venerdì 12 agosto 2011

Capitolo 9: Uno che con le donne ci sa fare.


Sabato sera: Io e Dan siamo tornati nel locale di ieri. Ovviamente sono tornato qui per vedere se c’è la ragazza che mi sono fatto sfuggire da sotto il naso come un pollo, e Dan, in quanto mio amico, mi ha accompagnato qui. Stavolta siamo seduti al bancone. Sorseggiamo una birra chiacchierando, quando mi sento toccare una spalla.
Fa che sia lei, fa che sia lei, fa che sia…. Ma quando mi giro vedo un ragazzo. Lo conosco, si chiama Matteo, è un nostro compagno di corso. Ragazzo simpatico ma troppo, troppo riservato. Uno che non esce mai di casa e se ne sta tutto il giorno a leggere libri e navigare in internet. <Ciao Matt come và? Come mai da ‘ste parti?>.
<Un mio amico mi ha invitato a bere una birra e sono venuto a fare un giretto>. <Ah, ma hai anche degli amici allora?> Lui mi guarda malino. Che battuta di merda. Rido come un coglione così magari penserà che sono ubriaco. Lui non ha alcuna reazione. Matt è molto divertente però ha proprio l’aria dello sfigato, cosa che, detta da me, fa capire quanto lo sia. Io sono uno tranquillo, odio le disco, non ci so fare con le ragazze, non ho vestiti trandy, non frequento localii cool  però sono solo particolare, non sfigato. Ho un sacco di amici, esco sempre, faccio casino, bevo, mi drogo, mi diverto un sacco, e altre cose del genere.
 Invece guarda lui: Sovrappeso, il fisico di un cinquantenne, brufoli, capelli unti incollati a caso sulla testa, sembra si sia vestito in uno di quei cassonetti gialli della caritas. E poi è sempre sulle sue, sempre silenzioso, senza personalità. Ci ha messo quattro mesi per riuscire a parlare con me e Dan, figuriamoci con una ragazza.. Il poveretto mi fa quasi pena. Comunque io e Dan ridiamo e scherziamo con lui per una decina di minuti e poi lo salutiamo quando torna dagli amici.
<Beh dai è simpatico. Non pensavo. Ha fatto un paio di uscite che mi hanno piegato dal ridere.> Intanto Daniel si alza con una Lucky in mano ed io lo seguo. Appena varcata la porta del locale facciamo due passi a destra e ci appoggiamo al muro. Qui fuori ci sono dei neon che rendono la zona più illuminata dell’interno del locale. Una cinquantina di persone sta chiacchierando e nell’aria c’è un intenso odore di fumo che ogni tanto lascia spazio a delle leggere folate di marijuana. Sembra anche buona.
Accendo una sigaretta e porgo l’accendino a Daniel. Faccio un lungo tiro e poi, di colpo, scoppio a tossire. Immediatamente prendo Daniel per il colletto della camicia e lo guardo come un bambino guarda i regali sotto l’albero di Natale. <C’è la tipa di ieri! L’ho vista! E la dietro, guardala.>
<Quale? Quella mora?> Daniel si alza sulle punte dei piedi per poter vedere meglio ed io lo tiro giù bruscamente <Dai non fare il somaro, non farti vedere! E’ la ragazza bionda, affianco alla mora alta.> pronuncio questa frase con una certa eccitazione, senza staccare gli occhi dalla ragazza, quando lei si gira e incrocia il mio sguardo. Io lo distolgo subito. <Oddio mi ha visto. Cosa faccio?>

<Beh, mica male. Vai la e parlale..> Questa frase è interrotta dall’intro di Sweet child o’mine dei Guns. Daniel si infila una mano in una tasca dei jeans ed estrae il suo cellulare. <Mi sta chiamando Ross, mi sposto in là che qua c’è troppa gente e non sento nulla>. Detto ciò si allontana di qualche metro.
Come guidati da un effetto magnetico i miei occhi si posano nuovamente sulla ragazza per qualche secondo. Distolgo di nuovo lo sguardo quando mi sembra che lei mi abbia notato di nuovo.
Allora mi giro dalla parte opposta appoggiando la spalla destra all’edificio mentre un turbinio di pensieri mi ronzano in testa..
Ora vado là, le dico che è bellissima; No, troppo diretto.. Le chiedo se ci siamo già visti in giro, giusto per iniziare la conversazione; No, troppo stupido. E se le dicessi.. La frenetica danza dei miei pensieri si interrompe quando sento una mano toccarmi la spalla sinistra. Mi volto e il mio cuore sembra fermarsi. Lei è lì, di fronte a me. Da vicino è ancora più bella. I suoi occhi sono castani ma hanno un intensità che mi pare di non aver mai visto prima.. Le sue sopracciglia sono una cornice perfetta per quegli occhi stupendi. Labbra rosee e sottili come quelle di una bambina, racchiudono un sorriso semplicemente meraviglioso. E quei capelli biondi, lunghi, mi fanno impazzire..            
<Vuoi una foto?> la ragazza esordisce con questa frase, sorridendo.
Io rimango imbambolato a fissare quel sorriso, senza dire una parola. Cerco di pensare a qualcosa ma non riesco a dire niente. Sono stregato da lei.
<Ehi? Ci sei?> Mi sento un idiota ma non riesco a parlare! e sento la faccia che diventa sempre più calda. Sento che sto arrossendo ma non riesco ad evitarlo. Sono rosso e scotto. Perché mi ha chiesto se voglio una foto? Che cazzo succede? Non  capisco niente. Però dovrei dire qualcosa.<si, sc-scuusa. Co-cos’hai detto?> Questa voce non è la mia. Sono quasi balbuziente, oddio è terribile..
<Ho chiesto se vuoi una foto! Ho visto che continuavi a guardarmi.>. Sorride. Ecco, ora la mia faccia dev’essere viola. Gli occhi potrebbero saltarmi fuori dalla testa per la troppa pressione che c’è dentro. Non credo si possa arrossire più di così. Inizio a pensare ad una risposta intelligente. Magari qualcosa tipo continuo a guardarti perché sei bellissima, ti ho vista anche ieri, volevo parlarti ma sei sparita e stanotte non ho dormito e sono tornato per vederti. Ma dalla mia bocca esce un <eh. Si è vero. È che… insomma…> e qualche altra parola buttata lì a casaccio. Cazzo sembro un down! Sto per biascicare qualche altra stronzata ma fortunatamente lei mi interrompe
< Sei straniero, sei allergico alle donne o il problema sono io?> il sorriso dipinto sul suo viso le scava due bellissime fossette ai lati della bocca.
Cazzo quanto è bella, e sembra anche simpatica. Cazzo cazzo cazzo Anch’io sono simpatico, per dio! Devo far qualcosa perché sto facendo una figura pessima.. La guardo negli occhi e faccio un respiro profondo. Lei ride ancora, è bellissima. Svuoto la mente, faccio un altro respiro. Sento che il mio colorito inizia a sembrare di nuovo quello di una persona normale e persino quel nodo in gola che mi bloccava le parole sembra sciogliersi lentamente. Finalmente riesco a parlare<Credo che il problema sia tu!. Effettivamente ti stavo guardando, ho visto che mi hai notato ed ho iniziato a pensare a qualcosa da dire per venire a parlarti. Poi però tu eri già qua, mi hai spiazzato e sono entrato nel panico. Comunque piacere, sono David>. Ah. Ho rimediato.
<Piacere Aurora> ora sorridiamo tutti e due. <Beh, però devi ammettere che se non fossi venuta io a parlarti probabilmente ora saresti ancora qui a pensare. O magari saresti andato a bere qualche tequila col tuo amico!>
Allora mi aveva visto anche ieri. E perché se n’era andata senza dirmi niente? E perché oggi invece è venuta a parlarmi? Le piaccio ma ieri doveva scappare? Non capisco più nulla! Il mio cervello si sta surriscaldando ed Aurora lo interrompe così. <Scusa ma adesso devo andar via sennò le mie amiche mi ammazzano.>
Poi mi stampa un bacio sulla guancia e mi sussurra un numero all’orecchio. <Fatti sentire mi raccomando>.
<Contaci.>. Lei sparisce dietro ad altre persone. Io scrivo immediatamente il numero e lo salvo sul cellulare, mentre sul mio volto si disegna un sorriso ebete, senza che io possa farci nulla.
<E’ stata una delle scene più belle che abbia mai visto>! Daniel spunta alle mie spalle. Questo bastardo fatica a stare in piedi da quanto sta ridendo.
<Ero lì dietro. Lei continuava a parlare tutta carina, simpatica, e tu eri rosso incendiato. Che figura di merda! Per fortuna non riuscivo a sentire cosa dicevi sennò mi pisciavo addosso! Oddio che scena! Beh com’ andata? E togliti quel sorriso ebete dalla faccia!>
Ovviamente quel sorriso non se ne và. Sono troppo felice! Inizio perfino a saltellare intorno a Dan come farebbe un canguro strafatto di ecstasy<Oddio mi ha dato il suo numero! E si chiama Aurora! Ascolta, A-U-R-O-R-A!!! Cazzo ha perfino un nome stupendo. E poi lei è così bella, ed è simpatica, brillante, ironica! Oddio sto male, mi sta scoppiando il cuore.>
<Mi sbaglio o tu eri quello che odiava le donne perché nessuna di loro è simpatica e intelligente? Magari Aurora è un uomo!>
<Non mi interessa. Se è un uomo sono pronto a diventare gay per lei/lui. No, comunque è fantastica. Non la conosco e sono già pazzo di lei.>
<David ha la fidanzatina, David ha la fidanzatina!>  Daniel canticchia questa frase come un bambino di otto anni e mi saltella intorno.
Noncuranti delle persone che ci circondano e che ci guardano come se fossimo vestiti da Hansel e Gretel, ci prendiamo per mano e iniziamo a saltare qua e là lanciando gridolini come due teens che hanno appena visto Johnny Depp.. Io perché sprizzo gioia da tutti i pori, Dan solo perché è un gran coglionazzo e si diverte a fare stronzate..

5 commenti:

  1. Grazie Bill, all'alba queste storie mettono buon umore.
    Stammi benissimo

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  2. grazie paolo, saperti di buon umore mi fa felice. Però ho appena mangiato della pasta con del sugo andato a male. era acido. è che avevo fame. ho mal di stomaco. morirò. adieu.

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  3. Bello.
    Il momento più bello di una storia d'amore è senza dubbio l'inizio, il primo incontro.
    Non sono però d'accordo sulla bellezza del nome Aurora. Non mi piace proprio per niente.

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  4. oh, son gusti. Tu a occhio sei più uno da jenna o Britney..

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  5. ..ma va là, anche se brittany è una variante piuttosto affascinante e stilosa del nome britney.

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