mercoledì 28 dicembre 2011

martedì 20 dicembre 2011

come finale non è un granchè ma... così è.


Haha, giuro che il giorno dopo il funerale di Bret, quando mi hanno detto che Matteo si è suicidato, mi sono messo a ridere. Non fraintendermi, non me ne sto vantando. Mi rendo conto che è una cosa bruttissima da dire e soprattutto da fare. Irrispettosa e disgustosa e tutto quello che vuoi.
Ma io l’ho fatto, mi è venuto naturale. Mi han detto “Matteo, quello che ha scritto la poesia a Stella  si è ammazzato”. Ed io ho riso ma ovviamente non ero felice, non mi pareva una situazione ridicola o comica. O forse si, un po’ comica lo era.
Matteo era innamorato perso di Stella e a lei non fotteva un cazzo di lui. Lui la vedeva come un angelo, come una dea, e lei lo vedeva solo come uno sfigato brutto e asociale. Se poi pensiamo che Stella vorrebbe tornare con me perché è ancora cotta, di questo sono certo perché me l’ha detto lei stessa, mentre io ormai non la sopporto più, e qui apro una parentesi: quando stavamo insieme adoravo quella ragazza, ma crescendo è cambiata, è più cinica, più cattiva ed ora non mi piace neanche un po’. Beh, insomma lui si è ammazzato per una cosa che io potrei avere sempre, solo schioccando le dita. Questo è tragico e comico allo stesso tempo, secondo me. Anche perché secondo me Matteo mi assomigliava molto come persona, anche lui pensava che la gente fa schifo, che intorno a te ci sono un mucchio di cretini e anch’io ho pensato al suicidio un sacco di volte, ma mi è sempre sembrata un’idea di merda. Se consideriamo infatti che quasi certamente dopo questa vita non c’è nulla, (Si, mi dispiace shokkarti così ma il paradiso non esiste) ci devi pensar bene prima di ammazzarti. Anche perché al massimo, anche se sono molto scettico su questa cosa, può essere che mentre il tuo corpo viene divorato dai vermi la tua anima continui a vivere in un qualche bel posto, il che non è poi male, da un certo punto di vista. Dipende tutto da quanta importanza dai all’anima. Ma l’anima, in quanto tale, e ti sfido a contraddirmi, non ha corpo, quindi non ha la bocca, le braccia e il pene, quindi la tua anima non può scopare, non può bere birra e mangiare un bel kebab unto, non può fare un cazzo di niente quindi, se ti venisse in mente di ammazzarti sappi che è proprio un’idea di merda. Per quanto la tua vita sia orrenda e futile e noiosa sappi che i morti si divertono molto meno di te. Ah, già che ci sono ci tengo a dire una cosa. Se e sottolineo se, l’anima va veramente da qualche parte, io non voglio che la mia ci vada. Quando deciderò di ammazzarmi, e succederà, spero intorno ai sessanta, perché ho deciso che a sessant’anni starò di merda, mi verrà un qualche tumore o qualche brutto male e deciderò di farla finita a meno che non abbia un qualche gigantesco motivo per vivere tipo dei nipotini a cui prendere il nasino o stronzate del genere. Beh poi si vedrà comunque, ora mi pare che i sessanta siano una buona età per morire ma se arrivo sul serio a sessant’anni probabilmente cambierò idea, oddio quanto sono logorroico, dicevo della mia anima. Beh non voglio che continui a vivere senza il corpo. Si, hai capito bene, una vita senza corpo non mi interessa.
Uccidi la mia anima, cazzo.
Haha mi stai ancora ascoltando? Si? Vedi, è questo il lato positivo del parlare da solo. Mi dico un sacco di cose interessanti, quasi sempre sono d’accordo e giuro che non mi stufo mai.
Beh parlavo di Matteo, che si è ammazzato. Si è ammazzato per Stella e anche per un altro motivo. Lui voleva fare il poeta e aveva scritto un bel po’ di poesie, le ha mandate a qualche casa editrice però purtroppo tutte le hanno rifiutate. E lui si è ucciso e ha lasciato una lettera ai suoi genitori con scritto, in sintesi: Scrivo poesie che nessuno vuole leggere e amo una ragazza che mi odia e ride di me, ogni giorno è sempre più brutto e triste e non ho più voglia di vivere così.
Perché lui studiava, aveva dato un bel po’ di esami, stava andato bene, ma l’ingegnere non gli andava proprio come lavoro. Ha avuto il periodo di depressione dura, che poi chi non ha mai avuto un periodo di depressione dura? Ci passano tutti, stai di merda per un qualche motivo, per colpa dei tuoi genitori o per colpa di te stesso, pensi solo a cose negative, la vita fa schifo, blablabla, poi passa. A qualcuno va peggio, c’è chi ha bisogno di uno psicologo, c’è chi non mangia più, ci sono un sacco di cose brutte per carità, ma alla fine se vuoi, se ci credi veramente, tutto passa. Di solito. E’ che un sacco di ragazzi non ci credono. Beh lui era in questo periodo nero, voleva una ragazza che lo odiava, voleva fare il poeta ma non riusciva e bam, si è lanciato giù dal quarto piano. Che coglione, okey, non sono delicato, non si parla così dei morti ma cazzo, lui ce l’avrebbe fatta. Non era bellissimo ma era sveglio, intelligente, simpatico. Si sarebbe trovato qualche ragazzetta bruttina da scopare, si sarebbe laureato e poi, in giacca e cravatta, con un lavoro da quattromila euro al mese non so perché, ma scommetto che una bella figa meglio di Stella l’avrebbe trovata di sicuro. Cazzo, parlo veramente come uno che crede di sapere tutto quanto. In realtà so di non sapere niente ma sta tutto lì. Quando sai di non sapere. Quando capisci che le cose non sono in una maniera sola. Le cose non sono… e basta. Non sono così né cosà, sono come tu vuoi che siano.
Niente è definito, non esistono fatti concreti, è tutto un interpretazione. Ecco, io ho la mia interpretazione di tutto, perché è quello l’importante! Non accettare a prescindere quello che ti viene detto, pensa con la tua testa, fatti la tua idea,  poi gli altri possono pensare che tu sia un coglione, come tu pensi che gli altri siano dei coglioni a loro volta, bene, fantastico. Tanti tentano di darsi delle spiegazioni, sempre sugli stessi argomenti, cos’è la vita? Cos’è la felicità? Perché sono qua? Perché sono così? Dove vado quando è finito il mio tempo? Esiste Dio? Ha davvero una barba bianca? ma alla fine non saprai mai com’è veramente. Devi semplicemente scegliere cosa fare. Se sei scemo puoi semplicemente non pensarci o credere a quello che ti ha insegnato qualcuno, perché la maggior parte delle persone si comportano esattamente così. Credono, per esempio, in dio, perché da piccoli gli hanno insegnato a crederci, perché hanno bisogno di credere in qualcosa, perché è facile vivere in questo modo. Ogni volta che succede qualcosa a cui non sai dare una spiegazione ti affidi a Dio. Ah, è andata così per volere di dio, ma andatevene tutti a fare in culo stupidi polli ignoranti. Beh ecco, puoi scegliere se essere così oppure usare la tua testa, pensare e farti una tua idea. Poi eh, può succedere che le tue idee non piacciano a nessuno e tutti ti considerino un coglione. Per me infatti è così e ad essere onesto sono contentissimo di questa cosa. Quando parlo con qualcuno e vedo che il mio interlocutore non capisce un cazzo di quello che sto dicendo, quando lo vedo in crisi, quando noto che mi sta guardando come se fossi pazzo beh, ecco, io rido. Rido in faccia a chi non mi capisce, rido in faccia a chi non pensa, rido in faccia al mondo e sto bene così.



THE END

martedì 6 dicembre 2011

Cap.24 parte 2.

Poi un’infermiera molto giovane e carina si avvicina e gentilmente ci chiede se possiamo uscire perché altrimenti non c’è modo di calmare quella signora e anche se non abbiamo fatto niente dobbiamo avere rispetto per gli altri pazienti, e cose così.
Mi alzo, incrocio gli occhi verdi della giovane infermiera e faccio un leggero sorriso, poi mi volto e cammino verso l’uscita.
Appena fuori mi accendo una sigaretta e mi siedo per terra, sotto la tettoia, a guardare il sole che sta per sorgere dietro la fitta pioggia che scende obliqua.
Tiro su una boccata di catarro, sono un drogato che sputa e tossisce nel mattino malato.
Noi eravamo quelli fuori, quelli pazzi, quelli che si sanno divertire. La gente normale va al bar, beve una birra, fa due chiacchiere e se ne va a letto. O fanno una passeggiata con la morosa e poi vanno a scopare. O al massimo vanno in disco, ballano un po’, si annoiano, bevono qualcosa, tornano in pista e finiscono a casa alle quattro del mattino pensando oh mio dio domani sarò stanchissimo.
E noi siamo quelli che si distruggono, che eccedono sempre. Quelli che martedì, giovedì o sabato non fa differenza, basta divertirsi. Quelli che... siano dieci  o cento kilometri, li fanno comunque. Anzi, più lontano si va, meglio è. All’avventura! Noi siamo quelli che sono stufi della gente del cazzo, dei locali tutti uguali, delle partite di calcio in tv, della vita, di noi stessi.
E beviamo, fumiamo, tiriamo, mangiamo e ce ne sbattiamo il cazzo di quello che pensa la gente. Haha, ho sempre pensato di essere un giusto, uno che ha scelto di esagerare sempre e comunque per vivere al massimo.
ma in queste occasioni qua capisci. Almeno io ho capito. Non siamo giusti proprio per niente. Tutto quello che facciamo è stupido e sbagliato. Andiamo contro a tutto quello che ci è stato insegnato e che la natura stessa ci dovrebbe far pensare. Giochiamo con la vita, nostra e degli altri, siamo degli stupidi, degli incoscienti, siamo tutto quello che ci hanno insegnato a non essere. Siamo gli sconosciuti che regalano caramelle ai ragazzi, siamo i pervertiti che fotografano i bimbi, siamo le brutte compagnie che la nonna ti diceva di evitare, siamo quello che la gente pensa di noi: degli sbandati tossici e alcolizzati.
Purtroppo, nonostante tutto ciò, nonostante tutta la merda che stiamo ingoiando, nonostante tutte le cose brutte che sono successe, in fin dei conti mi sono fatto la mia idea: si, cazzo. Sono sbagliato, ma sono contento di esserlo. Probabilmente non farò niente di quello che dovrei fare nella mia vita. Non comprerò una casa e una macchina nuova, non mi sposerò e non avrò dei figli, non lavorerò quarant’anni e non andrò in pensione. Magari morirò a trent’anni sotto un ponte. Perché cazzo, mi fa schifo la gente, detesto il novanta per cento delle persone che si muovono a caso, senza pensare a niente, facendo finta che tutto vada bene. Lo so che è giusto far così. Accontentati delle piccole cose, sii positivo, trova il lato bello di ogni cosa e cerca di vivere felice. E’ meglio per te. Ma cazzo io non ci riesco, non ci riesco e basta. Non l’ho scelto io, non mi sono svegliato un giorno dicendomi “cazzo devo essere diverso”, è una cosa che mi viene naturale, il mondo come lo vede la gente normale mi fa paura, una paura folle, ed io scappo e mi nascondo e giuro che mi piacerebbe essere normale e accontentarmi e sorridere sempre. ma da sobrio tendo a pensare di essere circondato da persone fatte di merda quindi cerco di alterarmi per stare meglio. O forse boh, non lo so e non me ne frega un cazzo. Sono ubriaco da dodici ore ed ho una tega pessimistico-autodistruttiva. Lasciatemi in pace.

giovedì 1 dicembre 2011

Capitolo 24: caduta libera.

Il dottore ha detto che è stabile. Adesso è in coma farmacologico perché hanno dovuto rimuovergli un grumo di sangue dalla testa. Aveva una piccola emorragia interna ma in teoria riesce a cavarsela. Bisogna solo aspettare.
Willy invece è fottuto, è scappato dagli sbirri, si è schiantato, l’hanno preso e l’hanno messo via. Ora resterà in carcere in attesa del processo, credo. Ma è proprio nella merda, gli staranno facendo analisi e accertamenti vari e lo troveranno completamente fatto. Coi precedenti che ha e con tutto il casino che ha combinato, stavolta non gli daranno neanche i domiciliari, mi sa. E’ spacciato.
E niente, arrivano D&D, - David è in condizioni pietose, è un cadavere che cammina, ha gli occhi gonfi, la faccia bianca- i due ci salutano e si siedono con noi.
David dice – Che serata fantastica cazzo. Ho anche scoperto che mia morosa scopa con un altro.-
Poi nessuno dice più nulla e stiamo lì a pensare a Ross che sta male, a Willy in galera e ai sensi di colpa che lo staranno divorando perché ha quasi ammazzato un suo amico. Pensiamo a David che sta male come tutti noi ma ha anche un problema in più e infine pensiamo a Bret, che è sparito per due anni, tutti se l’erano dimenticato e alla fine mi sa che non è cambiato niente. Bret è morto, oddio, che brutto. Ma poi senti di Willy e Ross e scommetto che dei ragazzi qua, nessuno sta pensando a Bret. Era sparito, ha vissuto due anni nell’indifferenza di tutti e probabilmente è anche morto nell’indifferenza di tutti. Che schifo.
Sento la mamma di Ross che urla contro i dottori e poi contro di noi. Alzo gli occhi e la guardo, è in lacrime, fuori di sé. Suo marito la tiene ferma, cerca di calmarla mentre lei grida insulti a noi, gli amici di suo figlio. Ci urla che abbiamo rovinato il suo bambino, che siamo dei drogati di merda, che lui era un bravo ragazzo ma noi l’abbiamo trasformato in un drogato portandolo via con noi. Ci urla che ora rischia di morire per colpa nostra. Ci urla “andatevene drogati. Andatevene via”.
Mi sto mordendo il labbro inferiore, sento il sapore del sangue, incrocio lo sguardo con lo Zio e vedo che vorrebbe alzarsi, vorrebbe andar là dalla mamma di Ross e dirle che è una troia, che magari suo figlio si droga perché lei è la puttana del paese. Magari Ross beve perché suo padre gli ha insegnato così. Magari quando Ross fuma una canna sta pensando a sua madre che lo prende in culo da un camionista ciccione. Lo Zio l’ammazzerebbe, la mamma di Ross, ma guarda un po’ questo drogato stupido di merda riesce ad avere un po’ di contegno, un po’ di rispetto per qualcuno che sta male. Da non credere.
Guardo David che trema e piange e singhiozza e mi rendo conto che facciamo schifo. Siamo quattro alcolizzati ubriaconi drogati tossici delinquenti. La madre di Ross continua ad urlare e tutta la sala ci sta fissando e lo so cosa vedono, cosa pensano. Pensano ”guarda quei cinque ragazzi lì, che brutte facce. Guardali, quei drogati, che adesso piangono il loro amico e poi domani saranno seduti in cerchio intorno ad una bottiglia di vodka ed un piatto caldo.”
E mi alzerei, griderei a tutti che non capiscono un cazzo. Che se Ross sta male non è colpa nostra, che ognuno decide per sé stesso, nessuno ha obbligato Ross ad andare con Willy, nessuno ha obbligato Bret a farsi la prima spada, ma tanto è inutile. La gente continuerà a giudicare senza sapere, è così che va il mondo. Infatti mentre la pazza continua a gridare “mandateli via, quei bastardi, portateli via” anche altre persone cominciano a dirci di andare fuori. Altre persone che non c’entrano un cazzo, non sanno niente e non sanno farsi i cazzi loro.
Poi un’infermiera molto giovane e carina si avvicina e gentilmente ci chiede se possiamo uscire perché altrimenti non c’è modo di calmare quella signora e anche se non abbiamo fatto niente dobbiamo avere rispetto per gli altri pazienti, e cose così.
Mi alzo, incrocio gli occhi verdi della giovane infermiera e faccio un leggero sorriso, poi mi volto e cammino verso l’uscita.

lunedì 28 novembre 2011

Capitolo 18: L'amore è merda.

-Beviamone un’altra per piacere.-
E’ stata una giornata folle, semplicemente. Lo sketch di merda della poesia di Matt, poi Irvy che si sposa e Bret che muore, o si uccide. Questo non lo sapremo mai. Ci mancava solo Aurora che fa la puttana. Me l’ha detto Chiara, mi ha fatto leggere i messaggi di Aurora che le scrive che si è scopata sto tipo, che non so neanche chi cazzo sia.
Chiara non la conosco neanche bene, non siamo molto amici e secondo me me l’ha detto solo per gelosia, così con Aurora fuori dal cazzo magari mi metto con lei. Si, avrà pensato così e, comunque, potrei anche farmela sul serio. Ma che puttana del cazzo. E io che mi stavo innamorando davvero, di nuovo. E finisce sempre così. Una tipa mi piace, la conosco, mi ci metto insieme, ci sto da dio, le apro il mio cuore e lei ci sputa dentro.
Dan riempie di nuovo i bicchieri. L’ennesimo pieno di tequila. Ormai è notte fonda, il bar ha chiuso, gli altri sono a letto che dormono. O piangono. Ed io sono qua a casa ad ubriacarmi con Dan.
Butto giù la tequila ed ho un conato di vomito, mi alzo di scatto, corro in bagno strisciando sul muro, m’inginocchio e vomito nel cesso. Quattro, cinque, sei sboccate. Cerco di fermarmi, ormai non mi esce più niente, solo un po’ di succhi gastrici, ma il mio stomaco continua a spingere. Vaffanculo anche a lui, cazzo. Dovrei svuotare il cervello, altrochè lo stomaco.
Sto male, sento il sapore del mio vomito che mi cola in bocca dal naso, vedo la stanza che gira e la faccia di Aurora che sorride mentre lecca il cazzo di un altro. E c’è Bret che mi guarda, lì seduto in un angolo, la faccia d’avorio e una siringa conficcata in un braccio.
E’ un incubo, non riesco a muovermi, sono inerte e inutile e stupido.
Vomito ancora un po’ di liquido trasparente e intanto piango e sento Daniel che parla di là. Chissà con chi cazzo sta parlando.
Cerco di alzarmi ma non ce la faccio e mi lascio cadere nell’angolo, attaccato al water con entrambe le braccia.
Aurora, cazzo. Quella brutta puttana. Mi ha preso in giro, mi diceva “ti amo patata” e mi mordicchiava le orecchie. E poi andava a farsi scopare da un altro. Ma perché? Non poteva mollarmi? Non poteva lasciarmi stare? Perché doveva per forza prendermi per il culo?
E cazzo, perché continuo a pensare a lei invece di pensare a Bret?
Cazzo Aurora, è morto un mio amico, uno che conosco da quando ho nove anni ed io penso a te, e non è nemmeno sei mesi che ci frequentiamo.
E la cosa che mi fa più schifo è che ti amo cazzo. Perché ora verrei a svegliarti, dopo la litigata, dopo le corna, dopo tutte le brutte cose che ti ho detto per telefono, verrei lì e ti direi “facciamo finta di niente. Ti sei fatta sbattere da un altro tipo? Magari non era neanche uno solo, ma non m’importa. Basta che mi prometti che non mi farai più male ed io cancello tutto e ricominciamo. Perché ti voglio, perché ti amo e perché sono un coglione debole e cacasotto. Non voglio prenderti a sberle, non voglio mandarti a fare in culo e dimenticarti per sempre. Io ti voglio, anche se sei stronza, anche se mi hai preso per il culo, io non voglio cancellarti dalla mia vita. Sono un perdente, non ho forza di volontà, non ho carattere, so solo bere e piangere e vomitare.”
-Ce la fai a tirarti su?- è Dan, mi tende una mano. Faccio segno di no con la testa e lui dice – Mi ha chiamato il Moro, è in ospedale perché Willy e Ross sono scappati dagli sbirri e hanno fatto un incedente. Willy l’hanno messo dentro, Ross è in sala operatoria perché ha un emorragia cerebrale.-
-Andiamo in ospedale- rispondo sputando.
-Dai lascia stare, vado io, tu non puoi venir via in queste condizioni.-
-Portami via, ti prego.- sussurro e poi mi alzo. Barcollo fino al lavandino, mi lavo la faccia e mi sciacquo la bocca, mi guardo allo specchio e cazzo se faccio schifo. Che serata di merda. La più brutta della mia vita. Vado in sala e cerco le scarpe.

mercoledì 23 novembre 2011

capitolo 17: Game Over

-Toh, fuma.- Passo la canna a Ross. –Adesso usciamo dalla tange e casa del cuoco è qua a neanche due kilometri.-
-Bene dai. Ma poi quanto ci mette a cucinarla?- Ross fa un tiro dalla canna e la cenere cade sui suoi pantaloni ma lui non se n’accorge neanche.-
-Ti sei scenerato addosso. Comunque boh, non lo so. Non l’ho mai cucinata, penso che in un paio d’ore faremo tutto.-
-Tu stai male. Compri la keta e non sai neanche come si cucina.-
-E’ perché io ho la mentalità da imprenditore, prendendola liquida risparmio, cioè in realtà costa uguale ma se la cucina il tizio dopo so che me la taglia, invece se la cucino la posso tagliare io e ci guadagno il doppio. Poi la ketch adesso va un sacco, faccio due serate in disco ed ho già smerciato cinquanta buste. Con la bamba non vai da nessuna parte perché la gente non c’ha mai i soldi, tutti vogliono far chiodi e poi non pagano mai e sperano che tu ti dimentichi. I cocainomani sono i peggiori. Ogni volta ti dicono dammene un paio e tu gli fai “sicuro che non ne vuoi di più, lo so che dopo vieni a rompermi il cazzo” e loro “no no, apposto così” e poi dopo due ore iniziano a chiamarti e a romperti il cazzo tipo fino al mattino.
E’ una rottura di palle e poi dopo quei negri che mi hanno pestato non ho più trovato giri di coca abbastanza importanti, e comunque anche se ne trovassi non mi va di andare in giro con la bamba dietro tutta notte e dover minacciare i soliti idioti che non vogliono pagare. Allora ho pensato di passare ad altre droghe ma le pasticche fan schifo, non ci son più quelle di una volta, l’MD, Speed o il Mefe sono svolte che capitano raramente, con l’erba e il fumo non ci guadagni un cazzo, perciò se voglio drogarmi e fare serata gratis e guadagnare qualche soldino unendo, come si dice, l’utile al dilettevole, mi fiondo sulla keta.-
Usciamo dalla tange, entriamo in una rotonda e svolto a destra. –Ah, ho capito, beh allora fai bene.-
dice Ross e cazzo ci sono gli sbirri. –Ross dio porco ci sono i carabinieri là avanti, butta la canna.-
Ross la getta e continua a dirmi di fare inversione
-Porca troia sono a cinquanta metri, se mi giro qua mi corrono dietro, tu sta tranquillo e vedrai che non ci fermano.-
-La macchina sa di erba porca troia, siamo nella merda merda merda.-
La pattuglia è ferma dopo un distributore sul lato destro della carreggiata, sono a quaranta metri, lo sbirro mi vede, mi sta guardando, sono a trenta metri, forse mi lascia passare, mi lascia andare, ed ecco che alza quella cazzo di paletta.
-Siamo fottuti.- singhiozza Ross con la voce di un bimbo di quattro anni, io rallento poi scalo e butto giù tutto l’acceleratore, Ross mi urla – Che cazzo fai? No, no, no porco dio, ci arrestano, cazzo!-
Tiro la seconda a seimila giri rischiando di bruciare la macchina, guardo indietro e gli sbirri non sono ancora partiti, entro in una rotonda a bomba ed eccoli che mi vengono dietro.
Ross continua a bestemmiare, io giro a sinistra e alla prima via a destra, nel retrovisore non li vedo ma eccoli sbucare dall’anoglo, si stanno avvicinando ed io non so dove cazzo sono, non so dove nascondermi, non riesco a pensare a niente, perché cazzo sono scappato? Che cazzo ho fatto? Oddio cristo. Svolto di nuovo a sinistra in una strada molto trafficata, supero due auto a destra, gli sbirri mi sono dietro di una cinquantina di metri, più avanti c’è una svolta a sinistra ma ci sono un sacco di macchina che vengono su dal senso opposto, rallento e appena vedo un buco mi ci infilo sfiorando un automobile di un niente, tutti suonano il clacson, gli sbirri devono rallentare, ho guadagnato qualche decina di metri ma davanti ho un semaforo rosso, rallento e mi butto tutto sulla destra con una macchina che sta venendo su, mi sposto con le ruote di destra sul marciapiede e la macchina che sopraggiungeva mi scarta a sinistra.
Ross continua a bestemmiare – Che cazzo stai facendo, esci da sto casino, ci ammazziamo!-
-Butta via la Keta, buttala fuori dal finestrino!- giro nella prima via a destra, stiamo girando intorno.
-Appena giro il prossimo angolo buttala fuori subito, finchè i carabinieri non la vedono!- giro di nuovo a destra, tornando sulla strada di prima, Ross getta la droga fuori dal finestrino, io corro come un pazzo, i carabinieri sbucano dalla via, indietro di duecento metri, li sto seminando, ce la faccio, guardo avanti, un incrocio, vado verso il semaforo appena diventato giallo, ci sto, tengo giù il piede, il semaforo diventa rosso ma ci passo, le auto a destra e a sinistra devono ancora partire, a questa velocità ci passo, entro nell’incrocio mentre le prime auto da destra partono, un tizio inchioda, riesco a passare, ma lo stronzo nella corsia più a destra non mi vede, lo passo sterzando leggermente a sinistra ma quel coglione mi colpisce di striscio il lato destro della macchina, che mi si imbarca a sinistra, cerco di tenerla, ma non posso farci un cazzo, continuo a sgommare, cerco di controsterzare, ci riesco ma la macchina mi scoda dall’altra parte ed è completamente incontrollabile, salgo sul marciapiede, colpiamo un albero e ci fermiamo contro un muro.



Sono stordito e non vedo niente, ho un male tremendo al collo e le uniche cose che sento sono un fischio acutissimo che sembra venire da dentro la mia testa, e la sirena dei carabinieri.
Rimetto a fuoco, mi volto verso Ross, che ha gli occhi spalancati ma non dice niente, due carabinieri spuntano dal mio finestrino, pistole in mano, e ci intimano di scendere.
-Scusa- è l’unica parola che riesco a dire, poi mi tolgo la cintura, apro la portiera e scendo, riesco a fare solo un paio di passi poi diventa tutto bianco.

martedì 15 novembre 2011

News: seconda parte


...Hai presente quelle scene dove la protagonista dice alle sue migliori amiche che si sposa e tutte iniziano a gridare guardandosi in faccia e a saltellare sul posto? Ecco noi siamo tipo così però ubriachi come scimmie.
Fortunatamente dopo mezz’oretta di festeggiamenti David dice –Oh gentaglia, facciamo una pausa perché io non capisco più niente.-
Così ci sediamo e ci rimettiamo a chiacchierare, discutendo sull’addio al celibato di Irvy. Lui ci dice che pensava di andare a mangiare fuori, ubriacarci come cani randagi e far casino fino alla mattina, senza far niente di speciale. Quasi tutti optano invece per far serata in un night club “perché gli addii al celibato si fanno così”.
Lo Zio come al solito è il più drastico. -Macchè night Club con quelle fighe finte che ti fan pagare cinquanta euro di privè e non puoi neanche toccarle. Facciamo festa a casa di qualcuno, porto quattro o cinque puttane amiche mie e scopiamo tutti insieme. Poi ci mettiamo musica, fiumi di alcool e droghe sintetiche, chiaramente. E vien fuori un’orgiona paurosa. Uomini che scopano donne, donne che scopano donne, uomini che scopano cose che scopano donne che fanno pompini, cani che guardano e si masturbano, fantastico cazzo! Tanto se siamo in un bel po’ con venti euro a testa riusciamo a prender su quattro troie. E quelle lì si che c’han fiato. Possiamo essere in trenta ma andiamo a casa tutti spompati, ve lo dico io!-
E si va avanti a disquisire su questi argomenti:
Irvy non può andare a troie, si deve sposare! / Irvy DEVE andare a troie perché si deve sposare!
Non voglio le puttane, hanno le malattie! / Voglio le puttane, sono stufo delle fiche finte!
E, senza quasi che me n’accorga, Daniel entra nel bar e si siede di fianco a me e mi guarda con gli occhi lucidi di pianto. Gli altri non si sono neanche accorti che è arrivato.
-Cos’è successo?- gli chiedo immediatamente.
- Bret. E’ morto Bret.- Me l’ha detto così. Sono felice come una pasqua, ubriaco come una spugna, sto festeggiano un mio amico che ha deciso di sposarsi e mi arriva questo pugno nello stomaco. Mi sento male, mi sembra di perdere l’equilibrio, non so cosa dire, non so cosa fare. Tutti gli altri stanno ancora ridendo e gridando ma a poco a poco notano Dan e la sua faccia e si ricompongono, così lui dà la notizia a tutti. Così come l’ha data a me. – E’ morto Bret, stanotte. Ha fatto un overdose.-
E nessuno parla più. Guardo le loro facce, le passo in rassegna una ad una e vedo dolore e rabbia e tristezza e non lo sopporto, non ce la faccio, abbasso lo sguardo e sento gli occhi che mi si gonfiano e non ci posso far niente. Cerco di tenere tutto dentro e sento una lacrima che mi scende su una guancia, silenziosa. Poi sento dei singhiozzi e David si alza e corre fuori mentre gli altri sono ancora lì, immobili come statue, che fissano il vuoto. Ed ecco che scoppio, i singhiozzi mi contorcono lo stomaco, mi metto le mani davanti alla faccia e piango un pianto logorante, intermittente, con le lacrime dure che mi salgono dalle viscere come conati di vomito, non riesco a controllarmi e più che piangere mi sembra di urlare.
Dan mi mette un braccio attorno alle spalle e dice –è un coglione. E’ sempre stato un coglione, ha sempre fatto quello che non doveva fare. Però non doveva ammazzarsi cazzo.- e nessuno dice più niente e stiamo lì ad urlare in silenzio.
Dopo un po’ lo Zio e il Moro vanno fuori da David, io mi ricompongo, guardo Dan e gli dico – L’alcool mi rende troppo emotivo, esagera tutto. Ero il re del mondo e adesso sono una merda. Ma non ci si può fare un cazzo. Beh Irvy si sposa.-
L’ho detto proprio in un modo e in un momento del cazzo. Dan lo guarda e dice –Ah, beh, scusa, non ho scelto un bel momento per dirvi di Bret.- e abbassa lo sguardo sul tavolino.
–Beh non è mica colpa tua.- è l’unica cosa che riesce a dire Irvy. Mi rendo conto che mi sembra di non essere neanche più ubriaco, mi accendo una sigaretta e così fanno anche Jack e Dan. E stiamo così, come nelle scene tristi dei film, a fumare lentamente con lo sguardo perso, pensando a un amico che non c’è più, sapendo che l’avevamo già perso e tutti sentiamo che non abbiamo fatto un cazzo, non abbiamo fatto abbastanza per aiutarlo. Abbiamo cercato di tirarlo fuori dall’ero, ci abbiamo provato per un po’, ma quando lui stava andando sempre più a fondo l’abbiamo lasciato affogare. Abbiamo pensato che se non voleva essere aiutato non ci si poteva fare un cazzo. E probabilmente è davvero così. Lui era andato e non voleva tornare, forse non potevamo far niente. Però resta l’amarezza, non riesci a non pensare che potevi e dovevi fare di più, dovevi stargli più vicino e magari sarebbe cambiato qualcosa. Invece nessuno ci ha più pensato. Bret è andato, è un eroinomane, fine. Nessuno l’ha più cercato, né sentito. Ed ora è morto e mi manca. E’ da quasi due anni che non lo vedo ma adesso mi manca. Inizio a pensare al suo viso e a quando eravamo ragazzini e andavamo in giro in bicicletta. Lo vedo che scappa da un contadino, lo vedo che ride come un pazzo quando Willy ha fatto un salto in bici e si è ribaltato. E continuo a vedere il suo sorriso e i suoi occhi e sto per piangere di nuovo.
–Per favore qualcuno tiri fuori un discorso a caso. Iniziate a parlare di qualcosa di divertente perché sto male.-

- Si, meglio. La settimana scorsa mi sono fatto fare un pompino da un trans.- Guardiamo tutti Jack, che fa una specie di sorriso imbarazzato, poi sorrido anch’io.
– Jack, sei un grande, era proprio il genere di discorso che volevo. Ma perché te lo sei fatto succhiare da un trans.?
-Perché eravamo in questo disco pub, il Love Box, e c’era serata trans. Ero lì con Ross e Willy, il Moro e lo Zio ed eravamo sfatti. Abbiamo iniziato a bere e a fare i cretini in sto posto pieno di froci e lesbiche e c’erano un sacco di trans che ci puntavano. E’ che alcuni erano proprio brutti e grossi con i lineamenti da maschio ma ce n’erano altri che sembravano veramente donne. Solo che erano alte uno e ottanta con due tette giganti e dure. E insomma iniziamo a parlare con un po’ di gente e cazzo, erano tutti incendiati, avevano tutti voglia di scopare, noi abbiamo detto tipo a venti persone che siamo etero e ci piacciono le fighe ma loro se ne fottevano e Willy porca troia si è messo a fare lo scemo con un tipo e sto qua ci provava spudoratamente, Willy gli ha detto cinque o sei volte che non era gay e sto qua gli diceva “peccato, ma l’hai mai provato un uomo, magari ti piace, sei così carino” e porca puttana si sono fatti, ma si sono dati un bacio con la lingua di quelli tipo da film porno, una cosa orribile, almeno dieci secondi e poi Willy ride, guarda il tipo e gli fa “guarda, baci bene eh, però ho capito che non sono gay, non mi è piaciuto per niente. Anzi, mi faceva senso pensare che stavo slinguazzando un uomo” e sto qua fa una risatina e gli dice “Vabbè peccato, se cambi idea mi trovi sempre qua al Love. Ciao Bello” e se va. Noi ridiamo come dei pazzi e chiediamo a Willy perché cazzo se l’è fatto e lui ci fa “ma boh. Mi andava. Sono strafuori, non mi ero mai fatto un uomo. Poi quel tipo lì era carino e boh, ho deciso di farmelo, un esperienza in più. “  e insomma la serata si scalda, io vado in bagno con Willy a far due righe e quando esco dal cesso c’è sta trans da film porno. Oh, io vi giuro che era una gran figa. Occhi verdi, tette da panico, alta uno e ottanta e proprio con una bella faccia. Non sembrava un uomo, era proprio bella. E sta tipa mi fa “ciao, cosa ne dici di tornare dentro al bagno con me” proprio così di botto. E io ci ho pensato un po’, dico la verità, ma poi le ho detto di no perché cazzo, se son lì con una figa, le frugo tra le mutande e sento un cazzo, cioè, cazzo, sto troppo di merda. Però lei alla fine mi fa “ Ma dai, hai paura? Ti faccio un bel pompino dai. Guarda che non mordo mica”. E quel cane di Willy mi fa “beh, secondo me fa dei gran pompini, ti conviene andare”, mi fa l’occhiolino ed esce. Io guardo la tipa, il trans, come volete chiamarla, scoppio a ridere e rientro nel bagno.
E’ entrata e mi ha fatto un super pompino con inogoio. Roba da stare male.-
Ci guardiamo tutti, allibiti e poi faccio – Ma mentre te lo succhiava hai guardato se si stava sparando una sega?- e tutti scoppiano a ridere.
-Dai, va in figa, no comunque è stata proprio una figata. Entriamo, mi slaccia i pantaloni, super pompino, ingoio, mi rivesto, usciamo e torno dagli altri.-
-E gli altri cos’hanno detto?-
-Gli altri non parlavano, ridevano e basta.-
E andiamo avanti così, a chiacchierare, e ogni tanto mi vengono in mente gli occhioni di Bret ma cerco di non pensarci e ci riesco abbastanza bene. Tanto ormai è andato, è inutile star male.
Però so già che appena sarò da solo, sdraiato al buio sul mio letto, starò lì a fissare il soffitto e piangerò, piangerò e piangerò fino a quando finirò le lacrime.

lunedì 14 novembre 2011

chapter 16: NEWS (Prima parte)


Dopo un paio d’ore sono ancora nello stesso cazzo di bar e sono sbronzissimo. Sto chiacchierando con David e a noi si sono aggiunti Jack, il Moro e lo Zio. Ho fumato più di un pacchetto di sigarette, domani avrò un mal di gola orrendo.
Beh siamo lì che stiamo parlando di Nelly, un tizio che conosciamo. La polizia l’ha fermato ieri sera e l’hanno trovato ubriaco marcio. Ha fatto uno e nove all’etilometro.
-Si ma il punto è che non possono rubarti la macchina, non è giusto. Nelly ha lavorato come un coglione per anni per comprarsi sta cazzo di auto nuova e, dopo due mesi che ce l’ha gliela sequestrano perché guida ubriaco. Cioè, cazzo, lui ha buttato via tipo ventiduemila euro, una cosa così. Cazzo gli hanno rovinato la vita. Cioè cazzo, io capisco che ti ritirino la patente per un anno, quello ci sta, e si può discutere sulla multa perché ho sentito che prenderà intorno a novemila euro che, porca troia, sono una cifra esagerata, ma magari una bella multa per farti capire la lezione ci può anche stare, magari non così alta, ma vabbè, sorvoliamo. Ma porca di quella puttana che cazzo di diritto hanno di prendersi la tua auto? Se la macchina è intestata a te e hai più di uno e mezzo te la portano via? Ma perché? Cioè cazzo, secondo me sta roba non sta ne in cielo né in terra. Oh mi sto agitando vado a ordinare da bere… birrette per tutti?- Jack si alza e quasi si ribalta per terra. E’ arrivato per ultimo ma pare il più sbronzo.
– Ma che birrette, ordina un giro di Long Island col Jack- gli fa lo Zio, che poi aggiunge- Si beh comunque non so quanta gente in Italia pensa che sia giusta sta legge per sequestrare le macchine. Credo nessuno. Cazzo è stupida e ingiusta ma questo è ovvio. Dovrebbero aumentare i periodi di ritiro della patente perché, cazzo, è ovvio che se uno guida con più di uno e mezzo di alcool nel sangue è un coglione perché sa di essere completamente sbronzo e rischia di far male a sé stesso e gli altri, però se allo stato importasse veramente che le persone smettessero di guidare sbronze sarebbe più rigido con le patenti, non con le multe. Uno guida con uno e nove come nelly? Perfetto, gli togli la patente per due anni. Vedrai che quasi sicuramente quando ricomincia a guidare evita di fare stronzate. Ma allo stato non frega un cazzo di questo. Loro ci speculano sopra. Vogliono solo rubarci i soldi. Io capisco che se guidi sbronzo e investi uno è giusto che ti trattino come un criminale, perché sei un criminale. Ma se mi fermano che sono ubriaco ma non ho ancora fatto danni non mi puoi rovinare la vita. Devi rimproverarmi, farmi riflettere sul mio errore, non rubarmi tutti i soldi che ho. Nelly ha tipo novemila euro di multa e gli han fottuto ventimila euro di macchina. Adesso per pagare la multa ed avere i soldi per comprarsi un’altra macchina ci metterà diec’anni minimo. E se poi volesse anche una casa? Gli hanno fottuto la vita.-
-Io ho sentito che vuole andare in galera invece di pagare la multa-
-Ma lo può fare?- chiedo a David.
–In teoria si, credo. Sai che la guida in stato di ebbrezza è diventata un reato penale, quindi loro al provvedimento sulla patente affiancano un procedimento penale alla fine del quale ti assegnano un periodo di reclusione che poi viene commutato in sanzione pecuniaria. Nelly dovrebbe farsi tipo tre mesi di carcere che, in soldi, fanno novemila euro e, siccome lui non ha alcuna intenzione di dare novemila euro a dei ladri figli di puttana che gli hanno rubato la macchina vuole poter scontare la pena in carcere.-
-Si, ma sono degli stronzi perché alla fine nessuno sceglie il carcere, non ci andrà neanche lui.. Cazzo, sai cosa vuol dire tre mesi in carcere? Perdi il lavoro, hai la fedina penale sporca e rischi che qualcuno ti apra il culo.-
-Bah alla fine sono esperienze. Così m’ha detto Nelly. M’ha detto che il carcere è sicuramente un esperienza da fare.-
Arrivano i Long Island e il Moro prende la parola – La cosa che fa schifo è che ci sono duemila coglioni di merda come noi, che stanno seduti a sbronzarsi al bar e si rendono conto benissimo che non c’è nulla che funziona bene, che le leggi sulla guida in stato di ebbrezza sono fatte alla cazzo di cane, che se vuoi fare tolleranza zero almeno dovresti garantire un servizio trasporti tipo autobus tram taxi decente. Invece qua vogliono fare gli stronzi ma non ti vengono incontro. Gli autobus passano una volta ogni morte del papa e fanno l’ultimo giro alle otto di sera, di taxi ce ne sono pochissimi e quando li chiami spendi quattro euro al telefono e quando arriva a prenderti c’è già il tachimetro a cinque euro. Cazzo, ma possibile che in sto paese di merda vada tutta a culo e la maggior parte della gente non riesca minimamente a rendersene conto?-
-Che bei discorsi.- Ci voltiamo e, sorpresona, c’è Irvy.
Irvy quello che si è trovato la morosa ed ha smesso di vivere. Era un secolo che non si faceva vedere al bar. Ci sono cinque secondi di silenzio per dare il tempo ai nostri cervelli annegati nell’alcool di mettere a fuoco e riconoscere il nostro amico e poi tutti si alzano e urlano. Parlano tutti insieme, non si capisce niente.
-Ma allora sei ancora vivo?/Che fine hai fatto?/Dobbiamo festeggiare/Barista un giro di tequile. /Lascia stare prendo una bottiglia, offro io./Irvy, cazzo! Bastardone, com’è che non ti sei più fatto vedere?/Sempre con la figa eh? Sposala cazzo!-e qua Irvy ride e ci fa – Eh son venuto apposta per quello. Sono venuto a portarvi gli inviti per il mio matrimonio.-
Lunghissimo silenzio.
Lo Zio scoppia a ridere –Ah Irvy tu sei completamente pazzo. Ti sposi sul serio? Ma c’hai vent’anni! Non sei pronto per vedere la stessa figa per tutta la vita!-
-Eh, sono innamorato.- risponde il futuro sposo e poi diventa tutto rosso e tutti noi ridiamo..
Jack urla – Barista, Irvy si sposa, porta una damigiana di whiskey, la vogliamo subito!. Irvy, andiamo immediatamente al banco a bere, bisogna festeggiare.- E la situazione degenera, ci piazziamo davanti al banco e via di tequila e Jack Daniel’s e Cointreau e siamo tutti distrutti e felici e cantiamo urliamo e ci abbracciamo. Sembriamo delle fighe uscite fuori da una commedia romantica. Hai presente quelle scene dove la protagonista dice alle sue migliori amiche che si sposa e tutte iniziano a gridare guardandosi in faccia e a saltellare sul posto? Ecco noi siamo tipo così però ubriachi come scimmie.

mercoledì 9 novembre 2011

Troia (capitolo 15del mio racconto del cazzo)

Saranno le sei del pomeriggio e sono seduto ad un tavolino fuori dal solito bar con Josh e David. La  cameriera porta i tre americani che abbiamo ordinato. Facciamo un brindisi a niente come al solito ed iniziamo a berli. Siamo al terzo giro e mi sento già abbastanza ubriaco. Mi sento benissimo.
Stiamo parlando di musica, Janis Joplin e  i Doors, quando sentiamo arrivare Stella e Vic. Ste due si sentono già a duecento metri di distanza perché continuano a ridere con quelle loro risatine acute e fastidiosissime e parlano con un tono di voce folle. Anzi non parlano, urlano. Beh Stella e Vic arrivano, prendono due sedie e si siedono al nostro tavolo, ci salutiamo e Stella fa –Oh ragazzi vi devo assolutamente raccontare una cosa- e Vic subito – Ma dai Stella, sei una stronza, perché devi smerdarlo così davanti a tutti? E’ stato carinissimo.-
-Macchè carinissimo, è un cretino!!-  ribatte l’altra e allora Josh fa – Pensate di dirci di chi cazzo state parlando o volete parlare tra di voi tutto il giorno?- e Stella s’illumina - Dai, adesso vi racconto.- Fa l’ultimo tiro dalla sigaretta e la spegne con cura nel posacenere, io intanto me n’accendo una e ascolto in silenzio.
E Stella attacca – Allora, avete presente Matteo? Quel tipo sfigatissimo che c’era alla festa di Daniele? Quello che fa l’università con Daniele e Davide qua- e guarda lui. Davide fa segno di si con la testa e anch’io. Josh ha una faccia confusa e dice –No. Matteo chi?- e David gli fa – Ma dai. Quello che è arrivato col Dan. Quello sfigatino, un po’ cicciotto, con i capelli arruffati. Non parlava mai con nessuno..- Josh ha la faccia di uno che non sa niente - Non lo conosco, ma chi cazzo se ne frega, va avanti con la storia per dio!
-Dai Josh, quello più sfigato di tutti. L’hai visto per forza!- gli fa Stella.
- Cazzo, a quella festa ero strafatto! Non mi ricordo neanche che c’eri tu, come cazzo faccio a ricordarmi di uno che non ho mai visto? Posso far finta di conoscerlo se proprio ti è indispensabile per andare avanti. Mmm. Ah, Matteo, si dai, me lo ricordo. Quello sfigato, un po’ cicciotto con i capelli arruffati?- e ride. Stella lo manda a fare in culo e riprende –Beh insomma alla festa Daniele me l’ha presentato e abbiamo parlato al massimo trenta secondi poi non l’ho più visto. E ieri mi ha mandato una poesia.- ride – Sembra scritta da un bambino delle elementari, ve la faccio leggere, che l’ho stampata e ce l’ho qua in borsa.- Mentre Stella fruga nella sua borsetta Josh dice –Ma dai, ma non si possono mandare le poesie sul computer. Avrà usato Facebook. Che cosa triste. Non c’è più romanticismo.-
Stella prende un foglio, lo stende, dice – Me l’ha mandata per mail- ed inizia a leggere



Resto immobile a guardarla
Lunghi capelli ribelli,
come onde durante un temporale, cadono lungo la sua schiena.

La sua pelle è liscia,
e morbida come dovrebbero essere le nuvole.
Il viso pulito, candido.
L’immagine della purezza.
Ogni suo lineamento sembra opera di uno scultore.
Un opera d’arte.
Meravigliosa.
Bella da togliere il fiato.
Come il più bello dei tramonti.

E quello sguardo, semplice e gentile
Ma allo stesso tempo magnetico,
profondo come l’oceano

il suo sorriso è dolce,
come ti immagineresti quello di una fata
e le sue labbra,
 di un rosa delicato, sembrano fatte di seta

Un angelo,
non c’è altra spiegazione
Vorrei avvicinarmi ma ho paura…
Paura di perderla per sempre

Forse sto sognando.
Forse non potrò mai averla.
Forse basterebbe una sola parola per farmi svegliare.

Non voglio rischiare,
non voglio perderla
a costo di tacere per l’eternità.

Così resto immobile a fissare il mio angelo…
Non mi voglio svegliare mai più.


E Stella inizia a ridere. David la guarda male e le dice
-Beh dai è bella, non c’è da ridere. E’ un po’ esagerata eh, coi sorrisi di fata e le labbra di seta però secondo me dovresti sposarlo, dove lo trovi uno che ti scrive poesie?-
-Ma che cazzo me ne faccio di uno sfigato che scrive poesie. A parte che è proprio un cesso, può essere anche dolce e sensibile e intelligente e simpatico e tutto quello che vuoi ma resta comunque un cesso, quindi non me lo farei mai. E poi le poesie, ma dai, ma cosa siamo, alle elementari? Poteva regalarmi una collana, o delle scarpe, allora magari ci facevo un pensierino.-
-Ma sei proprio una zoccola. Vuoi solo le cose materiali, una bella poesia può durare per sempre..- sta dicendo David, che viene interrotto da Stella -I diamanti durano per sempre, non le poesie!-
E’ il turno di Josh –Io sto dalla parte di Stella. Guarda che devi essere completamente imbecille per mandare una poesia così a una che non conosci neanche.-
- Cazzo ma pensa lui che l’ha scritta e sarà rimasto lì un’ora a pensare se mandarla o no. Cazzo, poveretto, secondo me ha avuto il coraggio di mandarla, di dire quello che pensava ed è stato un grande. Se poi lei è profonda come una pozzanghera e invece di emozionarsi per una poesia si mette a ridere è un altro discorso. Ma lui non merita di essere preso per il culo.-
La discussione degenera. Stella continua a dire che Matt è un cretino e uno sfigato e Josh da ragione a lei, Vic e David trovano che la poesia sia molto dolce e che Stella sia una puttana. Stella conferma di esserlo, almeno questo è ciò che penso io, quando dice che non se ne fa un cazzo di uno brutto, che non sa vivere, scrive poesie e probabilmente non ha mai scopato, perché lei vuole uno bello ricco che spenda un sacco di soldi per lei e la scopi come si deve. La discussione si accende ancora di più perché David continua a dare a Stella della stupida puttana, lei ribatte che le persone che scrivono poesie sono stupide mentre lei è sveglia e realista e ha capito quello che veramente conta nella vita e mi sa tanto che purtroppo ha ragione.
Mentre Stella e David si insultano arrivano Willy e Ross e prima ancora di salutarli Josh gli racconta quel che è successo ed inizia a leggere la poesia ad alta voce facendo il cretino. Ross e Willy se la ridono alla grande e anche Stella ride ancora. Mi volto e vedo che altri clienti del bar sono lì che guardano lo spettacolo e poi, cazzo, vedo che lì in un angolo ci sono Daniel e Matt. Matt, che ha la faccia di uno che ha appena perso tutta la famiglia, si volta ed inizia ad andarsene a passo spedito. Attiro l’attenzione di Josh e riesco a farlo smettere, tutti si voltano verso Daniel, che ha uno sguardo di pietra, ci fissa e mi fa star male. –Siete tutti delle persone del cazzo. E tu Stella, fai veramente schifo, sei una lurida troia.- Poi si volta e insegue il suo amico. Stella impazzisce letteralmente ed inizia a riempire d’insulti Daniel, che però se ne sta andando senza cagarla minimamente. Poi lei tenta d’inseguirlo urlandogli “troia sarà tua mamma, stavo solo scherzando, volevo farmi due risate, chi cazzo credi di essere” e cose così mentre Vic la tiene ferma e le dice di star tranquilla, lei però continua a sbraitare cose tipo “lurida troia? Ma come cazzo si permette quel frocio di merda! Gli spacco la faccia”. David dice – Ha ragione Dan.- e Stella prende un bicchiere mezzo pieno dal tavolo e lo lancia a tutta forza verso David, sfiorandogli la testa e disintegrandolo contro il muro. Quest’ultimo si alza come una furia gridando e rovesciando il tavolino. Vic e Josh portano via Stella mentre Willy e Ross tengono fermo David. Io me ne sto seduto sorseggiando il mio Americano. L’ho tenuto in mano ed è l’unico che non si è rovesciato col tavolo. Magnifico.
Willy mi dice – Oh, potresti anche darci una mano invece di star lì a guardare.- e io sbuffo, sorrido, bevo un sorso e dico – ma lascia che vada ad ammazzarla. Non me ne frega un cazzo.- e allora David mi guarda e mi dice – Cazzo, ma ti sembra una persona normale quella là? Poteva tagliarmi la faccia con quel bicchiere, hai visto quanto forte me l’ha tirato?-
-Secondo me ce ne son poche di persone normali. Siamo tutti matti in un modo o nell’altro.-
-Porco dio smettila con ste stronzate.- Intanto esce il proprietario del bar ed inizia ad insultarci ma non lo stiamo neanche a sentire. L’unico che gli dice qualcosa è Ross che dice tipo “scusa, adesso sistemiamo tutto, è tutto apposto.” Tiriamo su il tavolino e la cameriera esce con scopa e paletta per raccogliere i pezzi di vetro.
-Ok David, allora andiamo a bere un paio di tequile così ti calmi. Offro io. – mi alzo e vado verso il bancone. David mi segue, mi volto verso gli altri due che mi dicono – Noi dobbiamo andar via, dobbiamo fare dei giri, vedere delle persone, comprare della roba. Ci vediamo stasera, vedete di fare i bravi e di non mettervi le mani addosso.- Li saluto con un cenno e loro se ne vanno, David continua ad imprecare, non so che fine abbiano fatto Josh e le altre e non me ne frega un cazzo, quel che conta è che ordino due tequile e ho ancora l’americano da finire e sono già ubriaco.

lunedì 31 ottobre 2011

Festa nel campo (seconda parte)

Avviso per gli imbecilli: quando vedete questi segni(-----------) significa  che ci si sta virtualmente spostando ad un'altra conversazione tra tizi presenti alla cazzo di festa. Quasi tutti questi stralci di conversazioni di merda non hanno nulla a che fare con i precedenti, non parlano di niente, sono stupidi e volgari. Buona lettura.

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-… chi è quel tipo lì?-
-Ah è il Matt. E’ un mio compagno di corsi in uni.-
-Sembra proprio un cretino. Lì in un angolo da solo, è sfigatissimo –
- Beh è un personaggio strano. E’ simpatico però vive nel suo mondo. E poi qua non conosce nessuno, e probabilmente gli fa schifo la festa. è venuto solo perché l’ho invitato io.-
- Prima Stella mi ha detto che gliel’hai presentato-
-Si e cos’ha detto?-
-Ha detto” Cazzo Daniele mi ha presentato quel suo amico là. Mamma mia che sfigato che è. E’ vestito come un bambino di otto anni, secondo me lo veste ancora sua mamma. E poi non è capace di parlare, di muoversi, ma da dove viene fuori?”-
-Che stronza che è. Non lo conosce neanche. Lui è veramente una gran bella persona se lo conosci, io c’ho parlato un po’, diciamo che ho capito che gli piaceva Stella e gliel’ho presentata per vedere cosa succedeva però lei è proprio una stronza-
-See..
 


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-Ma tu prendi la pillola vero?-
-No.-
-Stai scherzando?-
-No. Cazzo, ma sei venuto dentro?-
- … Non lo so.-
- Come non lo sai? Non sai se sei venuto dentro o fuori? Mi prendi in giro?
-Cazzo sono ubriaco, non mi ricordo. Tu ti sarai accorta se sono venuto dentro, o no?-
- Sono ubriaca, e poi ero convinta che venissi fuori, quindi non ci ho neanche fatto caso. Mi pare di no, me ne sarei accorta,  però magari qualche goccia l’hai fatta dentro.
-Ma qualche goccia cosa? Non ho mica pisciato, o son venuto dentro o son venuto fuori, se dici che non ti sei accorta sarò venuto fuori. Credo.-
-Un coglione come te potrebbe anche averlo tirato fuori a metà, sei troppo stupido, perché non l’hai tirato fuori?-
-Ma non so, non mi ricordo bene.-
-Abbiamo scopato dieci minuti fa. Mi stai prendendo per il culo, vero? Dai non fare lo stupido per favore, mi sto già prendendo male. Sei venuto dentro o no?-
-No, sono venuto fuori… Credo. Ma non mi ricordo bene.-
-Oh CAZZOCAZZO perché io mi scopo solo ritardati mentali??-
- Vabbè, qual è il problema? domani vai a prenderti la pillola del giorno dopo così non corri rischi.. Comunque sono quasi sicuro di essere venuto fuori.-
-Il problema è che ti ho detto DI NON VENIRMI DENTRO e tu l’hai fatto lo stesso perché sei un coglione. E’ una questione di rispetto! Non puoi prendermi per il culo.-
-..  ... ... ....Non mi hai mai detto di non venirti dentro.-
-Tu sei un mongoloide. Prima di iniziare ti ho detto “quando vieni tiralo fuori” e tu mi hai anche detto “si si”-
-Si vede che non ti stavo ascoltando.-
- Non mi stavi ascoltando? Ti prendo a pugni in faccia!-
-Cazzo eri nuda, ti stavo guardando le tette, potevi anche dirmi che è morto mio padre, ero nel mio mondo, colpa delle tette, non ti ho sentita.
- Sono proprio una testa di cazzo, non so come ho fatto a scoparmi un coglione come te. Stammi lontano, non voglio più vederti sennò ti metto le mani addosso.-
- Ah, ok. Ciao, buona serata.-


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-Oddio questa Keta è micidiale. Ne ho fatto un paio di angolini e son di gomma.
-Eh si cazzo. Ti avevo detto che questa la usano per gli elefanti. Appena il tipo mi scrive devo andare a prenderne ancora. Ne compro venti litri.-
-Litri? Ma non la prendi in polvere?-
-Di solito si, ma questa arriva liquida.. la partita prima se l’era cucinata il tizio e me n’ha dato un paio di grammi per assaggiarla, la prossima volta invece la prendo liquida e vado a casa di un altro tipo che conosco a cucinarla, che lui sa come si fa e voglio imparare anch’io.-
-Figata. Tipo Mickey Rourke in Spun.-
-Si, tipo. Semmai vieni su con me quando vado a prenderla? Andiamo tranquilli, fumiamo un paio di cannette, e se ci fermano gli sbirri non sanno neanche cos’è la keta liquida quindi siamo tranquilli-
-Ok dai ti faccio anche da autista se vuoi, poi però mi lasci giù un paio di buste.-
-Che persona di merda che sei.-
-Siamo tutti persone di merda-


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-Te lo giuro cazzo!-
-Ma dai porca troia, ti accorgi quando stai cagando, non puoi mica cagarti addosso così. Senti che ti scappa e vai in bagno!-
-Si ma magari con un cazzo nel culo è diverso, cosa ne sai te?-
-Oh di che cazzo state parlando?-
-La morosa di Josh ha cagato dopo che lui gliel’ha messo in culo-
-Non ci credo-
-Ecco, cazzo, hai visto? Non ci crede nessuno!
-E’ perché siete tutti degli idioti! Perché non ci credete cazzo? Solo perché non vi è mai successo?
-Ma tu perché ci credi? Come fai ad essere sicuro?
-Infatti. Magari quello che te l’ha detto ti ha preso per il culo.
-Quello che me l’ha detto è una persona affidabile. E se ti inventi una storia su una persona che conosci, sapendo che potrebbe venire a sapere che l’hai messa in giro tu, non vai a inventarti una roba del genere. Dai cazzo, bisogna essere malati per inventarsi una storia così. Inculare una che caga, prendere lo stronzo direttamente dal buco del culo senza che sporchi il letto e andare a buttarlo nel cesso. E’ ovvio che è successo davvero. Nessuno riuscirebbe a inventarsi una storia così stupida.-
-Ma sai che hai ragione, mi stai convincendo-.
- Ah ma l’ha anche preso in mano, lo stronzo.. Come minimo te la sarai inventata tu sta cazzo di storia –
- Jack vaffanculo, non ti racconto più niente.-


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-Bella festa, bella gente-
-Sarcasmo?-
-Vedi te. Li odio tutti. Sono tutti strafatti, distrutti, fanno schifo.-
- E’ normale.-
- Non dovrebbe esserlo.-
- Ma si cazzo, a vent’anni cosa vuoi fare? Andare al bar a giocare a carte? Andare al cinema? Stare a casa a guardare un film con un tuo amichetto? La gente ha voglia di vivere!
-Questo non è vivere. Questo è ammazzarsi.-
-E’ tutta una questione di punti di vista-



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- …Oh scusa si vede che ho bevuto troppo.-
- Si ho capito, è già successo, ma se lo prendo in bocca dovrebbe riprendersi, invece qua proprio zero.-
- Eh, non so cosa dire. Si vede che ho bevuto veramente troppo.-
- Riesci a dire solo questo?-
-Eh, sono un po’ shokkato. Si vede che ho bevuto troppo.-
- Ma vaffanculo, io volevo scopare!-
- Eh non è colpa mia, è lui che non va.-
-Ah beh sarà colpa mia allora.-
-Dai torniamo dagli altri.-
-Ma cazzo, ho voglia di scopare!-
- E COSA CAZZO VUOI CHE FACCIA?? VADO A PRENDERE UNA BOTTIGLIA DI VINO E ME LA LEGO ALLE MUTANDE?-
- Sei un idiota totale. Devo farti un disegno? Se non ti tira puoi sempre mangiarmela, cazzo.-
-… … … non–non mi hai mai detto di mangiartela.-
- Perché mi illudevo che ci saresti arrivato da solo!-
- Ah… Ma non c’ho voglia di leccartela.-
- VAFFANCULO VAFFANCULO VAFFANCULO!!!! SEI UNO STRONZO, CON ME HAI CHIUSO!!!!!!!!!!-
-Dai stavo scherzando!-
- Allora smetti di parlare per niente e usa quella bocca per fare quello che devi prima che ti prenda a sberle.-
-Agli ordini capa.-



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- Ancora con sta storia?Ne ho le palle piene.-
- Si… ma alla fine è vero o no?-
- Non si sa. Secondo me si. E’ una storia troppo folle per essere inventata.-
-Ma dai, ma come fai a cagare senza accorgertene?-
-Non lo so. Non chiedermelo.-
-Vabbè… che cazzo succede là in fondo?-
-Ah una figa vuole legnare il Moro perché l’ha scopata e le è venuto dentro.-
-Ma che idiota.-
-Già. In realtà non si ricorda se è venuto dentro o fuori. E’ per quello che lei è incazzata.-
- Beh cazzo, che tristezza, magari lei si è impegnata per fare una bella scopata, pensava di essere stata bravissima e lui non sa neanche cos’è successo. Non è una cosa simpatica. E’ come se ti dico di guardare un film, il giorno dopo ti chiedo se ti è piaciuto e tu mi dici “si , carino mi pare. Ma non ricordo il finale”.-
-Già. Certo che bisogna proprio essere dei coglioni per fare una cosa del genere.-
-Bah. Sarebbe potuto succedere anche a te.-
-Impossibile. Non sono così idiota.-
-Dipende quanta tequila hai buttato giù prima.-
- Mmm. Forse potrebbe succedermi sul serio. Però per fortuna dio ha fatto si che quando bevi troppo non ti tira più l’uccello.  A volte ti capita che sei sbronzo come mia mamma a Natale e vuoi farti una super scopata però non ti tira più e stai lì a bestemmiare in aramaico, ma fondamentalmente il rapporto inversamente proporzionale tra durezza del pene e alcool trangugiato serve apposta per evitare situazioni come quella del Moro. Hai sentito come parlo farcito?-
-Si, da sbronzo parli meglio. Comunque non tieni conto del fatto che il diavolo ha inventato eccitanti sintetici che servono a farti riprendere e a fartelo tirare quando sei completamente sfatto e ubriaco, mandando a puttane tutto il tuo ragionamento.-
-Vero. Il diavolo è proprio un figo.-
-Già. La sa lunga lui.-


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-Ooooh!-
-Stavo dormendo… … cosa cazzo c’è?-
- C’è che è un’ora che stai dormendo, è la decima volta che cerco di svegliarti, la festa è finita, andiamo via.-
-Là c’è ancora della gente.-
- Si, sono quelli che l’hanno organizzata. Loro dormono qua perché domani devono smontare tutto.-
- Allora dormo qua anch’io.-
- Loro hanno le tende e i sacchi a pelo e sono intorno a un fuoco, tu sei sdraiato per terra nell'erba alta. e bagnata.-
-… ….-
-Oh?-
- mmm-
-Hai capito che cazzo ho detto?-
- … ….-
-OOOOHHHHH IDIOTA DI MERDA SVEGLIATI E ALZA IL CULO CHE STIAMO ANDANDO VIA!-
- Se urli ancora così mi alzo e ti disintegro la faccia a pugni.-
-Dobbiamo andare via. Non-puoi-dormire-qua. –
- Perché?-
- Muori di freddo e non c’è nessuno che ti riporta a casa.-
- Non muoio e quando mi sveglio torno a piedi.-
-Ti svegli morto. E se non ti svegli morto muori tornando a casa a piedi domani visto che devi fare tipo cinque kilometri con la sbronza da smaltire.-
- mmm-
-Non-puoi-dormire-qua!-
-… …-
- Dai ti sei già riaddormentato?-
-.. …-
-Ma muori. Vado via.-

lunedì 24 ottobre 2011

14:Festa nel campo (prima parte)

E finalmente arriva la sera della festa. Abbiamo organizzato le cose in grande. Abbiamo un impianto stereo con mixer, piastre e tutto l’ambaradam che serve per suonare, ci sono due casse gigantesche, in un angolo c’è un baretto messo su con quattro assi di legno e un paio di impalcature, abbiamo un sacco di roba da bere, c’è un angolo relax con tavoli panchine e coperte buttate a terra e abbiamo perfino un impianto luci con lampadine e faretti montati sugli alberi intorno. Siamo in una settantina buona di persone, io e gli altri che hanno preparato tutto siamo qua dal tardo pomeriggio ma la maggior parte della gente è arrivata verso le dieci. Alle dieci e un quarto sono già ko e vado a sdraiarmi su una coperta perché non riesco più a stare in piedi. Sono lì sdraiato che vedo le stelle girare sopra di me quando sento qualcuno sedersi alla mia destra. Stancamente mi volto e vedo lo Zio che si accende una canna, tira una bella boccata e tossisce un –ciao com’è?- con una voce scartavetrata.
-Sto di merda, vedo tutto che gira. Tu?-
-Cazzo c’è la Blu che mi sta attaccata al culo, non ce la faccio più.- Segue un breve silenzio in cui guardo il mio socio occhialuto. Torno a guardare le stelle.
-Beh, fattela-.
Lo Zio si sdraia e fa un altro tiro lungo, lentissimo e poi inizia a fare cerchi di fumo che salgono nel cielo. Odio la gente che fa ste cose nel bel mezzo di una conversazione costringendoti a star lì a guardarli perdendo tempo. Poi finalmente mi dice – non voglio farmela, non mi piace.- Ed io lo fisso di nuovo, come prima.
-Beh, fattela lo stesso-
-Non mi piace, cazzo. E’ grassa- Poi fa per passarmi la canna.
-No, grazie, se fumo sbocco, ho bevuto troppo. Comunque non è grassa dai, è in carne, è cicciotella ma non è tanto grassa. Ha delle belle zucche. E poi le grasse hanno tanto da dare.-
-Si hanno tanto grasso da dare- ribatte e poi inizia a ridere. L’ironia di un bimbo minorato.
-Porca merda Zio sei un coglione. Le ragazze sovrappeso, anche se sono carine come la Blu, sono insicure perché si guardano allo specchio e si vedono grasse. Anche perché già le ragazze magre si guardano allo specchio e si vedono grasse, figurati quelle con un po’ di ciccia in più. Beh comunque dicevo che si sentono insicure per il loro aspetto fisico quindi cercano di darti qualcosa in più per compensare, tipo dei super pompini-
-Quando sei ubriaco parli come uno che sa tutto, ma secondo me dici solo stronzate. E non voglio farmi una cicciona.-
-Quando sono ubriaco dico un sacco di cose intelligenti però sono circondato da scimmie che non capiscono un cazzo come te e pensano che io sia un coglione malato quando in realtà sono un genio-
-Ecco vedi, sei una spada. sai tutto tu.-
-E comunque una volta sono stato con una cicciona e mi ha succhiato l’anima-
- Sono sicuro che non è mai successo.- Lo fisso, per l’ennesima volta.
- Già. Le ciccione non mi piacciono, volevo solo darti fastidio.- Ce la ridiamo un po’ poi mi impacco a guardare il cielo e tutto inizia a girarmi intorno ancora più velocemente. Mi alzo a sedere.
-Oh Zio c’hai mica un po’ di bamba? Devo fare un colpo per ripigliarmi sennò la mia serata finisce qua.-
E lo Zio ride ancora. Ride sempre sto cretino.
-Cazzo non son neanche le dieci e mezza e sei già disintegrato, non hai più il fisico.- E ride ancora, di gusto.
Mi volto verso di lui, faccio un bel respiro e grido – TI HO CHIESTO SE HAI DELLA BAMBA DIO STRONZO!!!!!!!!rISPONDIMI ALMENO!!! NON VEDI CHE STO MALE!!!!????!! – Lo Zio si sdraia ridendo e tutte le persone intorno a me nel raggio di cinquanta metri si voltano a guardarmi . Allora grido ancora – QUALCUNO HA DELLA COCAINA O QUALCHE CAZZO DI DROGA SINTETICA CHE MI FACCIA PASSARE QUESTA BOMBA ALLUCINANTE CHE MI STA CORRODENDO LA TESTA DA DENTRO???!!??!!?!!!!!!!! Nessuno mi risponde ma finalmente lo Zio si alza e mi fa – Dai aspetta qua che vado a chiamare Willy che lui dovrebbe avercela. Vuoi un pezzo?-
-Si ma ho solo trenta euro, digli che pianto un chiodo, è questione di vita o di morte.
-Dai arrivo- e se ne va.
Io resto lì seduto a guardare niente, fermo immobile. Mi muovo solo per guardare l’ora sul telefono in maniera ossessiva. Passano 7 minuti ma mi sembra sia passata un’ora e venti.
Finalmente torna  lo Zio e mi chiede –mi vuoi bene?- gli rispondo – ti succhierei l’uccello-
Lui ride, apre la mano e mi da un sacchettino che tento immediatamente di aprire mentre dico allo Zio di tirar fuori qualcosa dove far giù e, neanche tempo di dirglielo che sto tossico mi piazza davanti uno specchietto nero grande come un piattino da dessert.
Lo guardo stupito e gli faccio – Bellissimo cazzo. Da dove salta fuori?-
-Non chiedere mai. Noi siamo professionisti- e ride. Ancora.
Io apro il sacchetto, vuoto una scaglia di bamba sullo specchio e la polverizzo con una tessera. Poi preparo due righe grasse e una più piccola, lecco la tessera, mi passo la lingua sui denti e non mi sento più gli incisivi. Sorrido allo Zio, che da buon tossico mi sta già porgendo un ventino arrotolato, lo prendo e tiro la prima riga. Brucia un po’. Gli passo lo specchietto lui mi ringrazia e tira l’altra, poi prendo una sigaretta, tolgo un pezzo di filtro, la lecco da una parte e ci incollo la bamba rimasta, accendo il cicchetto e sto già bene, dico “buona”, faccio altri tre tiri, passo il cicco allo zio, tiro fuori la bamba e preparo altri tre colpi, ne faccio due, ne lascio uno allo zio, mi alzo in piedi e vado verso la pista.
Così va meglio, sono ubriaco come prima ma potrei bere altri due litri di vino senza star male. Allora vado dietro al bancone del bar, prendo una bottiglia di vino bianco e torno in pista a ballare. C’è veramente un sacco di gente. Non molti stanno ballando ma davanti al chioschetto e là nell’angolo sulle coperte c’è pieno di gruppetti di persone che chiacchierano bevendo e fumando canne.




-Oh devo raccontarti una bomba.-
-Dai dimmi-
- Josh l’ha messo nel culo a sua morosa e lei ha cagato e lui ha preso lo stronzo in mano e l’ha buttato via-
-Non è vero.-
-Te lo giuro, quando ha tirato via il cazzo è uscito lo stronzo e lui l’ha afferrato al volo prima che gli sporcasse il letto-
-Dai cazzo è impossibile. Chi te l’ha detto?-
-Non ti posso dire chi me l’ha detto. Comunque è vero, fidati, e se non vuoi crederci vaffanculo.-


continua....

lunedì 17 ottobre 2011

13:Cose che succedono.

Questo post è troppo lungo. Quindi prendetevi il vostro tempo (sempre se ne avete voglia) e leggetelo con calma, magari dopo esservi rollati una bella spezia.


Sto bevendo una birra al bar mentre fumo una Chesterfield chiedendomi se sarà vero che l’assunzione di Lsd provoca degli scompensi che possono presentarsi anche a distanza di mesi. No perché se sono in autostrada ai centotrenta e mi torna su il trip non so come cazzo potrei prenderla. Di fronte a me c’è Josh che, con estrema eleganza, si sta togliendo della roba nerastra da sotto le unghie. Stiamo aspettando gli altri, che dovrebbero arrivare a momenti, poi dobbiamo andare a comprare l’alcool per la festa di domani. Festeggiamo il compleanno di Daniel,  su in collina dove facciamo i picnic di solito. Josh finora non è stato molto di compagnia, ma finalmente lascia perdere le sue unghie e mi fa -Ehi come va con la figa nuova?-
E gli rispondo – bene dai, siamo usciti un paio di volte e mi sto prendendo strabene, te la farò conoscere-. E lui emette un mugugno strano che credo stia a significare: te l’ho chiesto perché mi pare giusto farlo ma in realtà non me ne frega un cazzo. Poi torna il silenzio e per qualche secondo Josh torna alle sue unghie, poi si gira di scatto. -David hai sentito che i suoi di Ross divorziano?-
- No, non lo sapevo, come mai?-
-Mi sa che sei l’unico a non saperlo, ormai lo sa tutto il paese. In pratica suo padre arrivava a casa la sera sempre ubriaco e non aveva mai fiato per scopare così sua mamma si è trovata un amante, poi ci ha preso gusto e se n’è trovati un paio.-
-Che puttana- sentenzio.
-Beh, se lui non la scopava ha fatto bene. Non è che può star lì a marcire perché è sposata con un somaro-
Do l’ultimo tiro alla sigaretta e la spengo nel portacenere. Guardo Josh. -Ho capito, ma se come hai detto aveva più di un amante era proprio una vacca. Uno magari ci sta, per evadere dalla monotonia della vita coniugale, ma se son due vuol dire che è una troia--
-Beh in realtà girano voci strane, dicono che lei adescava uomini su internet e poi si faceva portar fuori, faceva serata, si faceva pagar tutto e poi li scopava.- Sgrano gli occhi. -Quindi mi stai dicendo che la mamma di Ross è una escort?-
-Boh sono voci. Non sai mai se sono storie vere o esagerazioni, fatto sta che suo padre è venuto a sapere degli amanti, anche perché lo sapeva tutto il paese, e l’ha pestata. Lei è finita in ospedale con un labbro rotto e non so cos’altro.-
-Figata. E Ross come l’ha presa?.
-Bene, dice che i suoi litigavano sempre quindi è meglio che divorzino.-
-Già. Ma chi ti ha raccontato tutto?-
-Mia mamma-
-Tua mamma?-
-Si, mia mamma. E’ amica di un amica della mamma di Ross e sai come son le donne, spettegolano continuamente e tutte san tutto di tutti.-
-Già. A proposito, hai sentito della Barbie?-
-Che ha fatto?-
-Sul serio non lo sai? Mi sa che sei l’unico a non saperlo, lo sa tutto il paese.-gli rinfaccio imitando il suo tono di voce.
-Dai non rompere il cazzo, dimmi che ha fatto-
- L’hanno farcita-
- L’hanno che cosa?-
- L’hanno riempita, l’hanno messa incinta.-
- L’HANNO nel senso che erano in tanti?-
-L’hanno nel senso che l’ha data via un po’ troppo ed è rimasta incinta ma non sa chi sia il padre.-
-Bene, bello. Ma è incinta di quanto?-
-Boh tipo 2 mesi e qualcosa, l’ha saputo da poco.-
-Bene dai. Io ci ho scopato tipo quattro mesi fa.-
-Ma tu non hai la morosa da sei mesi?-
-Si, cinque mesi e mezzo..-
-Ah bene.- Fermo il barista, ordino due negroni, butto giù la birra che mi è rimasta mentre Josh mi chiede - Ma il padre potrebbe essere uno dei nostri?-
-No, ho sentito che ultimamente ha scopato solo con due tizi, ma non sono di qua. Non so neanche come si chiamino. Bel casino però.-
-Bel casino si. Ma pensa di tenerlo?-
-Non ne ho idea ma spero di no. A vent’anni non si fanno i bambini, è sbagliato. Non si è abbastanza maturi per tirarli su. Lei poi è la persona meno matura che conosco.-
-Si beh, abortirà sicuramente.-
-Eh  non è che sia semplice. Cioè cazzo, se fosse per me, se lasciassi incinta una tipa le direi immediatamente di abortire e se non riuscissi a convincerla la farei abortire a forza di pugni in pancia, però la situazione è complicata, credo. Quando sei incinta subentra l’istinto materno e quelle cose lì e senti che hai un bimbo dentro e non è proprio facile farselo strappare via.-
-Brutte cose, cazzo. Succedono troppe brutte cose, sempre, di continuo. Che mondo di merda. Ieri mi sono infilato una carota nel culo.- Lo dice così, con disinvoltura e poi mi fissa con quel naso schiacciato e la bocca rossa e semiaperta.
-Ottimo.- Gli rispondo prontamente.
-Non vuoi sapere perché?-
-Provo ad indovinare. Per noia? Perché volevi vedere se fa male? Perché volevi provare a mangiare dal buco del culo e cagare dalla bocca come in quella fantastica puntata di south park??- Josh fa un mezzo sorriso -No, mia morosa non voleva darmi il culo perché l’unica volta che abbiamo provato a fare sesso anale le ha fatto malissimo..- lo interrompo – Ma hai usato lubrificanti, l’hai fatto con calma?-
- Si si, però le faceva male lo stesso e cazzo non voleva più farlo, però io ho continuato ad insistere allora mi ha detto che dovevo provare quanto fa male. Mi ha detto che se mi infilavo una carota nel culo poi potevo scoparla dietro.-
-Geniale. Una carota ti ha scopato il culo. Fantastico. E ti è piaciuto?-
-Pensavo di morire-
-Ah e quando hai pensato di morire  hai anche pensato che non vuoi più far sesso anale con lei per non farle male?- Arrivano i due Negroni, facciamo un cin cin e lo assaggio. E’ Fortissimo. Fantastico. Josh ne beve un goccio, fa una faccia schifata e riprende a parlare – No. Ho pensato “porco dio ho una carota infilata su per il buco del culo, appena la tolgo prendo la stronza di mia morosa, la giro e la scopo più forte che posso. Voglio romperla”-
-Bene dai, e poi l’hai rotta?-
-Adesso arriva la parte più bella. Ho tolto quella cazzo di carota, ho iniziato a pomiciare con mia morosa, ho spalmato il lubrificante, ho iniziato a penetrarla piano, poi sempre più forte, lei ha iniziato a far versi da film porno e mi stavo eccitando un casino e spingevo di più e lei ha iniziato a dirmi “no, basta, fermati, fermati” ma io ero preso duro, stavo andando alla grande, non c’avevo alcuna intenzione di fermarmi finchè lei di colpo si è tolta e spluf.-
-Spluf?-
-Spluf porca puttana merda. Si è sfilato fuori il cazzo e subito dopo ha iniziato ad uscire uno stronzo- Inizio a ridere. Rido per un minuto e mezzo senza mai respirare. Mi sento male. Riesco giusto a dirgli di continuare a riprendo a ridere.
-Cazzo tu immagina la scena. Vedi il tuo cazzo che esce e la cappella che vien fuori lentamente da sto bel culo rotondo tipo un tappo di sughero da una bottiglia di spumante e a quel punto vedi sta cosa marrone che sporge dal culo e ti rendi conto che non è una bottiglia di spumante che schiuma ma un culo che sta cagando.-
Rido ancora. Molto. – E ti ha cagato sul letto?-
-No cazzo, è uscito un pezzo di stronzo, un cinque centimetri ed io l’ho fermato con la mano, ho urlato “no no no tira in dentro” e lei ha tirato le chiappe e l’ha tagliato e mi son trovato con uno stronzo in mano.-
-Oddio. Oh gesù cristo, è la scena migliore che mi abbiano mai raccontato! Ti ha cagato in mano? Hahahaha cazzo sei un genio!-
-Parla piano testa di cazzo, non farti sentire, non voglio che lo sappia tutto il bar-
-Beh ma le storie girano, tra un mese lo sapranno tutti. Beh e poi? Hai cercato di far tornare lo stronzo da dov’era uscito?-
-No, mi sono alzato, sono corso in bagno, l’ho buttato nel water, l’odore di merda mi stava uccidendo, sono andato al lavandino, mi è venuto un conato di vomito, ho iniziato a lavarmi le mani e ho vomitato nel lavandino. Poi mi son ricomposto e sono tornato in camera e lei era lì a letto che piangeva e mi diceva scusa scusa ti avevo detto di fermarti…. Mi ha fatto una gran pensa. Allora le ho detto “tranquilla si vede che doveva succedere” e ho cercato di riderci su. Le ho detto che non voglio più fare sesso anale e lei mi ha detto che le mie mani puzzavano di merda. Siamo tornati in bagno, lei si è pulita il culo, io le mani e l’uccello-
-Tutto ciò è disgustoso ma affascinante. Devo raccontarlo a qualcuno.-
-Giuro sulla testa di mia madre che se lo dici a qualcuno ti ammazzo-
-Dai Josh questo segreto è impossibile da tenere. E poi lo dirai tu a qualcun altro che lo dirà a qualcun altro e tra un mese lo sapranno tutti. Oppure tua morosa lo dirà a un amica e sai come sono le femmine, tra un mese lo saprà il mondo-
-Se lo dici a qualcuno ti ammazzo! Ecco, cazzo, stanno arrivando gli altri, stai zitto!- Mi volto e vedo Willy il Moro e lo Zio che si stanno avvicinando, con indifferenza bevo un bel sorso del mio negroni e dico -Ok Josh vai tranqui, non lo dirò a nessuno.-
Poi gli altri tre sono di fianco a me, ci salutiamo, gli chiedo se bevono qualcosa e Willy mi dice – Dai, smettila di bere, sei un alcolizzato di merda. E’ già tardi, dobbiamo andare a fare la spesa per la festa!-. Lo guardo come guarderesti uno che ti ha appena pisciato su una scarpa – Sei imbecille? Adesso hai fretta? Dopo che ci avete fatto aspettare mezzora? idioti di merda. Dai, fanculo, andiamo.- Secco il Negroni e mi alzo, Josh resta seduto e mi fissa – Ne ho ancora tre quarti, se lo bevo tutto alla russa sto male.-
-Allora lascialo lì – gli faccio, e poi, rivolto agli altri – dai che è tardi, andiamo via-.
Josh ride – Si, lo lascio qui, così lo buttano via. Non si può sprecare tutto questo ben di dio.-
Beve il negroni tutto d’un fiato, tira un sonoro rutto e ci segue verso le macchine. Non abbiamo pagato i negroni, ma non mi pare un grosso problema. Invece un grosso problema è riuscire a non raccontare a nessuno la storia di Josh che si infila una carota in culo e si fa cagare in mano. Vedrò cosa riesco a fare