lunedì 16 luglio 2018

Sole caldo & voglia di mare



E’ quando sei lì a leggere Zerocalcare e ti chiedi ma lui come fa a coniugare ‘sta scrittura romanesca parolacciaia + disegnetti dei cartoni animati anni 90 con termini tutto sommato altezzosi, citazioni colte e una dissacrante ironia? In quei momenti ti chiedi perché mai tu devi riuscire a realizzare che lui è meglio di te e tu non sarai mai così divertente colto e ironico. Io mi dico, ma santo cielo, mi sta bene non essere uno forte. Sul serio, è ok. Non faccio ridere, non scrivo bene, non sono bravo. Ma perché devo anche rendermi conto che gli altri sono meglio di me?  Sta cosa mi mette n’angoscia esistenziale irrecuperabile che mi pare di esser in piscina e aver perso il costume a metà dello scivolo.

E poi nelle giornate atroci in cui hai leggiucchiato Zerocalcare e poi ti sei fatto un racconto di DFWallace realizzando che Wallace ha scritto quella roba a 22 anni e già a 22 anni sembrava avesse mangiato un enciclopedia - e la sua sovrannaturale conoscenza di tutto unita alla sua sovrannaturale capacità di giudizio lo rende un essere sovrumano, etereo, una presenza luminosa che tutto sa e tutto può, e aleggia sopra le nostre teste ridendo di noi stolti. E tu ti leggi Wallace e poi esci di casa per fare cose più o meno interessanti (di solito molto molto meno) e hai a che fare con la gente e ti dici, lo giuro, sono sincero, lo giuro, niente di personale, basta fare lo spocchioso, non mi metto assolutamente al di sopra della gente, anche perché io, purtroppo, sono la gente, ma qui il problema non è il rapporto tra me e loro, il problema è il rapporto tra ciò che mi dice DFWallace e ciò che mi dicono loro.
DFW mi dice che i genitori “Hanno sempre fatto sentire Sophie morbida, piccola e leggermente sporca. E, adesso, è in loro presenza che (lei) sente più forte la puzza della propria malattia” Roba che sono rimasto 20 minuti a rigirarmi in bocca questa frase.
E DFW non sta lì a dirmi che Sophie ha il cancro, è pelle ed ossa e sta morendo. Non c’è bisogno che te lo dica. Lui te lo disegna in testa. Quando Solomon sta vicino al letto di Sophie, DFW dice “Così guardò a dove lei non era”  che è una frase d’un eleganza inarrivabile ma anche un pugno fortissimo sulla bocca. Sono 7 parole che hanno dentro tutto. Sono sette parole che per essere descritte necessiterebbero di altre 350.

DFW non dice che Sophie è scheletrica, dice “le punte del bacino, le nocche e la spina dorsale tendevano lo stretto involucro della pelle malata come le sporgenze delle corna di un cervo”. Dice che il cancro è “scuro e tozzo. Umidiccio, rovente e centripeto.”  Beccati l’ossimoro. Il cancro è sia umidicco che rovente. E poi come la chiude? Centripeto. Lui TI COSTRINGE a pensare e a riflettere le cose che scrive. Ti costringe a rileggerle, a riassaporarle, a visualizzarle. E le parole smettono di essere semplici termini ma diventano immagini.
Così capita che quando DFW smette di fare il saggista e decide di fare il narratore, io mi sciolgo come la prima volta che ho potuto toccare le tette di una ragazza, mi viene la pelle d’oca come quando Charmeleon mi si è evoluto in Charizard, come quando Goku against Freezer è diventato un fottuto supersayan. Anzi, IL fottuto supersayan.
DFW ha il dono della scrittura. Non dice che Solomon ama sua moglie Sophie più d’ogni altra cosa e per non farla sentire malata continua a scherzare e prenderla in giro come se tutto fosse normale.
No. DFW scrive, e dice, che Solomon “Accusava una radiografica Sophie di obesità dirompente. Le tirava l’orecchio reggendole la testa sopra il water. Si lamentava a gran voce dell’umidore salato che sentiva in bocca quando di notte le baciava le lacrime silenziose di un dolore silenzioso.”
E tu, sei hai un cuore e un briciolo di sensibilità, quando leggi questi passaggi senti la pelle d’oca sulle cosce e sulle braccia e ti ritrovi con gli occhi umidi.
E quando i di lei genitori dicono a Sophie che Solomon è uno stronzo e che lei lo deve lasciare, tu sei lì col groppo alla gola e una sensazione di vuoto nello stomaco, perché Sophie, pallida, calva, scheletrica, cogli occhi cerchiati di nero, sdraiata sul suo letto, di fianco la flebo, Sophie che ha appena vomitato succhi gastrici, Sophie che ha due buche da golf malamente cicatrizzate al posto dei seni dice “Che le pupille di quest’uomo ancora si dilatano quando i suoi occhi mi guardano. Un uomo che mi guarda ridurmi a un mucchietto d’ossa e protuberanze e odora il mio odore e asciuga le mie lacrime e quando serve porta via i  miei escrementi come fossero regali e pulisce il mio vomito quando non faccio in tempo ad andare in bagno e non mi fa mai sentire debole, sporca, o meno persona, o meno Sophie del giorno in cui ha ballato insieme a me.”
A questo punto ho pianto.

Tutto ciò te lo racconto per giustificarmi. Perché oggi c’è il sole, c’è un caldo atroce ed è una giornata di quelle che “è un peccato starsene chiusi in casa” ma non andrò in piscina né al mare né sul lago. Me ne starò qui tra DFW e Zero.






PS Solomon Silverfish è uno dei più bei racconti di DFWallace.
Ogni maledetto Lunedì su due è una delle raccolte più apprezzabili di Zerocalcare perchè si sente che questo è il vero Zero, senza filtri nè censure. Ci sono pochi passaggi profondi, non c'è nemmeno una vera storia di fondo. ma queste tavole (che aveva prima postato sul suo blog ogni 15 giorni) sono immediate vere oneste punk e mi spaccano in due dal ridere.

domenica 1 luglio 2018

I miei libri 2018 pt2


Aprile:


Monte Cinque - Paulo Coelho
Storia del profeta Elia rielaborata da Coelho. Buona l'idea, i temi trattati non sono affatto di mio gradimento. Spesso mi sono annoiato. Gli do un 6


Il dottor Faust - Christopher Marlowe
Opera teatrale drammatica di fine 1500, tenuta in grande considerazione e servita da spunto per il Doctor Faustus di Mann e il Faust di Goethe.
Sarò stronzo ma per quanto la storia non sia malaccio, il libro m'è risultato semplicemente vecchio. L'ho letto per informarmi, per curiosità, perchè è giusto sapere che esiste. Ma i 400 anni si sentono.
E non ho le competenze per dargli un voto.


La donna che si tagliò la gamba al Maidstone Club - Julia Slavin
E brava Julia. Raccolta di storie surreali: alcune assurdamente coinvolgenti, altre meno. M'è piaciuto molto e così doveva essere, visto che più una cosa è strana e particolare più attira la mia attenzione.
  La donna che partorisce nespole e la tizia a cui crescono denti sul corpo sono solo due delle molte immagini che mi hanno fatto volare via.
Tanti racconti non hanno un perchè. Almeno secondo me. Ma sono belli e va bene così. Io non mi chiedo il significato di un arcobaleno o di una pancetta salamata. Li amo e basta. Soprattutto la pancetta. Voto 8,5


Il Lupo della steppa - Herman Hesse
Questa roba è stranissima. Non sembra un libro di Hesse. Non credo sia una delle sue opere migliori ma merita veramente un'occhiata. Il protagonista ha un certo carisma e il racconto è strutturato bene con un finale inaspettato. Voto 7


Maggio:


Winesburg, Ohio - Sherwood Anderson
Una delle letture più soddisfacenti dell'anno.  Alcuni racconti sono molto striminziti, le frasi secche; ma il flusso di parole, potenti ed evocative, ti mette costamente in moto il cervello. La scrittura di Anderson, asciutta, decisa e ben pensata (come se fosse stato giorni a scegliere ogni singola parola), m'ha ricordato il Williams di Stoner. L'ho amato. Questo libro va letto assolutamente. E' leggero, facile, veloce e al tempo stesso profondo e riflessivo.Perfetta la frase di Pavese sulla quarta di copertina, che descrive queste storie come elementari e complicatissime, cerebrali e illetterate, belle d'una bellezza che supera la pagine scritta. Bukowski ha scritto che Anderson è stato il più bravo a giocare con le parole come fossero pietre o pezzi di roba da mangiare. E' un immagine stupenda. Voto 9


Story of My Life - Jay Mc Inerney
Una storiella del cazzo, banale e abbastanza scontata. Un McInerney che non ha molto da dire ma lo dice bene. Il ragazzo sa come si scrive e anche se la seconda persona singolare de Le Mille Luci di New York era su un altro livello, questo Story of My Life si lascia comunque leggere volentieri. Voto 6


Dodici - Zerocalcare
La storia è : Gli zombie invadono Rebibbia. ...Primo approccio con Zerocalcare.  M'è piaciuto molto. Disegni semplici ma divertenti. I dialoghi tra i personaggi m'hanno divertito parecchio. Poi ci sono un botto di citazioni sugli anni 90 che mi hanno fatto tornare bambino. Non potevo non amarlo. Voto 8


Il Demone - Michail Lermontov
Il demone s'innamora de na ragazzetta e la fa morì. Uno dei poemi più famosi della letteratura russa. Sicuramente la traduzione l'ha azzoppato ma non c'ho visto tutta 'sta bella roba dentro. Come per l'opera di Marlowe di cui sopra non me la sento di dare giudizi, siccome sono entrambe opere che andrebbero valutate più per quello che hanno significato nel contesto storico in cui sono state scritte che per quello che ne resta oggi.


Giugno:

D'amore ed Ombra - Isabel Allende
Romanzo ambientato in Cile, durante la dittatura Pinochetiana. C'è una storia d'amore, c'è la politica, ci sono i morti ammazzati, c'è la vita contadina, il contrasto borghesia proletariato, qualche evento soprannaturale. Insomma quasi gli stessi identici temi trattati ne La Casa degli Spiriti che però è più bello. La Allende è brava, scrive bene, la storia è carina ma non riesco a mettere questo libro sullo stesso livello del suo primo romanzo. Voto 7


Il lamento del Prepuzio - Shalom Auslander
Auslander crede in Dio ma lo odia tantissimo e gli dà la colpa per tutto ciò che di sbagliato gli succede nella vita. E se gli succede qualcosa di buono sta all'erta per paura che ci siano dietro secondi fini. Autore divertente, scrittura basilare, romanzo pieno di parolacce. Carino il continuo saltare dal presente al passato. Lettura leggera simpatica e veloce.Voto 7,5.


La Vita davanti a sè - Romain Gary
Momo, bimbo di 10 anni, viene allevato insieme ad altri bambini, tutti figli di prostitute, nell'appartamento di Madame Rosa, una vecchia ebrea grassa. Questo libro è una Fottuta Bomba a Mano. Con la sua prosa sgrammaticata da ragazzino immigrato, Momo ci fa simpatia, ci diverte e riesce ad essere allo stesso tempo sfacciato e filosofo, leggero e profondo. Gary è stato incredibile e il suo Momo entra di diritto nei top personaggi della mia vita, tra il Pereira di Tabucchi e il Vecchio pescatore di Hemingway.  Voto 9,5.


Tutte le poesie - Rimbaud
Bah. A me Rimbaud non piace per niente. Siamo distanti e mi annoia. Voto 4


Un uomo senza patria - Kurt Vonnegut
Raccolta di scritti pubblicati su una rivista da un Vonnegut 82enne. Meno ironico e molto più amaro
del solito. Alcuni argomenti, in particolare il deterioramento del pianeta terra a causa dell'intervento umano, vengono ripresi più e più volte. A me comunque è piaciuto, e trovo che a tanti esseri umani farebbe bene dare un'occhiata a questo libriccino. Voto 7,5.


mercoledì 27 giugno 2018

Oggi no



Certo non c’è solo l’alcool ma portami al bar
Certo non si può bere sempre ma riempimi il bicchiere un’ultima volta
Son tutte ste villette con l’olivo nel giardino che mi fan sentire triste

Lasciatemi cantare
Con la chitarra in mano
Lasciatemi cantare e
Cagarmi addosso
Come GG.
Il desiderio atavico d’oscurità e silenzio eterno mi perseguita e percuote la cassa toracica
La luce è banale come un bilocale senza giardino a 9 kilometri dal centro città
O io o voialtri, qui non c’è posto per tutti.
Il sonno forzato è l’unico rimedio alla vita
 perché Dio vi Odio tutti
e spero che morite
senza congiuntivi che non vi meritate.
L’unica cosa che so è che non mi sento in competizione,
avere la macchina grande o i risvoltini più alti dei tuoi.
Neanche da piccolo ne avevo voglia,
 lo ricordo bene,
non volevo essere poliziotto o astronauta,
 volevo fare l’operaio come il mio papà.
Ora non voglio più niente,
 nemmeno fare l’ousider dà più soddisfazione,
 che outsider non si può veramente essere,
da quando è morto Thoreau.
E Bukowski ha rovinato una generazione
E Vasco Rossi ha rovinato una generazione
E Marylin Manson ha rovinato una generazione
Ne basta uno come te per inquinare mille cuori
 & deforestare una landa di cervelli balbuzienti
La società ha rovinato la società,
gli uomini hanno rovinato gli uomini
il passato ha infangato il presente e annientato il futuro
gli insegnamenti hanno creato mostri arroganti
il politically correct ha cresciuto sbirri vestiti da attivisti
gente che si sente offesa per qualunque punto di vista diverso dal suo

…che il sole tramonti
 dritto sulle nostre teste
come la scure del boia
Magari ci sarà una nuova alba
 di cui
Di certo
Non voglio far parte.








Abuse myself, I, I, I, I wanna abuse my body

Cut it deep, make it bleed
Throw my guts out on the floor
Cut my face until I, when I get knocked

I wanna die before I get old
Get fucked up, then die

I wanna die, die, die I wanna die
Kill me, motherfucker
I never died before
Bury me under the floor

Stick me in the heart, I ain't got one anyway
Stick me in the ass, that's the best part of me
Because I don't care if I live or die
It just don't matter, kill me anyway

I wanna abuse myself, yea
Shoot me, stab me, cut my throat
Hit me with a fucking axe, I just won't croak


Look me in the eyes and what do you see

Stab me in the eyes, you can piss on me

Kick me in the balls, I just don't care
Rip out my brains, pull my fucking hair

Abuse me, kick me, cut me 'till I bleed
Fuck me, kick me, shit on me
I just don't care you see

Destroy me, I wanna destroy you

I wanna die, I don't wanna get old
I don't wanna die old, I wanna die young
I wanna be a scumfuc and I wanna die young
Don't wanna play in no fucking 60's band

Kill me, rape me, do with me what you will
I'm gonna fuck a girl who doesn't take the pill
Maybe she'll have a little boy, or maybe a little girl
I really don't give a fuck, cause I'll be dead it's just another world

That's right, abuse me, kick me, cut me, stab me, axe me
Knife me, fork me, fuck me, suck me, beat me, fuck me
Blow me, eat me, stab me, abuse my body, abuse my body

giovedì 21 giugno 2018

Winesburg, Ohio.



Non crebbe mai, naturalmente non riusciva a comprendere le persone e a farsi comprendere da loro. Il bambino che stava dentro di lui cominciò a scontrarsi contro le cose, contro la realtà, il denaro, il sesso, le opinioni.



..era un perfetto egocentrico, come lo sono tutti i bambini. Non voleva amici per la semplice ragione che nessun bambino vuole amici. Voleva soprattutto la gente che stava nella sua testa, gente alla quale potesse davvero parlare, gente da arringare e rimproverare all'occorrenza, servi, capite, della sua fantasia.



Aveva l'abitudine di parlare ad alta voce con se stesso e ben presto nella sua vita un senso di tristezza tranquilla cominciò a impossessarsi spesso di lui.



Ogni volta che alzava lo sguardo e vedeva la bellezza della campagna nella luce del tramonto, voleva fare qualcosa che non aveva mai fatto prima, gridare, urlare o prendere a pugni sua moglie, o altre cose ugualmente inaspettate e terrificanti. Lungo il sentiero si grattava la testa e cercava di capirci qualcosa. Guardava continuamente la moglie davanti, ma lei non sembrava avere qualcosa che non andava,



Quando lui iniziò a piangere, la madre lo strinse più forte. Continuava a parlare. Non era la voce dura e stridula di quando parlava col marito, ma era come la pioggia che cade sugli alberi.



martedì 19 giugno 2018

Empasse



Teste mozzate mi rotolano addosso e mi graffio la faccia strappandone la carne disgustosa.
Il problema sono io, che non riesco a sorridere
Ma a volte rido divertito per frasi che mi fanno accapponare l’anima.
Magari sbaglio
Ma sbabbi raglio?
Mi smangi il taglio spanci il maglio  all'arrenbaggio di

che cosa? No niente, è che m'è tornato in mente 
Quando era normale fare le cinque del mattino il giovedì sera, quando invece degli occhiali da vista avevo gli occhiali da pista …per nascondere gli occhi ragnatele elettriche rosse+ pupilla enorme schimicata.


Quando scrivo sti testi stitici
In quanto esiti di contesti statici
Lo faccio cercando contrasti estetici
Fingendo d’essere in stati estatici

E finisco triste a fissare tasti
Perso per sempre tra i miei mostri
?