mercoledì 29 giugno 2011

capitolo 5: "Preparativi: nell'appartamento"


Sto scaldando un po’ di fumo con l’accendino mentre Dan è in bagno che si pettina.-Ehi Dan sai cosa pensavo?-
-Secondo te so a cosa pensavi? Non puoi iniziare a parlare senza pormi una domanda idiota?- Mmh, giusta osservazione, ma non posso certo dargli ragione così a buon mercato. -No, prima devo accertarmi che tu mi stia ascoltando visto che due volte su tre sei perso nei tuoi pensieri e mi ritrovo a parlare da solo.-
-Mhh.. hai ragione. Beh dimmi…-
-…Pensavo che magari sono gay, solo che non so di esserlo.- Daniel, che nel frattempo ha finito di pettinarsi,  è entrato in soggiorno. E’ in piedi di fronte a me e mi fissa con quei sottili occhi azzurri cercando di capire se parlo seriamente. Ha le sopracciglia leggermente inarcate verso il centro, potrebbe significare che ha paura. A pensarci potrebbe anche non significare un cazzo di niente. Sono sfatto.
-Tu devi smettere di fumarti le canne- mi dice in un tono finto preoccupato. Neanche mi avesse sentito.
-Ma và. E’ un ipotesi. Pensaci! Nessun omosessuale è nato sapendo di esserlo. Ci sono quelli che lo scoprono giovanissimi ed altri che se ne accorgono tardi. Ora, io credo che mi piacciano le donne perché esteticamente sono attratto da loro, anche se hanno tutte gli stessi difetti che le accomunano come parlare continuamente di cose verso cui non ho alcun interesse. Però quest’attrazione potrebbe non essere vera, magari cono convinto che mi piacciano le donne perché ho sempre visto uomini che amano donne, nella vita e nei film. Magari non ho avuto modo di esprimere la mia vera sessualità. Potrei guardare un film porno gay ed avere un erezione. Anzi, magari dovrei baciare un maschio e vedere se mi piace o no. Sarebbe la prova del nove. Magari sono gay sul serio. O magari bisessuale. Si, è anche più plausibile! Sono sessualmente attratto dal corpo femminile ma vorrei una donna che ragionasse come un uomo… Pensi che dovrei baciare un ragazzo?- Ora nei suoi occhi riesco chiaramente a vedere una vena di paura.
-Tu sei una persona deviata. Mi spaventi.- Sulla sua faccia c’è sempre un mezzo sorriso ma si vede chiaramente che si sente a disagio in questa conversazione. Decido quindi di insistere. -Perché devi essere così omofobo? Andiamo a fare la doccia insieme, ti va?-
-Giuro che se provi a toccarmi vado a prendere la mia mazza da baseball e te la do in testa finchè non riesco a farti tornare normale. E non credo riuscirò. Probabilmente ti ammazzerò fracassandoti il cranio...- In quel momento suona il campanello..  Daniel fugge immediatamente da questa delirante conversazione, risponde al citofono e poi apre la porta. E’ Willy.
Dopo pochi secondi  Willy entra nella stanza. Non molto alto e magrissimo, la caratteristica che lo contraddistingue sono quei capelli neri lunghi e lisci come setole di una scopa, che porta sempre sparati in alto come quei personaggi dei cartoni giapponesi. Sotto ai folti capelli spunta un viso che potrebbe appartenere a qualcuno appena uscito da un campo di concentramento: Occhi grandi e pupille enormi, occhiaie molto evidenti, un colorito pallidissimo e guance asciutte, scavate dalla cocaina. Nonostante sembri un cadavere che cammina  Willy è molto apprezzato dall’universo femminile, grazie anche ad un sorriso che farebbe invidia a quelli delle pubblicità degli spazzolini da denti.
Appena Willy entra in casa Dan gli fa – Sei in ritardo di due ore-
-Eh si, scusate, ho avuto delle cose da fare e poi sono passato al bar a mettermi d’accordo con gli altri per stasera. Tanto voi due siete sempre qua, sapevo che vi avrei trovati comunque. Beh stase andiamo a bere qualcosa in centro e poi forse in disco. Venite?- Daniel lo squadra per qualche secondo - Si, veniamo a bere qualcosa ma non credo verremo in disco, anche perché come ben sai David odia le discoteche.. Ma come cazzo sei vestito?-
In effetti gliel’avrei chiesto anch’io.. Willy ha addosso una felpa arancione accesissima, dei pantaloni neri fatti di nylon o qualcosa del genere con dei disegni arancioni e degli stivaletti fatti di minuscoli quadrati di tutti i colori. Fiero del suo look risponde:- io sono vestito bene. Voi avete una mentalità chiusa. Non capite un cazzo. tu sembri un fighetto con quella camicetta azzurra e quell’altro… Quell’altro è indescrivibile. Sei vestito così perché hai perso una scommessa o semplicemente ti piace farti prendere in giro?- Poi ci guarda con aria di sfida.
Daniel è molto elegante, indossa una camicia azzurra a righe bianche verticali, dei jeans stretti e un paio di mocassini neri. Invece io ho uno stile tutto mio. Ho delle scarpe da ginnastica bianche, jeans chiari molto larghi, una maglietta verde e sopra una camicia scura aperta. Sicuramente non sono elegante, ma almeno non sembro uscito da un manicomio. Ovviamente non perdo tempo e rispondo subito per le rime al fattone. -Io mi vesto come mi pare. Tu ivece sei vestito da fattone… da rave.. perché immagino che nelle disco che frequenti vada di moda così.  Mi fanno pena le persone che come te si vestono in un certo modo perché DEVONO seguire una moda, perché devono fare parte di un gruppo e perché se non si vestono così hanno paura di non piacere alle ragazze. Io mi vesto come capita perché non voglio che qualcuno mi noti per come sono vestito. Ci sono cose molto più profonde ed importanti. Tu invece probabilmente sei una persona così insicura e povero di contenuti, che punti tutto sul look.-
Daniel interviene - Dave uno, Willy zero, palla al centro-.
Il bersaglio è stato colpito, ma non è affondato. Willy resta in silenzio per un po’, chiaramente spiazzato dalla mia risposta, ma poi rilancia - Hai detto che non vuoi che la gente ti noti per come sei vestito? Beh sappi che vestito così tutti ti noteranno. E tutti rideranno di te. Per quanto riguarda il mio abbigliamento sembra che funzioni. Parliamo di fatti se vuoi! Numero di ragazze entrate nel mio letto negli ultimi tre mesi? sei! Ragazze entrate nel tuo?-
-Vedi che sei una persona materialista?- Cerco di difendermi ma in realtà non so che dire, stavolta mi ha smerdato. Per fortuna non riesco nemmeno a finire la frase perché Daniel mi interrompe- 6 a 1 per Josh! Set, partita e incontro! Sul suo letto pieno di ragazze non puoi replicare in alcun modo. Ora andiamo che è tardi, dai! Finisci la canna e andiamo via!-


P.S.


Scusate, questo post è troooppo lungo e troppo inutilmente descrittivo. Non soo in forma. E' finita la ganja e c'è solo sabbione di merda.

lunedì 27 giugno 2011

capitolo 5: PREPARATIVI: Al bar


-Ehi io comincio a non capire più un cazzo-
-Perfetto. E’ per questo che stiamo bevendo. Ordino un altro americano?-
Che cazzo di alcolizzato che è Jack. D’altronde chi non lo è tra di noi? E poi è venerdì, bisogna carburarsi per le serata. Però mi sento veramente storto porca troia, sono arrivato in ritardo e per recuperare gli altri che mi sembravano già belli carichi ho pensato fosse una buona idea buttare giù del jack daniel’s. Tre jack Daniel’s. Ora mi rendo conto che NON è stata una grossa idea. Infatti inizio a star male, mi sa che devo andare in bagno a tirarmi su.
- Ehi coglione, lo bevi un altro o no?? - La faccia di Jack(non jack daniels, jack sarebbe Giacomo, un mio amico) è rossa come un pomodoro e il suo sorriso inebetito lo fa sembrare ancora più stupido di quel che è.
- Si, tranqui. Voi ragazze lo bevete un altro? - Mi volta verso Vic, La Barbie, Stella e le altre. Cazzo che figa che è Vittoria, glielo sbatterei da tutte le parti. E con quelle tette poi. Cazzo cosa le farei!
Alla mia domanda lei risponde no e poi blatera qualcos’altro che non sento perché sono troppo impegnato a guardarle la scollatura. Lei se n’è chiaramente accorta ma da signorina per bene qual è non lo fa notare a nessuno, anzi mi sembra quasi che mi lanci un sorriso molto malizioso. In queste situazioni il problema è sempre lo stesso: Capire se il sorriso lo fa la ragazza o tutto l’alcool che ho in corpo. Magari sta sorridendo perché il mio zigomo gonfio è ridicolo. No, non credo sia quello, a quanto pare si nota molto meno di quel che pensavo. Beh mi limito a risponderle un - ok, tranqui- ma sto pensando che se continua a guardarmi così mi toccherà correre in bagno a spararmi una sega! Cazzo devo smetterla di guardarla altrimenti divento matto. Mi volto di nuovo verso Jack e gli altri ubriaconi di merda. -Oh, io vado in bagno..- Non riesco neanche a finire la frase che “il Moro” e “lo Zio” attaccano coi loro commentini.
-Ehi vai a incipriarti il naso?-.
-Bevuto troppo eh? Dai no problem, un colpetto e passa tutto-.
Senza nemmeno voltarmi, li mando a fanculo col dito medio e raggiungo il bagno il più in fretta possibile.  Chiudo a chiave, prendo il sacchettino dai jeans e lo appoggio sul lavandino, prendo una scheda dal portafogli e con mano ferma ne inserisco un angolino nel sacchetto, estraggo un po’ di quella polverina magica e me la sparo nel naso.
Ah, ora ci siamo. Sento un leggero bruciore nella narice ma mi sento già meglio. Cazzo la bamba è fantastica, ti tira su a mille, nei momenti di crisi è la mia ancora di salvezza. Con calma rimetto tutto a posto e torno dagli altri.
-Ehi, ma D&D che fine hanno fatto?- D&D sono Dan e Dave e lo Zio mi ha fatto venire in mente che devo passare da loro.
-Sono a casa a smerdarsi il cervello di canne come al solito, adesso passo da là e li porto fuori-.
La cameriera intanto ha appoggiato sul tavolino traballante un altro giro di Americani. Io prendo il mio e lo butto giù alla russa senza fare il minimo sforzo. Poi saluto tutti e mi alzo per andare a pagare.
Quel coglione invidioso del Moro mi guarda e con gli occhi mi dice: “Brutto bastardo adesso butti giù tutto come se fosse acqua”.
Io gli sorrido entrando mentre mi squilla il cellulare. E’ David che scassa le palle.

martedì 14 giugno 2011

4: Donne tududu


Io e Dan, il solito divano blu e il solito spinello acceso. Io e Dan frequentiamo gli stessi corsi all’università e viviamo insieme in affitto in quest’appartamentino in periferia. Niente di speciale, un trilocale con cucina/ soggiorno, 2 camere da letto e un bagno. Il divano blu si trova sulla sinistra, appena entrati nell’appartamento. Noi due adoriamo questo divano e ci passiamo la maggior parte del  tempo. Sulla destra del divano, c’è una poltrona, anche questa blu. Di fronte al divano un tavolino con un televisore a schermo piatto, un lettore Dvd e uno stereo. Dall’altra parte della stanza c’è un tavolo nero con 4 sedie ed una piccola cucina in legno bianco. Anche le pareti sono tutte bianche; nessun quadro e nessun soprammobile, l’appartamento così fa un po’ schifo. E’ spoglio e da una sensazione di vuoto. Dritto davanti alla porta d’ingresso c’è un’altra porta che conduce ad un piccolo corridoio ai lati del quale troviamo le due stanze da letto perfettamente simmetriche, dritto in fondo c’è il bagno. Ma questo probabilmente non interessa a nessuno.
Dov’eravamo? Ah già: due ragazzi, un divano e uno spinello. Lo spinello è in mano di Daniel che sta degustandolo in silenzio. Lo interrompo-Ehi, sai che odio le donne?-
-Perché scusa?- Daniel sa che questa domanda darà inizio ad una discussione incredibilmente stupida alla fine della quale nessuno dei due avrà cavato un ragno dal buco, ma sa anche che non può sottrarsi a quello che ormai è un rito. Fargli una domanda con quel tono è il mio modo per chiedere se posso iniziare a dire stronzate. Infatti proseguo.
-Io pensavo che esistesse qualche ragazza intelligente e simpatica ma ormai ho perso le speranze. Ieri ad esempio ero al solito bar a bere una birra con gli altri quand’è arrivata Erika con una sua amica. Era veramente carina! Occhi verdi, capelli biondi e lisci, un corpo da sette e mezzo..-
-Aspetta, cosa vuol dire corpo da 7 e mezzo?- Sapevo che me l’avrebbe chiesto. Ormai lo conosco così bene che potrei conversare da solo facendo anche la sua parte.
-Vuol dire che dietro era uno spettacolo ma davanti era abbastanza scarsa. Beh, comunque mi sono presentato ed abbiamo iniziato a parlare del più e del meno. Sai, le solite cose: quanti anni hai, cosa studi, dove bazzichi di solito, come mai non ti ho mai vista da queste parti.. E poi all’improvviso, non so come e soprattutto non so perché, ha iniziato a raccontarmi la sua vita. Tutta! Io ho cercato di farle capire che non mi interessava nulla ma lei non mi ascoltava! Io intervenivo, cercavo di cambiare argomento, e lei sembrava non ascoltarmi nemmeno, impegnata com’era a proseguire il suo discorso inutile.  Ho studiato qua, sono stata lì, ho fatto questo, ho conosciuto lui - ma chi cazzo te l’ha chiesto?- Dopo venti minuti di parole senza senso stavo impazzendo!  Volevo prendere un boccale di birra sul tavolo e rompermelo in testa ! Poi ci ho pensato su e le ho detto - scusa, cambiamo discorso? Perché non mi interessa quello che mi stai dicendo.- Sono stato deciso ma gentile, perché non volevo ferirla.
Daniel inizia a ridere sotto i baffi pregustando già la scena successiva. -E lei? Ti ha dato un calcio nelle palle?-
- No. E’ rimasta a fissarmi per 20 secondi senza dir niente, poi mi ha detto che sono uno stronzo. Le ho subito risposto - non devi prendertela, non volevo offenderti. È solo che è da venti minuti che ti ascolto, mi sei simpatica, ma se cambiassimo discorso magari potremmo rendere più piacevole questa conversazione che in realtà è un tuo monologo- detto ciò ho sfoderato un bel sorriso convinto e lei mi ha urlato un vaffanculo cattivissimo ed è andata via lasciandomi da solo mentre tutto il locale mi guardava e rideva.
Daniel è piegato su sé stesso, sta ghignando di brutto… Dopo un pò riesce a ricomporsi, fa un altro tiro dallo spinello e con il fumo ancora nei polmoni mi fissa con gli occhi rossi e lucidi. Fuma fuori qualcosa tipo non puoi odiare le ragazze, non sono mica tutte come questa, lei era un caso particolare, ce ne sono alcune molto simpatiche… bla bla bla e altre stronzate del genere. Come al solito non capisce un cazzo.
- Senti - gli faccio, - se esistono gli stereotipi ci sarà un motivo, cazzo! Lei era proprio la classica ragazza bella col cervello di un babbuino ritardato. E come lei ce ne sono milioni..E passami quella canna che la stai fumando tutta. -
-Ah, scusa. Tieni. Ad esempio Silvia non è male ed è simpatica!-
Mi prendo lo spinello quasi con arroganza e lo osservo ben bene. L’ha fatto su da culo, è tutto storto da una parte ed è troppo fino. Dilettante. Lo appoggio alle labbra e cerco di cacciarne nei polmoni la più grande quantità possibile con un solo tiro. Dopo qualche secondo espiro dal naso. Ora mi sento meglio e posso continuare -Parli di Silvia quella coi baffi ed un unico sopracciglio che le attraversa la fronte come un millepiedi peloso? Quella così maledettamente figa che farebbe scappare anche un rumeno condannato per trentasette stupri che non eiacula da sei mesi?- Non so come mi vengono in mente queste stronzate, devo avere qualcosa che non va in testa. Però pensavo di essere simpatico. Dico pensavo perché il mio socio qui non abbozza neanche un sorriso e si limita a sputare fuori un - Non è così brutta.- Sento il bisogno di rincarare la dose.
- Si invece, e lo sai anche tu. Silvia è simpatica perché ha le fattezze di un uomo! Brutto per di più! L’hai mai guardata bene ? E’ come una porta senza serratura. E’ inchiavabile - Cazzo questa era carina, dovrei scrivere un libro di freddure. Però Dan non sembra molto divertito. Ha proprio un sense of humor di merda.
- Quando hai detto che è come una porta senza serratura ho pensato che è sempre aperta - e scoppia a ridere come un folle. La sua solita comicità volgare da quattro soldi.
- Sei un idiota, comunque Silvia è veramente brutta. Direi che è un cesso ma mi sembra un termine abbastanza riduttivo per lei. Io sarei più propenso ad avere una relazione con il water di là piuttosto che con lei. La sua faccia è orrenda! E’ come se un chirurgo pazzo avesse riesumato dei cadaveri straziati di persone morte in terribili incidenti stradali, avesse staccato dei lembi di carne dai volti di ciascuno di essi, e poi li avesse riattaccati a casaccio sulla faccia di Silvia! - Cazzo sono un genio del male. Se solo avessi un amico come me ci faremmo grasse risate tutto il giorno. Invece l’imbecille di Daniel  mi guarda come se fossi una novantenne in perizoma. Il termine disgustato non rende nemmeno l’idea.
- Sei disgustoso. - mi dice. Io sorrido e lo ringrazio. Lui mi fissa per un po’ poi fa una strana smorfia, una via di mezzo tra il divertito e lo schifato
- Io non voglio mai più parlare con te. Mi viene da vomitare. Ti odio -. Io scoppio a ridere mentre Dan va verso camera sua. Rido e gli grido
- Si, ti voglio bene anch’io! - Lui si volta ridendo e mi rimprovera -dai smetti di sparar stronzate e manda un sms a Willy che doveva venir qua venti minuti fa - poi sparisce oltre la porta.
Willy è sempre in ritardo di almeno mezzora. Da quando lo conosco non l’ho mai visto arrivare puntuale, d’altronde quando mai un pusher è puntuale? Beh è meglio mandargli un sms…

martedì 7 giugno 2011

3: Legnate in faccia

-…Praticamente io son lì in playa fatto come una scimmia che vago per la disco e non capisco un cazzo di niente.. Sai com’è, bevi come un pazzo, mangi 2 cale, fai tre o quattro righe.. o anche sette/otto.. Beh insomma sono lì in merda totale che cammino con gli altri e ‘sto tizio mi viene addosso, io mi giro calmissimo, il ritratto della tranquillità, e lo guardo. Capelli ingellati, occhiali da sole e mandibola che cerca di staccarsi dalla faccia per andare a farsi un giro. Un truzzone del cazzo.
E ‘sto stronzo mi fa - Coglione, che cazzo fai?-
Io, sapete com’è, sono un tipo tranquillo, non voglio problemi, quindi faccio finta di niente e mi rigiro dall’altra parte e lui cosa fa? Mi spintona da dietro. Faccio tre passi sbilanciato in avanti e cado addosso a una tipa. Lei mi urla dietro qualcosa che non sto a sentire perchè ovviamente sto già pensando a rompere il culo al tizio di prima.  Mi alzo e gli vado incontro mentre ‘sto fattone di merda mi sta insultando in dio solo sa quale lingua. Poi non so eh, magari parlava in italiano ed io ero talmente fuori che non capivo un cazzo, poteva anche essere così. Beh, fatto sta che mi trovo faccia a faccia con il bastardo, gli urlo -che cazzo di problema hai?- e il coglione cerca di darmi una testata! Povero idiota, io ero strafatto ma lui lo ero molto più di me! Cioè, porca troia, mi carica sta testata con una lentezza imbarazzante, è la ketamina mi dico tra me e me, che lo rallenta, allora quando parte di testa io mi sposto di lato, un passo all’indietro, lui va a vuoto, carico il destro e SBAMM!! L’ho centrato in mezzo tra la bocca e il naso.
Oh, dovevi vederlo, lui è volato per terra come nei film. A quel punto però mi arriva una legna tremenda in faccia. Oh, non mi sono accorto di niente.. Io ero ancora lì a guardare sto scemo e mi arriva questa pappina mondiale al lato della testa, credo da un suo amico che era lì di fianco, ma non sono sicuro. Ho visto nero e mi sono trovato per terra. E lì sono cazzi. Sento botte da tutte le parti, calci, pugni, non so che cazzo sta succedendo, io sono lì rannicchiato con le mani sulla faccia che prendo pacche dappertutto. Dopo qualche secondo mi sembra che mi abbiano lasciato in pace ma sento ancora urla e un casino orrendo. Riapro gli occhi e mi ci vogliono tipo dieci secondi per mettere a fuoco e capire che cazzo succede e porca troia c’era una rissa da stadio. Vedo Ross e lo Zio che mollano pugni a caso in mezzo a un milione di persone. Mi rialzo barcollando e rischiando di cadere di nuovo e mi butto in mezzo senza avere idea di quello che sto facendo perché è veramente un casino.
Cioè, sai come va in disco, mille persone vicine, tiri un blocco a un tizio, lo sbagli, colpisci quello dietro e non finisce più. Mi sembrava che arrivasse gente dappertutto, veramente non ho idea di quanti pugni son volati e di quanta gente c’era. So solo che dopo un tot un tipo enorme mi prende per il collo, mi mette sottobraccio e inizia a portarmi in giro per la disco mentre io bestemmio come un pazzo. Mi ritrovo davanti all’ingresso quando finalmente mi lascia andare. Il mio primo pensiero è: “ora mi giro e gli tiro un blocco sul mento”. Per fortuna prima di farlo lo guardo bene e mi accorgo che era un buttafuori, ma sembrava più il boss finale di un gioco fantasy, una specie di orco/troll. Beh, dicevo, c’è sto cazzo di buttafuori  alto tipo 3 metri, largo come una classe di bambini delle elementari, pelato, sguardo da psicopatico e due braccia del diametro di un pallone da calcio. Ho cercato di spiegargli che era stato l’altro tizio a cominciare la rissa ma non aveva molta voglia di ascoltarmi quindi sono andato fuori al volo per non rischiare altre botte. Per fortuna il coglione non mi ha neanche perquisito. Mi è andata di lusso visto che avevo ancora due pezzi di bamba in tasca. Beh comunque dopo due minuti buttano fuori anche Ross e lo Zio che mi spiegano che dentro c’è ancora un casino infernale e ci son buttafuori dappertutto che non riescono a calmare la situazione e pestano gente a caso. Noi intanto saliamo in macchina e faccio guidare Ross perché mi sento ancora il cervello vibrare per la legnata che ho preso prima in testa.
Beh in conclusione lui ha guidato, io mi son fatto un pippotto  lungo tipo 10 centimetri per ripigliarmi e poi siamo andati  giù ai parchetti a sparare stronzate fino alle 6 del mattino. Questo è il motivo per cui ho la faccia così deforme da assomigliare a Slot dei Goonies.>
- Cazzo che seratona -. Stefano/Silvio o come cazzo si chiama questo tizio mi sorride e poi sniffa la riga che gli ho preparato finchè gli raccontavo la storia. Non pensate male, non sono così coglione da far entrare chiunque in casa mia per vendergli della coca. Sto ragazzo lo conosco da un po’ solo che non mi ricordo mai come cazzo si chiama. E sinceramente non me ne frega neanche un cazzo, basta che abbia i cash!
Cazzo storto sono già le sette, devo raggiungere gli altri.. Saranno già ubriachi come scimmie porca troia!
Punto gli occhi sul cliente qua, sfodero uno sguardo da mezzo incazzato e gli mitraglio fuori un:- Beh-vecchio-senti-è-supertardi-e-i-miei-amici-mi-aspettano-quindi-dimmi-se-ti-piace-o-no-e-quanta-cazzo-te-ne-serve-perché-devo-prepararmi-per-uscire-
- Ok Willy, ma guarda che sei tu che hai voluto raccontarmi la storia di ieri sera sennò adesso avremmo già fatto. Comunque me ne servono cinque-. Cazzo, quando fanno i saputelli non li sopporto. Gli infilerei i pollici negli occhi con tutta la forza che ho. Ma probabilmente ha ragione. E’ la bamba che mi fa parlare. Cazzo è pomeriggio e sono già strafuori. Faccio schifo.
Prendo i cinque pezzi dal cassetto senza dire niente, glieli metto in mano e lui mi da i soldi.
Ringraziamenti e saluti e dopo trenta secondi è già fuori dalle palle

mercoledì 1 giugno 2011

Mai esagerare (postautobiografico?)

E così l’ho fatto, cazzo. Colpa di quei cretini dei miei amici di merda. Io e Josh siamo ubriachi marci, non capiamo niente, e il Moro tira fuori sta busta, che poi non è neanche una busta, è una specie di post it piegato in modo strano. Io non voglio fare un cazzo ma Josh è inscimmiatissimo e cerca di convincermi.
Cazzo, anche se sono ubriaco, mi sto rompendo le palle perché la musica fa cagare, il Dj è un cretino e sta suonando merda, allora dico al Moro che mi sto rompendo il cazzo, che anche se ho bevuto non sono molto fuori e ho quasi voglia di andar via, lui mi dice di seguirlo così andiamo su un divanetto nell’angolo, uno di quelli là sotto, nell’ombra, diciamo uno di quelli loschi, e tira fuori sta busta gialla.
Stiamo cinque minuti a discutere perché la roba è Ketamina ed io non voglio farmi di keta, gli dico di no, gli dico che quella roba lì è merda, che la danno ai cavalli, ma Josh continua a dirgli dai dai prepara due colpi dai dai e alla fine mi ha convinto. Il Moro entra nella busta con un angolo di una scheda e l’avvicina a Josh, solo che sto cretino inizia a dirgli ma dai, ma che cazzo è quella roba lì, io voglio una bella riga, non un angolino di merda. Il Moro gli fa -guarda che non è mica bamba, sta roba qua è più forte- e altre cose così, gli dice che visto che è la prima volta è meglio andarci piano ma josh insistite e il Moro allora si mette a ridere e prepara tre righe. Le tirano su e poi faccio io. Il naso mi brucia da morire, mi fa malissimo e bum, mi sale subito, ho un venti secondi dove mi gira tutto e rido e poi di colpo non capisco più niente: inizia a girarmi la testa, sento la musica che mi rimbomba nel cervello, sento mille echi e in sottofondo degli scrosci, dei rumori strani, non capisco un cazzo. Invece gli altri due stanno bene, sembrano carichi, hanno voglia di ballare. Mi pare strano perché la ketch è un anestetico, dovrebbe buttarti giù e invece loro sono strafuori. Beh fatto sta che sti due cretini mi dicono di andare a ballare, io gli dico che sto male e voglio stare lì seduto, ma loro vogliono andare per forza a ballare, allora mi alzo e porca troia giuro che non sono mai stato così male, mi gira la testa, non ho il senso dell’equilibrio, faccio fatica a muovermi, non capisco niente di quello che succede. Dopo qualche passo afferro con tutt’e due le mani la maglia del Moro e praticamente vado in giro per la disco ad occhi chiusi attaccato a lui, vado addosso a tutti, pesto piedi a un sacco di persone e non capisco niente. Arrivo in pista, cerco di ballare ma non riesco a muovermi e in quel momento mi vien su la tega vera della ketamina, almeno credo. Mi sento mollo, di gomma, sono morbido, leggero ed elastico. Tutti intorno a me saltano e si dimenano e a me pare di andare al rallentatore, mi guardo le braccia e le vedo molli, mi sembrano come trasportate dalle onde del mare, non so se riesci a capire. E’ come se fossi in acqua. Tutti i miei movimenti sono lenti e strani. Sto galleggiando, nuoto nella musica e poi noto che la gente mi guarda, tutti mi fissano e qualcuno ride, altri mi guardano malissimo, allora chiedo a jack perché tutti mi fissano e lui mi dice di star tranquillo, mi dice che nessuno mi guarda, mi sto solo integando male, poi però mi dice anche che sono proprio brutto, che ho un occhio semichiuso e uno semiribaltato, tipo.
Allora inizio a prendermi malissimo e non riesco più a muovermi, faccio fatica a stare in piedi, sono esausto e mi sto cagando addosso. Non so come mi è venuto così di colpo ma giuro che sto per cagare, qua in pista. Mi è venuto uno stimolo tremendo, mal di pancia fortissimo, allora chiedo a Jack di accompagnarmi in bagno perché sto male e lui mi accompagna, io capisco poco, so che sono abbracciato a lui ed è lui che mi porta in giro, poi mi trovo nel bagno, per fortuna c’è solo un tizio prima di me e quindi entro subito e, io non mi ricordo com’è fatto sto  bagno, ma hai presente come sono di solito i bagni delle disco? Tipo puzza disgustosa di discarica abusiva e piscio dappertutto. Beh io mi tolgo i pantaloni e le mutande, mi appoggio con la schiena al muro di fronte alla porta, quel muro contro cui tutti i coglioni pisciano. Mi ci appoggio perché devo star su così, se sto in piedi a gambe piegate casco nella turca di sicuro. Beh faccio una diarreata mollissima e mi pulisco il culo a caso, non so se l’ho pulito o se mi sono spalmato le chiappe di merda, ma non ha molta importanza Mi  tiro su i pantaloni e sento che ho la maglietta bagnata sulla schiena e non so se è piscio di qualcuno o sudore e non voglio nemmeno saperlo, così esco barcollando e dico a jack che sto male e devo sedermi, mi sento quasi svenire così mi butto per terra lì davanti ai cessi, mi siedo appoggiato al muro, tra bicchieri vuoti e sigarette spente e mi viene da vomitare, arriva un buttafuori e mi dice di alzarmi ma io non riesco a muovermi. Mi accorgo che ho la tachicardia, il cuore mi batte a mille, sono fermo immobile, eppure mi batte a mille e giuro su mia madre che sto seriamente pensando di morire.  Penso che sto per fare un infarto, muoio qua per colpa di quella ketamina di merda quando Jack, minacciato dal buttafuori, mi alza e mi porta all’uscita e io gli sto dicendo che sto per morire e lui cerca di tranquillizzarmi e la cosa peggiore è che io in questo momento sono abbastanza lucido, mentalmente mi sembra di essermi ripreso, sento quello che mi dice, capisco tutto, il mio cervello è attivo ma il corpo non risponde ai comandi. Faccio fatica a camminare, persino a parlare, e la cosa peggiore è che me ne rendo conto, cazzo! Cerco di dire a Jack che è un amico, che mi dispiace di avergli rovinato la serata ma mentre parlo biascico, mi mangio metà parole e rido e gli chiedo scusa e gli dico che non mi farò mai più di keta. Usciamo dalla discoteca e il mio cuore è come impazzito, mi siedo per terrra vicino ad un muretto e sento che morirò, sto per piangere. Sto male e non so cosa fare. Poco dopo sento degli insulti, Jack ride e mi dice che stanno uscendo Josh e il Moro con un buttafuori. Jack li chiama, loro ci raggiungono e appena mi vedono scoppiano a ridere.
Urlo – siete due coglioni, non c’è un cazzo da ridere, sto morendo. –
ma loro ridono ancora poi sento il Moro che dice – l’avevo detto che erano troppo grosse le righe. Io sono abituato ma voi due siete pazzi. –
e poi dice a jack che Josh ha sboccato in pista, in mezzo ad un sacco di persone, e un buttafuori li ha cacciati allora guardo Josh e vedo che ha la maglia tutta sporca di vomito però mi pare abbastanza sano, allora sto idiota mi dice che gli è venuta su una bomba da circo ma di colpo è stato male, gli si è annebbiato tutto ed ha iniziato a vomitare e si vede che vomitando ha buttato fuori tutto, alcool e ketch perché adesso sta benissimo. Io inizio a ridere come un pazzo, non so perché, ma non riesco a smettere e mi sdraio per terra e rotolo nell’erba e rido e rido e poi inizio a piangere dal ridere e anche gli altri adesso ridono alla grande, poi cerco di alzarmi ma cado di lato e rido ancora più forte, poi in tre riescono a tirarmi su ma appena mi alzo mi vengono degli sforzi di vomito orribili e sento ancora che ho il cuore che batte a mille.
Cerco di vomitare ma non ci riesco, ho il fiatone e sto morendo, gli altri mi accompagnano alla macchina e lì finalmente vomito e mi inginocchio per terra e ho dei conati fortissimi e poi ho un vuoto e non so cos’è successo. Mi riprendo e apro gli occhi che siamo in macchina di Jack e sto ancora malissimo e sono semianestetizzato, ho freddo e gira tutto e stiamo andando in after dalla Vic che ha la casa libera, mi dicono. E mi dicono che ho vomitato un sacco e son rimasto lì un quarto d’ora a tentare di vomitare ancora e poi mi hanno caricato in macchina e  jack per tutto il tempo non ha fatto altro che insultarmi perché era sicuro che gli avrei vomitato in macchina ma a quanto pare non l’ho fatto e poi tutti ridono e io dico – brutti figli di puttana, non voglio mai più vedere della ketamina.-