lunedì 16 ottobre 2017

Gloomy Boy Blues







Gloomy Boy Blues



I feel everything’s
never happened -And it hurts, it fucking hurts -
Where’s your smile?
I never see it  - but I miss it  -
And I feel
the missing like  -a weight on the chest -


In the valleys of time,
In the tremblings breathes - I lost my gift of self -
In the bottom of glasses
In my hopeless mind – I lost my gift of self
Crush my soul
Feed me -with a spoon of crunchy lies-



Just wanna kiss something new
Just wanna feel something old
The lips on your fingers
Your fingers on my lips

  
My eyes
 can’t crying  -while my heart is struggling -
For floating on
 the painful sea  -Am I a dead leaf?-
I don’t wanna be sadly happy
Cause I'm happily sad.


Just wanna kiss something new
Just wanna feel something lost
The lips on your fingers
Your fingers on my lips



mercoledì 11 ottobre 2017

George Saunders



Una della raccolte di racconti più interessante che mi è capitata in mano negli ultimi anni è stata: Burned Children of America. A parte DFWallace, non conoscevo nessuno degli altri scrittori americani under 40 in quel libro.
Ci ho trovato tantissimi racconti interessanti, nessuno eccezionale, ma tanti veramente interessanti e, per certi versi innovativi; così ho deciso di approfondire la conoscenza di quelli che più m’avevano colpito fra  questi autori “emergenti”. Ho cominciato con Dave Eggers e il suo romanzo (modestissimo) “l’opera struggente di un formidabile genio”, ho dovuto rinunciare ad alcuni che non sono ancora stati tradotti in italiano, tipo Judy Buidniz -il cui “I giorni del cane” è uno dei racconti più belli della raccolta- e sto cercando di procurarmi qualche scritto di altri tipo “La donna che si tagliò la gamba al Maidstone club” di Julia Slavin – il suo Odontofilia è un altro dei racconti top in Burned Children.
Ora è arrivato il turno di George Saunders e della sua raccolta di racconti “Pastoralia”.
Te lo consiglio.
Il racconto che dà il titolo al libro è speciale, il secondo e il terzo sono forti, gli ultimi tre un po’ meno ma hanno dei bei personaggi. Saunders ha un bello stile ed è bravissimo a descrivere gli sfigati, quelle persone che (come me) passano il tempo a fantasticare immaginare e crucciarsi invece che agire.
Poi è forte con gli Incipit.
Prendiamo questo capitolo di Quercia del Mar:
A quercia del Mar, il mare non c’è e neanche la quercia, soltanto un centinaio di case popolari con vista sul retro della Federal Express. Min e Jade allattano i pupi mentre guardano La morte violenta di mio figlio.

Questo invece è l’inizio di “La fine di FIRPRO nel mondo”
Il ragazzino sfrecciò in bici davanti casa del muso giallo, davanti casa della tracagnotta e davanti casa del morto putrefatto da cinque giorni, ricordando che una volta il muso giallo l’aveva chiamato peste, che una volta la tracagnotta aveva chiamato la polizia perché le aveva massacrato il gatto con lo spago bullonato e che una volta la tipa dentro casa del morto le aveva chiesto: Cody ma te li lavi mai i denti? Un giorno avrebbe terminato la sua invenzione del raggio speciale miniaturizzante e gli avrebbe ristretto le case.

Incipit de “Il parrucchiere infelice”
La mattina il parrucchiere lasciava le sue aiutanti nel negozio e si sedeva fuori a bere caffè puntando tutte le donne che vedeva. Puntava le vecchie, le gestanti, le modelle dei cartelloni pubblicitari sugli autobus in transito, e quella mattina una tipa con i capelli neri a spazzola e le guance macchiate di lacrime, una niente male, se solo avesse fatto lo sforzo di pulirsi la faccia spendendo magari qualche soldo per un vestito come si deve, calze bianche e minigonna, per dire, stivali al ginocchio e cappello da cowboy e cigarillo, e se la immaginò….


Una delle cose fondamentali per uno scrittore è non descrivere i personaggi, ma disegnarli, fare emergere la loro personalità dai loro atteggiamenti. Così Saunders in due righe ci fa già immaginare che razza di madri saranno Min e Jade; tratteggia i contorni di Cody sognatore folle ; ed esaspera il maschilismo del parrucchiere ed il suo ragionare col cazzo, tanto che non solo gli fa “puntare” tutte le donne che vede, ma la prima categoria di donne che punta sono le vecchie. Poi le gestanti. Poteva essere più squallido? Difficile.
Oltre a questo, la cosa che più salta all’occhio è l’egoismo dei personaggi. Le madri davanti alla tv (poi verrà fuori che riempiono i biberon di gelato e sciroppo d’acero per tener buoni i bimbi, sparolacciano e litigano continuamente sbattendosene  della prole), Cody che odia una signora e sembra non pesare il fatto di averle ammazzato il cane con una catena bullonata, il Parrucchiere che, vedendo una ragazza in lacrime, se l’immagina vestita da cowgirl.
Meraviglioso, in tal senso, è quest’altro passaggio tratto dal capitolo 1 de “Il parrucchiere infelice”:
…Perché andava in chiesa in un giorno feriale? Magari aveva un problema. Magari era rimasta incinta. Magari se la seguiva dentro e le diceva che i problemi erano il suo pane quotidiano – era nato senza dita dei piedi – un caffè con lui l’avrebbe preso. Era stufo di tornare a casa e trovarci solo mamma.

La gravidanza della ragazza usata come pretesto per abbordarla. Nella sua testa il vero problema non è la gravidanza d’una ragazza, ma il Suo vivere con mamma. E poi c’è l’ironia traboccante. Quel – era nato senza dita dei piedi- mollato lì come uno zaino bomba nella Hall dello Sheraton. Grandioso.


Pastoralia è forte, ne val proprio la pena. E non ti ho detto nulla sul racconto migliore perchè le cose belle non vanno raccontate, come dicono quelli de Lo Stato Sociale : Scoprire è meglio che capire, capire è meglio che spiegare.


lunedì 9 ottobre 2017

Pessoa RuleZ!



All’improvviso oggi ho dentro una sensazione assurda e giusta. Ho capito, con un’illuminazione segreta, di non essere nessuno. Nessuno. Assolutamente nessuno. Sono stato derubato dal poter esistere prima che esistesse il mondo. Se sono stato costretto a reincarnarmi, mi sono reincarnato senza di me, senza essermi reincarnato. Non so sentire, non so pensare, non so volere. Sono una figura di un romanzo ancora da scrivere. Penso in continuazione, sento in continuazione, ma il mio pensiero è privo di raziocinio, la mia emozione è priva di emozione! Da una botola situata lassù sto precipitando per lo spazio infinito, in una caduta senza direzione, infinitupla e vuota. La mia anima è una vasta vertigine intorno al vuoto, un movimento di un oceano senza confini intorno ad un buco nel nulla, e nelle acqua, che più che acque sono turbini, galleggiano le immagini di ciò che ho visto e sentito nel mondo: vorticano case, libri, volti, casse, echi di musiche e spezzoni di voci in un turbine sinistro e senza fondo.
Poter saper pensare! Poter saper sentire!


Forse la mia sorte è di essere un contabile in eterno; e la poesia o la letteratura una farfalla che posandosi sulla mia testa mi rende tanto più ridicolo quanto maggiore è la sua bellezza.


Oppure sarò ricoverato in un ospizio per poveri, pago della mia completa sconfitta e confuso fra quei relitti umani che pensavano di essere geniali e invece erano solo mendicanti carichi di sogni: io, insieme alla massa anonima di coloro che non ebbero la forza per vincere e neppure la generosa rinuncia per vincere alla rovescia.

sabato 7 ottobre 2017

Bob Kaufman - All those ships that never sailed




All those ships that never sailed

Tutte quelle navi che non sono salpate
Quelle coi boccaporti aperti
Che sono strisciate nelle loro rimesse
Oggi li riporto qui
Enormi ed intransitorie
E le lascio partire
Per sempre.

E quei fiori che non sono cresciuti -
 Tu volevi crescessero
Quelli che sono stati schiacciati sotto
Terra nel fango –
Oggi li riporto qui
E te li faccio crescere
Per sempre.

Tutte quelle guerre e tregue
Che danzano su questi anni –
Tutto in tre giorni di bandiere spazzate
Rifiutando il significato di Dio –

Il mio corpo, un tempo coperto di bellezza
È ora un museo di tradimentoi
Questa parte a ricordare il perché di quel singolo tocco
Questa parte a ricordare quel solo bacio
Oggi li riporto qui
E ti lascio vivere per sempre.

Sospiro un ansante Ti Amo
E ti sposto
Per sempre.

Togliete il serpente dal braccio di mosè…
E un giorno la regina ebrea danzerà
Giù per la strada coi cani
E farà d’ogni ebreo

Il suo amante.

giovedì 5 ottobre 2017

Costretti a sanguinare (estratti)




<<Siete delle nullità, non riuscite nemmeno a far schifo -



Raffaella ha avuto un cedimento improvviso "basta! - dovete mollarmi - non sopporto le ostre menate - ne sento fin troppe già a casa" - Cristina è seriamente preoccupata - "Fino a qualche tempo fa fumava solo qualche spinello adesso si ingoia di tutto - sniffa come una tossica esperta - sta impazzendo- suo padre deve aver esagerato" - negli ultimi tempi c'è stato un forte mutamento nel suo modo di comportarsi - innanzitutto è sempre allucinata - capelli bianchi con una cresta tipo aureola di trenta centimetri - seminuda con abbigliamento di pelle e calze a rete strappate - molto forzato - spinto - poi gira con dei truzzi clamorosi di uqarant'anni e più - parla concitata di assurde esperienze erotiche - hardissime - per noi è veramente strano - era considerata una delle più propositive del gruppo - fa una confusione bestiale tra quello che legge - le parole di suo padre - quello che si vive - non parla più di lei e dei suoi - finalmente dopo innumerevoli sforzi scopriamo che da settimane non rientra a casa - tentiamo di comunicare - in qualche momento di lucidità ci mette in crisi - "state a parlare di ribellione e ancora nessuno ha una casa propria - magari qualcuno potesse ospitarmi" - arriva sua madre al bar Magenta - una donna di due quintali - subumana - seguita dal padre che ci fa una scenata portandoci tutti in Moscova dai carabinieri- noi siamo muti come pesci ma è questione di giorni - qualche tempo dopo scappa di casa nuovamente - torna gonfia da paura - si mette a fare la vita con gli stessi di prima - poi suo padre la chiude in camera - sarà la sua prigione per molto tempo - qualcuno anni dopo l'ha vista nelle strade di corsica -insieme alla madre - uguale alla madre.



Gabriele . capelli sempre in piedi - un ex autonomo che scappa dall'eroina e dalla decadenza dei circoli - <<alle mie spalle ci sono solo macerie>>



Tante volte mi sembra di essere un sopravvissuto a un'epoca precedente - mai vissuta però.



I Disorder rimangono affascinati dall'ambiente di Correggio - così non se ne vogliono più andare - coinvolgono nella loro quotidianità trash alcune decine di punx milanesi - mai come adesso si vedono zombie sconvolti sulle scale e negli androni di Correggio - il cantante inglese è instancabile - una bestia selvaggia - vuole organizzare un laboratorio di sintesi di una droga di sua invenzione a base di alcool e marijuana - dalle cantine dove piazza il suo marchingegno escono mostri umani - chi urla chi piange chi sparisce per qualche giorno e poi torna col genitore incazzato - fimchè dopo un incendio che brucia peli e capelli a una decina di loro - i compagni della casa uniti ai punx militanti saranno costretti a ricordare agli inglesi la scadenza del loro biglietto aereo.



Quando ritorno alla carboneria di Correggio mi avvolge la depressione - la tristezza di Manuela è un incubo verde al fluoro - rivivo la sua infanzia come i fotogrammi di uno spaventoso incidente stradale al rallentatore - ma sono quasi insensibile.



"Sono l'ultimo dei parassiti - avevo conosciuto una donna a Berlino - ero suo prigioniero - il mio destino era chiuso dentro lei - dentro il suo culo - poi la storia è finita non so neanche come o perchè - il mio sogno è finito facendomi esplodere il melone - sono incasinato - senza casa - senza senso."



Così si era spento anche Danilo - in quell'angolo davanti alla saracinesca chiusa di Buscemi - tremante seduto sul gradino - le braccia avvolte sulle gambe che gli coprono la faccia smorta- "non credere - sono quello di prima - il mio obiettivo è il caos totale" - "si Danilo - ok - è tutto una merda - hai ragione"



"E' tutta colpa della morale giudaicocristiana" - inizia così le sue divagazioni Daniele - "é un urlo disperato contro l'educazione che ci hanno inculcato per anni - ci impongono le loro scelte - come per me che lavoro in posta da una vita - è una vita di merda - è la logica del sacrificio - una logica incontestabile - quando sei giovane sbatti contro il muro del conformismo e ti fai solo male - quando invecchi sei troppo ferito per sbatterci ancora - e allora ti adegui... Una vita in posta - Una vita IMPOSTA" - dopo questo gioco di parole inizia a bere come un otre - un pò l'autocompiacimento per la battuta - un pò l'estrema tristezza della sintesi sulla sua vita.



Non potete capirci - noi siamo fiori nella spazzatura



<<Noi preferiamo che la nostra venga definita non-musica - è rumore, non musica >>



- sul palco in effetti siamo sull'astronave del nostro passato sregolato - "No Fun - non c'è stato niente di divertente - restano solo ricordi spappolati - No Fun - cosa ci resta? - Cosa ci resta?"