martedì 6 dicembre 2011

Cap.24 parte 2.

Poi un’infermiera molto giovane e carina si avvicina e gentilmente ci chiede se possiamo uscire perché altrimenti non c’è modo di calmare quella signora e anche se non abbiamo fatto niente dobbiamo avere rispetto per gli altri pazienti, e cose così.
Mi alzo, incrocio gli occhi verdi della giovane infermiera e faccio un leggero sorriso, poi mi volto e cammino verso l’uscita.
Appena fuori mi accendo una sigaretta e mi siedo per terra, sotto la tettoia, a guardare il sole che sta per sorgere dietro la fitta pioggia che scende obliqua.
Tiro su una boccata di catarro, sono un drogato che sputa e tossisce nel mattino malato.
Noi eravamo quelli fuori, quelli pazzi, quelli che si sanno divertire. La gente normale va al bar, beve una birra, fa due chiacchiere e se ne va a letto. O fanno una passeggiata con la morosa e poi vanno a scopare. O al massimo vanno in disco, ballano un po’, si annoiano, bevono qualcosa, tornano in pista e finiscono a casa alle quattro del mattino pensando oh mio dio domani sarò stanchissimo.
E noi siamo quelli che si distruggono, che eccedono sempre. Quelli che martedì, giovedì o sabato non fa differenza, basta divertirsi. Quelli che... siano dieci  o cento kilometri, li fanno comunque. Anzi, più lontano si va, meglio è. All’avventura! Noi siamo quelli che sono stufi della gente del cazzo, dei locali tutti uguali, delle partite di calcio in tv, della vita, di noi stessi.
E beviamo, fumiamo, tiriamo, mangiamo e ce ne sbattiamo il cazzo di quello che pensa la gente. Haha, ho sempre pensato di essere un giusto, uno che ha scelto di esagerare sempre e comunque per vivere al massimo.
ma in queste occasioni qua capisci. Almeno io ho capito. Non siamo giusti proprio per niente. Tutto quello che facciamo è stupido e sbagliato. Andiamo contro a tutto quello che ci è stato insegnato e che la natura stessa ci dovrebbe far pensare. Giochiamo con la vita, nostra e degli altri, siamo degli stupidi, degli incoscienti, siamo tutto quello che ci hanno insegnato a non essere. Siamo gli sconosciuti che regalano caramelle ai ragazzi, siamo i pervertiti che fotografano i bimbi, siamo le brutte compagnie che la nonna ti diceva di evitare, siamo quello che la gente pensa di noi: degli sbandati tossici e alcolizzati.
Purtroppo, nonostante tutto ciò, nonostante tutta la merda che stiamo ingoiando, nonostante tutte le cose brutte che sono successe, in fin dei conti mi sono fatto la mia idea: si, cazzo. Sono sbagliato, ma sono contento di esserlo. Probabilmente non farò niente di quello che dovrei fare nella mia vita. Non comprerò una casa e una macchina nuova, non mi sposerò e non avrò dei figli, non lavorerò quarant’anni e non andrò in pensione. Magari morirò a trent’anni sotto un ponte. Perché cazzo, mi fa schifo la gente, detesto il novanta per cento delle persone che si muovono a caso, senza pensare a niente, facendo finta che tutto vada bene. Lo so che è giusto far così. Accontentati delle piccole cose, sii positivo, trova il lato bello di ogni cosa e cerca di vivere felice. E’ meglio per te. Ma cazzo io non ci riesco, non ci riesco e basta. Non l’ho scelto io, non mi sono svegliato un giorno dicendomi “cazzo devo essere diverso”, è una cosa che mi viene naturale, il mondo come lo vede la gente normale mi fa paura, una paura folle, ed io scappo e mi nascondo e giuro che mi piacerebbe essere normale e accontentarmi e sorridere sempre. ma da sobrio tendo a pensare di essere circondato da persone fatte di merda quindi cerco di alterarmi per stare meglio. O forse boh, non lo so e non me ne frega un cazzo. Sono ubriaco da dodici ore ed ho una tega pessimistico-autodistruttiva. Lasciatemi in pace.

5 commenti:

  1. Si è cirondati da persone di merda. Purtroppo non è solo un'impressione!

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  2. alcool&drugs rules!
    si è circondati da persone di merda...e non si smette mai di stupirsene.

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  3. Partivano da Pisa per raggiungere la Baia degli Angeli (mi sembra si chiamasse così), vicino Rimini (o in zona), per la roba pesante si dirigevano a Verona, o Brescia.
    Io sono sempre stato lontano dallo strafare, per vigliaccheria e per indole, molti miei amici in compenso furono troppo vicini.
    Ancora oggi mi sento circondato da gente di merda, e a volte mi si incrina l'anima.
    Meno male che ho il circolo, pieno di bella gente godereccia e sorridente. Ho una figlia, e forse (molto forse) fra dieci/dodici/quindici anni andrò in pensione.
    A volte penso che la mia vita fa schifo.

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  4. Non ci tocca che concentrarci su quel dieci per cento.

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