domenica 5 novembre 2017

La mia ombra fa lo sgambetto agli impiegati.


Perché insomma una volta coi butei                    sai                      ci si vedeva tutti i giorni  
     quando eravamo piccoli      dico            poi si cresce,        s’inizia a lavorare                    ci si vede una volta a settimana,     
  poi ci si sposa        si fanno i bambini        e   ci si vede solo alle feste              compleanni                pasquetta      e                                        poi ti vedi solo ai funerali     
        BENGH      
   la vita è passata          
  guardala là indietro     
                  in fondo       
          
In fondo.
Sempre
 super positive! 







Prima ho scritto “Missilonic gumpert” su google per provare a scoprire qualcosa di nuovo.

Non è venuto fuori niente.










Piera legge la mano alla cassiera
e si succhia le gocce sulle punte.
Ha fatto solo un giro
non ha comprato niente.
Non ha comprato niente
      solo

        una penna
        per me.
E Piera non porta carta
Piera non porta penna
non ha bisogno di scrivere
perché lei non sa che è
una poesia con le scarpe datate.



"Piera, quando mangio le nuvole, è contenta; si sdraia su dei petali e suona tutte le pietre. L'avvolge con lo sguardo. Piera corre sugli sbadigli, specchia la Luna e si veste di cobalto. Piera non ha mai caldo. Quando ride ingoia l'universo. Ha la cenere sulle labbra perché Piera mi brucia, ti brucia, Piera ci brucia. Piera muore se non le parli e, se le calpesti l'ombra, Piera è attenta, ti guarda due volte e poi ti chiama. Piera non ama, Piera vive. Sì, vive tutto, mi vive, ti vive, ci vive, mi sbrana l'esistenza. Ad ogni suo grido è un temporale nelle mie tempie. Quando dice che è sazia beve ancora due dei miei colori. Piera lo sa che se se ne va con la mia spada arrotondata non tornerà.







Ma che dici dell'officina della camomilla? Il frontman spara stronzate inascoltabili e poi di colpo mi butta lì delle frasi che mi strodiscono e mi rovesciano il dentro.
Piera muore se non le parli. Mi sbrana l'esistenza.

giovedì 26 ottobre 2017

Considerazioni su alcune poesie di Prevert (post più noioso dell'anno)



COLAZIONE DEL MATTINO

Egli ha versato il caffè
nella tazza
Egli ha versato il latte
nella tazza di caffè
Egli ha messo lo zucchero
nel caffelatte
Con il cucchiaino
Ha mescolato
Egli ha bevuto il caffelatte
e ha posato la tazza
Senza parlarmi
Ha accesa
Una sigaretta
Ha fatto dei cerchi
Con il fumo
Ha messo la cenere
Nella ceneriera
Senza parlarmi
Senza guardarmi
S'è alzato
Ha messo
Il cappello in testa
Ha messo
L'impermeabile
Perchè pioveva
Ed è andato via
Sotto la pioggia
Senza una parola
Senza uno sguardo
E io ho preso
La testa tra le mani
E ho pianto.






Frasi brevissime, Prevert ti fa prendere fiato, assaporare le parole, pensare "Ma questo dove vuole andare a parare?" E intanto lui prende tempo, lascia tantissime  frasi sospese; scrive il verbo, va a capo, e nella riga sotto mette il complemento oggetto. E ti tiene lì, sempre, crea la tensione. E' un maestro della tensione, dico io.  E un maestro a farti pensare "Ed ora?"
Ed ora arriva il finale
 come una coltellata.








LA DISPERAZIONE è SEDUTA SU UNA PANCHINA


In un giardinetto su una panchina
C'è un uomo che vi chiama quando passate
Ha un binocolo un grigio vestito liso
Fuma un sigaretto ed è seduto
E vi chiama quando voi passate
O Semplicemente egli vi fa un cenno
Non bisogna guardarlo
Non bisogna ascoltarlo
Conviene andare avanti
Fingere di non vederlo
Fingere di non sentirlo
Bisogna camminare affrettare il passo
Se voi lo guardate
Se voi l'ascoltate
Egli vi fa un cenno e niente e nessuno
Può impedirvi di andare e sedervi accanto a lui
Allora egli vi guarda e sorride
E soffrirete atrocemente
E l'uomo non la smette di sorridere
E voi sorriderete come lui
Esattamente
Più sorriderete e più soffrirete
Atrocemente
Più voi sorriderete e più soffrirete
Irrimediabilmente
E voi restate là
Seduto congelato
sulla panchina sorridente
E fanciulli giocano vicino a voi
Passano i passanti
Tranquillamente
S'involano gli uccelli
Un albero lasciando
Per un altro
E voi restate là
Sulla panchina
E Voi sapete voi sapete
Che mai più voi giocherete 
Come quei fanciulli
Sapete che mai più voi passerete
Tranquillamente
Come quei passanti
Che mai più voi volerete
Un albero lasciando per un altro
Come gli uccelli.







Qui le frasi sono autoconclusive, dalla seconda riga sai che c'è un uoom su una panchina. Un uomo che, a giudicare dal titolo, rappresenta la disperazione. Siamo già in attesa. L'attesa di scoprire che succederà.. Ed ecco che Prevert inizia a caricarti di tensione; dopo i sorrisi ci sono gli avverbi che marcano, sottolineano, caricano le frasi.
Alla fine mi lascia lì a bocca aperta a chiedermi ma cos'è che ho letto? E ricomincio da capo.
Molte delle sue poesie, tra cui questa, in francese hanno anche una musicalità notevole, che purtroppo si perde nella traduzione.







DALLA FIORAIA

Un uomo entra dalla fioraia
e sceglie dei fiori
la fioraia incarta i fiori
l'uomo mette la mano in tasca
per cercare i soldi
i soldi per pagare i fiori
ma nello stesso tempo mette
improvvisamente
la mano sul cuore 
e cade

E mentre cade
le monete rotolano per terra
e poi i fiori cadono
 insieme all'uomo
insieme alle monete
e la fioraia rimane là
con le monete che rotolano
con i fiori che si sciupano
con l'uomo che muore
evidentemente tutto questo è molto triste
e bisogna che ella faccia qualcosa
la fioraia
ma non sa che fare
non sa
da che parte cominciare

Vi sono tante cose da fare
con quest'uomo che muore
questi fiori che si sciupano
e queste monete
queste monete che rotolano
che non la smettono di rotolare


Anche qui, frasi semplici e autoconclusive, continue ripetizioni fiori soldi fiori poi, settima riga "ma nello stesso tempo mette" , per la prima volta una frase troncata, tensione, 
vai a capo, avverbio, climax,
l'uomo cade.
Qui il tempo si ferma. L'uomo cade, i fiori cadono, le monete cadono, la fioraia è immobile.
E arriva il finale, secondo me grandioso, con l'attenzione che viene spostata sulla monete che rotolano.
Si, c'è un uomo che muore, ma queste monete non la smettono di rotolare.
Bravo.








mercoledì 25 ottobre 2017

How it feels to be alive?



Il mazzo di fiori


Che fai laggù bambinetta
Con quei fiori da poco tagliati
Che fai laggiù giovinetta
con quei fiori quei fiori seccati
Che fai laggiù bella donna
con quei fiori che avvizziscono
Che fai laggiù vecchia donna
Con quei fiori che muoiono

Aspetto il vincitore.


                  Jacques Prevert        










Sono cosi solo che neanche ci sono.
Infelicemente infelice ma Seriamente divertito.
Anche se odio l'odio, amo l'amore e la noia m'annoia
non vivo la vita.
sono impegnato a pensare ad altro.
~Sai cosa.mi piace di te?
-No
~Niente
-Grazie
~Ma figurati. Siamo entrati in quella fase della vita in cui ci si vede solo ai matrimoni a Pasquetta e alle consultazioni popolari per l indipendenza.
-Io non ho neanche votato.
~Male
-Non credo nella democrazia
~Ma la democrazia crede in te
-Fa male
~Dove ?
-Al piede
~Sei d indole indolente?
Indori lodi lente?
Allenti rudimenti? alleni rudi elementi crudi lenti e con lievi menti? Allievi alieni alludenti a nudi denti grigi...
-Perché grigi?
~Perché sono stufo. Mi annoi.
-Anche tu mi annoi
~E sei ripetitivo
-E tu parli da solo
~E tu ti scrivi anche
-Cristo.
~Frallallalla.




Cause I see in you
More than you'll ever know
And I ask you, "Why
You question the strength inside?"
And you need to know
How it feels to be alive

lunedì 23 ottobre 2017

Apollinaire - Alcools


Tre poesie dalla raccolta di Apollinaire:






IL PONTE MIRABEAU

Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna
   E i nostri amori
   Me lo devo ricordare
La gioia veniva sempre dopo il dolore

      Venga la notte suoni l’ora
      I giorni se ne vanno io rimango

Le mani nelle mani faccia a faccia restiamo
   Mentre sotto
   Il ponte delle nostre braccia passa
L’onda stanca degli eterni sguardi

      Venga la notte suoni l’ora
      I giorni se ne vanno io rimango

L’amore se ne va come quest’acqua corrente
   L’amore se ne va
   Com’è lenta la vita
E come la Speranza è violenta

      Venga la notte suoni l’ora
      I giorni se ne vanno io rimango

Passano i giorni e passano le settimane
   Né il tempo passato
   Né gli amori ritornano
Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna

      Venga la notte suoni l’ora
      I giorni se ne vanno io rimango













SEGNO

Sono nato sotto il segno dell’Autunno
Perciò amo i frutti e detesto i fiori
Rimpiango i miei baci a uno a uno
Come un noce bacchiato al vento racconta i suoi dolori

Eterno autunno o stagione mia mentale
Le mani degli amanti d’una volta cospargono il tuo suolo

Mi segue una sposa è la mia ombra fatale
Stasera le colombe spiccano l’ultimo volo
















CORNI DA CACCIA

La nostra storia è nobile e tragica
Come la maschera d’un tiranno
Niente drammi rischiosi o magici
Nessun dettaglio indifferente
Rende il nostro amore patetico

E Thomas De Quincey mentre beveva
Il dolce e casto veleno dell’oppio
Andava sognando la sua piccola Anna
Passiamo passiamo poiché tutto passa
Spesso mi volgerò indietro

I ricordi sono corni da caccia

Il loro rumore muore nel vento.

venerdì 20 ottobre 2017

Pastoralia - George Saunders




Il mattino dopo nella Buca c’è una capra e nella Minibuca un coniglio e una Circolare:
      Vi preghiamo di accettare questa razione extra in segno della nostra stima. Sappiate che ci state a cuore tutti quanti e che siete sempre nei nostri pensieri dal primo all’ultimo. Sappiate che potendo vi terremo dal primo all’ultimo, se ciò tornasse a vantaggio di tutti. Ma non è così, altrimenti vi terremmo, no? , tutti quanti, dal primo all’ ultimo. Ma mentre la nostra organizzazione si snellisce, l’occasione che si offre per regolare la situazione del personale è straordinaria. E così, se è vero che in tempo di magra e di difficoltà qualcuno dovrà andarsene, è pur vero che alcuni dovranno restare, magari proprio voi. Speriamo che sarete voi, nessuno escluso, anzi no, come abbiamo detto prima, è impossibile. Perciò godetevi questo omaggio e state tranquilli, aspettate di essere contattati dal vostro superiore e se non succede, vorrà dire che, scampato pericolo, la Ristrutturazione Aziendale vi ha risparmiati. Benchè è solo onesto informarvi che quelli che ce l’hanno fatta al primo giro potrebbero in effetti essere rimossi al secondo, o magari anche al terzo, dipende come procede la Ristrutturazione, benchè se uno viene rimosso sia al primo che al secondo giro, sarebbe una fregatura pleonastica, per cui non tenetene conto.




Come sta? Bene? Come l’hai trovata? Voglio che mi parli francamente. Ci sono problemi? Problemi che magari si possono correggere? Com’è? Simpatica, affidabile? Non è mica negativo, se fai presente un difetto. Anzi, è positivo, perché ai difetti c’è sempre rimedio. Negativo è nascondere informazioni preziose. E’ così? Stai nascondendo informazioni preziose? Spero di no. Sei negativo? Janet ti mette in croce?Ti prego di dirmelo. Devi dirmelo.


E’ triste, -dice.- Triste, non c’è altra definizione. Viviamo in un mondo stupendo, pieno di sfide, di fiori e uccelli stupendi e di gente fantastica, solo che purtroppo c’è qualche mela marcia, come quella cialtrona di Janet! La odio? Vorrei ucciderla? Ma figuriamoci, secondo me è fantastica, con lei ci vogliono il bastone e la carota, le belle qualità non le mancano.




Ha avuto a che dire con certi compagni cattivi, ecco perché gli abbiamo cambiato scuola. Comunque ti sei difeso benissimo, vero, bello di papà? Anzi credo che gli abbia fatto bene. Gli ha insegnato ad essere un duro.
   -Basta che non m’incatenano più alla caldaia, - dice il bambino. –Quella parte è stata un po’ troppo pesante. C’erano certi topi…
-Secondo me non erano topi, dice Marty. – Facile che erano gatti. I gatti del bidello. Dev’essere andato così: siccome nel locale della caldaia era buio non riuscivi a distinguere un gatto da un topo.
   -Ma il bidello non ce li ha i gatti, dice il bambino. – Ha pure detto meno male che quei topi non avevano cominciato a mordermi i calzoni. Per l’odore di pudding. Perché prima mi avevano bloccato a terra e mi avevano versato il pudding dentro i pantaloni.
-Lo stesso giorno? – chiede Marty. – I topi e il pudding? Non m’ero reso conto che era successo tutto lo stesso giorno. Caspita, quel giorno hai imparato a diventare un vero duro.
  - Eh, già. – dice il bambino.





Perché cos’ è la verità? La verità è quella cosa che fa succedere quello che vogliamo che succeda. La verità è quella cosa che, una volta detta, fa fare bella figura ai componenti ella nostra squadra, li incita a maggiori sforzi e spinge i non-componenti della nostra squadra a pensarla come noi e a provare un po’ d’invidia. La verità è quella cosa che ci da il potere di fare anche meglio di quanto già facciamo -che a proposito va più che bene, stiamo andando più che bene-, la verità è il vento che fa andare a gonfie vele solo noi. Perciò se una voce vi fa dubitare di noi, noi dirigenti, non sarà vera, dal momento che abbiamo già definito la verità come quella cosa che ci aiuta a vincere.