martedì 17 gennaio 2017

Ricette Abortite 2


Dopo il devastante successo della Mia Zuppa Thai Abortita che sicuramente NESSUNO ha mai provato a fare,
 ho sentito l'esigenza di condividere altre ricette
E che ricette!
mamma mia
la zuppa almeno l'avevo provata tre o quattro volte
prima di donarla all'internet,
le ricette di oggi invece sono nate così,
dalla deficenza per lo più.


Ho invitato a cena una coppia di amici, non sapevo che fare da mangiare,
allora ho preparato le Fettuccine Bill Lee.


Ricetta delle Fettuccine Hand-crafted per tre persone:
-          Prendi 200gr di farina 00 , 100 gr di farina di grano saraceno, tre uova e un pizzico di sale
-          Mescola. Mentre mescolavo io c’ho messo dentro anche del prezzemolo fresco appena tritato, che in realtà messo così nella pasta non sa praticamente di un cazzo ma a livello colore fa passare le tue fettuccine self-made da “piatto improvvisato da uno che boh” a “vera pasta fatta in casa fatta come si deve da uno che evidentemente ne sa”
-          Quando hai fatto una palla falla riposare mezzora coperta da uno straccio. poi tagliala a pezzi, vai di mattarello sui vari pezzi in modo da farli diventare delle strisce dello spessore desiderato. Infarina e arrotola le strisce come se fossero dei mega cannoni e taglia fettuccie dello spessore desiderato.
-          A Questo punto arrivano i tuoi amici, apri il Lugana e metti su una pentola con acqua salata.
-          Quando l’acqua bolle butta le fettuccine ma vedi di cuocerle poco che sta roba, cazzo, va mangiata al dente.
-          Condisci col sugo d’astice che hai comprato già pronto. Ordinalo per due persone che tanto te ne danno un quintale.

Proprio non c’avevo cazzi di preparare un sugo ma tu puoi fare come vuoi. Se non hai voglia di un sugo col pomodoro spadella del porro con un pò d'olio, buttaci insieme una salsiccia e se puoi sfuma sempre col vino.
Ah, per le fettuccie puoi aumentare la percentuale di grano saraceno ma l’impasto tende a diventare duro e difficile da manipolare.


Beh, poi ho fatto il secondo.

Ricetta delle Bombette di Coda di Rospo alla Bill Lee:
Ingredienti per tre persone:
800gr di coda di rospo
15 fette di guanciale stagionato
Olio Evo
Sale
Pepe
Un limone
Vino bianco possibilmente aromatico e non scadente.

-          La coda di rospo è comoda. Te la vendono quasi sempre senza testa e pulita e sto pesce magnifico è anche senza lische. Ti basta incidere (con un coltello buono) appena affianco alla spina dorsale lungo tutta la lunghezza del pesce per tirarti fuori i due filetti che poi taglierai a bocconcini. I miei erano delle bombette tipo 5cmx3x3
-          In una ciotola metti un tot di olio, due cucchiai di succo di limone, sale, pepe e grattugia un po’ di scorza di limone, vedi tu quanta, io ne metto un botto. Poi mescola.
-          Butta le bombette nella marinatura, mescola a mano, impregnale per bene e lascia riposare mezzora finchè ti pappi le fettuccine.
-          Avvolgi le fette di guanciale attorno alle bombette. Apri l’altra bottiglia di vino, io sono andato su un Riesling trentino molto buono.
-           Scalda una padella antiaderente di quelle serie, non mettere olio, vai direttamente con le bombette, fiamma media, lasciale cuocersi nel grasso del guanciale, tre minuti per lato poi alza la fiamma a cannone e sfuma col vino . Riempiti il bicchiere, regola il fuoco e cuoci finchè il guanciale non è croccante. A quel punto le bombette saranno cotte anche dentro. Perché la rana pescatrice è un pesce meraviglioso e sa come cuocersi. Ma se hai fatto i bocconcini troppo grossi puoi finire la cottura a fuoco basso o in forno o lasciarle semplicemente in padella col coperchio e il fuoco spento per una decina di minuti o boh fai il cazzo che ti pare arrangiati non sei mica un bambino.
-          Servi con contorni di verdure, io sono andato di zucchine grigliate e insalata di “molesini”(valeriana).




Allora poi volevo fare un dolce
Ingredienti del Dolce che Avrei Voluto Fare:
Yogurt bianco 200 ml
Ricotta di mucca 150 gr
Zucchero di canna 25 gr
1 Radice di zenzero
1 lime o limone
Foglie di menta
1 barattolo di mango sciroppato (che il mango fresco si trova ma non è di qualità infima)

Ricetta
-          Prendi la ricotta e lo zucchero di canna e frullali col mixer poi aggiungi lo yogurt, un po’ di scorza di limone e foglie di menta a piacere. Mixa fino ad ottenere un composto omogeneo.
-          Dividi il composto in tre calici da vino e mettili in frigo per mezzora
-          Prendi del mango, non so quanto, vai a occhio, e passalo col mixer insieme ad un po’ dello sciroppo zuccheroso in cui era conservato, un paio di centimetri di radice di zenzero e una bella grattugiata di scorza di limone fino a creare una specie di mousse.
-          Prendi i calici e con calma e freddezza adagia la mousse arancione sullo strato bianco, aiutati con un cucchiaio, spianala, rendila bella. Con un fazzoletto pulisci le sbavature sui bordi come fanno nei ristoranti fighi.
-          Metti il composto in frigo per un’oretta almeno.
-          Prima di strafogarti come un maiale guarnisci i calici con delle foglie di menta.


Al posto della ricotta puoi usare il Philadelphia,  oppure puoi usarli entrambi, mettere meno yogurt, insomma, giostratela, prova, inventa. Io infatti questo simil-sorbetto l’avevo  preparato in un’altra occasione perché oggi, ad esser sinceri, ho pensato al dolce solo dopo aver fatto la spesa, e in casa non avevo la ricotta. Nè il Philadelphia. Né la menta né lo zenzero né il mango.
Ho preso quel che c’era, ho mixato uno yogurtino bianco e uno “yogurt bianco al kiwi+ fibre cereali”, entrambi dell’activia, con zucchero di canna, l’immancabile scorza di limone e mezza pesca sciroppata. Ho buttato i calici in freezer perché quella roba non voleva saperne di solidificarsi, poi ho fatto la mousse sopra con pesche sciroppate e scorza di limone e quando l’ho messa su è venuto uno schifo, la mousse è mezza colata dentro lo yogurt. Ma vabbè
gli ospiti l’hanno mangiata.
 Io anche.
 Devo dire che sorprendentemente era accettabile.




Della cena i Miei amici sono stati molto contenti, nonostante il dolce.

mercoledì 11 gennaio 2017

ExpLoSiVe Stream of consciousness



Ditelo ad Orwell, che le auto volanti non le abbiamo viste ma possiamo scaricare un porno in 4 minuti e aggiornare il nostro profilo facebook mentre stiamo cagando

Spiegatelo a Mao, che Carlitos Tevez merita settantasei milioni di euro in due anni per giocare a calcio saran 40 partite

E Asimov li aveva visti?
gli automi istruti per eliminare i punti neri dai visi dei maschi eterosessuali?
Gliel'avete detto?

Qualcuno mostri a Galileo lo sbarco sulla luna e vediamo se almeno lui ha qualcosa da ridire.

E le femmine che vogliono mantenere la famiglia e guadagnare bene
E i maschi che vogliono essere belli puliti e ben inseriti
  -& le barbe curate e profumate sono l’emblema di una società che quando ha sentito “teoria dei gender” ha cambiato canale-
Si,
per guardare una serie dove la gente muore.

Non so se l’ho mai detto
Ma sono profeta.
Quindi
Statemi a sentire:
tra qualche anno i condannati alla pena capitale verrano ammazzati in livestreaming with all the fuckin world – che nelle piazze non ci possiamo andare sennò l’isis ci tirà addosso i camion- e potrai guardarti le esecuzioni finchè caghi.

Prenderei Marx per un orecchio e lo porterei in palestina se solo esistesse ancora.
Chi? 
no, non lui.
...

Non Ditelo ai flussi di coscienza, di volare basso.

Mi prendo un po’ troppo sul serio,
oggi ho fatto le fettuccine self-made hand crafted very special smattarellate a mano e tagliate male condite col ragù di quaglia compero.
Poi un'anima buona mi ha regalato un tin whistle -ho dato 200 euro al meccanico per un problema alla merdosa auto coreana quando mai iddio santissimo ho deciso di comprarla- e non mi resta che imparare a suonarlo finchè continuo a cercare di non far soldi e di stare il più possibile lontano dalle genti
che non sono mica cattive persone
è che non capiscono più cos’è giusto e cos’è sbagliato
e fin qua tranqui, sono abituato
ma non distinguono più cosa è divertente da cosa non lo è
e questo non mi diverte
cazzo
anzi mi aliena completamente da ogni contesto sociale
anche e soprattutto perché non sono
particolare alternativo freak del cazzo pazzoide complottista bruciato
no,
genti,


sabato 7 gennaio 2017

di Rimasti, Psicati, Bruciati ...




Antonio è forse l’unico personaggio di cui scrivo senza usare un nome fittizio.
Antonio è un rimasto.
La sua storia, che qualcuno m’ha gentilmente raccontato, è la seguente: una volta c’era un ragazzo bello e piacente, poi ha avuto un incidente ed è diventato brutto e stupido.
Tendenzialmente non credo a queste notizie campate in aria ma in questo caso mi va di fare un eccezione.
Mi ricordo di Antonio in quel posto underground nel quartiere dei froci.
Un’estate intera ad andare lì ogni fottuto mercoledì sera per ascoltare musica -spesso teknaccia da quattro soldi- conoscere persone scoppiate almeno quanto me, bere gin lemon e mangiare cale.
O pipparle.
E ritrovarsi regolarmente alle quattro del mattino a dirci “Dio can butei tra tre ore dobbiamo andare a lavoro”
Quel mercoledì ero fuori a fumare l’ennesimo cannone coi miei storici amici e con qualche gallina che non mi sono mai scopato quando ad un certo punto sentiamo un paio di colpi e qualche grido e niente, c’è Antonio che sta picchiando un albero.
Un albero bello grosso.
E Antonio grida, lo insulta e lo prende a pugni e- peggio ancora- a testate.
Qualcuno riesce a fermarlo e a trascinarlo via, m’immagino cercando di tranquillizzarlo con frasi fatte tipo “Anto lascia perdere, questo è troppo grosso, non riesci a buttarlo giù”
Poi vien fuori che Antonio ce l’aveva con un tizio che gli ha rotto il cazzo e poi se n’è andato dentro mentre lui, da bravo giovane represso, si è sfogato su un albero.
Antonio.
Che c’aveva sta risata tipo eheheheh a frequenza altissima.
-          <Io me lo ricordo al Florida, era lì su un divanetto con le mani sulle tempie, gli faccio “oh, cos’hai?” e lui mi guarda con ‘sti occhi terrorizzati e mi dice “ho lasciato le cale in macchina”. E allora gli dico “Ma dio can Antonio, siamo venuti su in autobus, eri seduto di fianco al Petru, davanti a me e Josh”. E lui mi sorride e mi fa “allora le ho mangiate tutte ehehehehehe”>

Chissà che fine ha fatto.  Si sarà perso.
Come il Blanco.
-          “ Va’ che il Blanco s’è ripreso un po’. Adesso parla, fa dei discorsi. No, beh, non è proprio a posto. Si, ma che c’entra? Diciamo che almeno riesce a finire le frasi, qualche anno fa non parlava neanche, non diceva niente, viveva solo nel suo mondo. Adesso almeno parla, poi si, vabbè, da qua a dire che è normale c’è una bella differenza, l’ho visto il mese scorso dopo anni e mi ha chiesto se faccio ancora i mobili e cose varie levigando il porfido, poveretto, gli ho detto di si e lui stava già parlando di un'altra cosa, non riesci a stargli dietro, non gli puoi dir niente a parte si ok vabbè ed essere accondiscendente con frasi fatte. Però almeno parla. Chissà poi sta cosa del porfido da dove l’ha tirata fuori. Che tra l’altro sempre quel giorno lì tira fuori dalla tasca un acino d’uva e allora, giusto per dir qualcosa, gli faccio “Hai mangiato uva?” e lui mi guarda male e mi fa “No, sarà una settimana che ce l’ho in tasca. Mi ha ispirato per fare un disegno. Una conchiglia con sopra una foglia con sopra l’uva, ma l’uva deve essere sulla foglia non sulla conchiglia.” E altre stronzate così, poi grazie a dio sono riuscito a sganciarmi che parlare coi matti mi disagia un sacco per dio, la odio sta gente.

Bacco invece c’è rimasto sotto anche peggio. E pensa che mio cugino mi ha raccontato che era un grande, andava in giro con lui e quelli del Jolly, sempre sorridente sempre voglia di spaccare il mondo, poi a ‘sta festa a Bologna gli si è rovesciata sulla mano la boccetta di lsd, lui ha provato a tamponarla ma zero, gli è salito un trip allucinante, è rimasto in un altro mondo per tre giorni e si è bruciato il cervello.
Ora lo vedi girare per strada col cagnetto, spalle strette, testa bassa, passo veloce, non parla mai con nessuno, non ha amici, donne , lavoro,  a parte le passeggiate col cane non esce mai di casa, è in paranoia durissima, non ricorda niente, non capisce niente, non sa niente.
Se è vero che gli imbecilli vivono meglio, Bacco deve avere proprio una vita bellissima.

Eh con l’ellessseddì non si scherza, cioè, finchè è un cartone tranqui, i cartoni di oggi avranno 50 microgrammi di principio attivo, quelli di una volta erano molto più forti, il fatto è che se invece di andare a cartoni te ne vai in giro con una boccetta coll’LSD liquida c’è poco da scherzare, ti si rovescia sulla mano e sei in overdose. Come quando giravano le Micropunte all’Alter, ti parlo di quindici anni fa, quelle erano delle cannonate da 300mg che hanno bruciato il cervello a un sacco di butei.

-          Guarda che non c’è bisogno delle micro punte per impazzire, i cartoni sono pericolosi comunque, Alberto è andato via di testa con uno solo. E si che era abituato, ne aveva presi altri ma poi ha fatto ‘sta serata coi suoi amici, tutti sereni e beati, lui imparanoiato abbestia inizia a dire a tutti “Guardate che vi sento” “Lasciatemi stare” “Smettete di prendermi per il culo” e i butei hanno provato a rassicurarlo un po’ ma dopo un po’ di tempo si son rotti il cazzo e probabilmente lui li stava trascinando tutti nel Bad trip quindi hanno deciso di non cagarlo più ed ogni volta che apriva bocca gli dicevano “Albe va in figa, smettila con sti discorsi e va a letto”. Erano in montagna a casa di uno, hanno dormito tutti lì nei sacchi a pelo e quando la mattina dopo si sono svegliati, Alberto era ancora lì sveglio che parlava da solo.
E’ stato l’inizio della fine. Non ci si poteva più parlare, non capiva più niente, era nel suo mondo, Paranoia dura, antisocialità, anni passati in casa da solo a bere alcool e fumare sigarette come se non ci fosse un domani ascoltando musica Goa tutto il tempo. Lui però ne è venuto abbastanza fuori. Diciamo che tra gli impazziti è l’unico che ora è tornato normale. Lontanissimo dall’Alberto di prima ma almeno se gli chiedi qualcosa ti risponde, dice frasi di senso compiuto e lo puoi lasciare andare in giro da solo.
Ah, per tornare più o meno normale ci ha messo sei o sette anni.




Antò, il Blanco, Bacco e Albe,
potevo esserci io al posto loro.

Anzi no, io gli allucinogeni li ho sempre evitati, non sono mica un coglione.

A parte quella volta in Costarica, quando pensavo d'impazzire,
Ma insomma, non sono mica un coglione, nessuno s'è mai ammattito con un quartino,
o  forse si?






martedì 27 dicembre 2016

IMieiLibri 2016


Anobii dice che quest’anno ho letto 28 libri (aggiornati al 24/12, quindi magari un altro entro il 31 riesco a farmelo), per un totale di 7396 pagine.
Niente male, sono stato di poco inferiore all’anno scorso, che sarebbe il mio anno dei record, con 32 libri letti per un totale di 7683 pagine e comunque  -questa è la cosa importante- molto più prolifico del periodo 2011/2014 quando viaggiavo con una media di 13,5 libri all’anno per poco più di quattromila pagine.
Che poi il numero di pagine conta niente, 50 pagine mezze bianche di un libro di poesie non valgono come trenta pagine scritte fitto fitto da Steinbeck.
Scritto come, poi? Grande o piccolo? Carattere? Grandezza della pagina?
<Ma in fondo, a chi importa?
-A chi importa cosa?
<Niente.
-Ecco hai visto? Non importa niente a nessuno
<Wow.
-Wow cosa?
< “Non importa niente a nessuno” è una così potente concentrazione di negazioni che sento che quasi mi muore il naso.


In ordine cronologico quest’anno ho letto:

Portami a casa – John Tropper:Simpatico ma niente di più. Voto 7.

Galapagos – Kurt Vonnegut: Vonnegut è uno dei miei idoli, ma qui non m’ha convinto particolarmente. Voto 6

Godetevi la corsa – Irvine  Welsh: Welsh è stato uno dei miei primi amori letterari e per questo gli sarò sempre grato. Certo, non è più quello dei primi tempi, ma ogni volta che tira in ballo i pazzi di Leith mi fa tornare ragazzo.  L’avventura di “Gas” Terry “Porno” Lawson non è assolutamente uno dei suoi libri migliori ma io a tratti mi sono pisciato addosso dal ridere. Voto 8

Addio alle armi – Hemingway:  Sopravvalutato. Voto 7.

Comma 22 – Joseph Heller:  “Libro dell’anno”. Meraviglioso parodistico romanzo che narra le disavventura dell’antieroe Yossarian tra satira e demenza riuscendo magistralmente a descrivere l’assurdità militare. Alcuni dicono sia troppo lungo. Io ne avrei voluto di più. Voto 10

Dio la benedica Dott. Kevorkian – Kurt Vonnegut: Una minchiata, scritta giusto per fare qualcosa. Alcune belle frasi qua e là in una trama quasi inesistente. Si legge in mezzora. Voto 5 (se non l’avesse scritto Vonnegut gli avrei dato di meno)

Disastri – Daniil Charms: Insieme di scritti strani, a volte sarcastici, altre ai limiti della demenzialità, mi ha fatto inserire Charms nella lista degli scrittori con cui andrei al pub.  Libro interessantissimo ma troppo strano per essere giudicato. S.V.

47 poesie facili e una difficile – Velimir Chlebnikov: Ricordo che m’era piaciuto, so d’averlo letto con molto interesse, divorandolo in un paio di giorni (e coi libri di poesie non andrebbe fatto) ma a distanza di qualche mese non m’è rimasto nulla. S.V.

Le profezie delle piramidi – Max Toth:  Saggio che parla di matematica geometria storia astrologia filosofia e chi più ne ha più ne metta, cercando di svelare i segreti delle piramidi. S.V.

Cagliostro – Roberto Gervaso: Biografia onesta, con molte fonti, che affronta la via di Cagliostro dai due punti di vista. Quello dei suoi ammiratori che credevano ciecamente alla sua “illuminazione” e quello degli Scettici secondo i quali era solo un millantatore. Voto 7

Sorgo Rosso – Mo Yan: “Libro dell’anno: Secondo posto”. Bellissimo drammatico coinvolgente ritratto della provincia cinese negli anni della seconda guerra mondiale. E’ il “cent’anni di solitudine” asiatico. Voto 9,5.

Viva la musica – Andrès Caicedo: Grande personaggio, libro decente. Voto 6

Barbablù – Kurt Vonnegut: Mi aspettavo l’ennesima cagata di un Vonnegut senza idee, invece mi sono dovuto ricredere. Non ai livelli dei suoi libri più importanti, Barbablù ha comunque delle ottime trovate e si legge volentieri. Voto 7

Il tennis come esperienza religiosa – DF Wallace: C’è niente da fare, se domani vado in libreria e trovo la “lista della spesa” di Wallace compro anche quella. Lui può scrivere di qualunque cosa. Se parla di tennis meglio ancora. Voto 7

L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio – Haruki Murakami:  Libro piatto, che si trascina noioso di pagina in pagina e non riesce a stupire nemmeno col finale. Voto 4

L’inverno del nostro scontento – John Steinbeck: Di questo grandioso autore ho letto 4 romanzi, tutti molto diversi per forma e contenuto. Questo, forse, è il più triste e riflessivo. Io amo Steinbeck e credo sia stato uno dei più grandi di sempre. Voto 8

Il visconte dimezzato – Italo Calvino: Vedi sotto. Voto 7,5

Il Barone rampante- Italo Calvino: Calvino è un grande, ragiona bene, pensa fuori dalle righe, ha un’ironia leggerissima, inventa cose stupende e la sua trilogia dei nostri antenati è bellissima.
Tra i tre libri  il barone rampante secondo me è il più riuscito Voto 8

Il pendolo di Foucault – Umberto Eco :  Premio la ricerca dell’autore e la volontà di combinare un sacco di misteri su cui non s’è mai fatta chiarezza. Però c’è troppa carne al fuoco, la trama a tratti è imbarazzante e  i personaggi fanno schifetto. Voto 7

L’alchimista – Paulo Coelho: Libro molto sottovalutato. Breve, conciso e pregno di significati, a tratti ricorda moltissimo la disarmante facilità di linguaggio del Piccolo Principe. L’alchimista lancia bombe vestendole da margherite. Voto 8,5

Gente di Dublino – James  Joyce: Raccolta di racconti assurdamente sopravvalutata. Da leggere unicamente se sei interessato ad una noiosa descrizione della Dublino d’inizio 900. Joyce non inventa nulla a livello stilistico né per quanto riguarda possibili colpi di scena. Voto 3

Flatlandia – Edwin A. Abbott: Più che un romanzo, un saggio su come spiegare un universo in 3d a persone che vivono in 2d e , di conseguenza, come spiegare l’esistenza di una possibile quarta dimensione a coloro che concepiscono unicamente il 3d. Libro pieno di trovate eccezionali, ha come unica pecca la narrazione molto discontinua , a causa delle continue interruzioni necessarie a spiegare e giustificare una miriade di dettagli di questa Flatlandia. Voto 8

Fahrenheit 451 – Ray Bradbury: Sicuramente l’autore di fantascienza che scrive meglio tra quelli che ho letto. Aggiungici che anche la storia è molto bella, ambientata nel classico futuro distopico/i potenti comandano tutto/ la gente vive nell’ignoranza totale/ Orwell mi fa una sega. Voto 8,5.

Furore – John Steinbeck: Terzo gradino del podio per questo commovente romanzo sulla grande depressione americana. Di solito odio ‘ste cose storiche, ma Steinbeck si conferma tra i più grandi scrittori del 900, sicuramente il più grande tra gli americani, con tutto il rispetto per Hemingway Faulkner e compagnia bella.  Voto 9

Il cavaliere inesistente- Italo Calvino:  Solito Calvino che inventa favole e dimostra di saperci fare con la penna in mano. Quando gli va si dilunga per pagine, altre volte fa succedere tutto in poche righe tipo Candido di Voltaire. Personaggi geniali, il contrasto tra il protagonista Agilulfo che non esiste ma ha una ferrea volontà di esserci, e Gurdulù, che c’è ma non sa di esserci, è meravigliosa. Voto 8

De brevitate vitae – Seneca: Perle di saggezza e un modo di vedere le vite “sprecate” a cui m’accosto spontaneamente e molto volentieri. Non me la sento di dare un voto a Seneca, per dio.

Un eroe del nostro tempo- Michail Lermontov: Piacevolissima sorpresa. All’inizio non ero convinto ma l’idea dei diversi punti di vista da cui viene descritto il protagonista paga. E quando è lui stesso a narrare, il libro prende il volo. Voto 8,5.


Ricapitolando:


Libri dell’anno:
1: Comma 22 – Heller
2: Sorgo Rosso – Mo Yan
3: Furore - Steinbeck


Flop dell’anno:
il peggiore: Joyce – Gente di Dublino
2: Murakami - L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio
3: Vonnegut – Dio la benedica dott.Kevorkian


Premio simpatia: Gurdulù da Il cavaliere inesistente di Calvino


Figaccia dell’anno: Clarisse Da Fahrenheit 451


Miglior protagonista: Yossarian  da Comma 22 di Heller.


Scena dell’anno:
Yossarian al dottor Daneeka:
"Vuoi dire che c'è un Comma?"
"Certo, il Comma 22: Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma tutti quelli che desiderano essere esonerati dal volo attivo non sono veramente pazzi"
Orr sarebbe stato pazzo se avesse compiuto altre missioni e sano di mente se non lo avesse fatto, ma se fosse stato sano di mente avrebbe dovuto compiere altre missioni di volo.
SE VOLAVA ERA PAZZO E NON DOVEVA VOLARE. SE NON VOLAVA ERA SANO DI MENTE E DOVEVA VOLARE
"E' davvero un bel comma, questo Comma 22”



venerdì 23 dicembre 2016

Film musica pittura e seghe mentali



Sono circondato da gente talmente noiosa che spesso mi ritrovo noioso anch’io per non sentirmi a disagio.
Non vorrei che a lungo andare smettessi di notare la differenza tra finzione e realtà.

Ma che cazzo parlo a fare.

video

Per quanto strimpellare in un bar così a cazzo sia stato particolarmente piacevole e divertente,
il giorno dopo cosa ti resta?





Ho pittato il mio armadio.
Ora è un "Armadio Pollock Vive"








E fin qui, tutto ok. Ma oggi?
 Oggi che devo fare per sfuggire la noia?
Voglio veramente sfuggirla?
O Voglio abbracciarla?




Io credo che Waking life andrebbe fatto vedere ai bimbi in quinta elementare e poi ancora, in loop, per tutta la terza media.

Io l'ho visto e mi sono sempre sentito in sintonia con L'autolesionista,
però a dire il vero mi sono un pò rotto il cazzo di farmi male,
non sono uno spettatore passivo nè una formica,
anche perchè la mia voce non è affatto spenta,




Quindi fanculo gli autolesionisti,oggi sono Alex Jones.



Ti saluto e ti abbraccio con potenza, 
che di questo c'è bisogno.

Quando vorrai ricambiare
io sono qua.