è morto e mi manca. E’ da quasi due anni che non lo vedo ma adesso mi manca. Inizio a pensare al suo viso e a quando eravamo ragazzini e andavamo in giro in bicicletta. Lo vedo che scappa da un contadino, lo vedo che ride come un pazzo quando Willy ha fatto un salto in bici e si è ribaltato. E continuo a vedere il suo sorriso e i suoi occhi e sto per piangere di nuovo.
–Per favore qualcuno tiri fuori un discorso a caso. Iniziate a parlare di qualcosa di divertente perché sto male.-

- Si, meglio. La settimana scorsa mi sono fatto fare un pompino da un trans.- Guardiamo tutti Jack, che fa una specie di sorriso imbarazzato, poi sorrido anch’io.
– Jack, sei un grande, era proprio il genere di discorso che volevo. Ma perché te lo sei fatto succhiare da un trans.?
-Perché eravamo in questo disco pub, il Love Box, e c’era serata trans. Ero lì con Ross e Willy, il Moro e lo Zio ed eravamo sfatti. Abbiamo iniziato a bere e a fare i cretini in sto posto pieno di froci e lesbiche e c’erano un sacco di trans che ci puntavano. E’ che alcuni erano proprio brutti e grossi con i lineamenti da maschio ma ce n’erano altri che sembravano veramente donne. Solo che erano alte uno e ottanta con due tette giganti e dure. E insomma iniziamo a parlare con un po’ di gente e cazzo, erano tutti incendiati, avevano tutti voglia di scopare, noi abbiamo detto tipo a venti persone che siamo etero e ci piacciono le fighe ma loro se ne fottevano e Willy porca troia si è messo a fare lo scemo con un tipo e sto qua ci provava spudoratamente, Willy gli ha detto cinque o sei volte che non era gay e sto qua gli diceva “peccato, ma l’hai mai provato un uomo, magari ti piace, sei così carino” e porca puttana si sono fatti, ma si sono dati un bacio con la lingua di quelli tipo da film porno, una cosa orribile, almeno dieci secondi e poi Willy ride, guarda il tipo e gli fa “guarda, baci bene eh, però ho capito che non sono gay, non mi è piaciuto per niente. Anzi, mi faceva senso pensare che stavo slinguazzando un uomo” e sto qua fa una risatina e gli dice “Vabbè peccato, se cambi idea mi trovi sempre qua al Love. Ciao Bello” e se va. Noi ridiamo come dei pazzi e chiediamo a Willy perché cazzo se l’è fatto e lui ci fa “ma boh. Mi andava. Sono strafuori, non mi ero mai fatto un uomo. Poi quel tipo lì era carino e boh, ho deciso di farmelo, un esperienza in più. “  e insomma la serata si scalda, io vado in bagno con Willy a far due righe e quando esco dal cesso c’è sta trans da film porno. Oh, io vi giuro che era una gran figa. Occhi verdi, tette da panico, alta uno e ottanta e proprio con una bella faccia. Non sembrava un uomo, era proprio bella. E sta tipa mi fa “ciao, cosa ne dici di tornare dentro al bagno con me” proprio così di botto. E io ci ho pensato un po’, dico la verità, ma poi le ho detto di no perché cazzo, se son lì con una figa, le frugo tra le mutande e sento un cazzo, cioè, cazzo, sto troppo di merda. Però lei alla fine mi fa “ Ma dai, hai paura? Ti faccio un bel pompino dai. Guarda che non mordo mica”. E quel cane di Willy mi fa “beh, secondo me fa dei gran pompini, ti conviene andare”, mi fa l’occhiolino ed esce. Io guardo la tipa, il trans, come volete chiamarla, scoppio a ridere e rientro nel bagno.
E’ entrata e mi ha fatto un super pompino con inogoio. Roba da stare male.-
Ci guardiamo tutti, allibiti e poi faccio – Ma mentre te lo succhiava hai guardato se si stava sparando una sega?- e tutti scoppiano a ridere.
-Dai, va in figa, no comunque è stata proprio una figata. Entriamo, mi slaccia i pantaloni, super pompino, ingoio, mi rivesto, usciamo e torno dagli altri.-
-E gli altri cos’hanno detto?-
-Gli altri non parlavano, ridevano e basta.-
E andiamo avanti così, a chiacchierare, e ogni tanto mi vengono in mente gli occhioni di Bret ma cerco di non pensarci e ci riesco abbastanza bene. Tanto ormai è andato, è inutile star male.
Però so già che appena sarò da solo, sdraiato al buio sul mio letto, starò lì a fissare il soffitto e piangerò, piangerò e piangerò fino a quando finirò le lacrime.

lunedì 14 novembre 2011

chapter 16: NEWS (Prima parte)


Dopo un paio d’ore sono ancora nello stesso cazzo di bar e sono sbronzissimo. Sto chiacchierando con David e a noi si sono aggiunti Jack, il Moro e lo Zio. Ho fumato più di un pacchetto di sigarette, domani avrò un mal di gola orrendo.
Beh siamo lì che stiamo parlando di Nelly, un tizio che conosciamo. La polizia l’ha fermato ieri sera e l’hanno trovato ubriaco marcio. Ha fatto uno e nove all’etilometro.
-Si ma il punto è che non possono rubarti la macchina, non è giusto. Nelly ha lavorato come un coglione per anni per comprarsi sta cazzo di auto nuova e, dopo due mesi che ce l’ha gliela sequestrano perché guida ubriaco. Cioè, cazzo, lui ha buttato via tipo ventiduemila euro, una cosa così. Cazzo gli hanno rovinato la vita. Cioè cazzo, io capisco che ti ritirino la patente per un anno, quello ci sta, e si può discutere sulla multa perché ho sentito che prenderà intorno a novemila euro che, porca troia, sono una cifra esagerata, ma magari una bella multa per farti capire la lezione ci può anche stare, magari non così alta, ma vabbè, sorvoliamo. Ma porca di quella puttana che cazzo di diritto hanno di prendersi la tua auto? Se la macchina è intestata a te e hai più di uno e mezzo te la portano via? Ma perché? Cioè cazzo, secondo me sta roba non sta ne in cielo né in terra. Oh mi sto agitando vado a ordinare da bere… birrette per tutti?- Jack si alza e quasi si ribalta per terra. E’ arrivato per ultimo ma pare il più sbronzo.
– Ma che birrette, ordina un giro di Long Island col Jack- gli fa lo Zio, che poi aggiunge- Si beh comunque non so quanta gente in Italia pensa che sia giusta sta legge per sequestrare le macchine. Credo nessuno. Cazzo è stupida e ingiusta ma questo è ovvio. Dovrebbero aumentare i periodi di ritiro della patente perché, cazzo, è ovvio che se uno guida con più di uno e mezzo di alcool nel sangue è un coglione perché sa di essere completamente sbronzo e rischia di far male a sé stesso e gli altri, però se allo stato importasse veramente che le persone smettessero di guidare sbronze sarebbe più rigido con le patenti, non con le multe. Uno guida con uno e nove come nelly? Perfetto, gli togli la patente per due anni. Vedrai che quasi sicuramente quando ricomincia a guidare evita di fare stronzate. Ma allo stato non frega un cazzo di questo. Loro ci speculano sopra. Vogliono solo rubarci i soldi. Io capisco che se guidi sbronzo e investi uno è giusto che ti trattino come un criminale, perché sei un criminale. Ma se mi fermano che sono ubriaco ma non ho ancora fatto danni non mi puoi rovinare la vita. Devi rimproverarmi, farmi riflettere sul mio errore, non rubarmi tutti i soldi che ho. Nelly ha tipo novemila euro di multa e gli han fottuto ventimila euro di macchina. Adesso per pagare la multa ed avere i soldi per comprarsi un’altra macchina ci metterà diec’anni minimo. E se poi volesse anche una casa? Gli hanno fottuto la vita.-
-Io ho sentito che vuole andare in galera invece di pagare la multa-
-Ma lo può fare?- chiedo a David.
–In teoria si, credo. Sai che la guida in stato di ebbrezza è diventata un reato penale, quindi loro al provvedimento sulla patente affiancano un procedimento penale alla fine del quale ti assegnano un periodo di reclusione che poi viene commutato in sanzione pecuniaria. Nelly dovrebbe farsi tipo tre mesi di carcere che, in soldi, fanno novemila euro e, siccome lui non ha alcuna intenzione di dare novemila euro a dei ladri figli di puttana che gli hanno rubato la macchina vuole poter scontare la pena in carcere.-
-Si, ma sono degli stronzi perché alla fine nessuno sceglie il carcere, non ci andrà neanche lui.. Cazzo, sai cosa vuol dire tre mesi in carcere? Perdi il lavoro, hai la fedina penale sporca e rischi che qualcuno ti apra il culo.-
-Bah alla fine sono esperienze. Così m’ha detto Nelly. M’ha detto che il carcere è sicuramente un esperienza da fare.-
Arrivano i Long Island e il Moro prende la parola – La cosa che fa schifo è che ci sono duemila coglioni di merda come noi, che stanno seduti a sbronzarsi al bar e si rendono conto benissimo che non c’è nulla che funziona bene, che le leggi sulla guida in stato di ebbrezza sono fatte alla cazzo di cane, che se vuoi fare tolleranza zero almeno dovresti garantire un servizio trasporti tipo autobus tram taxi decente. Invece qua vogliono fare gli stronzi ma non ti vengono incontro. Gli autobus passano una volta ogni morte del papa e fanno l’ultimo giro alle otto di sera, di taxi ce ne sono pochissimi e quando li chiami spendi quattro euro al telefono e quando arriva a prenderti c’è già il tachimetro a cinque euro. Cazzo, ma possibile che in sto paese di merda vada tutta a culo e la maggior parte della gente non riesca minimamente a rendersene conto?-
-Che bei discorsi.- Ci voltiamo e, sorpresona, c’è Irvy.
Irvy quello che si è trovato la morosa ed ha smesso di vivere. Era un secolo che non si faceva vedere al bar. Ci sono cinque secondi di silenzio per dare il tempo ai nostri cervelli annegati nell’alcool di mettere a fuoco e riconoscere il nostro amico e poi tutti si alzano e urlano. Parlano tutti insieme, non si capisce niente.
-Ma allora sei ancora vivo?/Che fine hai fatto?/Dobbiamo festeggiare/Barista un giro di tequile. /Lascia stare prendo una bottiglia, offro io./Irvy, cazzo! Bastardone, com’è che non ti sei più fatto vedere?/Sempre con la figa eh? Sposala cazzo!-e qua Irvy ride e ci fa – Eh son venuto apposta per quello. Sono venuto a portarvi gli inviti per il mio matrimonio.-
Lunghissimo silenzio.
Lo Zio scoppia a ridere –Ah Irvy tu sei completamente pazzo. Ti sposi sul serio? Ma c’hai vent’anni! Non sei pronto per vedere la stessa figa per tutta la vita!-
-Eh, sono innamorato.- risponde il futuro sposo e poi diventa tutto rosso e tutti noi ridiamo..
Jack urla – Barista, Irvy si sposa, porta una damigiana di whiskey, la vogliamo subito!. Irvy, andiamo immediatamente al banco a bere, bisogna festeggiare.- E la situazione degenera, ci piazziamo davanti al banco e via di tequila e Jack Daniel’s e Cointreau e siamo tutti distrutti e felici e cantiamo urliamo e ci abbracciamo. Sembriamo delle fighe uscite fuori da una commedia romantica. Hai presente quelle scene dove la protagonista dice alle sue migliori amiche che si sposa e tutte iniziano a gridare guardandosi in faccia e a saltellare sul posto? Ecco noi siamo tipo così però ubriachi come scimmie.

mercoledì 9 novembre 2011

Troia (capitolo 15del mio racconto del cazzo)

Saranno le sei del pomeriggio e sono seduto ad un tavolino fuori dal solito bar con Josh e David. La  cameriera porta i tre americani che abbiamo ordinato. Facciamo un brindisi a niente come al solito ed iniziamo a berli. Siamo al terzo giro e mi sento già abbastanza ubriaco. Mi sento benissimo.
Stiamo parlando di musica, Janis Joplin e  i Doors, quando sentiamo arrivare Stella e Vic. Ste due si sentono già a duecento metri di distanza perché continuano a ridere con quelle loro risatine acute e fastidiosissime e parlano con un tono di voce folle. Anzi non parlano, urlano. Beh Stella e Vic arrivano, prendono due sedie e si siedono al nostro tavolo, ci salutiamo e Stella fa –Oh ragazzi vi devo assolutamente raccontare una cosa- e Vic subito – Ma dai Stella, sei una stronza, perché devi smerdarlo così davanti a tutti? E’ stato carinissimo.-
-Macchè carinissimo, è un cretino!!-  ribatte l’altra e allora Josh fa – Pensate di dirci di chi cazzo state parlando o volete parlare tra di voi tutto il giorno?- e Stella s’illumina - Dai, adesso vi racconto.- Fa l’ultimo tiro dalla sigaretta e la spegne con cura nel posacenere, io intanto me n’accendo una e ascolto in silenzio.
E Stella attacca – Allora, avete presente Matteo? Quel tipo sfigatissimo che c’era alla festa di Daniele? Quello che fa l’università con Daniele e Davide qua- e guarda lui. Davide fa segno di si con la testa e anch’io. Josh ha una faccia confusa e dice –No. Matteo chi?- e David gli fa – Ma dai. Quello che è arrivato col Dan. Quello sfigatino, un po’ cicciotto, con i capelli arruffati. Non parlava mai con nessuno..- Josh ha la faccia di uno che non sa niente - Non lo conosco, ma chi cazzo se ne frega, va avanti con la storia per dio!
-Dai Josh, quello più sfigato di tutti. L’hai visto per forza!- gli fa Stella.
- Cazzo, a quella festa ero strafatto! Non mi ricordo neanche che c’eri tu, come cazzo faccio a ricordarmi di uno che non ho mai visto? Posso far finta di conoscerlo se proprio ti è indispensabile per andare avanti. Mmm. Ah, Matteo, si dai, me lo ricordo. Quello sfigato, un po’ cicciotto con i capelli arruffati?- e ride. Stella lo manda a fare in culo e riprende –Beh insomma alla festa Daniele me l’ha presentato e abbiamo parlato al massimo trenta secondi poi non l’ho più visto. E ieri mi ha mandato una poesia.- ride – Sembra scritta da un bambino delle elementari, ve la faccio leggere, che l’ho stampata e ce l’ho qua in borsa.- Mentre Stella fruga nella sua borsetta Josh dice –Ma dai, ma non si possono mandare le poesie sul computer. Avrà usato Facebook. Che cosa triste. Non c’è più romanticismo.-
Stella prende un foglio, lo stende, dice – Me l’ha mandata per mail- ed inizia a leggere



Resto immobile a guardarla
Lunghi capelli ribelli,
come onde durante un temporale, cadono lungo la sua schiena.

La sua pelle è liscia,
e morbida come dovrebbero essere le nuvole.
Il viso pulito, candido.
L’immagine della purezza.
Ogni suo lineamento sembra opera di uno scultore.
Un opera d’arte.
Meravigliosa.
Bella da togliere il fiato.
Come il più bello dei tramonti.

E quello sguardo, semplice e gentile
Ma allo stesso tempo magnetico,
profondo come l’oceano

il suo sorriso è dolce,
come ti immagineresti quello di una fata
e le sue labbra,
 di un rosa delicato, sembrano fatte di seta

Un angelo,
non c’è altra spiegazione
Vorrei avvicinarmi ma ho paura…
Paura di perderla per sempre

Forse sto sognando.
Forse non potrò mai averla.
Forse basterebbe una sola parola per farmi svegliare.

Non voglio rischiare,
non voglio perderla
a costo di tacere per l’eternità.

Così resto immobile a fissare il mio angelo…
Non mi voglio svegliare mai più.


E Stella inizia a ridere. David la guarda male e le dice
-Beh dai è bella, non c’è da ridere. E’ un po’ esagerata eh, coi sorrisi di fata e le labbra di seta però secondo me dovresti sposarlo, dove lo trovi uno che ti scrive poesie?-
-Ma che cazzo me ne faccio di uno sfigato che scrive poesie. A parte che è proprio un cesso, può essere anche dolce e sensibile e intelligente e simpatico e tutto quello che vuoi ma resta comunque un cesso, quindi non me lo farei mai. E poi le poesie, ma dai, ma cosa siamo, alle elementari? Poteva regalarmi una collana, o delle scarpe, allora magari ci facevo un pensierino.-
-Ma sei proprio una zoccola. Vuoi solo le cose materiali, una bella poesia può durare per sempre..- sta dicendo David, che viene interrotto da Stella -I diamanti durano per sempre, non le poesie!-
E’ il turno di Josh –Io sto dalla parte di Stella. Guarda che devi essere completamente imbecille per mandare una poesia così a una che non conosci neanche.-
- Cazzo ma pensa lui che l’ha scritta e sarà rimasto lì un’ora a pensare se mandarla o no. Cazzo, poveretto, secondo me ha avuto il coraggio di mandarla, di dire quello che pensava ed è stato un grande. Se poi lei è profonda come una pozzanghera e invece di emozionarsi per una poesia si mette a ridere è un altro discorso. Ma lui non merita di essere preso per il culo.-
La discussione degenera. Stella continua a dire che Matt è un cretino e uno sfigato e Josh da ragione a lei, Vic e David trovano che la poesia sia molto dolce e che Stella sia una puttana. Stella conferma di esserlo, almeno questo è ciò che penso io, quando dice che non se ne fa un cazzo di uno brutto, che non sa vivere, scrive poesie e probabilmente non ha mai scopato, perché lei vuole uno bello ricco che spenda un sacco di soldi per lei e la scopi come si deve. La discussione si accende ancora di più perché David continua a dare a Stella della stupida puttana, lei ribatte che le persone che scrivono poesie sono stupide mentre lei è sveglia e realista e ha capito quello che veramente conta nella vita e mi sa tanto che purtroppo ha ragione.
Mentre Stella e David si insultano arrivano Willy e Ross e prima ancora di salutarli Josh gli racconta quel che è successo ed inizia a leggere la poesia ad alta voce facendo il cretino. Ross e Willy se la ridono alla grande e anche Stella ride ancora. Mi volto e vedo che altri clienti del bar sono lì che guardano lo spettacolo e poi, cazzo, vedo che lì in un angolo ci sono Daniel e Matt. Matt, che ha la faccia di uno che ha appena perso tutta la famiglia, si volta ed inizia ad andarsene a passo spedito. Attiro l’attenzione di Josh e riesco a farlo smettere, tutti si voltano verso Daniel, che ha uno sguardo di pietra, ci fissa e mi fa star male. –Siete tutti delle persone del cazzo. E tu Stella, fai veramente schifo, sei una lurida troia.- Poi si volta e insegue il suo amico. Stella impazzisce letteralmente ed inizia a riempire d’insulti Daniel, che però se ne sta andando senza cagarla minimamente. Poi lei tenta d’inseguirlo urlandogli “troia sarà tua mamma, stavo solo scherzando, volevo farmi due risate, chi cazzo credi di essere” e cose così mentre Vic la tiene ferma e le dice di star tranquilla, lei però continua a sbraitare cose tipo “lurida troia? Ma come cazzo si permette quel frocio di merda! Gli spacco la faccia”. David dice – Ha ragione Dan.- e Stella prende un bicchiere mezzo pieno dal tavolo e lo lancia a tutta forza verso David, sfiorandogli la testa e disintegrandolo contro il muro. Quest’ultimo si alza come una furia gridando e rovesciando il tavolino. Vic e Josh portano via Stella mentre Willy e Ross tengono fermo David. Io me ne sto seduto sorseggiando il mio Americano. L’ho tenuto in mano ed è l’unico che non si è rovesciato col tavolo. Magnifico.
Willy mi dice – Oh, potresti anche darci una mano invece di star lì a guardare.- e io sbuffo, sorrido, bevo un sorso e dico – ma lascia che vada ad ammazzarla. Non me ne frega un cazzo.- e allora David mi guarda e mi dice – Cazzo, ma ti sembra una persona normale quella là? Poteva tagliarmi la faccia con quel bicchiere, hai visto quanto forte me l’ha tirato?-
-Secondo me ce ne son poche di persone normali. Siamo tutti matti in un modo o nell’altro.-
-Porco dio smettila con ste stronzate.- Intanto esce il proprietario del bar ed inizia ad insultarci ma non lo stiamo neanche a sentire. L’unico che gli dice qualcosa è Ross che dice tipo “scusa, adesso sistemiamo tutto, è tutto apposto.” Tiriamo su il tavolino e la cameriera esce con scopa e paletta per raccogliere i pezzi di vetro.
-Ok David, allora andiamo a bere un paio di tequile così ti calmi. Offro io. – mi alzo e vado verso il bancone. David mi segue, mi volto verso gli altri due che mi dicono – Noi dobbiamo andar via, dobbiamo fare dei giri, vedere delle persone, comprare della roba. Ci vediamo stasera, vedete di fare i bravi e di non mettervi le mani addosso.- Li saluto con un cenno e loro se ne vanno, David continua ad imprecare, non so che fine abbiano fatto Josh e le altre e non me ne frega un cazzo, quel che conta è che ordino due tequile e ho ancora l’americano da finire e sono già ubriaco.